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Celebri penne: Giuseppe Giacosa

Colleretto Parella, borgo canavesano, dal 1953 si chiama Colleretto Giacosa: per ricordare i natali del più noto scrittore teatrale piemontese a cavallo fra otto e novecento, Giuseppe Giacosa, che appunto a Colleretto nacque nel 1847, e vi morì nel 1906.

Avvocato per studi ma uomo di lettere per vocazione, si legò presto agli “scapigliati” piemontesi: Faldella, Camerana, Tarchetti, Praga. Del tardoromanticismo medievaleggiante dell’epoca è frutto la sua più nota pièce teatrale di quegli anni, la “leggenda drammatica” scritta in versi martelliani Una partita a scacchi. In un unico atto vi si narra la nota vicenda di Jolanda e del paggio Fernando.
Solo in seguito il Giacosa approdò al dramma borghese, di carattere intimista, con i suoi celebri successi Tristi amori e Come le foglie.

Non si può dimenticarne inoltre l’attività come librettista d’opera: sua la versificazione delle trame di Illica per i melodrammi di Puccini, La Bohème, Tosca e Madama Butterfly.
Nella Biblioteca storica di Palazzo Cisterna si possono trovare le opere teatrali del Giacosa, sia in edizioni singole che in raccolte complessive; abile conferenziere, di lui sono consultabili articoli in pubblicazioni anche rare, come nella raccolta Torino edita nel 1880 che contiene un suo intervento sul Circolo degli artisti.

Raro è il volume di saggi Castelli valdostani e canavesani (Torino 1899) corredato da pregevoli litografie.