I NOSTRI COMUNICATI

 

Agricoltura

Agricoltura

Da venerdì 23 a domenica 25 settembre torna la Festa dell’Uva e del Vino di Carema, che promuove l’immagine della vitivinicoltura eroica del Canavese. La settantesima edizione dell’evento, organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni locali e la Cantina produttori Nebbiolo di Carema, finalmente si svolge senza le misure di contenimento della pandemia che nelle edizioni 2020 e 2021 ne avevano limitato il programma. La festa è patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino ed inizia venerdì 23 alle 18 con la partenza dalla sede della Cantina produttori Nebbiolo di Carema della prima edizione della “Run in the Vineyard”, una gara podistica su strada su di un percorso collinare. Al termine della corsa i podisti si rifocilleranno nel corso di una cena self service nell’area sportiva. Sempre venerdì 23, alle 19, nella sede della Cantina si inaugura una mostra fotografica visitabile sino a lunedì 26. Sabato 24 alle 9 negli spazi all’aperto del centro sportivo comunale inizia il conferimento dei campioni delle uve, in coincidenza con l’insediamento della commissione di esperti. Nella serata prefestiva c’è anche spazio per la musica popolare piemontese, con un concerto alle 21 nella chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, intitolato “Le canzoni di Rosario Scalero e Leone Sinigaglia”. Il concerto, programmato nell’ambito della prima edizione del Festival Rosario Scalero, propone canzoni e poesie dedicate ai temi del vino e della vendemmia. La serata è curata dagli insegnanti e dagli allievi della scuola secondaria di primo grado di Settimo Vittone, con il concorso del “Coretto di Carema”.
La mattinata di domenica 25 si apre alle 11 nella chiesa parrocchiale, con la Messa solenne e la benedizione dei frutti della terra. Dopo il pranzo del viticoltorenel padiglione dell’area sportiva di via Torino, il pomeriggio è dedicato al concerto della banda musicale e della Minibanda di Carema e all’assegnazione del premio “Grappolo d’Oro”. La sala museale della casaforte Gran Masun è visitabile domenica 25 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18.
L’evento “Andar per Cantine Antiche” è invece in programma sabato 1° ottobre alle 19. Si tratta di una passeggiata nel centro storico, illuminato dalle fiaccole e animato da intrattenimenti musicali. Le 15 cantine visitabili ospiteranno le degustazioni dei vini locali. All’inizio dell’itinerario i visitatori potranno acquistare al prezzo di 8 euro il calice per le degustazioni nelle cantine storiche e al prezzo di 17 euro un carnet di ticket assaporare le specialità culinarie.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito Internet del Comune www.comune.carema.to.it, scrivere all’indirizzo e-mail commercio@comune.carema.to.it o chiamare il numero telefonico 0125-811168. Manifesto-50x70 compressed page-0001

Agricoltura

Come ogni anno ad inizio luglio, Pragelato dedica due giornate alla mucca, che in alta Valle Chisone (ma non solo) è considerata la vera Regina delle Alpi. Il concorso Miss Mucca, organizzato dal Comune in collaborazione con la Pro Loco e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, è in programma sabato 9 e domenica 10 luglio ed è dedicato ai turisti, per far conoscere da vicino la vita, il lavoro e i prodotti dei margari e dei loro animali. Sabato 9 dalle 8 alle 20 i produttori delle aziende che partecipano alla manifestazione vendono i loro formaggi nelle casette allestite in piazza Pragelatesi nel Mondo, dove turisti e i villeggianti possono anche partecipare alla stima di formaggi e salumi. Tra le 17 e le 19 arrivano le mandrie che scendono dagli alpeggi, per la gioia dei bambini, che possono vedere da vicino gli animali. Non mancano gli eventi culturali, perché sabato 9 e domenica 10 dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 17,30 è visitabile la Casa Escarton in frazione Rivets, a cura dell'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie. Dalle 16 alle 18 del sabato è inoltre visitabile il Museo delle Tradizioni e delle Genti Alpine in frazione Rivets, a cura della Fondazione Guiot Bourg. Il Museo riapre domenica 10 dalle 14 alle 17.
Domenica 11 a partire dalle 9 si può visitare il mercatino tematico in piazza Pragelatesi nel Mondo. Alle 10 iniziano le dimostrazioni di mungitura e di preparazione dei tomini, a cura delle aziende agricole Chabert dell'alpeggio di Faussimagna e Guigas dell'alpeggio Grand Puy. Tra le 10,30 e le 11 avviene la scelta delle Miss da portare in gara. Dopo una pausa musicale, il programma prevede dalle 15,30 la presentazione delle razze per l'elezione delle Miss, alla quale segue il coinvolgimento della giuria popolare con tanto di "applausometro" per l'elezione di Miss Mucca. Completano il programma della giornata il "battesimo della sella" per i bambini a cura dell'asd Il Nuovo Ranch e, a partire dalle 17,30, la tradizionale "roudunà", la sfilata delle mucche che, con i loro variopinti campanacci, tornano alla pace degli alpeggi.Miss Mucca Pragelato 2


Agricoltura

Nei fine settimana centrali del mese di luglio torna ad Ussegliola Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio. La ventiseiesima edizione è segnata da un’interessante novità: la Città Metropolitana di Torino, nell’ambito del PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, ha istituito per le domeniche 10 e 17 luglio un servizio di bus navetta in partenza da Torino Porta Susa, lato corso Bolzano di fronte all’ingresso D della stazione ferroviaria alle 8,30, con ritorno da Usseglio alle 17,30. L’obiettivo della Corriera della Toma è di favorire gli spostamenti di gruppo, limitando il traffico dei mezzi privati e consentendo la partecipazione agli eventi anche a fasce di pubblico che non usano l’automobile. Per informazioni e prenotazioni occorre contattare Turismo Torino al numero telefonico 0125-618131 o all'indirizzo e-mail info.ivrea@turismotorino.org
Le giornate della Mostra della Toma da segnare sul calendario sono venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 luglio e poi ancora sabato 16 e domenica 17 luglio, per vivere due weekend dedicati alla montagna, ai suoi prodotti e alle sue tradizioni, dove enogastronomia, cultura, ambiente e spettacolo si fondono in un mix in grado di conquistare grandi e piccoli fin dal primo assaggio.
La Mostra attira sempre più visitatori ed espositori, qualificandosi come una vetrina prestigiosa per le eccellenze piemontesi e italiane. Protagonista indiscussa dell’evento la Toma di Lanzo, riconosciuta come PAT, cioè Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte, oltre che da oltre vent’anni fiore all’occhiello del “Paniere”ideato nel 2001 dall’allora Provincia di Torino. Accanto alla Toma ad Usseglio si gustano e si acquistano altri formaggi tipici di montagna e tipicità locali come il Salame di Turgiae i Torcetti.
In fiera i visitatori potranno conoscere da vicino i margari, le tecniche artigianali di produzione del formaggio e le tradizioni di montagna più autentiche, come la transumanza, un rito antichissimo che si ripete immutato da secoli: in una notte di fine primavera, migliaia di mucche, capre e pecore lasciano le stalle in pianura e nel fondovalle e si arrampicano sui sentieri delle Valli di Lanzo. Per tutta la stagione estiva gli animali si nutrono dellepregiate erbe degli alpeggi e bevono acqua pura, mantenendo i pascoli puliti e concimati e producendo un latte di altissima qualità, che si trasforma in formaggi dai profumi e sapori unici. Proprio per valorizzare al massimo i pastori e il loro duro lavoro quotidiano negli alpeggi, ad Usseglio alle imprese valligiane è riservato in fiera un padiglione speciale. I visitatori possono usufruire anche della tessera a punti, che riconosce per ogni 50 euro di spesa effettuata una borsa omaggio e un buono per l’acquisto di prodotti del valore di 10 euro, da utilizzare per ulteriori acquisti dagli espositori valligiani.
In fiera i visitatori trovano ad accoglierli 3.800 metri quadrati di area espositiva tra esterna e coperta e 6.000 metri quadrati di parcheggi. Nella mostra mercato sono presenti un centinaio di stand selezionati, provenienti dalle diverse regioni d’Italia, suddivisi tra Eccellenze Valligiane, Enogastronomia, Artigianato e Country Village. Sono in programma mostre, convegni, cene valligiane, degustazioni guidate e momenti di spettacolo e animazione. Per il pubblico più giovane ci sono lo street food e il Dj set, mentre i più piccoli possono partecipare agli alpeggi didattici con tante attività, come “Un’ora da casaro”, “Caccia al Cacio” e “Dal fiocco di lana al fiore di feltro”, mini passeggiate su pony e cavalli a cura della scuderia "Lo sperone" di Gassino Torinese, trucca-bimbi e gonfiabili. Tra le novità dell’edizione 2022 le “Pedalate al sapore di Toma", una serie di escursioni guidate su due ruote che apriranno l’evento e lo arricchiranno per tutta la durata. I percorsi in bici partono nel pomeriggio dal centro storico di Usseglio, prevedono l’arrivo all’alpeggio Menzio per l’apericena e il rientro in paese in serata. I tour si svolgono nei giorni del 2, 9 ,10 luglio dalle 18.30 alle 22 e nei giorni del 16 e 17 luglio dalle 16 alle 20.

IL PROGRAMMA E LE PROPOSTE DI ATTIVITÀ

La manifestazione verrà ufficialmente inaugurata venerdì 8 luglio alle 18 alla presenza delle autorità locali, metropolitane e regionali. L’ormai tradizionale taglio della forma di Toma Dop darà il via alla mostra mercato e alla degustazione negli stand enogastronomici dedicati alle varie specialità locali e ai “delicati e decisi” sapori di formaggio. Dalle 19 aprirà anche lo street food nel Country Village. Chi preferisce potrà gustarsi una tipica cena valligiana nei ristoranti del paese. A scaldare la serata la musica dal vivo e la discoteca mobile a partire dalle 22 ad ingresso gratuito. Sabato 9 luglioalla mostra mercato si affiancherà il Pranzo dell’Amicizia organizzato nell’area street food. Nel pomeriggio al Museo civico alpino Arnaldo Tazzetti verrà inaugurata la mostra fotografica “Di rifugio in rifugio. Scenari di alpinismo nelle Valli di Lanzo”. Per i ragazzi il divertimento continuerà con i flash mob organizzati dall’Accademia dello Spettacolo. In serata le cene valligiane e lo spettacolo dei Trelilu, che festeggeranno i 30 anni di carriera proprio ad Usseglio. Domenica 10 luglioci saranno ancora la mostra mercato e momenti di animazione per grandi e piccoli. Al Country Village ci sarà un doppio appuntamento con l’evento “A tavola. Formaggi e vini Doc del Piemonte: un matrimonio d’amore”, con una degustazione guidata di formaggi selezionati in abbinamento alle migliori etichette del territorio. Nei ristoranti locali si potrà consumare il Pranzo del Margaro, mentre nell’area fieristica ci sarà la tradizionaleRisottata al sapore di Toma e dei formaggi piemontesi, preparata dalla Pro Loco in una maxi padella di 2 metri di diametro. Lo Street Food Montanaro proporrà taglieri di formaggi, salumi e altre specialità del territorio. Nel pomeriggio ci saranno la premiazione dello stand più bello, la presentazione del libro "Il sale delle capre" di Arduino Baietto, un flash mob e il concerto del Coro PolEtnico, con voci provenienti dalle più diverse regioni e nazioni, all’insegna della multiculturalità.
Sabato 16 luglio la Mostra della Toma ripartirà con gli animali da cortile della “Fattoria in Fiera” e con il convegno sul tema “Nuovi modelli per gestire le risorse del territorio". Si ripeterà il Pranzo del Margaro nei ristoranti locali e nell’area fieristica. Il pomeriggio sarà a misura di famiglia, grazie alle “Avventure di Pinocchio”, messe in scena dall’Accademia dello Spettacolo. Il divertimento continuerà fino a mezzanotte con La Notte della Curenta, in cui si esibiranno diversi gruppi musicali francoprovenzali e occitani. Torneranno la Cena Valligiana al Pala Toma e lo street food. Per tutta la giornata per i più piccoli ci saranno il “Mani in pasta Day” e il Trenino della Toma verso la borgata Perinera per assistere alla macinazione del grano e riaccendere insieme il forno comunitario, ma anchelaboratori dedicati al lievito naturale, ai grissini e alla preparazione di pane, pizza e focacce. Domenica 17 luglio, oltre alla Fattoria in Fiera ci sarà anche la diciottesima edizione della Mostra bovina, ovina, caprina di razze alpine, che darà spazio agli animali e agli allevatori del territorio e soprattutto alle specie autoctone più rare e a rischio di estinzione. La giornata sarà arricchita dal mercato agricolo e delle Città Slow, dal laboratorio musicale “Cantare Insieme” e dalla Risottata nella maxi padella preparata dalla Pro Loco. In alternativa, sia in area fiera che nei ristoranti di Usseglio, si potrà gustare il Disnè d’la Duminica a base dei sapori della carne. Nel pomeriggio sono in programma il dialogo con lo scrittore Paolo Ruffilli e il Food Show dedicato al Salame di Turgia in compagnia del maestro macellaio Bruno Novero. La giornata si chiuderà con la premiazione dei migliori capi presenti in mostra e del “rudun” più originale.

Il programma completo della manifestazione ed i relativi aggiornamenti sono consultabili sul sito Internet turistico del Comune di Usseglio alla pagina www.turismousseglio.it/it-it/vivi/appuntamenti/mostra-nazionale-della-toma-di-lanzo-e-dei-formaggi-d-alpeggio-2022-83377-1-2f63d85c6ec5c80741a669b52ea1dedfNAVETTA TOMA 274x187 29 06 2022 page-0001

Agricoltura

La difesa dell’ambiente e della risorsa forestale, la valorizzazione del legno e delle filiere ad esso collegate per un’edilizia sostenibile e rispettosa dell’ambiente e per costruire un’alternativa energetica rispetto al metano: sono alcuni dei temi che rendono di stretta attualità una manifestazione come BOSTER, fiera internazionale che prosegue e rafforza il filone inaugurato vent’anni orsono dall’allora Provincia di Torino con “Bosco e Territorio” e che è stata inaugurata stamani a Beaulard di Oulx.
Il progetto Bosco e Territorio e la fiera BOSTER sono stati e sono tuttora l’esempio di una proficua collaborazione tra pubblico e privato e di una notevole capacità delle comunità locali di fare sistema, per valorizzare la risorsa forestale, difendere l’ambiente e creare nuovi posti di lavoro. - sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha partecipato all’inaugurazione - Nei dodici anni di lavoro sul progetto Bosco e Territorio, sul progetto transfrontaliero Bois-Lab e sulla certificazione forestale, l’allora Provincia di Torino, oggi Città Metropolitana, ha messo a disposizione dei territori montani le proprie competenze tecniche e le proprie risorse umane, impegnate in un delicato lavoro di coordinamento di studi e iniziative per valorizzare le risorse forestali e la filiera del legno. È uno dei tanti esempi del ruolo fondamentale che un Ente di area vasta può svolgere per aiutare i territori extra-urbani a crescere in termini economici e sociali”.
Suppo ritiene che “la sfida di una green economy fondata sulla valorizzazione energetica ed edilizia del legname sia ancora tutta da giocare. Ed è tanto più importante oggi che il PNRR offre la possibilità di attrarre sul territorio nuove risorse. Alla Città Metropolitana di Torino, che da sei mesi può contare su di una nuova amministrazione molto attenta ai territori montani, compete come sempre un paziente, intenso e proficuo lavoro di coordinamento, promozione e ricucitura del tessuto territoriale”.
BOSTER, che è appunto l’acronimo di Bosco e Territorio, è l’unica manifestazione in Italia interamente all’aperto, dedicata alla valorizzazione delle filiere del legno, alla gestione del territorio e all’agricoltura di montagna. Il format presenta nel reale contesto operativo macchine, attrezzature e tecnologie funzionali alle filiere bosco-legno, dall’esbosco alla prima lavorazione finalizzata al riscaldamento domestico e collettivo e all’utilizzo nell’edilizia sostenibile e nell'arredo. Sono presenti le più importanti aziende del settore, provenienti dalle altre regioni italiane e dall'estero.
L’evento propone un'area espositiva all'aperto di 40.000 metri quadrati nella pineta che affianca l’abitato di Beaulard, ma anche visite guidate, dimostrazioni di attrezzature e macchinari, incontri con gli esperti e i professionisti, esposizioni di meccanica forestale, convegni, concerti e il Triathlon del Boscaiolo, con i migliori taglialegna di tutta Italia che si esibiscono in gare spettacolari. Senza dimenticare il Raduno di Panda 4x4, che propone nuovi test-drive e un corso introduttivo alla guida in fuoristrada. Il sostegno organizzativo della Città Metropolitana a BOSTER si concretizza anche quest’anno con la presenza delle Guardie Ecologiche Volontarie coordinate e gestite dall’Ente di area vasta, a supporto degli organizzatori e per la divulgazione di informazioni sulla tutela dell’ambiente e sulle aree protette gestite e tutelate dalla Città Metropolitana.
La Fiera BOSTER Nord Ovest è visitabile a Beaulard di Oulx dal 1° al 3 luglio dalle 9 alle 18, ma il venerdì e il sabato fino alle 23 sono in programma eventi serali di intrattenimento. Il biglietto d’ingresso costa 6 euro se acquistato all’ingresso e 5 euro in prevendita online sul sito www.ticket.it alla pagina https://carrello.ticket.it/dettaglio.php?id=1144
Per ulteriori informazioni e per visionare il programma dei convegni e degli eventi si può consultare il sito Internet www.fieraboster.itVicesindaco Suppo GEV inaugurazione BOSTER Beaulard 01 07 2022

Agricoltura

Grazie agli interventi resi possibili dal progetto transfrontaliero Interreg ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, di cui è stata capofila la Città Metropolitana di Torino, a Carema è tornata a nuova vita la Gran Masun, una casaforte tardo-medievale risalente al 1404, collocata al centro della conca vitata, nel luogo in cui convergono strade e sentieri quali la Via Francigena e il Sentiero dei Vigneti. L’apertura della sala museale della Gran Masun, promossa dal Comune di Carema e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, è in programma nel pomeriggio di sabato 2 luglio.
Al centro dell’evento è proprio uno dei risultati concreti del progetto della Strada dei Vigneti Alpini, che ha delineato, a partire dal 2017, un percorso virtuale di scoperta della viticoltura di montagna tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia. L’evento inizierà con una passeggiata tra i vigneti percorrendo un tratto della via Francigena, con partenza alle 17 dall’area pluriuso di via Torino. Alle 18,15 appuntamento sotto il campanile, in prossimità dello slargo adiacente alla sala San Matteo, dove alle 18,30 è in programma un tributo alla memoria del compianto Sindaco Giovanni Aldighieri, che fu instancabile promotore della valorizzazione della vitivinicoltura di Carema. Con l’occasione avverrà la consegna ufficiale di un auto di servizio alla sede della Croce Rossa di Settimo Vittone, concretizzando l'iniziativa delle due Unioni di Comuni “Dora Baltea” e “Mombarone”, che hanno contribuito al finanziamento. Alle 19 è in programma la piece teatrale “Suris e smorfie” di Amilcare Solferini, a cura della compagnia lo Zodiaco. A seguire la "merenda sinoira" con i prodotti enogastronomici locali, alla quale si potrà partecipare prenotando ai numeri telefonici 320-9092744, 346-9632356, 338 9724185.

IL RECUPERO E IL NUOVO RUOLO DELLA GRAN MASUN

La Gran Masun diventa ora un sito importante per gli amanti della viticoltura e del territorio.Gli spazi erano stati acquisiti dal Comune, che ne ha curato il restauro. Nel corso degli anni è stato rifatto il tetto e sono stati realizzati interventi di consolidamento statico. All’esterno, sono state create due aree di parcheggio con muri in pietra e “Pilun”, elementi distintivi del territorio, che sostengono le pergole sui terrazzamenti. È stata poi realizzata una sala di accoglienza del pubblico e dei pellegrini. La cantina al piano interrato è adibita alle degustazioni. Il recupero della Gran Masun offre a tutte le aziende vitivinicole locali uno spazio in cui accogliere gli appassionati del vino che visitano questo angolo del Piemonte. La Gran Masun sarà aperta in tutte le domeniche estive fino ad ottobre e la realizzazione del museo multimediale dedicato alla storia e alle peculiarità della vitivinicoltura eroica caremese integra i servizi già presenti e consente alla struttura di essere inserita nella Rete Museale AMI.
All’avvio del progetto transfrontaliero Interreg ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, nel 2017, era stato indetto un concorso di idee per l’utilizzo del locale. Ad una commissione di tecnici era stato affidato il compito di stilare la graduatoria delle proposte pervenute. Nel 2019 sono stati affidati i lavori: sul pavimento della sala è stata inserita una rosa dei venti e su pareti e soffitto sono stati installati i dispositivi necessari per la diffusione multimediale. L’allestimento è stato completato con una teca contenente la stratigrafia del terreno, con un ceppo di vite autoctona e con alcune botti recuperate da vecchie cantine, restaurate e corredate di dispositivi per la diffusione dei tipici profumi del vino Carema. Mentre i materiali hardware e software venivano realizzati, il Comune ha promosso la ricerca e la raccolta di contenuti storici e contemporanei sulla realtà vitivinicola locale, compresi alcuni filmati. Altri materiali video sono stati realizzati ex novo per corredare l’allestimento. Il risultato finale è uno spazio ecomuseale nel quale lesperienza di visita è immersiva e i contenuti proposti accompagnano il visitatore in un percorso virtuale. La narrazione potrà in futuro essere ulteriormente arricchita, così come la valorizzazione di altri due piani della Gran Masun potrà integrare l’offerta turistica del borgo di Carema.locandina apertura Gran Masun Carema 02 07 2022

Agricoltura

È entrato nel vivo il programma del circuito GustoValsusa che fino all’8 dicembre proporrà il territorio valsusino attraverso le sagre e le fiere che nel corso del tempo hanno saputo esaltare e valorizzare i prodotti della tradizione, come mele, castagne, patate, vini e formaggi.
Dopo l'inedita Sagra dell’Olio Valsusino del 2 giugno a Borgone Susa,domenica 26 ad Almese sarà di scena la vitivinicoltura, con la Sagra del Baratuciat, vitigno da cui si ottiene l’omonimo vino DOC recentemente riscoperto e già destinatario di prestigiosi riconoscimenti.
L’evento almesino è una delle iniziative che rientrano nel progetto Interreg ALCOTRA “VI.A. Tour”, naturale evoluzione del precedente progetto della Strada dei Vigneti Alpini, che ha delineato, a partire dal 2017, un percorso virtuale di scoperta della viticoltura di montagna tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia. Come sottolinea la Consigliera metropolitana con deleghe allo sviluppo economico, alle attività produttive e al turismo, Sonia Cambursano, “il progetto della Strada dei Vigneti Alpini, di cui il nostro Ente è stato capofila, ha valorizzato nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali, proponendo un itinerario turistico tematico che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. È un lavoro che, grazie al progetto VI.A. Tour, può e deve continuare, perché i territori hanno compreso l’importanza del fare rete, scambiandosi esperienze e idee e lavorando congiuntamente per la valorizzazione economica e turistica della vitivinicoltura di montagna, in un mercato del turismo enogastronomico in cui si punta sempre più sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di rispondere agli interessi e alle esigenze dei clienti”.

