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Cittàmetropolitana di Torino

LA PUBBLICA TUTELA INCONTRA LE PROFESSIONI

Corsi di formazione per assistenti sociali, commercialisti, educatori professionali, geometri e infermieri per il sostegno delle persone fragili

È difficile il "mestiere" dei tutori e degli amministratori di sostegno. Queste figure vengono individuate dal giudice tutelare per rispondere alla carenza di autonomia, sotto il profilo cognitivo, di persone affette da patologie più o meno importanti che incidono sulla capacità di intendere e di volere.
Il loro compito è verificare che i diritti e i doveri delle persone che assistono vengano esercitati correttamente, relazionandosi con i servizi sociali e sanitari, con le banche, con il medico di base, e operando sotto il controllo del magistrato nell'attuazione dei loro bisogni.
Essendo in alcuni casi attività molto tecniche possono sollevare dubbi o difficoltà: in questi termini il collegamento con le professioni assume un valore fondamentale qualificando maggiormente l'incarico del tutore e dell'amministratore di sostegno.
È in questo contesto che la Città metropolitana di Torino - che per legge ha il compito di supportare tutori e amministratori di sostegno - vuole promuovere la creazione di un elenco di tutori/tutrici e amministratori/amministratrici di sostegno individuati tra alcune professioni.

Se ne è parlato lunedi 9 maggio nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, in occasione di un incontro di presentazione dal titolo "La pubblica tutela incontra le professioni".
L'obiettivo è di offrire uno specifico percorso formativo teorico-pratico sulle questioni più rilevanti (le norme che disciplinano il ruolo del titolare della protezione, gli aspetti sociali e sanitari, i compiti dei servizi), con le quali tutori e amministratori devono confrontarsi, per arrivare ad offrire ai magistrati una lista di professionisti e professioniste dalla quale si potrà attingere in quelle situazioni in cui i familiari non siano idonei o nel caso possa risultare particolarmente gravoso l'incarico se conferito ai servizi socio-assistenziali o sanitari.

"L'obiettivo di fondo del progetto, vista la particolare natura della funzione che verrà esercitata - è stato spiegato durante l'incontro - è creare una rete tra le professioni affinché si possa fare cultura in merito al particolare approccio che occorre mantenere con le persone sottoposte a misure di protezione: bisogna valorizzare gli aspetti della relazione umana e non solo le dinamiche legate alla gestione patrimoniale".
Il progetto, in una prima fase, vuole rivolgersi principalmente a quelle professioni che non orbitano all'interno dell'area prettamente legale, ma sono strettamente connesse e coinvolte nella gestione delle persone fragili soggette a tutela: assistenti sociali, commercialisti, educatori professionali, geometri e infermieri.
Il progetto prevede entro la metà di giugno un incontro plenario rivolto a tutti i professionisti interessati, in cui verranno illustrati gli obiettivi della formazione e i compiti dell'Ufficio di pubblica tutela della Città metropolitana; verranno quindi selezionati 25 candidati per la formazione specifica di settembre 2016 e 25 candidati per la formazione specifica di dicembre 2016.
Ciascun modulo formativo prevede, oltre ai funzionari della Città metropolitana, il coinvolgimento, in qualità di relatori, di un magistrato e di un funzionario di cancelleria, ma anche di rappresentanti delle singole professioni coinvolte, perché vengano condivisi i diversi punti di vista sulle tematiche proposte.

Per ricevere altre informazioni è possibile inviare una mail all'Ufficio di Pubblica Tutela pubblicatutela@cittametropolitana.torino.it o contattare il numero 011.861.2147/2146.

(09 maggio 2016)