Cittàmetropolitana di Torino

BIBLIOTECA STORICA

IL FONDO MUCCHI: UNA CORRISPONDENZA DI ARTISTI E INTELLETTUALI

Cartolina di Leonardo Bistolfi

L'archivio Mucchi raccoglie 328 lettere e cartoline postali inviate al pittore Anton Maria Mucchi e ai suoi famigliari da personalità di spicco dell'ambiente artistico-culturale sullo scorcio fra Otto e Novecento, fino agli anni della seconda guerra mondiale, con l'eccezione di una lettera datata 1967 indirizzata al figlio e alla nuora di Mucchi dal sacerdote e poeta David Maria Turoldo.

Mucchi, nato nei pressi di Parma nel 1871, morto a Salò nel 1945, fu allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino e poi di Cesare Tallone alla Carrara di Bergamo. Nel capoluogo sabaudo soggiornò fino al 1910, stabilendo abitazione e studio in una villa alla Madonna del Pilone, frequentata dallo scultore Leonardo Bistolfi, dall'antropologo Cesare Lombroso, dal poeta Giovanni Cena e dal filosofo Annibale Pastore, maestro di Bobbio e Gramsci, e cognato dello stesso Mucchi.

Ritrattista e vedutista, la sua pennellata in gioventù mostra l'influenza di Fontanesi e dei Macchiaioli, evolvendosi poi nella maturità in un tratto impressionista.

Biglietto autografo di Gabriele D'Annunzio
Lettere di Sibilla Aleramo

Abbandonato l'ambiente torinese, che giudicava troppo provinciale, si trasferì nei pressi di Roma e poi a Milano nel 1923. Qui rimase undici anni, occupandosi prevalentemente di restauro e antiquariato. Trascorreva infatti le estati sul lago di Garda, studiando le opere d'arte del luogo, e vi si trasferì definitivamente (a Salò, dove la moglie possedeva una villa) all'inizio degli anni Trenta. Qui condusse le sue ricerche, studi critici sulle chiese e in particolare il duomo di Salò, ma anche su personalità eminenti del luogo, tra cui i pittori Andrea Celeste e Cesare Ferro, e il liutaio Gasparo Bertolotti detto Gasparo da Salò. A Salò istituì il civico museo archeologico che oggi porta il suo nome.

Il Fondo Mucchi ha valore essenzialmente autografico, essendo costituito in sostanza da una collezione di celebri firme, da Pellizza da Volpedo a Corrado Alvaro, da Annibale Pastore a Enrico Thovez, da Massimo Bontempelli a Giovanni Camerana e Pietro Canonica, Gabriele D'Annunzio, Lorenzo Delleani, Giuseppe Giacosa, Antonio Fogazzaro, Franco Matacotta, Medardo Rosso. Un po' più consistente il mazzo di lettere di Sibilla Aleramo e quello dello scultore e pittore Leonardo Bistolfi (88 lettere).