IL PROGRAMMA

Il programma della Sagra del Baratuciat prevede per venerdì 24 giugno le degustazioni dalle 20 alle 23 nella palestra dell’Istituto comprensivo di Almese, in via Alma Bertolo. Sabato 25 alle 8,30 si aprirà il mercatino dei produttori agroalimentari locali, mentre i banchi dei viticoltori saranno allestiti dalle 14,30 alle 22,30 in piazza Martiri della Libertà, che sarà pedonalizzata a partire dalle 16, per consentire ai visitatori di apprezzare cibo e vino Baratuciat proposti dai commercianti. Alle 17 è in programma la premiazione dei lavori partecipanti al concorso per i loghi e l’etichetta celebrativa del Baratuciat indetto dall’Istituto comprensivo di Almese. Esibizioni di tango alle 18 e musica dal vivo proposta dai Frati Meridiani alle 21,30 animeranno il tardo pomeriggio e la serata.
Domenica 26 giugno nella piazza Martiri della Libertà pedonalizzata dalle 8,30 alle 19,30 si terrà il mercatino dei viticoltori produttori di Baratuciat e dei produttori del “Gusto Valsusa”. In borgata Morando a partire dalle 9 è in programma il concorso estemporaneo di pittura “Arte in Vigna”. Nel pomeriggio, alle 17, sarà possibile partecipare ad un giro in bicicletta dalla piazza alla Via Francigena lungo la Dora. L’aperitivo delle 19 a cura dei banchi dei viticoltori e la musica celtica alle 21 chiuderanno il programma della Sagra.

BARATUCIAT, IL BIANCO CHE NON TI ASPETTI IN VALSUSA

Il Baratuciat è un vitigno che produce uva a bacca bianca. È autoctono della Valle di Susa e non ha parentele con i vitigni conosciuti. Era ad un passo dall'estinzione, ma è stato recentemente riscoperto e valorizzato. È presente nella bassa valle da almeno 150 anni, dove era estesamente coltivato fino ai primi del '900. La sua presenza è attestata da un documento inserito nel Bollettino Ampelografico del 1877. Il flagello della fillossera ha progressivamente limitato l'estensione dei vigneti. Il suo recupero si deve all'iniziativa di un cittadino di Almese, Giorgio Falca. Lo staff scientifico del CNR e quello del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino hanno intuito le potenzialità enologiche dell'uva e, grazie ad un lavoro di ricerca e sperimentazione, hanno definito con precisione le caratteristiche del vitigno. L'uva ha un acino ellittico, con la buccia di medio spessore molto pruinosa, di colore giallo-verde e dorato in fase di maturazione. Gli acini hanno la polpa poco consistente, succosa e non colorata. È un vitigno precoce e vigoroso. Il grappolo maturo è medio o medio piccolo, compatto, conico o cilindrico. I viticoltori locali, nelle zone ove era tradizionalmente presente, ricordano varianti del nome anche piuttosto distanti dall'attuale, come "Bertacuciàt", o "Berlu 'd ciàt". Riferimenti storici locali risalenti a fine '800 lo citano come "Berlon 'd ciat bianco". Il vitigno è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite come idoneo alla coltura
in Piemonte, ma non rientra ancora nella Denominazione di Origine Valsusa DOC. Generalmente vinificato in purezza, il vino Baratuciat nel medio periodo sviluppa sentori aromatici a mezza strada fra il Sauvignon ed il Gewürztraminer. Nel primo anno si presenta con profumi di frutti bianchi ed una netta nota di miele di acacia. È caratterizzato da un contenuto in estratto secco netto elevato per un vino bianco. Come si riscontra tipicamente negli ambienti montani, l'acidità totale risulta piuttosto elevata. Il vino si presenta generalmente di colore giallo paglierino scarico con gradevoli tonalità verdi, con un profumo intenso caratterizzato da note prevalenti di mela verde e ananas e con peculiari sentori di eucalipto e fieno. Il Baratuciat è un vino di struttura importante e molto equilibrato, atto ad accompagnare antipasti, pesci di lago o di mare, carni bianche e insalate estive.
Sulla collina di Almese, abbandonata negli anni Sessanta dai contadini ormai divenuti operai nell'industria del fondovalle nella bassa valle di Susa, erano rimaste piccole produzioni di vino, per lo più destinate al consumo di familiari. Grazie al recupero del vitigno Baratuciat, la vitivinicoltura ha conosciuto negli ultimi vent'anni una riscoperta che è innanzitutto culturale, nel senso del recupero delle tradizioni e della cultura materiale locale. Tra i protagonisti del recupero vi è l'azienda Agriforest della famiglia Bosio. Nei 15 ettari di proprietà sui versanti a solatìo di Almese nel 2004 è nata un'azienda agricola che ha riconvertito 3 ettari di terreno abbandonato in vigneto, uliveto, noceto e frutteto. La conduzione è familiare e la produzione ha numeri limitati e dedicati alla salvaguardia della biodiversità. Le operazioni colturali sono orientate al rispetto dell'ambiente, con l'inerbimento dei filari che evita l'erosione del terreno, l'uso esclusivo di concimi organici, la conduzione dalla potatura e la raccolta rigorosamente manuali.
Per saperne di più si può consultare il sito Internet www.vinistoricisacra.comlocandina Sagra Baratuciat 2022




Agricoltura

Da venerdì 17 a domenica 19 giugno a Pomaretto e a Perosa Argentina tornerà “Vini all’insù”, una rassegna dedicata alle migliori produzioni vitivinicole dell’arco alpino, patrocinata e sostenuta dalla Città Metropolitana di TorinoLa manifestazione organizzata dall’Unione dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca e dalle amministrazioni comunali di Perosa Argentina e di Pomaretto, rientra nel progetto Interreg ALCOTRA “VI.A. Tour”, naturale evoluzione del precedente progetto della Strada dei Vigneti Alpini, che ha delineato, a partire dal 2017, un percorso virtuale di scoperta della viticoltura di montagna tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia. Vini all’insù” sarà l’occasione per fare il punto su alcuni dei risultati del progetto Strada dei Vigneti Alpini, di cui è stata capofila la Città Metropolitana di Torino; progetto che ha consentito al Comune di Pomaretto di valorizzare un itinerario di turismo enologico, con uno spazio di accoglienza panoramico lungo il Sentiero del Ramìe.
Il programma di “Vini all’insù” si aprirà non a caso alle 15 di venerdì 17 giugno al Ciabot di Pomaretto con l’evento “Bouquet Alpini”, durante il quale sarà presentato il Tour della Strada dei Vigneti Alpini, alla scoperta dei vini e dei paesaggi vitati della Città Metropolitana di Torino, della Valle d’Aosta e della Savoia.
La mostra mercato dei vinidi montagna accompagnata dai banchi di assaggio sarà visitabile sabato 18 e domenica 19 giugno dalle 10 alle 19,30 nella splendida Villa Willy di Perosa Argentina. Sabato 18 alle 16 è in programma una degustazione su prenotazione di alcuni dei vini presenti alla rassegna, guidata dal delegato torinese dell’Associazione Italiana Sommellier, Mauro Carosso. Sempre sabato 18, ma alle 11,30 è in programma la degustazione libera “Il Dahu”, dedicata ai formaggi di montagna in abbinamento con i vini del Pinerolese, a cura dell’ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi. Per prenotare le degustazioni occorre chiamare il numero telefonico 335-7855023.
Nella giornata di sabato 18 e in quella di domenica 19 a Pomaretto sarà possibile partecipare alle visite guidate ai vigneti eroici del Ramìe, che inizieranno alle 15, alle 16 e alle 17. L’aperitivo tra i vigneti del Ramìe sarà servito al Ciabot sabato 18 e domenica 19 giugno alle 19. A Pomaretto la giornata prefestiva si concluderà con il concerto del gruppo Madamè nel complesso degli impianti sportivi.
Domenica 19 alle 15 in piazza Europa 3 a Perosa Argentina prenderà il via lo spettacolo itinerante “I sentieri della storia”, realizzato in collaborazione con l’associazione Poggio Oddone. Di “Cioccolato e Passito” si parlerà invece nella degustazione su prenotazione in programma domenica 19 alle 16 a Villa Willy, con la partecipazione dei sommelier Ilario Manfredini e Sandro Gastaut e del delegato dell’Accademia Italiana della Cucina, Alberto Negro.
A chiusura delle manifestazioni il Concerto d’Estate della banda musicale di Pomaretto alle 21 al Tempio Valdese.

UNA VITIVINICOLTURA CHE È TRADIZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Nonostante la crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni, quella della riscoperta e valorizzazione del Ramìe nelle valli Chisone e Germanasca è la storia di una piccola iniziativa economica di successo. Le vigne da cui proviene l’uva vinificata nel Ramìe sono state impiantate con grande fatica nei secoli scorsi a una quota tra i 600 e i 900 metri, lungo pendii estremamente ripidi, contraddistinti da terrazzamenti a secco. All’imbocco della Val Germanasca è impossibile non notare le vigne che incombono sulla strada di fondovalle, quasi “strappate” alla montagna, sul versante pietroso esposto a meridione. La tradizione vinicola locale risale all’epoca medievale e, anche se con grande fatica, ha resistito alla diffusione della fillossera alla fine del XIX secolo, per poi rinascere nel secondo dopoguerra raggiungendo discreti livelli qualitativi. Tanto che Luigi Veronelli scrisse a proposito di quello che però chiamò erroneamente “Ramiè”, che aveva un “colore rosso rubino e delicato profumo. Sapore giustamente asciutto, fine, gustoso”. Il recupero dei terrazzamenti abbandonati e il superamento della produzione per il semplice autoconsumo sono però recenti, anche se la denominazione Doc nell’ambito della famiglia “Pinerolese” risale al 1996. I “profeti” della ricoperta del Ramìe sono stati Daniele Coutandin e l’agriturismo La Chabranda, che furono i primi promotori, insieme all’assessorato provinciale all’agricoltura e montagna dell’allora Provincia di Torino, che finanziò nel 2003 la costruzione di una monorotaia per facilitare il lavoro e la vendemmia, riprendendo il modello già applicato con successo nelle Cinque Terre. Dal 2009 il Comune di Pomaretto ha promosso la costituzione di un consorzio tra i piccoli contadini che ancora coltivavano le terrazze. Il nome ufficiale della Doc è “Pinerolese Ramìe”, per un prodotto che scaturisce prevalentemente dalla fermentazione delle uve di un vitigno particolare e di estrazione montana come l’Avarengo. A queste uve possono essere aggiunte minori quantità di Neretto di Bairo e Avanà. La vinificazione è stata condotta per tre anni in maniera sperimentale a Chieri, presso l’Istituto Bonafous della Facoltà di agraria dell’Università di Torino. Successivamente il consorzio ha trasferito il processo di trasformazione delle uve in vino all’Istituto Malva Arnaldi di Bibiana. La collaborazione con l’Università ha consentito al consorzio di migliorare la qualità del vino e di aumentare progressivamente la produzione da 1000 a 4000 bottiglie. Il consorzio si occupa della gestione collettiva della vendita del vino e dell’accesso a finanziamenti per la manutenzione dei muri a secco e delle vigne. Oggi il Ramìe è proposto nei bar, nelle osterie e nei ristoranti delle valli Chisone e Germanasca e offre ai turisti un’esperienza aggiuntiva di conoscenza delle eccellenze del territorio. Per i giovani di Pomaretto, forse, vivere esclusivamente di vitivinicoltura non sarà mai possibile, ma il Ramìe può costituire un’interessante integrazione al reddito e l’occasione per realizzare una manutenzione del territorio che fa bene sia all’ambiente che all’economia locale. locandina Vini allinsù Perosa Argentina 18-19 06 2022

Agricoltura

Sono un centinaio i Comuni del Canavese, dell’Eporediese e della pianura ai piedi della Collina Torinese potenzialmente interessati alla costituzione del Distretto del Cibo della pianura canavesana, i cui amministratori sono stati invitati dalla Consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico, alle attività produttive, al turismo e alla pianificazione strategica ad una riunione preliminare, convocata per oggi pomeriggio alle 15 nel Municipio di Strambino. L’ipotesi su cui si confronterà con i colleghi amministratori la Consigliera metropolitana, che è anche Sindaca di Strambino, è quella di un progetto che potrebbe valorizzare le produzioni cerealicole del territorio, ma anche la loro sostenibilità ecologica, soprattutto per quanto riguarda il contenimento dei consumi idrici.
La costituzione del Distretti del Cibo è disciplinata da una Legge regionale del 2019 e dal successivo regolamento di attuazione. Alla riunione saranno presenti i funzionari regionali, proprio al fine di valutare le modalità di elaborazione del progetto del nuovo Distretto del Cibo.

Agricoltura

Da venerdì 13 a domenica 15 maggio sarà fortemente legata alla natura e ai suoi tesori da tutelare la dodicesima edizione di “Di Freisa in Freisa”, la manifestazione regionale organizzata dal Comune di Chieri e dal Consorzio del Freisa di Chieri e Collina Torinese, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. Ad aprire “Di Freisa in Freisa”, venerdì 13 maggio, sarà ilconvegno realizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e l’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, dedicato ai cambiamenti climatici e al loro impatto sull’agricoltura e sulla produzione vitivinicola ma anche sul sistema sociale, economico e turistico.
Nel centro storico della “Città delle 100 Torri” ci sarà un tripudio di profumi e colori, eccellenze enogastronomiche da assaporare, momenti di festa e di approfondimento, workshop e seminari a tema, vino, aperitivi, esposizioni artistiche, proposte musicali, iniziative di charity e altre dedicate ai più piccoli.
Protagonista principale dell’evento sarà naturalmente il Freisa, appena eletto vitigno dell’anno 2022 del Piemonte: un vitigno autoctono con più di cinque secoli di storia, che metterà in mostra tutte le sue diverse anime, le sue etichette e i suoi produttori, tra degustazioni guidate, abbinamenti con altre golosità tipiche del territorio e laboratori multisensoriali di approfondimento.
La novità dell’edizione 2022 è la mostra florovivaistica, realizzata in collaborazione con Asproflor, che sabato 14 e domenica 15 maggio colorerà il centro di Chieri, proponendo le migliori eccellenze floreali del territorio e rimarcando la filosofia “green” che da sempre identifica la produzione e le attività portate avanti dal Consorzio e dai suoi produttori.
Durante Di Freisa in Freisa, il mondo del vino si sposerà anche con la cultura, grazie ad un itinerario alla scoperta dei principali monumenti, musei e chiese di Chieri.
I più piccoli saranno coinvolti nella festa con l’iniziativa “Freisa bimbi”, che proporrà laboratori per bambini dai 3 ai 6 anni e dai 6 ai 12 anni, per insegnare attraverso il gioco la rilevanza ecologica e paesaggistica delle vigne e l’importanza di un frutto come l’uva.
Alla manifestazione è abbinata l’iniziativa “Cantine aperte”, che vedrà alcune aziende vitivinicole del territorio ospitare visite guidate nel cuore della loro produzione. “Freisa & Food” che coinvolgerà invece i ristoranti e i locali di somministrazione di Chieri nella realizzazione di menù a tema.
Per saperne di più si possono consultare i siti Internet www.comune.chieri.to.it e www.freisadichieri.comlocandina Di Freisa in Freisa 2022 1.jpg

Agricoltura

Domenica 8 maggio torna a Coazze la fiera agricolo-forestale “Lu Bo e la Fejri”, cancellata negli ultimi due anni a causa della pandemia. Il programma della manifestazione, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, è ricco di attività legate al tema forestale e soprattutto al territorio: si parte sabato 7 alle 17 nella sala conferenze dell’Ecomuseo dell’Alta Valsangone, con la presentazione dell’ultimo libro di Tiziano Fratus, poeta e scrittore bergamasco residente a Trana. Come suggerisce il titolo “Alberi millenari d’Italia”, propone un viaggio alla scoperta degli alberi più antichi del Bel Paese, un argomento che si addice perfettamente a “Lu Bo”, il bosco-legno in lingua francoprovenzale. Insieme alla presentazione del libro, l’Ecomuseo dell’Alta Valsangone inaugura la mostra di Tiziano Fratus dedicata agli alberi monumentali, concessa in prestito dal Giardino Botanico Rea e visitabile gratuitamente.
Domenica 8 maggio lungo Viale Italia ’61, nelle piazze principali e nel parco comunale a partire dalle 10 la fiera propone stand di prodotti locali e artigianato, vivai con piante e fiori e street food, attività e spettacoli per grandi e piccoli: dalla realizzazione di sculture in legno con la motosega, alle dimostrazioni a cura delle scuole d’intaglio della Valsangone e della Valle di Susa, dall’esposizione delle attrezzature forestali a cura della cooperativa Silva alla possibilità di arrampicare sulla parete allestita in piazza Cordero di Pamparato, dalle passeggiate a cavallo insieme all’associazione “Ognuno a Suo Modo” alla dimostrazione di tree climbing alle 15,30 nel parco comunale.
Durante l’intera giornata davanti all’ufficio turistico il gruppo “I nostri antichi mestieri” mostra come si filava e si tesseva la canapa un tempo, mentre alle 15 nello stand allestito in viale Italia i panificatori De.C.O. tengono un laboratorio di panificazione. A partire dalle 10 nelle sale espositive al piano terra dell’Ecomuseo dell’Alta Valsangone è possibile visitare la mostra sugli alberi monumentali realizzata da Tiziano Fratus, mentre al primo piano è aperto al pubblico il Museo della Resistenza della Valsangone, riallestito da pochi mesi. Sempre dalle 10 in piazza Gramsci si può visitare l’esposizione illustrata sulle erbe spontanee e officinali, mentre nel parco comunale si possono ammirare gli spaventapasseri realizzati con materiali di recupero dai bambini della scuola dell’infanzia Erminio Macario e della scuola primaria Luigi Pirandello di Coazze, che partecipano al concorso “Lo spaventapasseri più stravagante”. Si può votare lo spaventapasseri preferito all’ufficio turistico entro le 16,30, mentre la proclamazione dei vincitori e la premiazione sono in programma dopo le 17 in piazza Cordero di Pamparato, dove vengono anche estratti i premi in palio per la Caccia al Toponimo Invernale.
Il gruppo AIB di Coazze e Aleghe Mountain Guide organizzano invece un’escursione guidata lungo il Sentiero delle Macine, con partecipazione ad offerta libera, il cui ricavato andrà interamente all’associazione AIB per l’acquisto di attrezzatura e di un nuovo mezzo antincendio. Per informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri telefonici 376-0091377 e 011-9349681. È anche possibile percorrere in mountain bike i sentieri di Coazze accompagnati dall’associazione Valsangone Outdoor. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero 339-5341172. Inoltre, a partire dalle 9,15, a Forno di Coazze è possibile visitare oltre un chilometro di gallerie della miniera di talco Garida e scoprire la storia dell’estrazione del talco in Valsangone, oltre a conoscere la flora e la fauna presenti nelle gallerie. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero 011-9349681 o scrivere a turismo@comune.coazze.to.it
A partire dalle 9 a Forno di Coazze si tengono le celebrazioni per la commemorazione dei caduti della Resistenza all’Ossario e alla Fossa Comune, seguite dalla Messa alle 10,30.lu bo e la fejri a4 tutti loghi

Agricoltura

Da venerdì 6 a domenica 15 maggio l’orticoltura d’eccellenza del Pianalto torna protagonista della tavola e degli eventi santenesi, con l’89ª edizione della Sagra dell’Asparago di Santena, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino. Il taglio del nastro inaugurale è in programma alle 18,30 di venerdì 6 maggio con Sonia De Castelli al PalAsparago in piazza Martiri della Libertà, struttura in cui ogni sera saranno servite ricette tipiche, che nei weekend sarà possibile gustare anche a pranzo. Dopo la sfilata folkoristica con i personaggi storici del Piemonte saranno presentati quei personaggi che, a livello locale, simboleggiano la Sagra: la Bela Sparsera e so’ Ciatarin. Nei dieci giorni della manifestazione, oltre al tradizionale stand gastronomico, sono in programma mercatini, presentazioni di libri ed eventi turistici. Delle serate musicali ad ingresso gratuito saranno protagonisti dj come Tony Mix e band come i Non Plus Ultra e i Divina.
La Sagra dell’Asparago non celebra solo un prodotto d’eccellenza: sottolinea anche la ricchezza storica e culturale del territorio. Il primo weekend della manifestazione sarà più tradizionale, con un programma che ripercorre quello delle edizioni passate: esibizioni sportive e musicali, raduni di Fiat 500 e Vespa Piaggio d’epoca, animazioni per bambini e serate dj set. Venerdì 6 maggio la Notte Tricolore proporrà il mercatino per le strade cittadine, attività per i più piccoli e il dj set in piazza Forchino.
Il secondo fine settimana inizierà venerdì 13 maggio con la semi-finale del festival Arte&Bellezza, presentato da Alessia Perrone e Carlo Mosso. La finale è programmata per il 18 giugno. Sabato 14 Santena si tingerà di rosa, in vista della tappa del Giro di Italia che partirà giovedì 21 alla volta di Torino, con un percorso interamente dedicato alle collina torinese e chierese. La Notte in Rosa di sabato 14 maggio proporrà una serie di punti musicali nelle piazze, l’esposizione di biciclette d’epoca e un mercatino nelle vie principali della città. Domenica 15 tra i molti eventi in programma ci sono l’estrazione della lotteria per il Giro di Italia, la premiazione dell’Asparago d’Oro e l’esposizione di macchine in legno a pedali. Sempre domenica 15 alle 8,30 partirà un giro turistico in bicicletta alla scoperta del territorio.
Per informazioni si può chiamare il numero telefonico 392-4531719, consultare il sito www.prosantena.it o scrivere a prolocosantena@gmail.com o a prolocosantena@pec.it Tutti i dettagli della manifestazione si possono scoprire nel sito Internet www.asparisagra.itAsparisagra Locandina 2022 10 Marzo compressed page-0001

Agricoltura

Con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino nel fine settimana a cavallo tra aprile e maggio ai piedi della Rocca torna la manifestazione “Cavour in Fiore”, la cui inaugurazione è in programma sabato 30 alle 15. Nel pomeriggio della giornata prefestiva si possono ammirare i fiori e le piante che abbelliscono case e giardini, ma anche le opere degli artisti Caterina Bruno e Maurizio Rossi sotto l’ala comunale e di Maria Magnano in via Re Umberto 4. Alle 17 sotto l’ala comunale Caterina Bruno e Maurizio Rossi tengono il laboratorio per adulti e bambini “Impariamo l’arte”.
La rassegna florovivaistica di domenica 1° maggio si apre alle 9 ed è abbinata alla mostra mercato di piccoli animali “Cavour in piume” in via Conte Cavour. Alle 9, alle 10,30 e alle 16 sotto l’ala comunale Caterina Bruno e Maurizio Rossi tengono laboratori gratuiti di acquerello per adulti e bambini, mentre alle 15,30 Graziana Priotto propone il laboratorio “Impariamo a comporre i fiori”. La passeggiata enogastronomica “GiRocca” inizia invece alle 10 e propone un’escursione sui sentieri che da paese portano in cima al rilievo, la cui sagoma inconfondibile spicca nel panorama della pianura pinerolese.logo Cavour in fiore 2022

Agricoltura

Al Vinitaly di Verona nello stand della Regione Autonoma Valle d’Aosta l’Assessorato regionale all’agricoltura e risorse naturali e la Città Metropolitana di Torino hanno presentato il progetto Interreg ALCOTRA “VI.A. Tour”, naturale evoluzione del precedente progetto della Strada dei Vigneti Alpini, che ha delineato, a partire dal 2017, un percorso virtuale di scoperta della viticoltura di montagna tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia. Nei prossimi mesi la Strada dei Vigneti Alpini sarà arricchita da una serie di itinerari “a menù”, che permetteranno ai visitatori di creare percorsi personalizzati alla scoperta dei territori vitivinicoli delle Alpi Occidentali, con le loro bellezze naturali e la loro cultura, abbinando paesaggi mozzafiato e luoghi storici con la degustazione di vini rari e preziosi e prodotti gastronomici locali.
Oltre alla Valle d’Aosta e alla Città Metropolitana di Torino, il progetto coinvolge il CERVIM-Centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana, l’Institut Agricole Régional di Aosta e, per la Francia, la Communauté des Communes Coeurs de Savoie e il Comitato Interprofessionale dei Vini della Savoia.
All’evento al Vinitaly sono intervenuti l’Assessore all’agricoltura e risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta Davide Sapinet e la Consigliera della Città metropolitana di Torino con delega al turismo Sonia Cambursano, i quali hanno spiegato che Via Tour è un progetto “ponte” che capitalizza e rafforza i risultati della Strada dei Vigneti Alpini, elaborando proposte e destinazioni turistiche nelle aree vitate alpine, per promuovere i vini e le cantine, il paesaggio e il patrimonio enologico dei territori della Savoia, della Valle d’Aosta e, nella Città Metropolitana di Torino, del Canavese, del Pinerolese e della Valle di Susa. Le azioni previste da Via Tour si collocano nell’ambito della Misura 3-obiettivo 3.1 del progetto ALCOTRA e possono contare su di un budget di 510.435 euro, di cui 121.000 euro spendibili entro il marzo 2023 nel territorio della Città metropolitana di Torino.
Come sottolinea la Consigliera Cambursano, “il progetto della Strada dei Vigneti Alpini, di cui il nostro Ente è stato capofila, ha valorizzato nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali, proponendo un itinerario turistico tematico che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. È un lavoro che, grazie al progetto Via Tour può e deve continuare, perché i territori hanno compreso l’importanza del fare rete, scambiandosi esperienze e idee e lavorando congiuntamente per la valorizzazione economica e turistica della vitivinicoltura di montagna, in un mercato del turismo enogastronomico in cui si punta sempre più sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di rispondere agli interessi e alle esigenze dei clienti”.
Tra le azioni figura l’elaborazione di proposte di turismo enologico sostenibile esperienziale che promuovano percorsi in cui sia possibile utilizzare congiuntamente le ferrovie e la bicicletta, oppure effettuare trekking raggiungendo le zone montane con il treno. La prenotazione di pacchetti turistici à la carte, predisposti da tour operator specializzati, dovrà essere facilitata da una piattaforma digitale. È prevista la partecipazione congiunta a fiere come il Vinitaly di Verona e “Vinum” ad Alba, la realizzazione e la partecipazione congiunta ad eventi come Vini all’insù” in programma a Pomaretto nel mese di giugno, “Vini in vigna” in Valle d’Aosta ad agosto, “Fascinant week end” nella Communauté des Communes Coeurs de Savoie a fine ottobre, “Cantine aperte Fascinant” sui territori vitati alpini della Città Metropolitana di Torino, “Vins extremes” a Bard nel novembre e un evento finale in Valle d’Aosta. È prevista la pubblicizzazione della WebApp realizzata con il progetto dei Vigneti Alpini. Saranno programmati tour promozionali per blogger e giornalisti in Valle d’Aosta, mentre la Città Metropolitana di Torino organizzerà un workshop con guide e tour operator per illustrare l’analisi di marketing condotta nell’ambito del progetto della Strada dei Vigneti Alpini per valutare le mutazioni del sistema turistico, discutere e condividere l’analisi SWOT, raccogliere le osservazioni, elaborare gli elementi discussi per la proposizione di strategie e programmi. Per il rafforzamento delle destinazioni di offerta turistica e per la definizione dei prodotti turistici è prevista una serie di macro-azioni, tre per ciascuna regione e almeno una finale a carattere transfrontaliero. L’elenco comprende il progetto Chiomonte-Cels che riguarda un itinerario a piedi tra le vigne, la formazione dei viticoltori sulla qualità dei vitigni, lo studio di nuove proposte turistiche, lo studio, l’inserimento sul mercato e la promozione dei prodotti à la carte o di pacchetti turistici adeguati alla domanda, sia a scala locale che transfrontaliera. I prodotti turistici e cicloturistici per ognuna delle tre regioni (Città Metropolitana di Torino, Valle d’Aosta, Savoia), saranno promossi da consorzi di operatori turistici e coinvolgeranno accompagnatori naturalistici o cicloturistici, amministrazioni locali, noleggiatori, cantine, operatori della ricettività, della ristorazione e dei trasporti.

