Fondi strutturali

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE EUROPEO

Il quadro finanziario pluriennale europeo, è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea fissa, in relazione budget UE a tutte le aree di spesa, il massimale degli stanziamenti per un arco temporale di sette anni. Definisce le grandi priorità politiche di intervento e l'allocazione finanziaria delle risorse degli Stati Membri. Regolamento (UE, EURATOM n. 1311/2013), che stabilisce il  QFP 2014-2020.
Il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 e la nuova generazione di programmi europei contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, per una crescita:
intelligente, favorita da investimenti più efficaci in istruzione, ricerca e innovazione
sostenibile, verso un'economia a basse emissioni di CO2
inclusiva, focalizzata alla creazione di posti di lavoro ed alla riduzione della povertà.

Il Regolamento sul QFP consente all'Unione europea di spendere fino a 960 miliardi per il periodo 2014-2020 e permette una maggiore flessibilità nello spostamento dei fondi non corrisposti e degli impegni di spesa, fra gli anni e tra le categorie di spesa.


POLITICA DI COESIONE OLTRE IL 2020: DOMANDE E RISPOSTE
 
Non più 11 "obiettivi tematici" del periodo 2014-2020, ma concentrazione delle risorse su 5 obiettivi strategici attraverso cui la nuova politica di coesione realizzerà i massimi risultati:
1) un'Europa più intelligente, mediante l'innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione
economica e il sostegno alle piccole imprese;
2) un'Europa più verdee priva di emissioni di carbonio, grazie all'attuazione dell'accordo di Parigi
e agli investimenti nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e nella lotta contro i
cambiamenti climatici;
3) un'Europa più connessa, dotata di reti di trasporto e digitali strategiche;
4) un'Europa più sociale, che raggiunga risultati concreti riguardo al pilastro europeo dei diritti sociali e sostenga l'occupazione di qualità, l'istruzione, le competenze professionali, l'inclusione sociale e un equo accesso alla sanità;
5) un'Europa più vicina ai cittadini, che sostenga strategie di sviluppo gestite a livello locale e uno sviluppo urbano sostenibile in tutta l'UE;
La maggior parte degli investimenti a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione sarà incentrata sui primi due obiettivi: un'Europa più intelligente e un'Europa più verde. Gli Stati membri investiranno in queste priorità tra il 65% e l'85% delle proprie dotazioni finanziarie a titolo dei due fondi, proporzionalmente alla loro ricchezza relativa.
Per maggiori informazioni apri il documento "Sviluppo regionale e politica di coesione oltre il 2020: Domande e risposte" (pdf  74,4 KB).


ALLEANZA PER LA COESIONE - #CohesionAlliance

Il Comitato delle Regioni insieme alle principali associazioni europee di enti locali e regionali (CRPM, ARE, Eurocittà, CCRE, ARFE) ha lanciato ad ottobre 2017 la piattaforma #CohesionAlliance che sostiene e promuove una politica di coesione post 2020, forte efficace e visibile. L'Alleanza per la politica di coesione, è una coalizione che riunisce quanti ritengono che la politica di coesione europea debba continuare ad essere uno dei pilastri dell'UE.
Possono aderire alla #CohesionAlliance tutti coloro che credono nella politica di coesione dell'UE : dai governi nazionali e dalle amministrazioni locali e regionali a PMI, ONG, scuole, università e organizzazioni culturali.
Approfondisci.
Guarda il video su Youtube "Cohesion Alliance for a strong cohesion policy after 2020".

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

Su un totale complessivo di circa 960 miliardi di euro, il 34% è destinato alla politica di coesione e il 66% alle altre politiche UE: agricoltura, ricerca, affari internazionali ecc.
La Politica di Coesione 2014-2020 è caratterizzata da:
una forte concentrazione tematica sugli obiettivi della strategia Europa 2020; i programmi devono scegliere un numero limitato di priorità all’interno degli undici obiettivi tematici stabiliti dai Regolamenti
condizionalità ex ante, necessaria per l’erogazione dei contributi
un forte orientamento ai risultati, concreti, a lungo termine e misurabili, con l’introduzione di un sistema rigoroso di indicatori per monitorare le performance dei programmi;
una integrazione rafforzata tra fondie programmi, con la possibilità di investimenti combinati pluri-fondo e pluri-programma e di meccanismi di programmazione integrata territoriale.
La politica di coesione costituisce il principale strumento di investimento dell’Unione europea per l’attuazione degli obiettivi della strategia Europa 2020: creare crescita e posti di lavoro, affrontare le criticità rappresentate dai cambiamenti climatici e dalla dipendenza energetica e ridurre la povertà e l’esclusione sociale. Rafforza la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni. Per conseguire tali obiettivi, i tre fondi che rientrano nella politica di coesione (Il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione) finanzieranno 11 obiettivi tematici

 

I REGOLAMENTI PER LA POLITICA DI COESIONE EUROPEA

Dopo l’adozione del QFP sono stati approvati i Regolamenti sui Fondi strutturali e di investimento europei che governano il prossimo ciclo di investimenti della politica di coesione europea per il periodo 2014-2020, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea serie L/347 del 20 dicembre 2013.

