Il rapporto di lavoro

Tempo determinato

Nuova disciplina dal 25 giugno 2015 (Jobs Act)
DEFINIZIONE
E' consentita l'apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 36 mesi. Nel calcolo dei 36 mesi si tiene conto sia dei contratti a tempo determinato conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale (operaio, impiegato, quadro) sia dei periodi di somministrazione aventi ad oggetto mansioni equivalenti. Superato il limite dei 36 mesi il contratto si considera a tempo indeterminato. In deroga al limite di 36 mesi è possibile stipulare un ulteriore contratto della durata massima di 12 mesi  presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio. Se non si rispetta tale procedura e termine di 12 mesi il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data di stipulazione.
DIVIETI di stupula del contratto a tempo determinato per:
  • sostituzione di lavoratori in sciopero;
  • presso unità produttive nelle quali ci sia una sospensione del lavoro o riduzione di orario con trattamento di intergrazione salariale riguardanti lavoratori adibiti a mansioni cui si riferirebbe il contratto a termine;
  • presso unità produttive nelle quali si è proceduto nei sei mesi precedenti a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti a mansioni cui si riferirebbe il contratto a termine (deroghe per contratti di durata iniziale inferiore a tre mesi, in sostituzione di lavoratori assenti o in mobilità);
  • imprese che non hanno effettuato la valutazione dei rischi ex art.4 L. 626/94.

In questi casi la sanzione è la trasformazione a tempo indeterminato.

PROROGHE E RINNOVI

Le proroghe sono ammesse fino a 5 volte (nei 36 mesi). Se si supera tale limite il contratto è considerato a tempo indeterminato dalla sesta proroga.
Nel caso di riassunzione tra un primo e un secondo contratto deve passare l’intervallo di:
10 giorni se il primo contratto durava fino a sei mesi e 20 giorni se durava più di sei mesi. Se non si rispetta questa regola il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.
Tali regole non si applicano per le attività stagionali, per le ipotesi individuate dai contratti collettivi e per le imprese start up innovative per i primi 4 anni dalla costituzione della società.

Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine il datore di lavoro è tenuto a riconoscere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione pari a 20% al giorno per i primi 10 giorni e 40% al giorno oltre il decimo giorno. Inoltre se il rapporto di lavoro continua oltre il 30esimo giorno per i contratti di durata inferiore a sei mesi ovvero oltre il 50esimo giorno per i contratti di durata uguale o superiore a sei mesi, il contratto a tempo determinato si trasforma in indeterminato dalla scadenza di questi termini (31° e 51° giorno).

NUMERO COMPLESSIVO DI TEMPI DETERMINATI
I contratti a termine non devono superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione (tale limite è derogabile dal CCNL anche aziendale).
Per i datori di lavoro da zero a 5 dipendenti è sempre possibile comunque stipulare un contratto a termine.
Tale limite non riguarda la fase di avvio di nuove attività, le attività stagionali, spettacoli (ad eccezione delle fondazioni musicali e lavoratori temporanei per mostre, eventi e manifestazioni di interesse culturale), lavoratori over 50, sostituzione lavoratori assenti e per le imprese start up innovative.
Inoltre non vale per istituti pubblici e enti privati di ricerca, università per attività di ricerca, insegnamento.
Sanzioni per violazione del 20%:
-50% della retribuzione per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro.
DIRITTI DI PRECEDENZA
Il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza, fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.

Il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali. 

Il diritto di precedenza di cui sopra può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro sei mesi nel primo caso e tre mesi  nel secondo caso dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Il datore di lavoro è tenuto ad informare il lavoratore del diritto di precedenza per iscritto.

DIRITTO DI PRECEDENZA PER LE LAVORATRICI MADRI

In relazione al diritto di precedenza previsto a favore del lavoratore a termine che abbia lavorato per più di 6 mesi, per le assunzioni a tempo indeterminato nella stessa azienda entro i successivi 12 mesi, il periodo di maternità (astensione obbligatoria) concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza.
Alle medesime lavoratrici è inoltre riconosciuto il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi per le stesse mansioni.
Il datore di lavoro è tenuto ad informare la lavoratrice del diritto di precedenza per iscritto.
Il diritto di precedenza di cui sopra può essere esercitato a condizione che la lavoratrice manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
ESCLUSIONE DALLA DISCIPLINA DEL TEMPO DETERMINATO SOPRA DESCRITTA

Non si applica nei seguenti rapporti di lavoro:

  • rapporti instaurati ai sensi dell'art.8 comma 2 Legge 223/1991: contratti a termine inferiore a 12 mesi per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità;
  • i richiami in servizio del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
  • rapporti di lavoro tra datori di lavoro in agricoltura e operai a tempo determinato;
  • lavoro nel turismo e nei pubblici esercizi per l'esecuzione di speciali servizi di durarata non superiore a tre giorni
  • contratto a termine stipulato con i dirigenti della durata massima di cinque anni
  • rapporti a tempo determinato per supplenze del personale docente e ATA e personale sanitario