Cambursano Vinitaly Verona 12 04 2022

Agricoltura

Domenica 10 aprile a Caselette agricoltura, zootecnia e cultura si fondono in un interessante mix in occasione della Fiera di San Giorgio. La manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, si apre alle 9,30 e propone una mostra della meccanizzazione agricola, con esposizione di trattori, attrezzature e prodotti del settore primario. I prodotti a Km 0 sono proposti dalle aziende aderenti al circuito “Campagna Amica” della Coldiretti. La fiera storica si apre alle 10 nell’area La Piota. La quarta edizione della Mostra regionale di bovini di razza Pezzata Rossa Italiana inizia alle 11 ed è organizzata dall’ARA, l’associazione regionale degli allevatori, che propone la sfilata e la valutazione morfologica dei capi in concorso a cura del giudice ufficiale. Le premiazioni dei capi sono in programma nel pomeriggio. Prima dell’apertura della mostra, alle 9,30 nella Sala dei 500 in strada Contessa 86 l’ARA tiene l’assemblea della sua sezione dedicata alla razza Pezzata Rossa Italiana.
In concomitanza con la fiera il CAI di Alpignano è presente con un proprio stand informativo e consente ai ragazzi di provare ad arrampicare in sicurezza nella palestra di roccia allestita sul masso erratico di piazza Cays (strada dei Gerbidi).
Sul versante culturale, di particolare interesse la possibilità di visitare nel pomeriggio la Villa Romana di Caselette. Le visite ai resti delle ville romane di Caselette e Almese si svolgono da aprile a novembre, sono gratuite e sono condotte da un archeologo supportato dai volontari dell’associazione ArCA-Arte, Archeologia e cultura ad Almese, con il patrocinio dei Comuni di Almese e Caselette, in collaborazione con Fondazione Magnetto, Finder spa, Univoca, Tesori d’arte e cultura alpina e Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Torino. Le visite propongono un’immersione nell’archeologia per conoscere la storia e la cultura locali nel contesto della romanità in Valle di Susa. Le ville di Almese e Caselette, risalenti al I secolo dopo Cristo, sono tra i più importanti complessi residenziali extraurbani di epoca romana in Piemonte. Tutte le informazioni per prenotare le visite sono disponibili nel sito Internet www.arcalmese.itFiera-di-San-Giorgio-Caselette-724x1024




Agricoltura

Dopo un anno di sospensione dovuto all'emergenza pandemica, nell'ultimo fine settimana di febbraio torna a Vigone la Fiera della meccanizzazione agricola, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e organizzata dall'Associazione manifestazioni agricole vigonesi.
I numeri delle adesioni degli operatori del settore testimoniano che l'evento espositivo è più che mai interessante per il territorio del Pinerolese e per quelli vicini del Carmagnolese e del Saluzzese. Tutti gli spazi espositivi sono andati esauriti con largo anticipo, a conferma del grande interesse dei produttori e venditori di macchinari e di attrezzature agricole nel presentarsi al pubblico ed ai clienti con le loro proposte. Saranno quindi presenti circa 130 espositori di macchine agricole e una trentina di produttori agricoli locali, in un'area espositiva di oltre 20.000 metri quadrati tra piazza Clemente Corte, il piazzale antistante l'ex stazione ferroviaria e la grande area merci acquisita di recente dal Comune. Tra le iniziative collaterali l'area commerciale con gli ambulanti di domenica 27 febbraio, la tradizionale distribuzione del minestrone e dei salamini caldi, la mostra "La Fiera in miniatura" al Salone del Cavallo e il battesimo della sella con i pony.

Per saperne di più si può consultare il sito Internet www.amav.it o scrivere a info@amav.itFiera Meccanizzazione Agricola Vigone 26-27 02 2022

Agricoltura

Nata per tramandare la memoria di una cultura materiale che è anche in qualche modo spirituale, a 25 anni dalla prima edizione, la Sagra del Cavolo Verza di Montalto Dora è cresciuta, creando sinergie sul territorio e portando visibilità e sviluppo economico al territorio: dopo la pandemia del 2020, l’evento torna finalmente sabato 20 e domenica 21 novembre. La Sagra si ripropone al pubblico locale e ai turisti in una versione sostenibile, sicura, interessante e spettacolare. La novità di quest’anno è la prima edizione del Palio dei Comuni, una gara di attacchi (carrozze sportive trainate da due cavalli con un conduttore) con la partecipazione di 16 paesi del Canavese. La Sagra continua ovviamente a perseguire la promozione del Cavolo Verza, legando l’eccellenza agricola e gastronomica del territorio con la cultura del cavallo, che contribuisce ad attrarre nuovi visitatori.
Tornano quindi l'esposizione e il concorso del Cavolo Verza e la grande fiera sviluppata in tre categorie commerciali - gusto, artigianato e bancarelle - nell'area di fronte all'anfiteatro Angelo Burbatti, ampliata fino ad occupare una superficie di 7.000 metri quadrati. Nella vicina arena si disputa il Palio dei Comuni. Le Pro Loco, le associazioni sportive e culturali del Canavese sono presenti non solo per partecipare al palio ma per proporre le peculiarità dei paesi nei loro stand. Sabato 20 novembre a partire dalle 10 le sale del castello di Montalto ospitano il convegno sul tema “Gli eventi come strumento di rilancio del turismo locale in tempi di Covid”, che ha l’ambizione di indicare le direzioni da seguire ad amministratori, Pro loco e associazioni del territorio per la ripresa post-Covid. Sempre sabato 20, ma alle 14,30 in piazza IV Novembre è in programma l’inaugurazione del murales “Mille Cammini”, dedicato alla Via Francigena. L’esposizione e il concorso delle migliori produzioni locali di Cavolo Verza iniziano alle 15. Alle 21,30 nell’anfiteatro comunale Angelo Burbatti si tiene il concerto del gruppo musicale Redwine. Ovviamente l’ingresso è consentito agli spettatori muniti di Green Pass. La fiera domenicale si apre alle 7,45 e vi si può trovare di tutto, dalle specialità enogastronomiche piemontesi e valdostane all’artigianato, dall’abbigliamento all’antiquariato. Il benvenuto in musica ai visitatori è a cura della Grande Fanfara della Bagna Cauda e dei gruppo folkloristico “I Castellani”. La prima manche del Palio dei Comuni inizia alle 10 nella nuova area fieristica adiacente alla chiesa parrocchiale. La seconda manche è fissata per le 13,30 e la premiazione è prevista per le 18. L’organizzazione tecnica è curata dall’associazione Festa e Fiera di San Savino di Ivrea. I menù tipici e tradizionali nei ristoranti locali e le visite guidate al museo e al parco archeologico del Lago Pistono completano il programma della giornata. Le visite partono dal Municipio alle 10 e alle 14, durano un paio di ore ed occorre prenotarsi telefonando al 392-1515228 o scrivendo a info@archeolagopistono.it. Per chi ha voglia di fare una passeggiata più lunga ci sono le escursioni “Cavolo che tour!”, che sabato 20 e domenica 21 raggiungono il Lago Coniglio, le Terre Ballerine, il Lago Nero e il Monte del Maggio, percorrono l’Antica Via del Castello, la Strada delle Vigne e l’Anello del Montesino e salgono ai “3 bui”. Occorre essere muniti di scarpe da trekking e per prenotare si deve chiamare il numero 349-0074456.

Sagra Cavolo Verza Montalto Dora repertorio 7

Agricoltura

In un’epoca in cui tutti noi siamo più attenti alla salvaguardia dei beni ambientali e del paesaggio, sia nei contesti urbani che in quelli rurali, figure professionali come gli esperti nella gestione e nella potatura degli alberi ornamentali sono sempre più ricercate. È per questo che la Città Metropolitana di Torino ha concesso il suo patrocinio ad un corso di formazione teorica e pratica che si tiene presso l’Istituto Salesiano Don Bosco di Lombriasco, una delle “colonne” della missione formativa ed educativa che i salesiani hanno intrapreso da quasi 150 anni. Giovedì 25 e venerdì 26 novembre i docenti saranno Luigi Delloste, perito agrario e arboricoltore certificato E.T.T. (European Tree Technician) ed Enrico Leva, dottore agronomo specializzato in controlli di stabilità degli alberi. Dopo le lezioni mattutine in aula, nelle ore pomeridiane sono in programma esercitazioni pratiche di potatura sugli alberi che abbelliscono la sede dell’Istituto Salesiano di Lombriasco. L’iscrizione costa 200 euro e la quota comprende il materiale didattico con le presentazioni del corso e i due pranzi che saranno consumati dai corsisti nella sede dell’istituto. Chi fosse interessato può prenotarsi entro venerdì 19 novembre, scrivendo a formazioneprofessionale@salesianilombriasco.it.
Al termine delle due giornate sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione al seminario consente di acquisire crediti formativi per i periti agrari e i dottori agronomi. I dettagli sulla formazione si possono reperire sul sito Internet www.salesianilombriasco.it

UNA SCUOLA E UNA VOCAZIONE ALL’EDUCAZIONE E ALLA FORMAZIONE CHE HANNO FATTO STORIA

La Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco è un esempio emblematico del valore educativo, scientifico e didattico della missione che Don Bosco scelse di svolgere per la formazione dei giovani. L'Istituto Tecnico Agrario è parte di un polo salesiano che comprende anche la scuola secondaria di primo grado, il convitto per gli allievi internisti, l’oratorio e il centro giovanile, la parrocchia e un centro per corsi di formazione professionale. Anche a Lombriasco gli allievi e le famiglie ritrovano i tratti tipici delle scuole salesiane: professionalità, creatività e umanità. La professionalità è testimoniata dal livello di preparazione degli allievi, mentre la creatività è tanto più importante oggi, in un mondo in cui la globalizzazione ha imposto a tutti i produttori agroalimentari l’imperativo della qualità. A Lombriasco, infatti, l’Istituto Salesiano ha avviato da tempo la raccolta di alcune antiche varietà di frumento, seminate in parcelle sperimentali e destinate ad una rinnovata valorizzazione, all’insegna appunto della qualità. Nelle scuole salesiane, inoltre, la solidarietà si esprime nell’aiuto che le famiglie meno abbienti ricevono dalle altre famiglie, per consentire ai capaci e ai meritevoli di proseguire gli studi.
Ne è passata di acqua nel Po che bagna Lombriasco da quando, a fine ‘800, Don Rua, il primo successore di Don Bosco, su invito del prevosto Don Pietro Zaffiri decise di acquistare il castello del paese per insediarvi una delle Opere della congregazione. In un primo tempo il maniero fu utilizzato per offrire una sede adeguata in Italia ai tanti giovani polacchi che in quell’epoca decidevano di avviarsi alla vita salesiana e agli studi ecclesiastici. I Salesiani si inserirono subito nel contesto sociale locale, tanto che nel 1901 don Giovanni Battista Grosso assunse la direzione della scuola di canto parrocchiale, per addestrare nel canto gregoriano le giovani del paese. Anche altri salesiani comunicarono la loro passione per la musica ai lombriaschesi: Don Bonvicino con la sua banda e Don Capellari con la corale Hortensia. Con la sistemazione a Torino dei giovani polacchi, il vecchio castello divenne un noviziato, avviando una vicenda educativa e formativa che è un capitolo importante e mai abbastanza valorizzato della storia recente del Piemonte.Istituto Salesiano Lombriasco 3

 

Agricoltura

Dopo il successo delle precedenti edizioni nell’ultimo fine settimana di ottobre a Moncalieri torna “Fiorile - Orti & Fiori in mostra” la manifestazione culturale e vivaistica patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino che propone due giorni dedicati al verde e a tutte le sue declinazioni in termini di bellezza, storia e sostenibilità. Fiorile è un progetto dell’assessorato comunale alla cultura volto rafforzare l’immagine di “Moncalieri Città nel Verde”, valorizzare il centro storico e le sue eccellenze, i percorsi della collina, le ciclabili e i sentieri, i giardini e le antiche vigne, gli orti e i parchi. L’evento è come sempre ospitato nel Giardino delle Rose del Castello Reale, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1997 e riconosciuto nel programma MAB dal 2016.
Il Giardino delle Rose accoglie nel corso dell’anno numerosi appuntamenti che, insieme alle tante iniziative dedicate a arte e storia, tradizioni e natura, valori paesaggistici e panoramici offrono occasioni per vivere la città, scoprirne il genius loci, l’anima ricca di storia e di storie, mettendo anche in luce l’antica vocazione per l’orto-florovivaismo. Ma soprattutto si sta lavorando a creare un importante sistema costituito da castello, giardino e parco storico, che la Città ha recentemente acquisito. Tra gli eventi collegati al progetto Moncalieri Città nel Verde, Fiorile è uno dei più amati e attesi dal pubblico, accanto ai Dialoghi sul paesaggio, al convegno internazionale dedicato a parchi e giardini storici e al Premio della Rosa.
Organizzato anche quest’anno dall’associazione culturale Giardino Forbito, Fiorile è un evento culturale che propone una mostra mercato di espositori selezionati da un’accurata ricerca tra vivaisti, produttori agricoli e artigiani, a cui si affiancano alcune eccellenze stagionali del territorio piemontese e nazionale, come piante e prodotti alimentari. Un posto d’onore è dedicato al crisantemo, il fiore d’oro, pianta di grande bellezza di cui è interessante scoprire i diversi significati e le molteplici varietà, che a Moncalieri diventa la scenografia dell’intera manifestazione. È intrecciato al contesto agricolo moncalierese il programma culturale, che affianca la mostra mercato, proponendo performance musicali, incontri, approfondimenti, conversazioni, workshop per adulti e bambini, condotti da esperti del settore. A corollario delle eccellenze enogastronomiche e florovivaistiche invitate a partecipare alla manifestazione c’è, ad esempio, il simposio coordinato da Abderrahmane Amajou di Slow Food International e dedicato alle filiere produttive etiche e attente all’inclusione lavorativa. Il tardo pomeriggio di sabato 30 ottobre è invece il momento del concerto dell’Orchestra Terra Madre, un progetto musicale nato nell’ambito di Terra Madre e del Salone del Gusto e diretto da Simone Campa. A metà giornata di domenica 31 invece, in occasione del Moncalieri Jazz Festival 2021 e del Green Jazz Day, la pausa per la degustazione ha un adeguato accompagnamento musicale. Lo spazio dell’arte ospita i lavori di Monique Thomas e Octavio Floreal, che in questa occasione si ritrovano a dialogare in un intreccio di opere e parole dedicato all’equinozio d’autunno. Sempre domenica 31, a sottolineare lo storico e naturalistico scenario moncalierese in cui si inserisce la kermesse, l’Equipaggio della Regia Venaria, composto dai Suonatori di Sant’Uberto (riconosciuti nel 2020 dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità), propone un’esibizione di corni da caccia, rievocando un’antica tecnica strumentale legata all’eco di luoghi lontani e di convivialità. La chiusura è a cura di Linda Messerklinger, che torna a Moncalieri con una performance dedicata al progetto multimediale ANIMA_L. In collaborazione con la biblioteca Arduino, Fiorile propone inoltre un corner lettura, che ospita presentazioni di libri, approfondimenti e consigli editoriali. Tra gli appuntamenti da non perdere quello con lo scrittore Antonio Scurati, presentato dal direttore della Stampa Massimo Giannini. Moncalieri, prima Città amica delle api” in Piemonte, anche quest’anno ospita nel Giardino delle Rose uno spazio didattico interamente dedicato al mondo delle stagioni e delle api in entrambe le giornate, a cura della Comunità degli Impollinatori metropolitani. È tempo di Halloween anche nel mondo della biodiversità ed è una sorpresa scoprirlo. La mostra mercato prosegue con un Giardino d’Inverno, sotto il porticato del Giardino delle Rose, dedicato al mondo dell’artigianato, dell’outdoor e dell’accessoristica, con presentazioni e appuntamenti a tema e con uno spazio laboratorio in cui vengono raccontati e proposti al pubblico i prodotti esposti in giardino. Sia sabato 30 che domenica 31 ottobre il maestro del giardino Marco Gramaglia tiene una lezione sulle “Piante Magiche”, alcune delle quali sono esposte negli speciali vasi dell’artista Marzia Migliora che racconta il suo percorso artistico volto con particolare impegno al mondo dell’agricoltura e della sostenibilità. Per l’intero weekend saranno prenotabili mini tour con le e-bike, per esplorare la collina moncalierese in modo sostenibile, in collaborazione con RB Racing di Moncalieri. Uno speciale spin off è dedicato alla concomitante manifestazione torinese “Vendemmia in Città - Portici DiVini“, con una selezione di aziende vitivinicole in “rosa” e tutta al femminile, in onore del Giardino delle Rose. In entrambe le giornate le Wine Angels propongono una masterclass dedicata ai sentori floreali nel mondo enologico. Per saperne di più e consultare il programma della manifestazione basta andare sul sito Internet www.fiorilemoncalieri.it

Fiorile Moncalieri repertorio 1 r

 

Agricoltura

Dopo due anni di stop forzato, domenica 17 ottobre torna nella Val Grande di Lanzo la Bataja dle Reines di Cantoira, con il confronto e l’esposizione delle Regine, le mucche che si sono conquistate negli alpeggi il ruolo di leader e “matriarche” delle mandrie, quelle che guidano le compagne nella salita estiva agli alpeggi e nel ritorno a quote più basse o in pianura all’inizio dell’autunno.
In località Case Colombo dalle 8 alle 11 si procederà alla pesatura delle bovine, mentre i confronti inizieranno alle 13. Le Regine in gara sono le più possenti fra le mucche delle tre vallate di Lanzo, scelte per contendersi il rosso trofeo della vittoria o per ottenere il variopinto collare con campanaccio. La Bataja è una festa della montagna nel suggestivo scenario delle Alpi Graie. Il gruppo folcloristico di Cantoira e Chialamberto indossa per l'occasione i costumi delle sagre e delle feste patronali, carichi di bianco, rosso, bordò, verde e viola, con i candidi calzettoni assestati dalle nappe e le gonne nere impreziosite dai ricami dei fiori e dei frutti.La Bataja è una tipica manifestazione della realtà pastorale diffusa dalle Valli di Lanzo alla Valle d’Aosta, molto sentita dagli agricoltori e dagli allevatori. Ogni anno richiama una folla di turisti appassionati della vita agreste e delle tradizioni montanare, che partecipano all’evento anche per ringraziare gli allevatori che hanno scelto di restare nel loro paese d’origine praticando il duro mestiere dei loro avi.
La competizione si svolge secondo un preciso rituale. Le bovine che hanno già partorito sono suddivise in tre categorie, a seconda del peso, mentre le più giovani, manze e manzette, sono classificate secondo l’età. Gli animali vengono poi esposti al pubblico. Alle 13 iniziano i confronti, lasciati alla spontaneità delle mucche. È l’istinto che porta uno dei capi a primeggiare, così come avviene quotidianamente negli alpeggi, diventando così la regina della mandria. Dopo essersi lungamente studiate e aver grattato il terreno con gli zoccoli per intimidire l'avversaria, le Regine si scontrano tra loro nel combattimento, aspro ma mai cruento. Non vi è alcuno spargimento di sangue e la mucca sconfitta accetta di buon grado di lasciare il campo all'avversaria più forte.
La Bataja delle Regine è organizzata dall’
associazione “J’amis d’le Reines d’le Val ad Lans”, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, dell’Atl “Turismo Torino e provincia”, della Camera di commercio di Torino, dell’Unione Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, del Comune di Cantoira, della Coldiretti e della CIA.BATAJA DLE REINES CANTOIRA 2021




Agricoltura

Sono trascorsi quasi due anni dalla sesta edizione della fiera agricola-zootecnica di Milanere di Almese: era il 27 ottobre 2019. Domenica 24 ottobre la manifestazione finalmente tornerà, con le necessarie misure per prevenire il contagio da Covid-19 e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. Ad organizzare l’evento è il Comitato Fiera Agricola-Zootecnica di Milanere, in collaborazione con il Comune di Almese, la Coldiretti e la CIA. Nel valutare le domande di partecipazione degli aspiranti espositori il Comitato ha dato come sempre la precedenza ai produttori, allevatori ed espositori almesini, mentre il Comune ha deciso di rinunciare ad incassare l’imposta sull’occupazione del suolo pubblico. Saranno presenti anche gli hobbisti creativi.
Il programma della giornata prevede per le 8,30 la transumanza dei capi di bestiame da Villar Dora a Milanere, con il transito nella piazza Martiri di Almese capoluogo. La rassegna zootecnica inizierà alle 9 e sarà dedicata in particolare alla razza bovina Barà-Pustertaler. Saranno esposti anche mezzi agricoli e animali da cortile. Nel corso del laboratorio del miele si terrà una dimostrazione della smielatura, mentre il mercato dei prodotti del territorio proporrà le specialità agroalimentari e artigianali. Uno spettacolo con i rapaci addestrati si terrà sia in mattinata che nel pomeriggio. Ai bambini saranno dedicati intrattenimenti e attività con i pony. L’evento “Indovina il peso”proporrà la stima di una mucca, di una toma e di un prosciutto. L’intrattenimento musicale sarà a cura della Tequila Band e nel pomeriggio nel piazzale dei Laboratori ci saranno musica dal vivo e balli country a cura di Country Disaster. La premiazione dei capi di bestiame della rassegna bovina è in programma alle 16, mentre alle 20,15 la cena di chiusura si terrà al centro sociale di Milanere. Per saperne di più si può scrivere a fiera.milanere@gmail.com o chiamare il numero telefonico340-2417094.