REGOLAMENTI
La struttura legislativa per la politica di coesione comprende:
1 Regolamento generale, disposizioni comuni sul FESR, FSE, Fondo di coesione, FEASR, FEAMP
5 Regolamenti specifici relativi a: FESR, disposizioni specifiche concernenti l’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”, FSE, Fondo di coesione, FEASR, FEAMP
2 Regolamenti specifici relativi a: obiettivo di "cooperazione territoriale europea", gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT).
Visita la pagina dedicata della Commissione europea,
per consultare i Regolamenti che disciplinano i fondi strutturali e di investimento (ESIF) dell'UE.

11 OBIETTIVI TEMATICI
  • 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione
  • 2. Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonché l'impiego e la qualità delle medesime
  • 3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura
  • 4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
  • 5. Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi
  • 6. Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse
  • 7. Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete
  • 8. Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori
  • 9. Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione
  • 10. Investire nell’istruzione, formazione e formazione professionale, per le competenze e l’apprendimento permanente
  • 11. Rafforzare la capacità delle amministrazioni pubbliche e degli stakeholders e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente, assistenza tecnica

CONCENTRAZIONE TEMATICA DEGLI OBIETTIVI

Priorità chiave FESR E FSE Tra il 50 e l’80% degli investimenti della politica di coesione verranno destinati alle priorità chiave individuate per il FESR e il FSE, collegate all'obiettivo Europa 2020
FESR -INVESTIRE NELLA CRESCITA, 4 priorità chiave:
1) Innovazione e ricerca, 2) agenda digitale, 3)sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e 4) economia a bassa emissione di carbonio, investimenti a seconda della categoria della regione (meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%).
FSE - INVESTIRE NEL CAPITALE UMANO, 4 priorità chiave:
1) Occupazione e mobilità, 2) istruzione, 3) inclusione sociale, 4) pubblica amministrazione. Almeno il 20% dell'FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro.


RIPARTIZIONE GEOGRAFICA DEI FONDI: TRE CATEGORIE DI REGIONI EUROPEE  

Regioni PIL mediaCome per le precedenti programmazioni il criterio in base al quale ripartire i territori dell’Unione Europea all’interno della politica di coesione è il PIL pro capite. Investimenti in tutte le regioni dell'UE e adeguamento del livello di sostegno in base al loro livello di sviluppo:
- regioni meno sviluppate (PIL <75% della media UE-28)
- regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% di media UE-28). (nuovo obiettivo dei fondi strutturali sostituisce il sistema di phasing-out e phasing-in degli obiettivi preesistenti).
- regioni più sviluppate (PIL> 90% della media UE-28)

IN ITALIA:
Regioni meno sviluppate: Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata.
Regioni in transizione: Abruzzo, Molise e Sardegna.
Regioni più sviluppate: Val d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio.

L'ORGNIZZAZIONE DEL TERRITORIO EUROPEO IN UNITA' TERRITORIALI STATISTICHE (NUTS)


livelli NUTS
L'Eurostat ha elaborato una classificazione del territorio europeo in unità territoriali ai fini statistici (NUTS), che permette la rilevazione, la compilazione e la diffusione di statistiche regionali armonizzate nell'UE e consente di condurre analisi socioeconomiche nelle regioni e di elaborare gli interventi nel contesto della politica di coesione dell'UE.
La classificazione NUTS ha un ruolo importante nella ripartizione dei Fondi strutturali ed è stata usata per questo scopo sin dal 1988.
Per determinare a quale livello NUTS appartiene un'unità amministrativa si tiene conto di soglie demografiche:
NUTS 1: da 3 milioni a 7 milioni
NUTS 2: da 800 000 a 3 milioni
NUTS 3: da 150 000 a 800 000
Le statistiche regionali sono fondamentali per poter confrontare i dati, data la grande variabilità di dimensioni e di popolazione tra i vari Stati europei.
La Politica di coesione prende in considerazione le regioni NUTS 2 che contano dagli 800 000 ai 3 000 000 di abitanti.
Nell'UE vi sono attualmente 274 regioni NUTS 2.
Per approfondire vai alla pagina dedicata del sito EUROSTAT 

L’Accordo di Partenariato, tra Italia e Commissione Europea, approvato il 29 ottobre 2014, definisce la strategia per l’utilizzo ottimale dei Fondi strutturali e di investimento europei in Italia. L'accordo prevede 32,2 miliardi di euro di finanziamenti totali a titolo della politica di coesione, 10,4 miliardi di euro per lo sviluppo rurale e 537,3 milioni di euro per il settore marittimo e della pesca, nel periodo 2014-2020. l’Italia gestirà circa 50 programmi operativi nel quadro della politica di coesione dell’Unione europea. Maggiori informazioni.

Nell'ambito della programmazione dei Fondi Strutturali 2014-2020, Obiettivo Cooperazione Territoriale, la Città metropolitana di Torino è coinvolta nei seguenti programmi: ALCOTRA, EUROPA CENTRALE, INTERREG IV C, MED, SPAZIO ALPINO. Vai alla pagina dedicata.


APPROFONDIMENTI