Pubblica tutela

Gli istituti di protezione

L’idea di protezione della Persona è connaturata con la stessa esistenza della nostra Costituzione.

Gli articoli 2 e 3 della Costituzione, stabilendo rispettivamente il principio di inviolabilità dei diritti ed il principio di uguaglianza, non fanno altro che riconoscere nella dignità delle Persone il fine dell’attività delle Istituzioni e dei singoli cittadini, ponendo, quindi, le fondamenta di tutto il nostro sistema giuridico: ogni Persona in quanto tale, pertanto (a prescindere dalla sua condizione personale, sociale e politica, dalle sue credenze religiose, dalla sua razza, sesso o lingua o minore età), deve poter esercitare i diritti riconosciuti dalla Legge a parità di condizioni con tutti gli altri individui.

Anche coloro che non sono più in grado di provvedere ai propri interessi, perché affetti da malattie che ne riducono le capacità psichiche o fisiche, sono quindi Persone con uguale dignità e diritti rispetto alle altre.

La legge civile (Titolo XII del codice civile: “Delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia”), per evitare che le attività compiute dalla Persone “in difficoltà” o dai minori possano procurare loro un danno, consente di intervenire, sostituendo o accompagnando il soggetto beneficiario di protezione, durante il suo percorso di vita, affinché le sue aspettative, le sue richieste e i suoi bisogni siano comunque rispettati e garantiti.
Colui che assiste il beneficiario viene nominato da un magistrato (Giudice Tutelare) il quale esercita inoltre poteri di vigilanza e di autorizzazione nell’interesse del soggetto beneficiario del provvedimento di protezione.

Il codice civile individua quindi due strumenti giuridici di protezione per i minori:

La Tutela dei minori
Si apre a favore del minore i cui genitori sono morti o, per altre cause (decadenza), non possono esercitare la potestà genitoriale.
Nell’interesse della Persona minore di età viene nominato un Tutore, cioè un rappresentante legale il cui compito è quello di prendersi cura del suo benessere accompagnandola nelle scelte di vita, nonché di verificare che i suoi diritti vengano garantiti con certezza (per alcuni atti è necessaria anche l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria)


La Curatela dei minori emancipati
Si apre nel caso in cui il minore, che abbia compiuto l’età di sedici anni, sia stato autorizzato dal giudice a contrarre matrimonio, una volta che questo sia stato celebrato.
Nell’interesse della Persona viene nominato un Curatore che assiste la persona negli atti di straordinaria amministrazione (vendita e acquisti di beni, accensione di ipoteche, promozione di giudizi,…).

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L’ordinamento individua, inoltre, tre forme di protezione per gli adulti in difficoltà:

La Tutela degli interdetti
Si apre a seguito di un procedimento di interdizione che verifichi l’abituale infermità di mente della Persona, tale da impedirle di provvedere ai propri bisogni.
Nell’interesse della Persona dichiarata interdetta (che pertanto viene privata della capacità di agire) viene nominato un Tutore, cioè un rappresentante legale il cui compito è quello di prendersi cura del benessere della Persona, rappresentandola, nonché di verificare che i suoi diritti vengano garantiti con certezza (per alcuni dei quali è necessaria anche l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria).
Il sistema di norme che regolano la Tutela è in parte costruito sulle regole per la Tutela dei minori di età privi di genitori o i cui genitori siano stati privati della potestà genitoriale.


La Curatela degli inabilitati
Si apre a seguito di un procedimento di inabilitazione a vantaggio di Persone: a) in condizioni di infermità meno gravi di quelle che danno origine all’interdizione; b) che espongono sé o la famiglia a pregiudizi economici (a causa di prodigalità o di abuso di bevande alcoliche o stupefacenti); c) sordomute o cieche fin dalla nascita o dalla prima infanzia, prive di educazione sufficiente.
Nell’interesse della Persona inabilitata viene nominato un Curatore che assiste la persona negli atti di straordinaria amministrazione (vendita e acquisti di beni, accensione di ipoteche, promozione di giudizi,…).
Il sistema di norme previste per la Curatela è in parte costruito sulle regole previste per la Curatela dei minori emancipati, cioè i minori con più di sedici anni autorizzati dal Tribunale per i Minorenni a sposarsi.

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L’Amministrazione di sostegno
Introdotta con la Legge n. 6/2004, prevede la nomina di un Amministratore a favore della Persona, quando, per effetto di infermità o menomazione fisica o psichica, essa sia impossibilitata (anche solo temporaneamente o parzialmente) a provvedere ai propri interessi.
Compito dell’Amministratore è assistere il beneficiario del provvedimento di protezione, tenendo presente i suoi bisogni e le sue aspirazioni, informandolo e confrontandosi –se possibile- continuamente con lui.
L’Amministrazione di sostegno si caratterizza per una notevole flessibilità, potendo infatti l’Autorità giudiziaria ritagliare su misura il provvedimento che nomina l’Amministratore, tenendo conto delle specifiche esigenze della Persona (determinazione dell’elenco degli atti che può compiere solo l’Amministratore, individuazione di quelli che necessitano del consenso del beneficiario, definizione delle modalità e delle tempistiche con le quali l’Amministratore deve relazionare al Giudice Tutelare,…).

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