locandina Fiera agricola Milanere 2021

Agricoltura

Domenica 17 ottobre a Coazze ritornerà la Festa Rurale del Cevrin, giunta alla ventesima edizione. Nata nel 2000 dalla collaborazione tra l’associazione dei produttori del formaggio Cevrin, il Comune e le associazioni del territorio, la Festa patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino riprende dopo il blocco dell’anno scorso dovuto all’emergenza Covid. L’amministrazione comunale, insieme all’ufficio turistico, alle associazioni e ai commercianti del paese, possono finalmente dare il via ai festeggiamenti, ovviamente nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del Covid.
Sabato 16 ottobre il prologo della Festa sarà all’insegna dello sport, con la terza edizione della corsa-camminata non competitiva CeuRun. I partecipanti percorreranno 9 Km sull’anello del Running Park Coazze, con ritrovo per le iscrizioni a partire dalle 14,30 al circolo Chalet dei Cusinot, che ha sede in viale Italia ‘61 72 e risponde al numero telefonico 011-9340612. La corsa-camminata non competitiva partirà alle 14,30 e al termine è prevista l’estrazione di premi tra i partecipanti, a cura dell’associazione commercianti Giütumse. I bambini potranno invece partecipare alla seconda edizione della Ceurot Run di 1,5 Km.
L’inaugurazione ufficiale della Festa è in programma alle 10 di domenica 17 ottobre in piazza della Vittoria, con l’esibizione della Filarmonica e del gruppo majorettes di Coazze. Dalle 10 alle 19 lungo viale Italia ‘61 e nelle piazze della cittadina sarà possibile conoscere, degustare e acquistare i prodotti agroalimentari e gastronomici di qualità dei territori alpini, dal Cevrin alle patate di montagna, ma anche apprezzare lo street food e la ristorazione dedicati a quei prodotti. Non mancheranno le bancarelle con l’artigianato artistico, soprattutto quello del legno, della filatura e della tessitura. L’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie informerà il pubblico sulle peculiarità naturalistiche della Val Sangone e sulle opportunità di un turismo rispettoso dell’ambiente. A partire dalle 10 nella sede dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone si potrà visitare la mostra di acquerelli “I colori del Parco”, con le opere di Elio Giuliano e di Valentina Mangini. In piazza I Maggio, sempre a partire dalle 10, i bambini e i ragazzi potranno giocare, salire sulle giostre e sui gonfiabili e partecipare ai giochi e alle attività sportive, che spaziano dalla mountain bike allo skateboard. Gli esercenti presenteranno al pubblico le loro attività e i loro prodotti nell’iniziativa “Gusta Coazze” a partire dalle 11.
In piazza Gramsci la mostra “La filiera del latte e del formaggio” illustrerà al pubblico gli ingredienti e le combinazioni dei prodotti caseari, per iniziativa del Musep di Pinerolo e dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone. La sezione locale del Soccorso Alpino proporrà a partire dalle 14 in piazza Cordero di Pamparato la palestra di arrampicata. Alle 15 in viale Italia ‘61 i panettieri della Val Sangone che si fregiano della De.C.O. terranno il laboratorio “Il buon pane di Coazze”, mentre alle 15,30 è in programma un laboratorio di caseificazione a cura dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie. La Corsa delle Rotoballe tornerà a divertire il pubblico alle 15,30 in piazza Cordero di Pamparato. L’attesa degustazione guidata dei formaggi d’alpeggio è in programma alle 16 in piazza Gramsci, a cura dell’ONAF, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi. Si potrà prenotare la partecipazione sono alle 15 all’ufficio turistico comunale. La premiazione del concorso “Il banco più bello” è prevista alle 17 in piazza Cordero di Pamparato. Gli eventi finali della Festa sono in programma alle 17,30 e sono l’arrivo del gregge di capre di razza Camosciata delle Alpi di ritorno dagli alpeggi del Sellery e la premiazione della nona edizione del concorso Miss Ceura, organizzato dall’Associazione regionale allevatori.
Tra gli eventi collaterali, meritano un cenno il raduno e l’escursione in mountain bike al Colle Bione, organizzati dall’associazione Valsangone Outdoor, con il ritrovo dei partecipanti alle 9,15 sulla Strada Provinciale 190, all’angolo con via Matteotti. A Forno di Coazze sarà possibile visitare la miniera di talco Garida a partire dalle 9,30, con prenotazione obbligatoria entro sabato 16 ottobre all’ufficio turistico comunale, che ha sede in viale Italia ‘61 3, telefono 011-9349681, e-mail turismo@comune.coazze.to.it. Per ulteriori informazioni sulla Festa Rurale del Cevrin si può consultare il portale Internet www.coazze.com

CARTA D’IDENTITÀ DEL CEVRIN DI COAZZE

Il Cevrin di Coazze è un formaggio di latte caprino tipico della val Sangone, prodotto in alpeggio da marzo a settembre con il latte di capre di razza Camosciata delle Alpi per il 40% circa e per il 60% con latte di vacche di razza Barà, in forme del diametro di circa 18-20 centimetri e alte circa 6-7 centimetri. Il gusto particolare del formaggio, che nel 2001 l’allora Provincia di Torino, inserì nel proprio Paniere dei prodotti tipici agroalimentari, è dato dal particolare mix di erbe aromatiche di cui le capre Camosciate si nutrono in altura, tra cui il biancospino, la rosa canina, il sorbo, il lampone e il sambuco. La produzione ha ripreso vigore dopo l’inserimento nel “Paniere” della Provincia, il riconoscimento del prodotto come Presidio Slow Food e la classificazione come come “Prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Piemonte”.

locandina Fiera Cevrin Coazzo 17 10 2021

Agricoltura

Sabato 2 e domenica 3 ottobre ad Usseglio è in programma la settima edizione della Festa della transumanza e della patata di montagna, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e organizzata in occasione del rientro delle mandrie dall’alpeggio estivo. Mentre le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunceranno la conclusione dei tre mesi di lavoro estivo in alpeggio, in paese si farà festa e si gusterà la Toma di Lanzo d’alpeggio a Km 0.
Con il termine franco-provenzale “dèsarpà si indica il ritorno dei capi bovini in paese. Per tradizione, quelli a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre sono giorni di festa, che concludono una stagione significativa per la vita degli allevatori, degli animali e di tutta la montagna; cento giorni di duro lavoro, a contatto con gli animali e con i pascoli, per produrre la vera Toma di Lanzo d’alpeggio; un lavoro importante che aiuta a salvaguardare il delicato paesaggio alpino.
Le protagoniste della sfilata sono le mucche, robuste e di bassa statura, perfettamente adattate all’ambiente montano anche se diverse nel colore del manto, nella conformazione della testa e delle corna e nel carattere. Le razze maggiormente allevate ad Usseglio sono la Pezzata rossa, la Pezzata nera e la castana.
Fino alla prima metà del Novecento, nell’ambito linguistico del patois francoprovenzale ussegliese esisteva un gergo, “l’ingerk”, legato al mondo della pastorizia, elaborato con parole volutamente incomprensibili agli estranei. Quando i pastori andavano nelle cascine della pianura per l’acquisto o l’affitto delle pecore, non volevano essere compresi nei loro discorsi e così parlavano “l’ingerk”. Nell’ingerk dei pastori ussegliesi il formaggio era la “quela”, il latte veniva detto “lou bianchat” e la casa diventava la “tabussa”.


LA FESTA E IL MERCATO DEL TERRITORIO CON I FORMAGGI E LE PATATE

Sabato 2 ottobre alle 14 sul piazzale dell’albergo Furnasa saranno distribuite le canne da pastori e i cappelli per il viaggio verso le “muande”, che sono le baite in lingua francoprovenzale. A presentare ed animare l’evento saranno due volti noti ai telespettatori della emittenti locali: Sonia De Castelli e Loris Gallo. Sarà possibile aiutare i margari a caricare sui carri e sui basti di muli e cavalli il materiale e gli attrezzi portati negli alpeggi a giugno. Poi si avvierà la sfilata dei margari, impegnati ad allacciare al collo delle mucche i grandi “rudùn” (campanacci) e i festoni preparati dai bambini. Dopo la merenda al suono dei rudùn avrà inizio la discesa verso il paese, dove si potrà assistere al rito della mungitura tradizionale e alla preparazione del burro nella zangola. I bambini e i genitori potranno partecipare ai laboratori dedicati agli itinerari dei formaggi intorno al Monte Lera. Alle 19,30 è in programma la cena dei margari, ovviamente nel rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19 e con accesso riservato ai possessori del Green Pass.
Domenica 3 ottobre nel mercato contadino ci saranno anche i produttori delle patate di montagna di varie tipologie e qualità, delle mele di antiche varietà piemontesi, dei prodotti degli orti ussegliesi e dei formaggi d’alpeggio. Dalle 10 alle 12,30 è in programma lacaccia ai tesori Arancioni, con partenza dall’ufficio turistico di via Roma 2. La partecipazione è gratuita e per informazioni si può consultare il portale Internet www.bandierearancioni.it o scrivere a prolocousseglio@libero.it. Alle 10,30 è in programma la Messa, con la benedizione delle mandrie e delle bandiere delle sedi locali della Coldiretti, mentre alle 12,30 si potrà gustare il pranzo del pastore nei ristoranti e nell’area fieristica, con piatti a base di patate, gnocchi, taglieri di formaggi d’alpeggio e raclette di Toma su pane rustico. Alle 14 si potranno gustare le frittelle di mele, mentre alle 17 si terrà la premiazione dei produttori di patate presenti, con riconoscimenti particolari al produttore della patata più grande e di quella più curiosa.
Per saperne di più: www.eventiusseglio.it

UN’OCCASIONE PER VISITARE IL MUSEO TAZZETTI

In occasione della Festa della transumanza si potrà visitare il museo civico alpino Arnaldo Tazzetti, dedicato alla memoria dell’imprenditore torinese promotore del primo Comitato per il recupero dell’antico complesso parrocchiale di Usseglio. Il museo è allestito nell'edificio che fu sede del Municipio dal 1786 al 1958 e, al piano terreno, delle scuole elementari maschili. Inaugurato il 3 luglio 2004 e affidato alla gestione dell’associazione Amici del Museo Civico di Usseglio, comprende varie sezioni, nelle quali si sono progressivamente articolate le collezioni e le attività espositive e usufruisce di altri locali del complesso parrocchiale per garantire spazi adeguati ad un moderno polo museale. Dinamico centro culturale di riferimento per l’intera Valle di Viù, il Museo promuove lo studio, la tutela e la valorizzazione della realtà montana locale e del suo patrimonio storico-ambientale. Ospita raccolte mineralogiche, faunistiche, botaniche, archeologiche, pittoriche ed etnografiche e propone mostre permanenti e temporanee, una collana di pubblicazioni, attività didattiche, lo sportello linguistico francoprovenzale e itinerari culturali che illustrano le peculiarità storiche, artistiche, architettoniche e naturalistiche del territorio. Per saperne di più si può consultare il portale Internet www.museocivicousseglio@vallediviu.itlocandina Festa Transumanza Usseglio 2021

 

Agricoltura

Sabato 25 e domenica 26 settembre torna la Festa dell’Uva e del Vino di Carema, che promuove l’immagine della vitivinicoltura eroica del Canavese. La sessantanovesima edizione dell’evento organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni locali e la Cantina produttori Nebbiolo di Carema deve fare i conti con le misure di contenimento della pandemia, ma dimostra la tenacia dei produttori locali.
La festa è patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino ed inizia sabato 25 alle 10 negli ampi spazi all’aperto del centro sportivo comunale, dove avviene il conferimento dei campioni delle uve, in coincidenza con l’insediamento della commissione di esperti. Le premiazioni e l’assegnazione del “Grappolo d’oro” chiudono la serata prefestiva alle 22,30, ma sono precedute alle 20,30 dall’illustrazione del progetto “Paesaggi terrazzati dell’Alto Eporediese”. Nella serata del sabato c’è spazio anche per il buonumore con lo spettacolo di cabaret “Non ne imBROCCHIamo una!”, proposto dalla compagnia amatoriale “Brocchi da Carretta” di Rivoli. Per assistere allo spettacolo occorre prenotare, chiamando i numeri telefonici 348-3531032 o 0125-811168.
La mattinata di domenica 26  si apre alle 10,15 con le note della banda di Carema, che precedono di poco la Messa nella chiesa di Martino, durante la quale il parroco benedice i frutti della terra. Dopo il pranzo del viticoltore al ristorante La Moiola (su prenotazione al numero 0125-805009), il pomeriggio è dedicato alla passeggiata “Tra borgo e vigneti”, da prenotare ai numeri 348-3531032 o 0125-811168. Per partecipare alle degustazioni in programma nella casaforte Gran Masun per iniziativa dei produttori del Carema Doc occorre prenotare, telefonando al 366-3539730 o al 340-6024921.

manifesto Sagra Uva Carema 2021

Agricoltura

Sabato 25 settembre presso l’azienda agricola “Il Palaset” di Bricherasio, nell’ambito del progetto “Hubbuffate. L’hub del cibo che genera valore” di cui la Federazione provinciale torinese della Coldiretti è partner, è in programma un evento promozionale che ha ottenuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. L’azienda che si trova in strada Camborgetti Ballada 37 accoglierà gli ospiti mostrando loro la ricchissima collezione del museo “Il Torchio” e il vecchio forno a legna della borgata.
Il progetto Hubbuffate, ideato e promosso dalla cooperativa sociale Exeat, da Coldiretti Torino e da Uecoop Piemonte e finanziato dalla Fondazione Time2, promuove l'agricoltura sociale, con una particolare attenzione non solo ai prodotti di qualità, ma anche al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, che trovano nel settore primario un'occasione di riscatto e di nuova sperimentazione.
Sabato 25 settembre alle 15,30 al Palaset di Bricherasio sono in programma unospettacolo teatrale per bambini e giochi di intrattenimento. Si potrà assistere alla cottura delle pizze nel forno a legna e degustarle, insieme alle nocciole dolci e salate, agli estratti di frutta, alla birra e al vino dei produttori locali. Alle 18 il momento istituzionale, con la presentazione del progetto Hubbuffate, con le incursioni musicali de “I Liocorni”. La merenda sinoira gratuita è a cura del ristorante sociale Ex Mattatoio di Chieri, che utilizza i prodotti delle aziende agricole e sociali. A seguire si può anche cenare con i prodotti dell’azienda Palaset al costo di 19 euro per gli adulti e 10 per i bambini. La serata è allietata dal concerto della Don Caetano Band. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero telefonico 375-6200271.

locandina Hubbuffate Palaset Bricherasio

Agricoltura

La Sagra del Pane di Piobesi Torinese continua il suo percorso di crescita, con l’ormai tradizionale patrocinio della Città Metropolitana di Torino. La Sagra, nata quasi timidamente attorno all’antico forno della borgata di Tetti Cavalloni, è giunta alla diciannovesima edizione e si è ricavata un suo spazio nel panorama delle manifestazioni legate ai prodotti tipici e alle tradizioni locali.
Domenica 26 settembre nel suggestivo centro storico medioevale di Piobesi sono in programma la mostra mercato dei prodotti agricoli locali e le degustazioni a cura dell'associazione dei produttori del pane dolce tradizionale “Caritôn”, inserito nel 2013 nel “Paniere” dell’allora Provincia di Torino. Dal chicco di grano alla produzione del pane, è inoltre in mostra la filiera della farina di Stupinigi, che tanto interesse sta suscitando tra i consumatori più attenti ai prodotti a Km zero. A completare il programma della giornata vi sono l’esposizione di trattori e di auto d'epoca, la quinta edizione del raduno degli appassionati della Vespa Piaggio, lo street food, le animazioni e i giochi per le famiglie, la passeggiata musicale della Filarmonica Piobesina, la possibilità di salire sulla panoramica torre medioevale che domina il paese, le visite guidate gratuite alla chiesa dello Spirito Santo a cura dell’associazione Carignano Cultura e Turismo, le visite al castello che nel XIX secolo ospitò gli ambasciatori di Prussia e Stati Uniti alla corte sabauda, curate dal gruppo dei Ciceronijunior e dall’Accademia Internazionale di Alta Cucina e Pasticceria IFSE, che ha sede nel maniero.
Il castello di Piobesi ospita anche una fornitissima biblioteca civica, nella cui sede, venerdì 24 settembre alle 20,30, è in programma l’incontro “Le Parole che curano”, un live radiofonico con Antonio Damasco, direttore dellaRete Italiana di Cultura Popolare. “Le parole che curano” è un viaggio radiofonico in cinque luoghi speciali per un’unica narrazione guidata da Damasco, in una diretta costruita insieme al pubblico e ai suoi stati d’animo, grazie alla radio che va ad abitare piazze, terrazzi e cortili. Sabato 25 la “civica” di Piobesi partecipa invece alla Festa delle Biblioteche, con un programma per adulti e ragazzi dedicato all’ambiente e all’ecologia.
Per partecipare alle visite guidate, ai laboratori e alla serata del 24 settembre è obbligatoria la prenotazione, chiamando il numero telefonico 334-1974912 oppure scrivendo a socialeecultura@comune.piobesi.to.it

IL “CARITÔN” DI PIOBESI, DOLCE “POVERO” DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE

Il termine “Caritôn” affonda le sue radici nelle tradizioni rurali locali, abbinato, con alcune varianti nel nome, al dolce anticipatore del tradizionale panettone natalizio. Un tempo veniva confezionato con gli avanzi della pasta preparata per il pane, a cui si aggiungevano un po’ di zucchero e l’uva fragola. Gli acini interi, inseriti nell’impasto, conferiscono alla fetta appena tagliata una colorazione vivace e caratteristica. Il “Caritôn” non è una esclusività di Piobesi Torinese, poiché viene confezionato anche dai panettieri e pasticceri dei paesi limitrofi: Castagnole Piemonte, Carignano, Pancalieri, Vinovo, Virle e Osasio.
La produzione del "Caritôn" è il frutto dell’ingegno degli affiliati alle confraternite laiche, che, fin dal 1700, producevano i cosiddetti "Pani della carità", utilizzando l’uva fragola in autunno e nella prima parte dell’inverno. I Pani della carità venivano benedetti ed elargiti ai poveri dalla chiesa e dalle confraternite in occasioni particolari: in genere durante le festività maggiori o le feste patronali. Il termine che designa il dolce è diffuso in una vasta area, che va dal Po alle Langhe, dal Roero all’Astigiano.
Tuttavia il termine "Caritôn" si riferisce a dolci di vario genere che, pur avendo un’origine comune, si differenziano per la forma e gli ingredienti. Inizialmente confezionato con pasta di pane, a volte addizionato di burro, il "Caritôn" è diventato col tempo un vero e proprio dolce, con l’utilizzo di un impasto di farina dolcificata. Si presenta oggi come una focaccia piatta. Per confezionarlo, su un piatto di pasta lievitata si pone un coperchio anch’esso di pasta, saldato alla base col risvolto dei bordi. Sul fondo si pongono a spirale o a cerchi concentrici gli acini di uva fragola. Durante la cottura in forno, gli acini rilasciano il succo, il quale, in parte, va a legarsi all’impasto. Il “coperchio” del Caritôn è arricchito da una glassatura o spolveratura esterna di zucchero in granelli.
In questo il Caritôn si differenzia nettamente da un dolce simile, prodotto in Toscana, nel quale però l’uva è mescolata all’impasto. L’utilizzo dell’uva fragola o talvolta delle mele cotogne, ha probabilmente sostituito in tempi recenti l’uso antico di acini di uve adattate alla pianura, la cui coltura è ampiamente documentata in Piemonte nei secoli scorsi. La forma più antica di Caritôn è ancora oggi confezionata a Castagnole Piemonte e nella borgata Tetti Cavalloni di Piobesi, dove alla pasta del pane, posta a lievitare, vengono aggiunti gli acini e lo zucchero. Gli ingredienti per l’impasto sono: pasta del pane (preparata con farina 00, acqua, sale fino e lievito di birra, eventuale strutto), burro, zucchero, uva fragola (Vitis lambrusca o Vitis vinifera) fresca o appassita naturalmente per poche ore, olio d’oliva, scorza di limone, eventuali uova fresche. Il Caritôn viene venduto a peso nel tradizionale sacchetto del pane o avvolto in cellophane da confezione.

Appunti01

Agricoltura

Domenica 19 settembre nell'area polivalente Rocciamelone a Novalesa è in programma la diciassettesima edizione della Fiera della Patata, della Toma e della Cipolla, organizzata dal Comune in collaborazione con il locale gruppo dell’ANA, la Pro Loco, i volontari AIB e la locale banda musicale.
La fiera è preceduta da due incontri. Venerdì 17 alle 21 il tema è “Novalesa celebra Lorenzo e i suoi campioni nello sport”. Il giornalista del settimanale “La Valsusa” Giorgio Brezzo intervista Irene Aschieris, Lorenzo Bernard, Alberto Bolognesi, Valentina Marzolino, Emanuele Foglia, Lorenzo e Mattia Talento. Interviene la banda musicale di Novalesa. Sabato 18 alle 21 è invece in programma una serata musicale con Loris Gallo e Sonia De Castelli. Domenica 19 la fiera si apre alle 9 e propone le patate, la toma e altre specialità gastronomiche della Val Cenischia, ma anche i manufatti artigianali. Si può pranzare su prenotazione ai ristoranti Della Posta e Delle Alpi. Nel pomeriggio si esibisce la banda musicale ed è in programma uno spettacolo teatrale della compagnia Gaio Pellegrino. Il sabato sera e la domenica si possono gustare in un apposito stand patatine, gofri, birra e bibite varie. Dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 della domenica è possibile visitare la Casa degli Affreschi, il Museo etnografico, la chiesa parrocchiale e il Museo di arte religiosa alpina.locandina Fiera patata toma cipolla rossa Novalesa 19 09 2021 page-0001

Agricoltura

Domenica 19 settembre a Chiusa di San Michele è in programma la quattordicesima edizione di “Gusto di Meliga”, una delle manifestazioni che fanno parte del cartellone della rassegna Gusto Valsusa, dedicata alla valorizzazione e promozione dei prodotti tipici del territorio. La manifestazione di Chiusa è patrocinata dalla Città metropolitana di Torino ed è incentrata sul tradizionale “Pan ëd melia” e sugli altri prodotti legati ai mais tradizionali e all’artigianato. La festa comprende una mostra mercato, le cui numerose bancarelle sono disposte in piazza e nelle vie del paese. A disposizione dei visitatori vi sono i punti di degustazione del “Pan ëd melia” e di altri prodotti tipici della Valle di Susa. La dimostrazione della sgranatura della meliga è effettuata con macchine agricole d’epoca. L’animazione musicale è a cura della Società Filarmonica Chiusina e dei Musicanti di Halanwa”, che propongono le tradizioni occitana e franco provenzale. Il museo “Tradizioni di vita contadina” è visitabile nella ex Latteria, mentre nel Planetario si possono ammirare le proiezioni della volta celeste. Molto interessanti anche la visita guidata al sito archeologico dell’ex cappella di San Giuseppe e la mostra fotografica “Tutto cominciò 100 anni fa”, che nelle vie del paese racconta la Chiusa tra il 1919 e il 1945. L’accampamento medioevale è allestito dal gruppo storico “La Lancia di San Michele”. Oltre agli stand gastronomici della fiera, di sicuro richiamo è la grande polentata che la domenica sera conclude la manifestazione in piazza della Repubblica. La fiera di domenica 19 settembre è preceduta da una serie di eventi, tra i quali quelli sportivi di venerdì 17, come la corsa podistica non competitiva Meliga Run, organizzata dall’Unione Sportiva San Michele, con il ritrovo dei partecipanti alle 18 in piazza della Repubblica. Sabato 18 è invece in programma una giornata archeologica presso l’ex cappella di San Giuseppe. Alle 21 si tiene un concerto del gruppo Libera Uscita in piazza della Repubblica alle 21, con stand gastronomici a partire dalle 20.
Per ulteriori informazioni si può consultare il portale Internet www.gustodimeliga.com, oppure contattare l’associazione Gusto di Meliga al numero telefonico 388-4394291 o all’indirizzo e-mail info.gustodimeliga@gmail.com


IL “PAN ËD MELIA” E IL SUO PAESE

Il Pan ëd Melia è un prodotto tradizionale al base di farina di meliga, latte, zucchero, uva passa, semi di finocchio. Viene cotto in forno e presenta una tipica forma a stirottini. A Chiusa è stato riscoperto grazie ad un panificatore locale. Si può trovare nella versione tradizionale dolce, ma anche in una gustosa versione salata e in diverse variazioni. Il prodotto è registrato con il marchio “Pan ëd melia ‘d la Ciüsa”. Chiusa di San Michele è un comune della Bassa valle di Susa, a circa 30 km da Torino, all’imbocco della valle nei luoghi, le Clusae Longobardorum, che furono teatro nel 773 dell’epico scontro in cui Carlo Magno e i suoi Franchi sconfissero i Longobardi di Re Desiderio, aprendosi la via verso la conquista dell’Italia; evento celebrato dal Manzoni nel poema “Adelchi”. Il centro abitato è sovrastato dall’imponente mole della millenaria abbazia della Sacra di San Michele, eretta verso la fine del X secolo col nome di “San Michele della Chiusa”, raggiungibile con una breve escursione tra i boschi. Una passeggiata in paese consente di apprezzare gli edifici storici, tra cui la chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, la Cappella di Santa Croce, il sito delle mura longobarde, gli scorci caratteristici del paesaggio e dell’abitato. manifesto Gusto di Meliga 2021 r

Agricoltura

Tra le novità dell'edizione numero 88 della Festa dell'Uva Erbaluce di Caluso, in programma da giovedì 16 a domenica 19 settembre con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, c’è l’inedito mercatino dell’artigianato. La Pro loco è al lavoro per vivacizzare il giorno clou, quello di domenica 19, forzatamente privo del tradizionale appuntamento con il Palio dell'Uva per evitare assembramenti. Tra le nuove idee, appunto, l'organizzazione di un mercatino dell'artigianato e degli hobbisti lungo le vie del centro storico, che affiancherà la vetrina dei produttori a km zero, collocati in piazza Mazzini. I negozi resteranno aperti nel pomeriggio, con la possibilità di creare vetrine esterne per presentare i loro prodotti. Aperta per i tre giorni di festa anche l'Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino, che cura l'organizzazione della rassegna “DiVino Canavese” nel cortile di palazzo Valperga, oltre a gestire, come ogni anno il concorso enologico “Grappolo d'Oro”, riservato ai migliori produttori di Erbaluce nelle tre tipologie fermo, spumante e passito.
Grazie alla collaborazione dei rioni e delle frazioni, la Pro Loco è riuscita ad inserire nel programma della manifestazione la sfilata domenicale in costume con i carri che inneggiano alla vendemmia. Una tensostruttura con posti a sedere contingentati sarà allestita all'ombra degli alberi secolari nel parco Spurgazzi e ospiterà le cene, le degustazioni dei vini Erbaluce e dei prodotti tipici, la presentazione delle associazioni sportive il giovedì sera e la cena dei rioni e delle frazioni il venerdì sera. Alle tre serate, dal giovedì al sabato, fanno da cornice intrattenimenti musicali, ma con il divieto di ballare.
Ad impersonare la Ninfa Albaluce sarà per il terzo anno consecutivo la ventottenne Carola Borgia, dottoranda in lingue e ricercatrice in campo universitario, come sempre scelta nella massima segretezza dall'Ordine delle Ninfe. La sfilata di domenica 19 inizierà alle 16, per consentire la replica dello street food la domenica a pranzo.
Il piano di sicurezza e di evacuazione ricalca quello delle edizioni passate, con i varchi d'accesso al paese, il contapersone elettronico per registrare gli arrivi nel centro storico, le vie di fuga sorvegliate dalla Protezione civile con il coordinamento della polizia locale. L'accesso al parco Spurgazzi sarà consentito solo con il Green Pass, ma anche nella serata di sabato 18 e nella giornata di domenica 19 per accedere al centro storico occorre la certificazione verde.

IL PROGRAMMA

La manifestazione inizierà giovedì 16 settembre alle 17 nel parco Spurgazzi, con l’apertura degli stand delle associazioni sportive del territorio, che offriranno la possibilità di provare le varie discipline. A seguire la cena dello sportivo, organizzata dalla Pro Loco e con prenotazione obbligatoria al numero 348-4054119 entro martedì 14 settembre. Venerdì 17 alle 19 la Pro Loco proporrà la cena dei rioni e delle frazioni nel padiglione gastronomico al parco Spurgazzi, sempre con prenotazione obbligatoria e con intrattenimento musicale. Sabato 18 alle 17 nella tensostruttura di piazza Valperga si presenterà il libro “Un viaggio per sognare, mille sogni per vivere”, scritto dai volontari del progetto Abilito. Le “Veje piole” proporranno alle 19 i colori di rioni e frazioni, mentre bar e ristoranti prepareranno aperitivi e cene sotto le stelle. Nel padiglione del parco Spurgazzi si svolgerà invece la cena ufficiale dell’88ª Festa dell’Uva Erbaluce, naturalmente con prenotazione obbligatoria entro giovedì 16 settembre al numero 348-4054119.
Domenica 19 settembre a Caluso tutti i negozi saranno aperti e nelle vie del centro si potrà visitare lamostra mercato dei prodotti a km zero, degli hobbisti e degli artigiani. Le degustazioni di vini canavesani inizieranno alle 10 e proseguiranno sino alle 19. La cerimonia di consegna del premio Grappolo d’Oro è in programma alle 11,30 e sarà seguita dalla presentazione della Ninfa Albaluce 2021, dal brindisi offerto dall’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino e dall’apertura delle piole. Il raduno dei rioni e delle frazioni inizierà alle 16. Alle 19 è in programma l’apericena della Festa dell’Uva nel padiglione del parco Spurgazzi, con prenotazione obbligatoria entro venerdì 17 settembre al numero 339-5637029.locandina Festa Uva Caluso 2021 2 r

Agricoltura

Nonostante le difficoltà dovute all'incertezza sulle normative anti Covid-19, a Rivara il Comune, la Pro Loco e le altre associazioni locali sono riusciti ad organizzare la 152ª Fiera Autunnale, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino. Gli eventi si aprono sabato 11 settembre alle 15 nel parco di Villa Ogliani con il pomeriggio dedicato al Palio dei Rioni. A seguire, alle 17 nelle ex serre della storica villa si inaugura la mostra "Tutti i colori di Giacomo Savattone", dedicata all'artista rivarese ad un anno dalla sua scomparsa. Alle 18 si inaugura la mostra "R-esistiamo", con le immagini scattate da Piero Nizzia nell'ospedale di Cuorgnè nel periodo più buio della pandemia. In piazza Martiri della Libertà alle 19,30 la Pro Loco propone "Gnocco fritto in piazza".
La giornata dedicata alla Fiera Autunnale è quella di mercoledì 15 settembre, con il mercato fieristico allestito nel parco di Villa Ogliani e nelle piazze Martiri della Libertà e Benevenuta a partire dalle 8 del mattino. La rassegna zootecnica si svolge nel parco di Villa Ogliani. Alle 21,15 nel campo sportivo di via Pertusio è in programma uno spettacolo pirotecnico, mentre alle 22 il Palio dei Rioni propone la staffetta a coppia in carriola.
Domenica 19 settembre alle 14 è in programma la corsa ciclistica del Memorial Francesco Data, valida per la classifica del campionato provinciale della categoria Allievi. Organizzano il Velo Club Eporediese e Data Officine. Alle 21 nel parco di Villa Ogliani è invece in programma la proiezione del film "Lui è mio padre". L'introduzione e il dibattito finale saranno in compagnia del regista Roberto Gasparro. Per partecipare alla serata occorre prenotare telefonicamente ai numeri 0124-31114 o 335-275416.locandina Fiera dAutunno Rivara 2021 r

Agricoltura

Domenica 12 settembre diventa maggiorenne “Giaveno Città del Buon Pane”, la manifestazione dedicata al pane, ai grissini e agli altriprodotti da forno organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il gruppo panificatori artigiani “Pane De.C.O.” e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
L’iniziativa è nata per diffondere tra i consumatori le conoscenze sulla produzione artigianale del pane e per farlo apprezzare maggiormente dai giavenesi e dai turisti. Ma a Giaveno vale la pena di andare anche per gustare bontà da forno dolci e salate, come il pane e i biscotti del Pellegrino e il Grissino Stirato torinese, che può raggiungere anche la lunghezza di 1 metro e 80 centimetri.
Dal 2019 la manifestazione è inserita nel programma “Dal Grano al Pane, tra Forni e Mulini”, un progetto diffuso che è frutto del lavoro di enti e associazioni locali, sviluppato a partire dalla riproposizione del tema della civiltà del pane da parte dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone e sostenuto dai Comuni di Coazze, Giaveno e Valgioie, dall’Unione Comuni Montani Val Sangone e da una schiera di appassionati coltivatori, ricercatori, studiosi e fornai.

LA PANIFICAZIONE IN DIRETTA E IN PIAZZA

Piazza Mautino, punto focale dell’iniziativa, ospiterà l'associazione panificatori artigiani De.C.O. L’area riservata alla panificazione, in cui si potrà assistere alla preparazione di salatini, grissini, pane, pizze e molto altro, potrà essere raggiunta con un percorso obbligato sotto le arcate, mentre il grande banco per la vendita sarà disponibile in posizione avanzata rispetto alla collocazione consueta.
Si potranno ammirare, assaggiare e acquistare le forme grandi e “storiche” del pane giavenese: micca, biova, mezzana e stirotto, riconosciute con la Denominazione comunale d’origine. Ma saranno disponibili anche pani piccoli e dai gusti nuovi o ritrovati, ai cereali, di segale e di mais. Il pane e i biscotti del pellegrino costituiranno un’attrazione ormai consolidata, perché sono stati pensati e realizzati per contribuire alla promozione turistica e culturale del territorio della Sacra di San Michele e del tratto valsusino della Via Francigena, con la sua diramazione in Val Sangone.

LE VISITE AI MULINI

Sarà nuovamente aperto e visitabile dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30 il Mulino della Bernardina di via Vittorio Emanuele II 260. Sarà possibile raggiungerlo anche a piedi, iscrivendosi alla passeggiata guidata con partenza dall'ufficio turistico di piazza San Lorenzo 34, con partenza alle 10 e alle 14 e prenotazioni al numero telefonico 011-9374053. Il mulino risale al 1745 ed è stato tramandato di padre in figlio fino agli attuali proprietari, la famiglia Ughetto, che, insieme al mugnaio Ernesto, ha mantenuto viva la tradizione dell’impianto, affiancando alla molitura la coltivazione di antiche varietà di mais, grano e segale e la produzione di farina da polenta.

MOSTRE, GIOCHI E DEGUSTAZIONI

Tornando a Giaveno, piazza Molines e piazza Saint Jean de Maurienne ospiteranno il mercato dei prodotti del territorio. In piazza Molines ci sarà anche un’area dedicata a dedicata a “pane, formaggio, miele e birra”, con l’intervento degli esperti dell’ONAF, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi, che alle 16 presenteranno i prodotti caseari tradizionali della Val Sangone, abbinati al pane e ai grissini di Giaveno. Sarà anche illustrata e consegnata la cartina “Dal Grano al Pane tra Forni e Mulini”, una realizzazione artistica dedicata ai segni della civiltà del pane presenti sul territorio. Sono state invitate e saranno presenti in qualità di ospiti le Unioni Montane Val Sangone, Valle di Susa e Val Chisone, impegnate nella definizione di un nuovo Distretto del Cibo.
La mostra di ritratti fotografici “La mia vita, la mia passione”, realizzati nell’ambito del progetto “Rincontriamoci” dedicato al rapporto fra generazioni e ai mestieri tradizionali, sarà proposta dalle associazioni Klug e Amalgama e dall’Ufficio Comunicazione e progetti della Città di Giaveno. Il mercatino dell’artigianato e della creatività con la partecipazione degli hobbisti sarà allestito in piazza San Lorenzo e lungo via Umberto I, mentre gli artisti locali esporranno le loro opere in piazza Sant’Antero e lo shopping sarà possibile in viale Regina Elena. In piazza San Lorenzo, sul lato dell’edificio del Sacro Cuore, sarà allestita l’area bimbi con i go-kart a pedali. Le vetrine dei negozi saranno abbellite e allestite appositamente, in occasione del concorso promosso dall’associazione dei panificatori.
Il manifesto e i volantini della manifestazione sono stati realizzati da un artista locale, il fotografo giavenese Marco Rosa Marin, che è partito dall'idea di iconografare e rendere viva un'immaginaria Dea, che prende forma dai prodotti della terra come il grano e il pane.

GLI EVENTI COLLATERALI

Domenica 12 settembre l'associazione Val Sangone Outdoor organizza nel corso della giornata tre uscite in mountain bike sul territorio. La prima, con ritrovo alle 10 in piazza Molines, è riservata ai bikers più allenati ed è dedicata al Sentiero delle Macine di Coazze. Le altre due uscite sono alla portata dei giovani bikers e delle famiglie, con partenze alle 10 e alle 15 da piazza Molines. I minori devono essere accompagnati da un adulto. L’iscrizione è obbligatoria presso il negozio Dottor Gioco e Mister Bike di piazza Molines 33.
L’associazione Val Sangone Turismo organizza invece due passeggiate guidate al Giardino Botanico Rea, con il ritrovo alle 9,30 e alle 14,30 davanti all’ufficio turistico di piazza San Lorenzo 34. Sono previste la visita all’esposizione dei “grani storici”, alla mostra “Tempo di Mulini” e al giardino. Una volta giunti al giardino sarà inoltre possibile partecipare ad un laboratorio di cucina creativa a cura di Angela Anna Ventruti. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero telefonico 011-9374053.
Il punto di riferimento per tutte le informazioni sul programma di “Giaveno Città del Buon Pane” è l’ufficio turistico comunale di piazza San Lorenzo 34, telefono 011-9374053, e-mail infoturismo@giaveno.it, portale Internet www.visitgiaveno.it1 manifesto Giaveno Città del Buon Pane repertorio 1 ridotta

Agricoltura

Nel primo fine settimana di settembre si è aperto a Bricherasio il fittissimo programma della 53ª Sagra dell'Uva, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e confermata grazie agli sforzi dei volontari e dell’amministrazione comunale. Dopo l’“Aperimoto con musica - 7° Memorial Andrea Caffaratti” di sabato 4 settembre il programma del settembre bricherasiese prosegue venerdì 10 alle 21 nel salone polivalente con il primo appuntamento del ciclo “E... state con noi”, una serata musicale di beneficenza con il gruppo “Bonny and the bad garage company”. Il ricavato delle offerte del pubblico andrà a finanziare le attività dell’associazione “I tremolini”. È un’iniziativa dell’associazione culturale Leonardo Sciascia in collaborazione con il bar-osteria La Ciancia. Il torneo di calcio giovanile, giunto alla trentesima edizione e organizzato dall’Asd Bricherasio-Bibiana per i Pulcini delle classi 2011 e 2012 è in programma negli impianti sportivi intitolati a Guido Calleri di Sala sabato 11 e domenica 12, a partire dalle 15. La sera di sabato 11 si potrà cenare con costine, salsiccia e patatine da asporto nella sede della Pro Loco, mentre a partire dalle 20 nel salone polivalente tornerà la rassegna intercomunale Suoni d’Autunno, con il concerto “Le stagioni dell’amore” tenuto dal gruppo vocale “The Barry’s”, a cura del Comune e di Musicainsieme. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria ai numeri telefonici 0121-329705 o 333-923.5716.
Porte aperte allo sport” è l’evento organizzato dal Comune e dalle associazioni locali in programma sabato 18 a partire dalle 15 e domenica 19 settembre a partire dalle 10 nel salone polivalente e negli spazi esterni, per consentire a tutti di conoscere dal vivo e provare le più diverse discipline motorie. “In viaggio con le storie” è invece un laboratorio di letture animate e di giochi musicali in programma sabato 18 settembre dalle 10 alle 11,30 e dalle 17 alle 19 alla Cascina Marie, con prenotazione obbligatoria al numero telefonico 349-1815715. Martedì 21 settembre alle 21 nel salone polivalente il Piccolo Varietà di Pinerolo presenterà la commedia brillante “Lj crussi ‘d don Quaja”, di Luigi Oddoero. L’ingresso costa 8 euro ed occorre prenotare, chiamando il numero 340-5841326.
Il
convegno sul giornalismo all’epoca dei social network è in programma mercoledì 22 alle 21 nel salone polivalente, per iniziativa della Fondazione Specchio dei Tempi e dell’Unitre di Bricherasio. L’ottava edizione delle degustazioni “Pinaurelvin” dedicate ai vini rossi della Doc Pinerolese abbinati ai salumi di Bricherasio inizierà alle 20,45 di venerdì 24 nel salone polivalente, per iniziativa della Condotta Slow Food del Pinerolese. La partecipazione alla serata costerà 13 euro e dovrà essere prenotata con una mail all’indirizzo rolcarlo@tiscali.it o chiamando i numeri 0121-59105 o 334-1490076.
Sabato 25 settembreè in programma la duplice escursione “Pomaretto e Bricherasio a tutto vino”, per scoprire i sentieri del Ramìe e le colline di Bricherasio. Le associazioni “La Valaddo” e “Vivere le Alpi” hanno previsto la partecipazione gratuita, ma con l’iscrizione obbligatoria, telefonando entro il 23 settembre al numero 346-8128622. Sarà possibile pranzare presso una struttura convenzionata. Sempre sabato 25, alle 16,45 nel salone polifunzionale verrà presentato il libro “Acini d’uva” della bricherasiese Laura Pons. Nei locali della Società di Mutuo Soccorso alle 17,30 si inaugurerà la mostra “Ci prenderemo cura di noi. Storie di mutuo soccorso femminile”. La serata del giorno prefestivo sarà animata dal duo comico Marco & Mauro alle 21 in piazza Santa Maria, mentre nella sede della Pro Loco si potrà cenare con costine, patatine, salsiccia, agnolotti e tajarin. La giornata clou del ricco settembre bricherasiese sarà quella di domenica 26 settembre, con l’inaugurazione della Sagra dell’Uva e dello stand ortofrutticolo alle 11,15 sotto l’ala comunale. Le affascinanti abitazioni signorili che fanno parte dell’itinerario delle Dimore Storiche del Pinerolese saranno visitabili dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18. Dalle 9 alle 18 in piazza Castelvecchio si potranno apprezzare e acquistare “I tesori della nostra terra”, mentre il Gran Mercato d’autunno occuperà le vie del centro storico. Tre le tante attrazioni che saranno allestite nell’ultima domenica di settembre figurano il Bricherasio Street Music Festival, la ludoteca, i giochi di un tempo e quelli da tavolo, l’esposizione dei disegni dei bambini della scuola primaria, le degustazioni di frittelle e piatti d’asporto. Sabato 2 ottobre nel salone polivalente alle 21, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della locale Società di Mutuo Soccorso, l’associazione culturale “Vej e giôvo” di Buriasco proporrà lo spettacolo teatrale “Mare Granda”. Domenica 3 ottobrein mattinata è prevista la parte ufficiale delle celebrazioni, con l’accoglienza delle Società consorelle di Piemonte e Liguria nel salone polivalente, la visita di autorità e ospiti alla mostra “Ci prenderemo cura di noi”, il concerto della Filarmonica San Bernardino, i saluti ufficiali delle autorità e il pranzo. PROGRAMMA SAGRA UVA BRICHERASIO

Agricoltura

Il Comune di Pralormo, unico fra i 312 del territorio metropolitano torinese ha ricevuto la "spiega verde" per la sostenibilità rurale, un ambito riconoscimento assegnato quest'anno da Confagricoltura a 10 località rurali del Piemonte su 59 che si erano candidate.
Il riconoscimento della "spiega verde" va ai Comuni rurali con le migliori strategie di gestione del territorio, virtuose per l'ambiente ma anche per la comunità locale: fa parte della FEE, la Foundation for Environmental Education, la stessa organizzazione che assegna le prestigiose "bandiere blu" alle località costiere.
Gli altri Comuni del Piemonte con la "spiega verde 2021" sono per il territorio cuneese Guarene, Alba, Bra, Cherasco, Centallo, Monforte d'Alba e Santo Stefano Belbo, Canelli per l'astigiano e Volpedo per l'alessandrino.
La cerimonia di consegna del riconoscimento al Comune di Pralormo da parte deil presidente di FEE Italia Claudio Mazza è avvenuta nel Castello dei conti di Pralormo durante una serata musicale.

Agricoltura

Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, nel secondo fine settimana di settembre torna“Di Freisa in Freisa”, la kermesse che dal 10 al 12 settembre trasformerà il centro storico di Chieri in una sorta di paradiso enologico e gastronomico. Tante le manifestazioni collaterali, i laboratori, le degustazioni, gli incontri culturali e gli stand gastronomici. La manifestazione, promossa dall’amministrazione comunale e dal Consorzio per la tutela e la valorizzazione delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, si propone di valorizzare un vitigno autoctono con più di cinque secoli di storia, coinvolgendo tutta la città e proponendo ai visitatori di abbinare ai momenti enogastronomici la visita alle bellezze artistiche del centro storico. Naturalmente l’accesso alle aree aperte al pubblico sarà subordinato al possesso del Green Pass.
Fra le iniziative spicca il convegno “Il turismo enogastronomico, motore di sviluppo dell’economia locale. Strategie per la ripartenza e per la valorizzazione del legame inscindibile tra produzione e territorio”, in programma sabato 11 settembre alle 18 nella sala Conceria del Comune di Chieri.
L’Enoteca del Freisa proporrà invece una selezione delle migliori etichette, a cura del Consorzio di tutela e valorizzazione e di Totem Eventi. L’acquisto di un coupon al desk di via Vittorio Emanuele II darà diritto a quattro degustazioni nell’Enoteca o nell’area Freisa Lounge. L’Enoteca sarà aperta venerdì 10 settembre dalle 18 alle 24, sabato 11 dalle 11 alle 24, domenica 12 dalle 11 alle 22
La Piazza del Gusto proporrà i prodotti d’eccellenza e i piatti tipici regionali di tutta Italia in piazza Cavour, venerdì 10 dalle 17 alle 24, sabato 11 dalle 10 alle 24, domenica 12 dalle 10 alle 22. In via Vittorio Emanuele II ci saranno anche una mostra mercato delle eccellenze piemontesi e italiane e un’esposizione a cura dell’Unione Artisti del Chierese. Nello Spazio Gusto di via Vittorio Emanuele II 40 è invece in programma la mostra internazionale Chieri, il Gusto per l’Arte”, curata da Monica Ferri. La Compagnia Microcirco Aquarone Ferraris proporrà sabato 11 e domenica 12 dalle 10 alle 20 la Piazzetta dei Bambini, con gli antichi giochi e una giostrina d’epoca. I laboratori spazieranno dallo yoga al massaggio craniale meditativo, dalla preparazione dei grissini Rubatà e della focaccia dolce chierese alla lettura per bambini e adulti, dalla preparazione della pizza alla pittura.
Quella di quest’anno sarà una festa con un occhio di riguardo all’ambiente e all’ecosostenibilità con la partecipazione di diverse associazioni e momenti di solidarietà come “Boots for Africa”, progetto per la raccolta di scarpe sportive da donare ai bambini dei paesi africani più poveri.
Il programma completo lo si può consultare nel portale Internet della Città di Chieri alla paginawww.comune.chieri.to.it/eventi/di-freisa-in-freisa-2021locandina Di Freisa in Freisa Chieri 10-12 09 2021

Agricoltura

Si è tenuto in diretta Facebook l’evento finale del progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, in collegamento dai territori interessati dal progetto: Carema, Pomaretto, Montmélian, Aymavilles e Motz. Anche grazie alla traduzione simultanea dall’italiano al francese e viceversa, l’incontro è stata un’importante occasione di bilancio e di riflessione per le amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde che avevano candidato il progetto transfrontaliero al sostegno da parte dell’Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
La Città Metropolitana di Torino è stata capofila del progetto, ideato per valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali, proponendo un itinerario turistico tematico che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. Tra le azioni realizzate vi sono il recupero di tre vigneti in quota, l’allestimento di quattro vigneti didattici, la realizzazione di 14 sentieri tra i vigneti, la predisposizione di pacchetti turistici transfrontalieri, la realizzazione di due musei multimediali dedicati al vino e alla viticoltura, il recupero di un punto degustazione nei vigneti eroici del Ramìe a Pomaretto, l’allestimento di sale per l’esposizione e la degustazione dei vini ad Aymavilles, la creazione di un’App per scegliere dove mangiare e dormire, cosa visitare e degustare e molto altro ancora.
L’apprezzamento per i risultati ottenuti è stato espresso dal Consigliere metropolitano delegato alle attività produttive e ai progetti europei Dimitri De Vita e dall’Assessore all’agricoltura e alle risorse naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta Davide Sapinet, che hanno concordato sull’auspicio che le iniziative portate a termine con successo possano trovare un naturale proseguimento nei prossimi anni, sempre grazie al sostegno dell’Unione Europea. Olivier Bagarri del Segretariato Tecnico ALCOTRA ha confermato che anche nella programmazione dei prossimi anni l’Unione Europea troverà il modo per essere vicina ai viticoltori e agli imprenditori turistici alpini.
Elena Di Bella, responsabile della Direzione sviluppo rurale e montano della Città metropolitana di Torino, ha illustrato le linee generali del progetto ed è scesa nel dettaglio dell’App che consentirà agli enoturisti di apprezzare in maniera sempre più consapevole i paesaggi vitati di un’ampia porzione delle Alpi Occidentali. Claudia Cassatella, professoressa associata al Politecnico di Torino, si è soffermata sull’importanza dello studio e della tutela dei paesaggi e degli ambienti alpini di cui da secoli i vigneti sono elementi imprescindibili, dalla Savoia alla Valle di Susa, dalle vallate del Pinerolese alla Valle d’Aosta. Nei collegamenti in diretta streaming da Aymavilles, Carema, Pomaretto, Montmélian e Motz i sindaci, gli imprenditori vitivinicoli e turistici, I responsabili di enti di promozione turistica e di organizzazioni degli agricoltori hanno spiegato come le linee generali del progetto sono state interpretate a livello locale, per fare in modo che la tutela del paesaggio vitato e della cultura materiale da cui è scaturito nel corso dei secoli possano andare di pari passo con la promozione commerciale dei vini di montagna e la promozione delle località in cui si producono, per farle diventare destinazioni note e apprezzate. Su quest’ultimo tema si è soffermata Marcella Gaspardone, direttrice di Turismo Torino e provincia, ricordando il successo che negli ultimi tre anni hanno riscosso iniziative come i Brindisi a Corte e Provincia Incantata, che sono state dedicate proprio alla promozione dei luoghi e delle tradizioni della viticoltura eroica delle vallate e delle colline torinesi.
vendemmia Ramìe Pomaretto 2

 

Agricoltura

Venerdì 9 aprile dalle 10 alle 12 è in programma l’evento finale del progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, in collegamento in diretta Facebook dai territori interessati dal progetto: Carema, Pomaretto, Montmélian, Aymavilles e Motz, con traduzione simultanea dall’italiano al francese e viceversa.
La Città Metropolitana di Torino è capofila del progetto trasnsfrontaliero ideato per valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali.
L’evento in diretta Facebook sarà un’occasione importante di bilancio e di riflessione per le amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde che avevano candidato il progetto al sostegno da parte dell'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
Il progetto europeo Interreg ALCOTRA Strada dei vigneti Alpini ha ottenuto tra il 2017 e il 2021 importanti risultati nel Dipartimento della Savoia, nel territorio della Città metropolitana di Torino e nella Regione Autonoma Valle d’Aosta, proponendo un itinerario turistico tematico transfrontaliero, che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. Tra le azioni realizzate vi sono il recupero di tre vigneti in quota, l’allestimento di quattro vigneti didattici, la realizzazione di 14 sentieri tra i vigneti, la predisposizione dipacchetti turistici transfrontalieri, la realizzazione di due musei multimediali dedicati al vino e alla viticoltura, il recupero di un punto degustazione nei vigneti eroici del Ramìe a Pomaretto, l’allestimento di sale per l’esposizione e la degustazione dei vini ad Aymavilles, la creazione di un’App per scegliere dove mangiare e dormire, cosa visitare e degustare e molto altro ancora. I protagonisti del progetto racconteranno come si potrà fruire al meglio dei paesaggi spettacolari dei vigneti alpini, appena sarà possibile.programma evento finale Strada Vigneti Alpini 09 04 2021

Agricoltura

Domenica 18 ottobre a Pomaretto è in programma l’inaugurazione del restaurato “ciabot” che sarà il punto immagine e degustazione del Vino Ramìe. Nei pressi del “ciabot” sarà anche inaugurata la panchina gigante che consentirà di ammirare dai vigneti il panorama della bassa Valle Germanasca e della Val Chisone.
Il programma della giornata, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, prevede il ritrovo alle 10 nella piazza del Municipio e la salita a piedi al punto degustazione e alla panchina gigante. Il saluto delle autorità è previsto per le 10,30. Seguirà la presentazione dei progetti di recupero e valorizzazione dei vigneti del Ramìe. L'accesso al punto degustazione e alla panchina gigante si svolgerà a gruppi per evitare assembramenti. È obbligatorio l'uso della mascherina. Per partecipare al pranzo con menù tipico occorre chiamare i numeri telefonici 320-1833725 o 349-4124057. A coloro che parteciperanno al pranzo si consiglia di parcheggiare presso gli impianti sportivi.
Il Ramìe di Pomaretto è uno dei prodotti più tipici della vitivinicoltura “eroica” di montagna e, insieme ad altre vere e proprie perle enologiche di Piemonte, Valle d’Aosta e Savoia, è stato valorizzato dal progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, di cui è capofila la Città Metropolitana di Torino. Il progetto sta consentendo al Comune di Pomaretto di dar vita ad un vero e proprio itinerario di turismo enologico, grazie allo spazio di accoglienza panoramico lungo il Sentiero del Ramìe. Il recupero di alcuni “ciabot”è stato progettato dall'architetto Gioacchino Jelmini e, per la parte strutturale, dall'ingegner Michele Ughetto. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Futur Garden. Nella primavera del 2021 verrà avviata la gestione della struttura, che sarà a disposizione dei produttori locali per eventuali degustazioni riservate ai loro clienti. Iciabot che si stanno recuperando a Pomaretto, alcuni dei quali fino a poco tempo fa completamente diroccati e coperti dalla vegetazione, si trovano in un’area i cui appezzamenti fino al 2013 erano abbandonati. Grazie ad un bando del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte e all’impegno del Gal Escartons Valli Valdesi i vigneti abbandonati sono stati ripuliti dalla vegetazione infestante e, almeno in parte, trasformati in un nuovo vigneto didattico di circa 1.500 metri quadrati, dove sono state impiantate le barbatelle di quatto vitigni che caratterizzano il vino Ramìe: l’Avana, l’Avarengo, il Becuet e il Chatus.

LA STRADA DEI VIGNETI ALPINI

Valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali: è questo l'ambizioso obiettivo del progetto della Strada dei Vigneti Alpini che, dopo un lavoro preparatorio durato due anni, dal marzo 2017 è entrato in una fase operativa che non si è ancora conclusa, coinvolgendo amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde, che hanno candidato il progetto al sostegno da parte dell'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
L'Asse 3 del programma riguarda in particolare l'
attrattività del territorio e uno degli obiettivi da perseguire è l'incremento del turismo sostenibile. La Strada dei Vigneti Alpini intende proporre un itinerario turistico tematico transfrontaliero, che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale.


UNA VITIVINICOLTURA CHE È TRADIZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Nonostante la crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni, quella della riscoperta e valorizzazione del Ramìe nelle valli Chisone e Germanasca è la storia di una piccola iniziativa economica di successo. Le vigne da cui proviene l’uva vinificata nel Ramìe sono state impiantate con grande fatica nei secoli scorsi a una quota tra i 600 e i 900 metri, lungo pendii estremamente ripidi, contraddistinti da terrazzamenti a secco. All’imbocco della Val Germanasca è impossibile non notare le vigne che incombono sulla strada di fondovalle, quasi “strappate” alla montagna, sul versante pietroso esposto a meridione. La tradizione vinicola locale risale all’epoca medievale e, anche se con grande fatica, ha resistito alla diffusione della fillossera alla fine del XIX secolo, per poi rinascere nel secondo dopoguerra raggiungendo discreti livelli qualitativi. Tanto che Luigi Veronelli scrisse a proposito di quello che però chiamò erroneamente “Ramiè”, che aveva un “colore rosso rubino e delicato profumo. Sapore giustamente asciutto, fine, gustoso”. Il recupero dei terrazzamenti abbandonati e il superamento della produzione per il semplice autoconsumo sono però recenti, anche se la denominazione Doc nell’ambito della famiglia “Pinerolese” risale al 1996. I “profeti” della ricoperta del Ramìe sono stati Daniele Coutandin e l’agriturismo La Chabranda, che furono i primi promotori, insieme all’assessorato all’agricoltura e montagna dell’allora Provincia di Torino, che finanziò nel 2003 la costruzione di una monorotaia per facilitare il lavoro e la vendemmia, riprendendo il modello già applicato con successo nelle Cinque Terre. Dal 2009 il Comune di Pomaretto ha promosso la costituzione di un consorzio tra i piccoli contadini che ancora coltivavano le terrazze. Il nome ufficiale della Doc è “Pinerolese Ramìe”, per un prodotto che scaturisce prevalentemente dalla fermentazione delle uve di un vitigno particolare e di estrazione montana come l’Avarengo. A queste uve possono essere aggiunte minori quantità di Neretto di Bairo e Avanà. La vinificazione è stata condotta per tre anni in maniera sperimentale a Chieri, presso l’Istituto Bonafous della Facoltà di agraria dell’Università di Torino. Successivamente il consorzio ha trasferito il processo di trasformazione delle uve in vino all’Istituto Malva Arnaldi di Bibiana. La collaborazione con l’Università ha consentito al consorzio di migliorare la qualità del vino e di aumentare progressivamente la produzione da 1000 a 4000 bottiglie. Il consorzio si occupa della gestione collettiva della vendita del vino e dell’accesso a finanziamenti per la manutenzione dei muri a secco e delle vigne. Oggi il Ramìe è proposto nei bar, nelle osterie e nei ristoranti delle valli Chisone e Germanasca e offre ai turisti un’esperienza aggiuntiva di conoscenza delle eccellenze del territorio. Per i giovani di Pomaretto, forse, vivere esclusivamente di vitivinicoltura non sarà mai possibile, ma il Ramìe può costituire un’interessante integrazione al reddito e l’occasione per realizzare una manutenzione del territorio che fa bene sia all’ambiente che all’economia locale. Lo testimonia il giovane che recentemente ha preso in gestione alcuni vigneti e sta progettando il ripristino della coltura su terrazzamenti in abbandono.vigneti Ramìe Pomaretto 6

Agricoltura

A Giaveno da qualche settimana i funghi sono arrivati nel mercato dei boulajour in piazza Molines: porcini, garitôle, mùtun, fré, famiole e altre bontà controllate e certificate. Il re dei boschi della Val Sangone è ovviamente il porcino, intorno a cui si è costruita l’identità enogastronomica della Città di Giaveno e del territorio. Perché sono importanti il pane locale, le patate di montagna, il miele e i formaggi, ma quando si sente parlare di Giaveno la mente corre subito ai funghi e ai boschi. Il fungo di Giaveno è ricercato sui mercati da decenni e vi sono boulajour che sul fungo hanno costruito fortune economiche. I segreti dei posti in cui si possono raccogliere i porcini - dietro un albero, sotto l’erica, di fianco al muschio - si tramandano da una generazione all’altra al riparo da orecchie indiscrete.
Quando arriva l’autunno al mercato di Giaveno i boulajour litigano più o meno amichevolmente, confrontano, misurano, invidiano, inveiscono, sotto gli occhi divertiti dei clienti, mentre giornalisti e fotografi si affannano alla ricerca dello scatto del fungo con le forme più strane.
Domenica 11 ottobre il programma della trentanovesima edizione di “Fungo in festa” proporrà eventi consolidati e novità. Meteo permettendo, nell’anno della riscoperta del turismo fuori porta, lento responsabile ed ecologico, avranno sicuramente successo le due passeggiate per famiglie alla ricerca del fungo e alla scoperta del bosco di domenica 11, a cura dell’associazione Valsangone Turismo, contattabile al numero telefonico 011-9374053. Interessante anche la prima edizione della Fungopedalata di sabato 3 lungo le vie di borgata Sala. La pedalata si concluderà all’azienda agricola Aldo Versino, con la visita della cascina e la degustazione di formaggi vini e risotto ai funghi. Il ritrovo è alle 16 nei pressi di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto. Per informazioni si può telefonare all’ufficio turistico comunale al numero 011-9374053.
L’edizione 2020 di Fungo in Festa, patrocinata come sempre dalla Città Metropolitana di Torino, è stata rimodulata per rispettare le normative anti Covid-19, senza però perdere la sua attrattiva fondamentale: i “boleti” rinomati da secoli, inseriti nell’Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte e difesi dalla denominazione Fungo Porcino di Giaveno, per distinguerli da quelli di altra provenienza che non hanno le medesime caratteristiche organolettiche. Nell’archivio comunale è conservata una ricevuta del 1659, a pagamento di una ragazza di Giaveno che aveva portato funghi a Madama Reale di Savoia, ospite al Palazzotto Abbaziale.

DAL 2021 LA QUALIFICA DI FIERA REGIONALE

L’obiettivo del Comune è di creare a Giaveno un sistema integrato che, all’insegna del fungo, consenta di vivere una "food experience" completa, che ruota intorno a produzione, conoscenza, tradizione, ristorazione e lavorazione. In questo senso è importante il fatto che la quarantesima edizione di Fungo in Festa, che si svolgerà nell’autunno del 2021, potrà fregiarsi per la prima volta del titolo di fiera regionale, riconosciuta recentemente dal settore commercio e terziario della Regione Piemonte. La qualifica permetterà alla manifestazione di essere inserita nel calendario fieristico regionale e godere così di una promozione riservata ad una cinquantina di fiere piemontesi.

GUSTARE, CERCARE E ACQUISTARE I FUNGHI

I ristoratori giavenesi sono maestri nell’esaltare il gusto dei funghi, secondo ricette che si trasmettono attraverso le generazioni, così come i segreti dei cercatori. I ristoranti cominciano a proporre i loro menù tradizionali non appena è disponibile il prodotto. L’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, che gestisce il servizio micologico di controllo dei funghi in piazza, ha predisposto quest’anno un cestino di carta per la vendita, in modo che tutti i venditori possano avere lo stesso recipiente. Il cestino riporta una mappa della Val Sangone e la foto del primo mercato storico del fungo, in Vicolo della Breccia. Da oltre quarant'anni il mercato si svolge in piazza Molines, oggi lungo il lato parallelo a via Coazze. Le associazioni dei boulajour locali sono state dotate dal Comune di tavoli di legno e ombrelloni gialli con la scritta “Mercato del fungo di Giaveno”. Il posizionamento dei venditori in questo spazio è garanzia di qualità per l’acquirente, in quanto coloro che sono ammessi al mercato hanno frequentato un corso di micologia e appartengono alle associazioni Amici dei Funghi della Val Sangone e Bolajor Valsangone, che tutelano il prodotto e ne garantiscono la provenienza locale. I venditori dichiarano di attenersi al regolamento di vendita. Il loro prodotto è certificato da un micologo esperto, a disposizione gratuitamente anche dei privati che vogliono far riconoscere i funghi raccolti prima di mangiarli. Il voucher giornaliero per la raccolta dei funghi da quest’anno è anche valido per i parcheggi. Si acquista nei locali convenzionati e all’ufficio turistico comunale. Nel giorno del suo utilizzo si grattano data e orario di arrivo.

IL PROGRAMMA

Domenica 11 ottobre in piazza Mautino dalle 9 alle 19 sarà allestita la tradizionale mostra micologica e fotografica curata dall’associazione Micologica Piemontese di Venaria. Ci saranno anche un’esposizione di vignette e una di opere artistiche dedicate al fungo. Allo show cooking delle 15 parteciperanno gli chef Matteo Baronetto del Cambio di Torino, Alessandro Mecca dello Spazio7, Cesare Grandi de “La limonaia” e Giorgio Cotti del Gaudenzio, insieme al sommelier Antonio Dacomo. In piazza Molines dalle 9 alle 18 ci saranno gli stand con i prodotti del territorio. Alle 12 in quello della Nuova Proloco di Giaveno ci sarà la distribuzione di funghi e patatine fritte da passeggio. Alle 15 è in programma lo spettacolo musicale con Piero Montanaro e la corale “Le Voci del Piemonte”; a seguire la premiazione dei boulajour e degli chef del fungo di Giaveno alla presenza delle autorità. Nelle vie Umberto I e Maria Ausiliatrice e in piazza Sclopis ci saranno le bancarelle della creatività e dei manufatti e il punto fotografico. In piazza San Lorenzo sul lato del Sacro Cuore dalle 10 alle 18 ci saranno i divertimenti e le attrazioni di “Fungo Bimbi”, con i giochi in legno itineranti. Dalle 11 alle 12 è in programma uno show cooking con Angela Anna Ventruti. In via Ospedale dalle 10 alle 18 tornerà il raduno di auto d’epoca del Club de Voiture Ancienne de Saint Jean de Maurienne, cittadina della Savoia gemellata con Giaveno. In viale Regina Elena ci sarà l’area shopping dalle 9 alle 18. Nelle piazze del centro storico l’evento “Giaveno auto e moda” proporrà uno shooting fotografico a cura del Cinema District Hub e un’esposizione di auto d’epoca con la presenza di modelle e modelli in abiti storici. Accompagnano la manifestazione la settima edizione della Fiera del Libro - da giovedì 8 a domenica 18 ottobre in piazza San Lorenzo lato ufficio turistico - e l’apertura del Museo del Fungo in via Stazione, da domenica 4 a domenica 11 ottobre.
Fungo in Festa sarà preceduto domenica 4 ottobre dalla fiera commerciale d’autunno dalle 8 alle 18, mentre dalle 14,30 alle 18,30 nella sede di piazza San Rocco 12 si festeggerà l’undicesimo compleanno dell’associazione Donnedivalle. Sabato 10 ottobre alle 17 a Villa Favorita si terrà un convegno sul tema “Giaveno e il fungo, una risorsa per il territorio e il turismo”. Sempre sabato 10 è in programma la camminata per adulti “Una giornata da boulajeur” a cura dell'associazione Valsangone Turismo. copertina Fungo in festa 2000

Agricoltura

Sabato 3 e domenica 4 ottobre ad Usseglio è in programma la sesta edizione della Festa della transumanza e della patata di montagna, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e organizzata in occasione delrientro delle mandrie dall’alpeggio estivo. Mentre le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunceranno la conclusione dei tre mesi di lavoro estivo in alpeggio, in paese si farà festa e si gusterà la Toma di Lanzo d’alpeggio a Km 0.
Con il termine franco-provenzale “dèsarpà si indica il ritorno dei capi bovini in paese. Per tradizione, quelli a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre sono giorni di festa, che concludono una stagione significativa per la vita degli allevatori, degli animali e di tutta la montagna; cento giorni di duro lavoro, a contatto con gli animali e con i pascoli, per produrre la vera Toma di Lanzo d’alpeggio; un lavoro importante che aiuta a salvaguardare il delicato paesaggio alpino.
Le protagoniste della sfilata sono le mucche, robuste e di bassa statura, perfettamente adattate all’ambiente montano anche se diverse nel colore del manto, nella conformazione della testa e delle corna e nel carattere. La Pezzata rossa, più mansueta, produce più latte, la Pezzata nera e la castana, più aggressive, sono protagoniste delle Batailles des Reines.
Fino alla prima metà del Novecento, nell’ambito linguistico del patois francoprovenzale ussegliese esisteva un gergo, “l’ingerk”, legato al mondo della pastorizia, elaborato con parole volutamente incomprensibili agli estranei. Quando i pastori andavano nelle cascine della pianura per l’acquisto o l’affitto delle pecore, non volevano essere compresi nei loro discorsi e così parlavano “l’ingerk”. Nell’ingerk dei pastori ussegliesi il formaggio era la “quela”, il latte veniva detto “lou bianchat” e la casa diventava la “tabussa”.

LA FESTA E IL MERCATO DEL TERRITORIO CON I FORMAGGI E LE PATATE

Sabato 3 ottobre alle 14 sul piazzale dell’albergo Furnasa saranno distribuite le canne da pastori e i cappelli per il viaggio verso le “muande”, che sono le baite in lingua francoprovenzale. Sarà possibile aiutare i margari a caricare sui carri e sui basti di muli e cavalli il materiale e gli attrezzi portati negli alpeggi a giugno. Poi si avvierà la sfilata dei margari, impegnati ad allacciare al collo delle mucche i grandi “rudùn” (campanacci) e i festoni preparati dai bambini. Dopo la merenda al suono dei rudùn avrà inizio la discesa verso il paese, dove si potrà assistere al rito della mungitura tradizionale e alla preparazione del burro nella zangola. I bambini e i genitori potranno partecipare ai laboratori dedicati agli itinerari dei formaggi intorno al Monte Lera. La compagnia teatrale “I Retroscena” presenterà la narrazione “La Transumanza della Gina e della Matilde”, storia di due mucche alle prese con il viaggio di ritorno dopo un‘estate passata a pascolare e brucare su verdi prati di montagna. Alle 19,30 è in programma la cena dei margari, ovviamente nel rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19.
Domenica 4 ottobre nel mercato contadino ci saranno anche i produttori delle patate di montagna di varie tipologie e qualità, delle mele di antiche varietà piemontesi, dei prodotti degli orti ussegliesi e dei formaggi d’alpeggio. Alle 11 è in programma la Messa, con la benedizione delle mandrie e delle bandiere delle sedi locali della Coldiretti, mentre alle 12,30 si potrà gustare il pranzo del pastore nei ristoranti e nell’area fieristica, con piatti a base di patate, gnocchi, taglieri di formaggi d’alpeggio e raclette di Toma su pane rustico. Alle 15,30 i Countrabandiè d’la Lera in collaborazione con Il Bivacco Matematico presenteranno la narrazione teatrale: “Il lungo viaggio, carezzare le pietre”, in cui si racconta un’avventura dalle Americhe ad Usseglio. Dopo la degustazione delle frittelle di mele, alle 17 la manifestazione si chiuderà con la premiazione dei produttori di patate, con riconoscimenti particolari al produttore della patata più grande e a quella più curiosa.
Per saperne di più: www.eventiusseglio.itFesta Transumanza Usseglio 2020

Agricoltura

Un solo giorno, sabato 26 settembre, per la sessantottesima edizione della Festa dell’Uva e del Vino di Carema, ma intenso e ricco di emozioni per mantenere l’anima della festa e premiare la vitivinicoltura eroica. Come tutte le manifestazioni pubbliche del 2020, l’evento organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni e la Cantina produttori Nebbiolo di Caremae patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino deve fare i conti con le misure di contenimento della pandemia. Le precedenti edizioni duravano cinque giorni. La festa si terrà negli ampi spazi all’aperto del centro sportivo comunale e comprende, in serata, la premiazione del concorso Grappolo d’oro riservato ai migliori produttori di uva Nebbiolo. Il conferimento dei grappoli cominciain mattinata mattina, in coincidenza con l’insediamento della commissione di esperti.
Le premiazioni saranno precedute dalla presentazione di un libro e di un documentario sulla storia di Carema. Impossibile invece l’organizzazione dell’ormai tradizionale percorso enogastronomico “Andar per cantine”, che tocca ogni anno le storiche “crote” del paese, spazi troppo ristretti per garantire la sicurezza dei visitatori. Gli ingressi nell’area sportiva sono contingentati fino ad un massimo di 250 posti e in caso di maltempo è tutto rinviato al sabato successivo.

Nel mercato dei prodotti tipici di sabato 26 settembre a Pragelatoilprotagonista della giornata sarà invece il Plaisentif, il “formaggio delle viole” prodotto unicamente negli alpeggi della Valle Chisone, rinato a partire dal 2000 ma citato da Ettore Patria nei “Cenni sui rapporti commerciali tra il Delfinato ed il Piemonte”, opera riferita ai secoli dal XIV al XVI. Nella seconda metà del XVI secolo il Plaisentif fu donato dai valligiani alle autorità, per ottenere il permesso di commerciare i prodotti in un periodo in cui le valli Valdesi erano teatro di guerre e conflitti.
Il nome “Formaggio delle Viole” deriva dal fatto che il periodo di produzione, giugno e luglio, coincide con il momento di maggior fioritura delle viole sui pascoli alpini. Dopo il controllo a fine stagionatura, il formaggio prodotto come Plaisentif, se ritenuto idoneo per la vendita, viene marchiato a fuoco su una delle due facce. La vendita ha inizio esclusivamente a partire dalla terza domenica di settembre, in occasione dellarievocazione storica e della fiera del Plaisentif di Perosa Argentina, curate dall’associazione culturale Poggio Oddone.Carema vendemmia repertorio 1

Agricoltura

La Festa dell’UvaErbaluce da 87anni richiama a Caluso migliaia di visitatori, in cerca di divertimento e di un vino ritenuto dalla critica internazionale come uno dei più interessanti bianchi italiani. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre nella cittadina canavesana si festeggia l’Erbaluce in tutte le sue declinazioni e insieme a un prodotto agricolo, l’uva Erbaluce, motivo di orgoglio per tutto il Canavese.
Il vino fu uno dei primi a ottenere la denominazione di origine controllata in Italia nel 1967 e la Docg nel 2011. Oltre all’Erbaluce, la Festa di Caluso celebra anche il Passito di Caluso e il Cuveè Erbaluce spumante. Il programma dell’ottantasettesima edizione della manifestazione, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, è forzatamente ridotto, per rispettare le disposizioni per la prevenzione del Covid-19, ma lo spirito dei calusiesi è indomito e la festa non può comunque mancare, perché l’evento non vuole essere solo una “sagra” ma un momento di celebrazione di un modo di vivere e di intendere la terra canavesana.
Venerdì 18 settembre alle 20,30 la cena dei rioni e delle frazioni apre il programma della manifestazione al ristorante “Mago' di Caluso”. Sabato 19 alle 9 all’Enoteca regionale dei Vini della Provincia di Torino, a Palazzo Valperga di Masino, si insedia a porte chiuse la commissione tecnica di assaggio del 53° concorso enologicoGrappolo d’Oro. In mattinata nelpalazzo comunale si inaugura ufficialmente l’ambulanza dei Volontari Soccorso Sud Canavese. La serata è animata dalla cena sotto le stelle a cura dei bar e dei ristoranti del centro storico e dall’apertura straordinaria dei negozi, con la presentazione delle nuove collezioni di moda autunno-Inverno e le vetrine dedicate all'Erbaluce di Caluso. Domenica 20 è in programma l’evento Divino Canavese” nel chiostro dei frati di piazza Mazzini 2, con la degustazione dei vini del territorio. Nella sala intitolata al compianto sindaco di Caluso e pittore Elio Magaton si tiene un’asta benefica di opere di Franco Pinna. La mostra mercato dei prodotti a Km 0 e l’apertura festiva dei negozi animano il centro storico. In piazza Ubertini a partire dalle 10 le associazioni sportive locali presentano le loro attività. Il parco Spurgazzi ospita alle 10,30 la Messa, seguita dai saluti istituzionali, dalla cerimonia di consegna del Grappolo d'Oro, dalla conferma della Ninfa Albaluce 2019-2020, dalla presentazione dell’essenza “Albaluce” e dal brindisi per il decennale del riconoscimento della DOCG all’Erbaluce. Nel pomeriggio al parco Spurgazzi si esibiscono le scuole di danza locali.

Festa Uva Erbaluce Caluso 2020 1

Agricoltura

Domenica 13 settembre Giaveno tornerà ad essere la Città del Buon Pane, in occasione della diciassettesima edizione della manifestazione dedicata ai prodotti da forno, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Gruppo Panificatori Artigiani “Pane De.C.O.” e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
Da molti anni il pane artigianale locale venduto a Giaveno e nei paesi vicini è apprezzato dai turisti e da chi è solo di passaggio. L’idea vincente dei giavenesi è stata quella di far diventare il buon pane un simbolo del territorio, con il sostegno di un’amministrazione comunale che ha creduto sin dall’inizio nella manifestazione.
L’appuntamento di quest’anno sarà diverso, perché la pandemia da coronavirus e le misure anti Covid-19 hanno costretto gli organizzatori a modificareil programma, rinunciando alla sfilata e al taglio del grissino, alla trebbiatura in piazza e all’esposizione di trattori.
Piazza Mautino ospiterà l'Associazione Panificatori Artigiani De.C.O. con la sua brigata di panettieri, che proporranno in degustazione e in vendita pane, grissini, biscotti del pellegrino e altre bontà da forno dolci e salate. L’area di panificazione e di vendita potrà essere raggiunta con un percorso obbligato sotto le arcate. Le postazioni con soluzioni di distanziamento consentiranno di accedere al banco per gli acquisti.
A Giaveno quella dei prodotti da forno è una storia di famiglie e di generazioni che si sono svegliate presto e continuano a svegliarsi presto per fare pane e farlo con passione, seguendo la tradizione con forme grandi e “storiche”: micca, biove, mezzana, stirotto, tutte riconosciute con la Denominazione Comunale d’Origine. A Giaveno si producono anche pani piccoli e dai gusti nuovi o ritrovati, ai cereali, con segale e mais. Ma si sfornano anche i fragranti grissini Stirati torinesi e altre bontà che valorizzano le materie prime del territorio e la storia: ad esempio il pane e i biscotti del Pellegrino, pensati e realizzati per contribuire alla promozione turistica e culturale del territorio della Sacra di San Michele e della Via Francigena, che ha una deviazione su Valgioie e Giaveno.
Domenica 13 settembre in prossimità di piazza Mautino saranno presenti gli spazi espositivi di alcune realtà coinvolte nel programma “Dal Grano al Pane, tra Forni e Mulini”, anch’esso patrocinato dalla Città Metropolitana: il mulino della Bernardina con le sue farine, il Giardino Botanico Rea con le associazioni Principi Pellegrini, Divangazioni, Centro Arti e Tradizioni Popolari, il mulino Du Detu e l’Hobby del Miele con i prodotti dell’apicoltura.
In piazza Molines sarà allestita una piscina di fieno per bambini fino a 10 anni, a cura dell'associazione Fuori di Clown. L’accesso sarà possibile per cinque bambini alla volta.
I mulini della Bernardina in via Vittorio Emanuele II 260e Du Detu in via Beale 8 saranno aperti e visitabili dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30. Li si potrà raggiungere anche con il Pedibus guidato con partenza dall'ufficio turistico di Giaveno, su prenotazione, alle 10, alle 13,30 e alle 16.
In piazza Molines sarà allestito il mercatino dei prodotti del territorio agroalimentari, dell’artigianato e della creatività. Nell’ambito del concorso delle vetrine dedicato al tema della manifestazione, l'Associazione Panificatori premierà i tre allestimenti più originali con un cesto di prodotti locali. L'associazione Val Sangone Outdoor organizzerà due uscite in mountain bike: una alle 10 lungo il Sentiero delle Macine di Coazze per bikers allenati e una per giovani bikers e famiglie alle 15,45. La prenotazione della partecipazione è possibile entro l'11 settembre al negozio Dottor Gioco e Mr Bike di piazza Molines. Anche quest'anno l'immagine del manifesto e dei volantini della manifestazione è stata realizzata da un'artista locale, la giavenese Tiziana Pisano, che ha raffigurato le diverse fasi della lavorazione del pane locale in cinque scenette: la semina, la mietitura, il setaccio della farina dall’alto di una delle torri dell’antica cinta muraria, la cottura in un forno molto speciale come la bocca del “Mascherone”, il taglio del pane. In ciascuna scena un “omino” stilizzato al lavoro cattura l’attenzione di grandi e piccoli. L’artista ha impiegato matite colorate nei colori caldi del grano e del pane dorato e il tratto del pennarello per le sagome.
Per informazioni sulla manifestazione e per le prenotazioni ci si può rivolgere all’ufficio turistico comunale di piazza San Lorenzo 34, telefono 011-9374053, e-mail infoturismo@giaveno.it, sito Internetwww.comune.giaveno.to.it

VISITARE I MULINI STORICI DI GIAVENO, PER SCOPRIRE ECONOMIA E SOCIETÀ DEI SECOLI PASSATI

Il mulino della Bernardina risale al 1745 e ha rischiato di finire in disuso, ma la famiglia Ughetto e l’attuale mugnaio sono riusciti e tenerlo in funzione e in efficienza, affiancando alla molitura la coltivazione di antiche varietà di mais, grano e segale. Presso il mulino è allestita e visitabile fino al 30 settembre la mostra “Tempo di Mulini”, realizzata dal Museo Civico Etnografico del Pinerolese e dal Centro Arti e Tradizioni Popolari. L’allestimento, coordinato dalla presidente e dal direttore del MUSEP, Ezio Giaj e Alessandra Maritano, propone attraverso i testi e le immagini di Emanuela Genre e di Remo Caffarouno spaccato di storia e cultura sociale popolare dei secoli passati, in cui i mulini erano uno dei capisaldi dell’attività economica e sociale. Al centro della mostra i temi dell’acqua come forza motrice, la storia e l’evoluzione dei mulini ad acqua, che potevano essere privati, comunali, consortili o appartenenti a enti religiosi. Un focus è rivolto poi alle macine, cuore pulsante del mulino, ai macchinari ancora in attività nel terzo millennio e ai mulini-museo che attirano moltissimi visitatori.
Il mulino “Du Detu” di via Beale 8 appartiene alla famiglia di Giuseppe Colombatti e venne edificato nel 1218 per servire le esigenze alimentari della comunità dei monaci benedettini dell’Abbazia di San Michele della Chiusa. Venne successivamente acquistato e restaurato nel 1877 da Benedetto Giai Via, detto “Detu”. Possiede una grande ruota esterna a pale metalliche e all’interno ruote in pietra. È stato in attività fino alla Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

Giaveno Città del Buon Pane 13 09 2020 1

Agricoltura

Il Ramìe di Pomaretto è uno dei prodotti più tipici della vitivinicoltura "eroica" di montagna e, insieme ad altre vere e proprie perle enologiche, da venerdì 4 a domenica 6 settembre sarà protagonista a Perosa Argentina e a Pomaretto di "Vini all'insù", una rassegna dedicata alle migliori produzioni dell'arco alpino, patrocinata e sostenuta dalla Città Metropolitana di Torino. La manifestazione organizzata dall'Unione dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, dalle amministrazioni comunali e dalle Pro loco di Perosa e di Pomaretto, sarà l'occasione per fare il punto su alcuni dei risultati del progetto europeo ALCOTRA Strada dei vigneti alpini, di cui capofila la Città Metropolitana di Torino. Il progetto consentirà al Comune di Pomaretto di valorizzare un itinerario di turismo enologico, con uno spazio di accoglienza panoramico lungo il Sentiero del Ramìe. Sarà possibile ammirare i vigneti eroici di Pomaretto partecipando alle visite guidate in programma sabato 5 e domenica 6 settembre alle 15, alle 16 e alle 17.
Oltre a quelli delle vallate pinerolesi, saranno presenti produttori provenienti dalla Valle d'Aosta, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Veneto e dal Friuli. Tra gli obiettivi dell'evento vi è quello di facilitare la conoscenza dei vini di montagna attraverso il contatto e lo scambio di idee e progetti tra le varie realtà produttive dell'arco alpino italiano, mettendo in relazione i vari produttori operanti in realtà che hanno peculiarità ambientali simili, promuovendo le buone pratiche agricole e paesaggistiche portate avanti dai produttori.
Venerdì 4 settembre alle 10 nel complesso degli impianti sportivi di Pomaretto si farà il punto sui primi risultati concreti del progetto della Strada dei Vigneti Alpini e anche su quelli dell'ALCOTRA Interreg "Camminando nei vigneti: testimonianze e paesaggi". Il progetto della Strada dei Vigneti Alpini ha consentito di identificare e codificare quattordici itinerari: il Sentiero dei vigneti di Carema, i Viottoli tra pergole e vigneti a Settimo Vittone, la Traversata dei terrazzi e dei pilùn da Pont-Saint-Martin a Borgofranco d'Ivrea, il Canavese originario a Barone, il Cammino del Gesiùn a Piverone, le Campagne della nobiltà tra San Giorgio Canavese, Agliè e Cuceglio, le Vigne delle Masche tra Levone, Rivara e Forno Canavese, i Poggi dell'Erbaluce a Caluso, il Romanico con vista tra Bollengo, Burolo e Chiaverano, la Via della Serra da Pont-Saint-Martin a Piverone, le Rive verdicanti a Bricherasio e Luserna San Giovanni, il Sentiero del Ramìe a Pomaretto, le Alture delle viti e dei mandorli a Giaglione, l'Erta della Ramats a Chiomonte. I dettagli degli itinerari possono essere consultati nel portale Internet della Città Metropolitana alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/agri-mont/itinerari-del-gusto/strada-vigneti-alpini
La mostra mercato dei vini di montagna accompagnata dai banchi di assaggio sarà visitabile sabato 5 e domenica 6 settembre dalle 10,30 alle 19,30 nella splendida Villa Willy di Perosa Argentina. Sabato 5 alle 16 è in programma una degustazione di alcuni dei vini presenti alla rassegna, guidata dal delegato torinese dell'Associazione Italiana Sommellier, Mauro Carosso. Per prenotare le degustazione occorre chiamare il numero telefonico 338-7308204.
La serata di sabato 5 sarà animata da concerto del QuBa Libre Quartet, che, alle 21,15 nel complesso degli impianti sportivi di Pomaretto, proporrà un viaggio nella musica e nei canti dell'Occitania. Partendo dalle vallate occitane piemontesi, Simonetta Baudino (alla ghironda e all'organetto diatonico), Giuseppe Quattromini (chitarra e fisarmonica), Daniele Mauro (chitarra) e la cantante Erica Molineris proporranno un itinerario che toccherà il Sud della Francia, i Pirenei e la costa atlantica francese.
Agli spettatori è richiesto l'utilizzo della mascherina e sarà misurata a tutti i presenti la temperatura corporea. L'ingresso nell'area del concerto sarà possibile a partire dalle 20,30 ed occorrerà prenotare chiamando i numeri telefonici 348-7293196 e 349-4124057, oppure scrivendo a mondofolk@gmail.com. Domenica 6 settembre alle 11 l'Accademia Italiana della Cucina proporrà l'evento "La cucina della tradizione montana", di cui saranno protagonisti lo chef Walter Eynard e Alberto Negro, coordinatore dell'Accademia per il Piemonte Ovest. Per prenotare la partecipazione occorre chiamare il numero 338-7308204.

UNA VITIVINICOLTURA CHE È TRADIZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Nonostante la crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni, quella della riscoperta e valorizzazione del Ramìe nelle valli Chisone e Germanasca è la storia di una piccola iniziativa economica di successo. Le vigne da cui proviene l'uva vinificata nel Ramìe sono state impiantate con grande fatica nei secoli scorsi a una quota tra i 600 e i 900 metri, lungo pendii estremamente ripidi, contraddistinti da terrazzamenti a secco. All'imbocco della Val Germanasca è impossibile non notare le vigne che incombono sulla strada di fondovalle, quasi "strappate" alla montagna, sul versante pietroso esposto a meridione. La tradizione vinicola locale risale all'epoca medievale e, anche se con grande fatica, ha resistito alla diffusione della fillossera alla fine del XIX secolo, per poi rinascere nel secondo dopoguerra raggiungendo discreti livelli qualitativi. Tanto che Luigi Veronelli scrisse a proposito di quello che però chiamò erroneamente "Ramiè", che aveva un "colore rosso rubino e delicato profumo. Sapore giustamente asciutto, fine, gustoso". Il recupero dei terrazzamenti abbandonati e il superamento della produzione per il semplice autoconsumo sono però recenti, anche se la denominazione Doc nell'ambito della famiglia "Pinerolese" risale al 1996. I "profeti" della ricoperta del Ramìe sono stati Daniele Coutandin e l'agriturismo La Chabranda, che furono i primi promotori, insieme all'assessorato provinciale all'agricoltura e montagna dell'allora Provincia di Torino, che finanziò nel 2003 la costruzione di una monorotaia per facilitare il lavoro e la vendemmia, riprendendo il modello già applicato con successo nelle Cinque Terre. Dal 2009 il Comune di Pomaretto ha promosso la costituzione di un consorzio tra i piccoli contadini che ancora coltivavano le terrazze. Il nome ufficiale della Doc è "Pinerolese Ramìe", per un prodotto che scaturisce prevalentemente dalla fermentazione delle uve di un vitigno particolare e di estrazione montana come l'Avarengo. A queste uve possono essere aggiunte minori quantità di Neretto di Bairo e Avanà. La vinificazione è stata condotta per tre anni in maniera sperimentale a Chieri, presso l'Istituto Bonafous della Facoltà di agraria dell'Università di Torino. Successivamente il consorzio ha trasferito il processo di trasformazione delle uve in vino all'Istituto Malva Arnaldi di Bibiana. La collaborazione con l'Università ha consentito al consorzio di migliorare la qualità del vino e di aumentare progressivamente la produzione da 1000 a 4000 bottiglie. Il consorzio si occupa della gestione collettiva della vendita del vino e dell'accesso a finanziamenti per la manutenzione dei muri a secco e delle vigne. Oggi il Ramìe è proposto nei bar, nelle osterie e nei ristoranti delle valli Chisone e Germanasca e offre ai turisti un'esperienza aggiuntiva di conoscenza delle eccellenze del territorio. Il GAL è riuscito a ottenere finanziamenti europei per la manutenzione dei versanti su cui crescono le viti. Per i giovani di Pomaretto, forse, vivere esclusivamente di vitivinicoltura non sarà mai possibile, ma il Ramìe può costituire un'interessante integrazione al reddito e l'occasione per realizzare una manutenzione del territorio che fa bene sia all'ambiente che all'economia locale.Vini allinsù 2020

Agricoltura

Dopo il Consiglio metropolitano, anche il Consiglio Regionale ha approvato una mozione per l'istituzione del Distretto del Cibo dell'area omogenea Chierese-Carmagnolese, la cui funzione sarà quella di valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari e il paesaggio dei 22 Comuni di una delle 11 Zone omogenee in cui è suddiviso il territorio metropolitano. Peperone e Salame di Giora di Carmagnola, Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino, Asparago di Santena, Ciliegie di Pecetto, Cipolla Piatlina bionda di Andezeno, Freisa di Chieri: sono solo alcune delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole della Zona omogenea 11 che potranno essere valorizzate dal Distretto.
Come ricordano il Vicesindaco metropolitano e il Consigliere delegato allo sviluppo economico, nel novembre scorso il Consiglio metropolitano aveva approvato all'unanimità una mozione in cui si sollecitava la Regione Piemonte ad emanare il Regolamento che, in attuazione della Legge regionale 1 del 2019, consentirà di istituire il nuovo Distretto del Cibo. Il Consiglio Regionale si è quindi associato alla proposta, dando più forza al progetto.
I Distretti del Cibo sono intesi dal legislatore regionale come uno strumento per coniugare le attività economiche con la cultura, la storia, la tradizione e l'offerta turistica locale.
La mozione approvata dal Consiglio metropolitano faceva riferimento in particolare alla possibilità per tale territorio di accedere alle risorse del Piano di Sviluppo Rurale regionale 2021-2027 per sostenere l'avvio del Distretto.
Il Vicesindaco metropolitano sottolinea che l'emanazione del Regolamento, quando avverrà, sarà una vittoria dell'intero Consiglio ed è un passo fondamentale per la funzione della Città metropolitana, a sostegno di un progetto che deriva da un'attività politica trasversale.

Agricoltura

Da venerdì 24 a domenica 26 gennaio torna a Settimo Rottaro la Sagra del Salam 'd Patata, che richiama la memoria di quella “cultura del maiale” che sapeva trasformare in una festa il periodo di tempo che andava dalla macellazione dell’animale alla cena di chiusura: un avvenimento vero e proprio, atteso con trepidazione che sapeva coinvolgere un gran numero di persone. “Del maiale non si butta via niente” ripetevano i nonni e questa affermazione pare anticipare il concetto di consumo responsabile al quale oggi molti si ispirano. Di norma si allevava un maiale per famiglia nutrendolo con gli scarti dell’orto e del cibo quotidiano. Ed è da questo evento annuale, quasi rituale, che prendono spunto gli organizzatori della Sagra, per mettere in evidenza, in maniera piacevole, alcuni aspetti della vita rurale, caduti in disuso nel periodo della corsa alle fabbriche e del consumismo più esasperato.
La Sagra, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, cerca di aiutare a riscoprire sapori genuini prendendo come spunto un prodotto tipico canavesano: il Salame di patata, che nasce da ingredienti assolutamente naturali e “poveri” come alcune parti del maiale e le patate bollite, da cui si ricava un insaccato dal gusto leggero, particolare e tipicamente piemontese, che ben si abbina ad un buon bicchiere di vino rosso.

IL PROGRAMMA DELLA SAGRA

- venerdì 24 gennaio: evento “La Stra dal Purcat”, una camminata di 6,5 Km tra i sentieri e le strade di Settimo Rottaro, con il ritrovo dei partecipanti al Palasagra alle 19,15. A seguire il ristoro del viandante, su prenotazione aperto a tutti, con i piatti della tradizione e l’intrattenimento musicale con Claudio Abada
- sabato 25 gennaio alle 17 nel salone pluriuso Adriano Olivetti tavola rotonda “Il Canavese un territorio da riscoprire: le masere - i muretti a secco tipici delle nostre campagne - raccontano e custodiscono la storia che è stata”. Aperitivo a Km 0 alle 20 e “Sen-a dal Purcat” con il menù della tradizione con piatti a base di carne di maiale
- Domenica 26 gennaio dalle 9 e per tutto il giorno evento “Del maiale non si butta via niente”, filiera figurata della lavorazione del maiale. Le osterie della tradizione propongono i menù degustazione nei cantoni Castello, Crearo, Maioletto e Villa. Mostra mercato di prodotti tipici agroalimentari, musica itinerante con J’amis d’Albian e Ciaparat, “Peisa dal Purcat”, gara di stima del peso di un roseo porcellino, gioco “Ciapa ‘l Salam”, Cantine Aperte con degustazione guidata dei vini dei produttori rottaresi. Visite guidate “Angoli nascosti” con ritrovo alle 10,45 e alle 14,30 in piazza della Chiesa, in collaborazione con Slowland Piemonte Lago di Viverone e dintorni. Il percorso si completa con la degustazione guidata alla Cantina Luca Gili delle migliori etichette dei produttori rottaresi: Garage dell'Uva, La Masera e Cantina Luca Gili. A partire dalle 12 al Palasagra
“Disna’ d’la Duminica” con con menù a degustazione senza prenotazione. Per i più picoli il “Circowow” dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 16 nel salone dell’ex ristorante Busca, con una serie di laboratori creativi.


Agricoltura

San Nicola, si sa, porta i regali - almeno nella tradizione nord europea e alpina - e anche quest’anno fa tappa a Caluso, per la tradizionale fiera a lui dedicata. Come sempre saranno molti gli espositori di artigianato e prodotti della terra che lunedì 2 dicembre affolleranno il centro di Caluso.
La Città Metropolitana di Torino ha concesso anche quest’anno il suo patrocinio per l’importanza che la Fiera di San Nicola riveste per il Canavese, unendo in una giornata di festa e di affari i produttori, i cittadini e leeccellenze gastronomiche. Per l’occasione l’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torinosarà aperta dalle 14, offrendo la possibilità di degustare le eccellenze vinicole del Canavese. Per informazioni www.enotecaregionaletorino.wine/lenoteca/contatti/
Non mancheranno le occasioni di svago, come la pista di pattinaggio su ghiaccio aperta sino al 7 gennaio in piazza Ubertini, con lezioni di gruppo gratuite. In via Baima saranno esposte le macchine agricole e si terrà una mostra zootecnica.
La giornata prevede numerose variazioni alla circolazione, indicate nel volantino allegato.

Agricoltura

Domenica 24 novembre tornerà a Foglizzo la tradizionale Fiera di Santa Caterina, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e abbinata alla Festa del Ringraziamento promossa dalla Coldiretti.
Durante l’intera giornata nelle piazze del paese sono in programma l'esposizione e la vendita di prodotti gastronomici e macchine agricole e il mercatino degli hobbisti. È prevista l'apertura straordinaria del castello dei Biandrate di Foglizzo, con partenza delle visite dal cortile interno alle 15, alle 16 e alle 17. Il museo “Dalla saggina alla scopa” sarà visitabile dalle 11 alle 12,30 e dalle 14 alle 16, con dimostrazioni pratiche della produzione artigianale della scopa in saggina di Foglizzo.
La Fiera di Santa Caterina si tiene ogni anno nella quarta domenica di novembre ed è una tradizione ultrasecolare. Con il passare del tempo i prodotti agricoli, il bestiame e le attrezzature agricole sono stati affiancati da articoli di tutti i generi, ma la tradizione è più che mai viva.
Come è viva la tradizione della bagna caôda che la Pro Loco di Foglizzo proporrà quest’anno sabato 30 novembre alle 19,30 e domenica 1° dicembre alle 12,30 nel salone del castello. Il ricco menù propone l’antipasto, la bagna caôda, la minestrina in brodo, la testina e il gran bollito misto, frutta, dolce e caffè al prezzo popolare di 23 euro, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 28 novembre alla cartoleria Rinamaria, telefono 011-9883417, oppure alla tabaccheria-edicola Tavano, telefono 011-9883054. Per saperne di più si può visitare il sito Internet www.prolocofoglizzo.it o scrivere a info@prolocofoglizzo.it

Agricoltura

Da mercoledì 20 a domenica 24 novembre a Montalto Dora è in programma la ventiquattresima edizione della Sagra del Cavolo Verza, tradizionale manifestazione enogastronomica e fieristica, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e dedicata a chi vuol conoscere l'autenticità della cultura contadina canavesana. Il Cavolo Verza di Montalto Dora fa parte da molti anni del Paniere dei prodotti tipici istituito dall’allora Provincia di Torino nel 2001 ed è alla base di molte ricette che si possono gustare durante la sagra: la Supa ‘d pan e còj, la Bagna caôda, il Capônèt. La Sagra è una vetrina che valorizza le eccellenze del territorio: passato e presente, gastronomia, cultura e folklore locale si alternano in ricchi appuntamenti, regalando a migliaia di visitatori emozioni, atmosfere d'antan, sapori autentici della tradizione contadina e spaccati di vita rurale. Domenica 24 il paese si animerà con centinaia espositori commerciali, musica, folklore e delizie gastronomiche.
I camperisti avranno a disposizione un’area parcheggio gratuita, non attrezzata e su erba, in via Ferruccio Martinis. Durante la Sagra sarà attivo il punto di informazione turistica nella Lea degli Alpini in via Marconi. L’Ufficio Turismo del Comune di Montalto Dora è in piazza IV Novembre 3. Il portale Internet dell’amministrazione comunale è www.comune.montalto-dora.to.it. Per  ulteriori informazioni si può scrivere a omnia@comune.montalto-dora.to.ito telefonare in orari d’ufficio al numero 0125-652771. Il numero Infosagra è il 349-0074456, attivo dal 16 novembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.

PER APPROFONDIRE: COSA VEDERE E COSA FARE DURANTE LA SAGRA

Il programma ufficiale della Sagra si aprirà mercoledì 20 novembre nell’anfiteatro comunale “Angelo Burbatti”: alle 20,30 è in programma la tradizionale cena “A tavola con le eccellenze del territorio” a cura dell’associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana. La prenotazione è obbligatoria, telefonando al numero 0125-652771 entro le 13 di lunedì 18 novembre. Giovedì 21 e venerdì 22 sempre nell’anfiteatro Burbatti sono in programma le serate della bagna caôda con inizio alle 20, in collaborazione con l’associazione sportiva Castlerun. La prenotazione è obbligatoria telefonando al numero 347-4150203.
Sabato 23 dalle 8 alle 13 nell’area mercatale di fronte all’anfiteatro Burbatti, si terrà il mercato dei produttori biologici, dei prodotti tipici e dell’artigianato. Intorno al torchio alle 11 inizierà l’esposizione concorso delle migliori produzioni locali di Cavolo Verza, mentre alle 21 tornerà la corsa podistica di 5 chilometri degli “Inseparabili”, organizzata dall’associazione Castlerun. Le coppie saranno legate fra loro e si sfideranno su di un percorso cittadino. Musica, luci e folclore animeranno la serata, che si concluderà con il ballo in piazza attorno ad un grande falò.

Domenica 24 novembre la “La Grande Fiera” animerà il centro storico a partire dalle 7,45 con tre tipologie di mercato e centinaia di espositori. “Il Mercatino sotto il Castello” proporrà l’antiquariato minore, le Vie del Gusto presenteranno le specialità enogastronomiche piemontesi e valdostane, mentre il mercatino dell’artigianato sarà dedicato all’ingegno e alla manualità degli artigiani piemontesi e valdostani. Musica e folklore animeranno il paese a partire dalle 10 con la Grande Fanfara della Bagna Cauda” e i “Tacabanda”, quintet bandistici per il blues del Canavese.

I RISTORANTI DELLA SAGRA E LA VENDITA DIRETTA DEL CAVOLO VERZA

Nel week end della Sagra si potranno gustare piatti tipici della tradizione contadina, a base di cavolo verza e non solo. Nel Ristorante dei Coltivatori nel Palasagra (aperto sabato a pranzo e cena e domenica a pranzo), l’associazione Produttori Cavolo Verza cucinerà gli agnolotti al cavolo, i capônet e altri piatti della tradizione piemontese. Il sabato sera e domenica ci sarà anche il suett al coj, una polenta concia con cavolo. Il Ristoro della Pallavolo nell’anfiteatro Burbatti proporrà le sue specialità a base di cavolo verza e altre gustose novità. Il Ristoro dell’Oratorio offrirà le specialità tradizionali piemontesi.
All’insegna dello slogan “Dal campo alla tavola”, dalle 9 alle 17 di domenica 24 nel parco dell’ex monastero benedettino di San Michele i produttori agricoli dell’associazione per la promozione e la valorizzazione del Cavolo Verza di Montalto Dora venderanno gli ortaggi messi a dimora nel luglio scorso in un terreno particolarmente fertile e in una coltivazione speciale di mille piantine. Sarà possibile acquistare i cavoli scegliendoli direttamente dal campo.

CULTURA ED ESCURSIONI NATURALISTICHE INTORNO AL LAGO PISTONO E TRA VIGNE E COLLINE


Il programma della Sagra prevede anche una serie di appuntamenti culturali e naturalistici.
Sabato 23 novembre il Parco Archeologico del Lago Pistono organizzerà il laboratorio ludico-didattico “Nodi e intrecci tra preistoria e storia”, dedicato a tutti i giovani esploratori dentro e intorno alla capanna preistorica sulle rive del Lago Pistono. La partecipazione al laboratorio costa 5 euro (per fratelli o sorelle), con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti disponibili entro venerdì 22 novembre alle 13,30, scrivendo a info@lemusestudio.it o telefonando al 392-1515228.
Domenica 24 l’iniziativa “Un tuffo nella Preistoria” proporrà visite guidate con un archeologo, alle 10 e alle 14, per tornare indietro di 6500 anni e scoprire come viveva l'uomo durante l'era neolitica. Il Parco Archeologico, immerso in un bosco planiziale e caratterizzato dalle famose terre ballerine, propone ricostruzioni a scala reale delle strutture neolitiche, con la possibilità di conoscere e maneggiare gli antichi utensili e vedere i reperti scoperti durante gli scavi archeologici custoditi nello spazio espositivo per l’archeologia. Le visite e le passeggiate guidate da un archeologo partiranno dal palazzo municipale. La prenotazione è obbligatoria sino ad esaurimento dei posti disponibili entro sabato 23 novembre alle 13.30, scrivendo a info@lemusestudio.it oppure telefonando al 393-1515228
Sabato 23 e domenica 24 sono in programma escursioni naturalistiche guidate tra le colline, i vigneti e i laghi di Montalto Dora, organizzate dall’Associazione Informatori Turistici Volontari. Sabato 23 alle 14 ci sarà l’escursione “Alla ricerca del Lago Coniglio e terre ballerine” adatta per famiglie con bambini, della durata di tre ore.
È invece più adatta agli adulti “L’antica via del Castello”, una passeggiata di due ore e mezza con salite di lieve difficoltà. Domenica 23 alle 9 si potrà percorrere l’Anello del Montesino, con la salita ai “3 bui”. L’escursione dura tre ore ed è adatta a persone esperte e allenate. Alle 10 inizierà invece l’escursione “Strada delle vigne e Lago Pistono”, della durata di due ore, adatta per famiglie con bambini. Alle 14 è in programma l’itinerario “Lago Nero tra miti e leggende e salita al Monte del Maggio” della durata di tre ore con salite di lieve difficoltà. Per tutte le escursioni si raccomandano scarpe da trekking. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero
349-0074456.

A Montalto si terrà anche il 21° Raduno nazionale camperistico del “Còj Ariss” in un’area appositamente dedicata adiacente la chiesa parrocchiale. Per informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 347-2901608 e 348-2714103.

CAVALLI SOTTO AL CASTELLO”

Nel week end della Sagra si valorizzerà la tradizione della cultura del cavallo. Sabato 23 alle 14 nella nuova arena fieristica “Ugo Munari” sono in programma spettacoli equestri a cura dei circoli ippici del Canavese. A seguire il battesimo della sella per tutti i bambini partecipanti. Domenica 24 alle 10 e alle 14 si correrà il Palio dei Comuni, con in lizza 16 paesi canavesani abbinati con la formula del sorteggio (modello Palio di Siena), impegnati in una gara di attacchi con due manche a tempo, su carrozze sportive trascinate da pariglie di cavalli.

Agricoltura

La Sagra della Zucca di Santena è giunta alla quinta edizione ed è in programma da venerdì 15 a domenica 17 novembre. L'evento patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino valorizza anche nei mesi autunnali un territorio che in primavera fa invece notizia per la Sagra dell’Asparago, a dimostrazione che in ogni periodo dell’anno Santena sa offrire prodotti genuini ai consumatori attenti alle tradizioni e a quegli alimenti a torto giudicati poveri, che un tempo erano alla base della dieta quotidiana e che hanno un valore nutritivo e dietetico importante. Valorizzate da cuochi esperti, le zucche arrivano sulle tavole del Palazucca, una tensostruttura allestita nella piazza principale di Santena, a cui fanno da contorno le bancarelle dei coltivatori, degli artigiani e degli hobbisti, i Castagnari di Villarfocchiardo, le serate dedicate al ballo liscio e quelle dedicate alla musica delle discoband.
Il Palazucca aprirà i battenti venerdì 15 novembre alle 19,30 per la cena inaugurale, seguita dalla serata danzante con l’orchestra di liscio “I Roeri”. Sabato 16 il Palazucca aprirà alle 12,30 per il pranzo e alle 19,30 per la cena, mentre nel pomeriggio sono in programma un’esposizione di quadri, intrattenimenti per bambini e dimostrazioni degli antichi mestieri. Lo spettacolo musicale sarà proposto alle 22 dalle party-band Non Plus Ultra. Domenica 17 sin dalle prime ore del mattino saranno allestiti il mercatino artigianale e dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici, gli stand delle associazioni santenesi, dei castagnari di Villarfocchiardo e degli scultori della Val di Susa. L’associazione ArteS proporrà una mostra e saranno possibili le visite guidate nei luoghi cavouriani, a cura dell’associazione Amici di Cavour. Alle 11 si terrà la presentazione del romanzo “Gradiente Viola” di Flavio Vasile, mentre alle 12 sarà tagliato il nastro inaugurale della Sagra, alla presenza delle autorità santenesi e delle rappresentanze dei paesi vicini. Dopo il pranzo al Palazucca, nel pomeriggio si terranno dimostrazioni di tango e di pizzica e attività per l’intrattenimento di grandi e piccini. La cena e la serata danzante con l’orchestra di liscio di Sonia de Castelli concluderanno il programma della manifestazione.

Agricoltura

La Città metropolitana di Torino è dotata del piano quinquennale - approvato all'inizio del 2019 in attuazione della normativa regionale ed approvato da ISPRA -  finalizzato innanzitutto alla prevenzione dei danni in agricoltura causati dai cinghiali. Del resto da oltre vent’anni la Provincia di Torino prima e la Città Metropolitana ora adottano ed attuano piani e programmi di contenimento della popolazione di cinghiali, per attenuare l’impatto che gli ungulati hanno sulle colture agricole e sulla sicurezza della circolazione stradale". Lo ribadisce la consigliera metropolitana delegata ad ambiente e tutela fauna e flora Barbara Azzarà a margine dell'incontro convocato ieri in Prefettura a Torino con tutte le province, i prefetti del Piemonte e le forze dell'ordine.

Condivisa la necessità di non potersi più limitare a riconoscere i danni subìti dagli agricoltori, perché ne va di mezzo l'ambiente, oltre che la sicurezza delle collettività e le attività agricole imprenditoriali, è ora indispensabile una concerta assunzione di responsabilità.
La Città Metropolitana ha formato gratuitamente nei mesi scorsi 338 operatori volontari, di cui 238 abilitati al controllo del cinghiale, che devono necessariamente essere coordinati da personale pubblico come prevede al legge. Sono 177 i volontari abilitati al tiro notturno, che richiede particolari cautele: le persone effettivamente autorizzate alle attività di contenimento del cinghiale sono attualmente 228, di cui 146 nuovi addetti, 82 selecontrollori, 4 autorizzati alla gestione di gabbie e 6 autorizzati all’autodifesa. Nelle 220 operazioni di contenimento portate a termine sino a fine ottobre sono stati abbattuti 207 capi.
"Come Città metropolitana - sottolinea Azzarà - rinnoviamo con forza la richiesta alla Regione Piemonte di investire subito nelle assunzioni di agenti che poi destineremo alle indispensabili attività di coordinamento delle azioni concordate: come hanno ricordato anche le forze dell'ordine durante la riunione in prefettura, le carenze di organico delle Province in questo delicato settore aprono un fronte grave: non vogliamo che si vada incontro ai danni sull'uomo che possono derivare da battute di  caccia non controllate".
La Città metropolitana ribadisce l’esigenza di poter disporre con urgenza di un numero adeguato di agenti faunistico-ambientali ai quali affidare le azioni previste per legge. Al momento è stato istituito un nucleo di tre operatori dedicati a questo compito, su di un totale di tredici in servizio, dotati della strumentazione adatta per poter operare con tiri estremamente selettivi. Gli agenti possono operare anche in orario notturno, per arrecare il minor disturbo possibile alla restante fauna e massimizzare l’efficacia delle operazioni.
"È importante sottolineare - aggiunge Azzarà - che i nostri 13 agenti sul territorio dovrebbero in teoria effettuare il lavoro svolto dai 36 in servizio in occasione dell’entrata in vigore della riforma delle Province e dell’approvazione della Legge regionale 23 del 2015, grazie alla quale le competenze in ambito faunistico sono passate alla Regione Piemonte. 

Se dalla Regione Piemonte non dovessero arrivare soluzioni urgenti in materia di personale dedicato, la Città metropolitana non esclude di avviare un confronto in Consiglio metropolitano per verificare se sia percorribile la strada della restituzione alla Regione stessa delle deleghe in questo settore: "non vorremmo arrivare a questo gesto - conclude Azzarà -  ma solo essere messi nelle condizioni di poter operare"

Agricoltura

All’insegna del motto “Tradizione, sviluppo e sostenibilità” a Chieri la Fiera di San Martino celebrerà la quarantunesima edizione da venerdì 8 a martedì 12 novembre. Il clou dell'evento patrocinato dalla Città Metropolitana di Torinosi concentrerà tra sabato 9 e domenica 10 novembre nelle piazze Cavour e Umberto I e in piazzale Monti.
Venerdì 8 l’evento “Gusto in piazza Cavour” proporrà dalle 18 alle 23 i prodotti d’eccellenza e i piatti tipici regionali provenienti da tutta Italia, in collaborazione con l’Accademia dei Sapori e con l’associazione “La Compagnia dei Sapori”. Si replica sabato 9 dalle 10 alle 23 e domenica 10 dalle 10 alle 21.
Sabato 9 e domenica 10 dalle 10 alle 20 l’iniziativa “Trattori in città” proporrà in via Vittorio Emanuele II un’esposizione storica, a cura dell’associazione Trattori & Trattoristi Amici dei Mezzi d’Epoca. Sempre in via Vittorio nel fine settimana saranno allestiti la mostra mercato delle eccellenze piemontesi e italiane, il mercatino delle associazioni di categoria e il Mercato in Cascina, con le migliori produzioni enogastronomiche in degustazione e vendita. Altre esposizioni e spazi promozionali saranno a cura de “La Collinella Aquaponics Farm”, dell’Istituto Vittone di Chieri, dell’ENGIM, del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino, del CIOFS-FP Piemonte, della Croce Rossa e dell’associazione “Il Melograno”. Sempre in via Vittorio saranno allestiti l’info point e lo stand istituzionale del Comune di Chieri e delle città gemelle Tolve, Adria, Epinal e Nanoro. In piazza Umberto I ci sarà Con dolcezza”, una mostra mercato di pasticceria, cioccolato, vini da dessert, caffè e liquori, ma anche La Piazzetta dei Bambini“, con antichi giochi e una giostrina d’epoca, a cura della compagnia Microcirco Aquarone Ferraris. In piazza Cavour sarà allestita l’area istituzionale dedicata ai Comuni del Chierese e, a partire dalle 10,45 di sabato 9 nell’area workshop si terrà il convegno “Agricoltura sostenibile e ambiente: il futuro è già tra noi. Cibo e cultura possono promuovere l’identità e l’economia di un territorio?”. Il CIOFS offrirà l’aperitivo alle 12 di sabato e presenterà i corsi professionali per la stagione 2019-2020. Piazza Cavour ospiterà anche, alle 17 di sabato 9, l’inaugurazione ufficiale della fiera, preceduta alle 15,30 da una presentazione della città gemellata di Adria e seguita alle 17,45 dallo showcooking dello chef Diego Bongiovanni, con i prodotti di eccellenza dei Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nell’area dei laboratori di panificazione in piazza Umberto I la Pro Chieri proporrà dalle 15 alle 18 il Truccabimbi e dalle 16 il laboratorio per i bambini dedicato alla focaccia dolce chierese. Alle 17 e alle 19 sia di sabato 9 che di domenica 10 nell’Opificio Reale della Casa degli ex Combattenti, in via San Giorgio 19, sono in programma le degustazioni di vermouth di Torino e di piccole prelibatezze dolci e salate, condotte dal maestro aromatiere Alfredo, a cura della vermutheria “Il Reale” in collaborazione con la pasticceria Dolci&Dolci. Alle 11 di sabato 9 sarà inoltre possibile partecipare alla visita guidata al vigneto e alla cantina sperimentale dell'Università degli Studi di Torino Dipartimento DISAFA in strada Pecetto 34. Per informazioni e prenotazioni si può scrivere a cantina.sperimentale@unito.it o chiamare il numero telefonico 366-6331956.
Domenica 10 e martedì 12 novembre dalle 7 alle 19 il Mercatone della Fiera occuperà le vie Vittorio Emanuele II, Palazzo di Città e delle Orfane e piazza Dante. La Fiera agricola e zootecnica e la fattoria didattica saranno invece visitabili da domenica 10 a martedì 12 dalle 9,30 alle 18,30 in piazzale Monti, a cura di Pro Chieri, Comitato Agricoltori Chieresi e Associazione Regionale Allevatori Piemonte. Lunedì 11 alle 20,30 nella Sala della Conceria dell’omonima via si terrà il convegno “Carne e buoi dei paesi tuoi”. Giornalisti, amministratori localie funzionari dell’Asl TO5. Si confronteranno sul valore nutrizionale della carne bovina e sulla sostenibilità ambientale degli allevamenti.
E, a proposito di ambiente, le auto ibride saranno esposte in piazza Dante, dove sarà anche disponibile una postazione mobile della Ciclofficina per il checkup delle bici o semplici interventi di manutenzione, a cura dell’associazione FIAB-Muoviti Chieri. “Svuota-frigo. Impariamo a non sprecare: la spesa consapevole e le ricette con gli avanzi” è il titolo dello showcooking con degustazione in compagnia dello chef Luca Zara e con Salvatore Collarino: l’appuntamento è alle 11,30 di domenica 10 in piazza Cavour, a cura del Banco Alimentare del Piemonte. Interessante alle 10,30 il laboratorio “Innovazione e Tradizione: l'incontro tra le culture del cibo e dei distillati” nell’area workshop di piazza Cavour, con la presentazione e degustazione di due innovativi distillati di ispirazione orientale ottenuti dal riso e dalla canapa, in abbinamento ad un sushi di carne piemontese. I laboratori per i bambini “Che Pizza!” si terranno in piazza Umberto I alle 10,30 e alle 12,30, mentre quelli dedicati ai grissini saranno alle 15,30 e alle 18.
Alle 15 della domenica saranno di scenaI dolci Maestri di Chieri”, in contemporanea con la caccia al tesoro “A spasso per Chieri alla ricerca di Don Bosco”, con partenza dallo stand istituzionale del Comune e degustazione finale di prodotti del territorio. Per informazioni e prenotazioni si può contattare l’ufficio turistico di via Palazzo di Città 10, scrivendo a chieri@coopitur.com o chiamando il numero 011-9428440. “Fiabe alla frutta per tutti i gusti” è il titolo di una serie di brevi spettacoli che, a partire dalle 16 della domenica, propaganderanno una sana alimentazione dei più piccoli in piazza Cavour. Lo showcooking delle 17,30 sarà intitolato “...Ed è subito Natale! L'abete di cioccolato”, a cura di Francesca Maggio, direttrice della scuola di pasticceria Icook Academy. Alle 19  Faber Theater metterà in scena “Storie a perdicollo. Racconti, favole e canzoni”, con Lodovico Borghignon e Sebastiano Amadio, per la regia di Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone.

Il programma della Fiera è consultabile sul portale Internet www.comune.chieri.to.it. Anteprime e aggiornamenti sulla pagina Facebook Fiera San Martino Chieri.