I NOSTRI COMUNICATI

 

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Nata per tramandare la memoria di una cultura materiale che è anche in qualche modo spirituale, a 25 anni dalla prima edizione, la Sagra del Cavolo Verza di Montalto Dora è cresciuta, creando sinergie sul territorio e portando visibilità e sviluppo economico al territorio: dopo la pandemia del 2020, l’evento torna finalmente sabato 20 e domenica 21 novembre. La Sagra si ripropone al pubblico locale e ai turisti in una versione sostenibile, sicura, interessante e spettacolare. La novità di quest’anno è la prima edizione del Palio dei Comuni, una gara di attacchi (carrozze sportive trainate da due cavalli con un conduttore) con la partecipazione di 16 paesi del Canavese. La Sagra continua ovviamente a perseguire la promozione del Cavolo Verza, legando l’eccellenza agricola e gastronomica del territorio con la cultura del cavallo, che contribuisce ad attrarre nuovi visitatori.
Tornano quindi l'esposizione e il concorso del Cavolo Verza e la grande fiera sviluppata in tre categorie commerciali - gusto, artigianato e bancarelle - nell'area di fronte all'anfiteatro Angelo Burbatti, ampliata fino ad occupare una superficie di 7.000 metri quadrati. Nella vicina arena si disputa il Palio dei Comuni. Le Pro Loco, le associazioni sportive e culturali del Canavese sono presenti non solo per partecipare al palio ma per proporre le peculiarità dei paesi nei loro stand. Sabato 20 novembre a partire dalle 10 le sale del castello di Montalto ospitano il convegno sul tema “Gli eventi come strumento di rilancio del turismo locale in tempi di Covid”, che ha l’ambizione di indicare le direzioni da seguire ad amministratori, Pro loco e associazioni del territorio per la ripresa post-Covid. Sempre sabato 20, ma alle 14,30 in piazza IV Novembre è in programma l’inaugurazione del murales “Mille Cammini”, dedicato alla Via Francigena. L’esposizione e il concorso delle migliori produzioni locali di Cavolo Verza iniziano alle 15. Alle 21,30 nell’anfiteatro comunale Angelo Burbatti si tiene il concerto del gruppo musicale Redwine. Ovviamente l’ingresso è consentito agli spettatori muniti di Green Pass. La fiera domenicale si apre alle 7,45 e vi si può trovare di tutto, dalle specialità enogastronomiche piemontesi e valdostane all’artigianato, dall’abbigliamento all’antiquariato. Il benvenuto in musica ai visitatori è a cura della Grande Fanfara della Bagna Cauda e dei gruppo folkloristico “I Castellani”. La prima manche del Palio dei Comuni inizia alle 10 nella nuova area fieristica adiacente alla chiesa parrocchiale. La seconda manche è fissata per le 13,30 e la premiazione è prevista per le 18. L’organizzazione tecnica è curata dall’associazione Festa e Fiera di San Savino di Ivrea. I menù tipici e tradizionali nei ristoranti locali e le visite guidate al museo e al parco archeologico del Lago Pistono completano il programma della giornata. Le visite partono dal Municipio alle 10 e alle 14, durano un paio di ore ed occorre prenotarsi telefonando al 392-1515228 o scrivendo a info@archeolagopistono.it. Per chi ha voglia di fare una passeggiata più lunga ci sono le escursioni “Cavolo che tour!”, che sabato 20 e domenica 21 raggiungono il Lago Coniglio, le Terre Ballerine, il Lago Nero e il Monte del Maggio, percorrono l’Antica Via del Castello, la Strada delle Vigne e l’Anello del Montesino e salgono ai “3 bui”. Occorre essere muniti di scarpe da trekking e per prenotare si deve chiamare il numero 349-0074456.

Sagra Cavolo Verza Montalto Dora repertorio 7

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In un’epoca in cui tutti noi siamo più attenti alla salvaguardia dei beni ambientali e del paesaggio, sia nei contesti urbani che in quelli rurali, figure professionali come gli esperti nella gestione e nella potatura degli alberi ornamentali sono sempre più ricercate. È per questo che la Città Metropolitana di Torino ha concesso il suo patrocinio ad un corso di formazione teorica e pratica che si tiene presso l’Istituto Salesiano Don Bosco di Lombriasco, una delle “colonne” della missione formativa ed educativa che i salesiani hanno intrapreso da quasi 150 anni. Giovedì 25 e venerdì 26 novembre i docenti saranno Luigi Delloste, perito agrario e arboricoltore certificato E.T.T. (European Tree Technician) ed Enrico Leva, dottore agronomo specializzato in controlli di stabilità degli alberi. Dopo le lezioni mattutine in aula, nelle ore pomeridiane sono in programma esercitazioni pratiche di potatura sugli alberi che abbelliscono la sede dell’Istituto Salesiano di Lombriasco. L’iscrizione costa 200 euro e la quota comprende il materiale didattico con le presentazioni del corso e i due pranzi che saranno consumati dai corsisti nella sede dell’istituto. Chi fosse interessato può prenotarsi entro venerdì 19 novembre, scrivendo a formazioneprofessionale@salesianilombriasco.it.
Al termine delle due giornate sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione al seminario consente di acquisire crediti formativi per i periti agrari e i dottori agronomi. I dettagli sulla formazione si possono reperire sul sito Internet www.salesianilombriasco.it

UNA SCUOLA E UNA VOCAZIONE ALL’EDUCAZIONE E ALLA FORMAZIONE CHE HANNO FATTO STORIA

La Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco è un esempio emblematico del valore educativo, scientifico e didattico della missione che Don Bosco scelse di svolgere per la formazione dei giovani. L'Istituto Tecnico Agrario è parte di un polo salesiano che comprende anche la scuola secondaria di primo grado, il convitto per gli allievi internisti, l’oratorio e il centro giovanile, la parrocchia e un centro per corsi di formazione professionale. Anche a Lombriasco gli allievi e le famiglie ritrovano i tratti tipici delle scuole salesiane: professionalità, creatività e umanità. La professionalità è testimoniata dal livello di preparazione degli allievi, mentre la creatività è tanto più importante oggi, in un mondo in cui la globalizzazione ha imposto a tutti i produttori agroalimentari l’imperativo della qualità. A Lombriasco, infatti, l’Istituto Salesiano ha avviato da tempo la raccolta di alcune antiche varietà di frumento, seminate in parcelle sperimentali e destinate ad una rinnovata valorizzazione, all’insegna appunto della qualità. Nelle scuole salesiane, inoltre, la solidarietà si esprime nell’aiuto che le famiglie meno abbienti ricevono dalle altre famiglie, per consentire ai capaci e ai meritevoli di proseguire gli studi.
Ne è passata di acqua nel Po che bagna Lombriasco da quando, a fine ‘800, Don Rua, il primo successore di Don Bosco, su invito del prevosto Don Pietro Zaffiri decise di acquistare il castello del paese per insediarvi una delle Opere della congregazione. In un primo tempo il maniero fu utilizzato per offrire una sede adeguata in Italia ai tanti giovani polacchi che in quell’epoca decidevano di avviarsi alla vita salesiana e agli studi ecclesiastici. I Salesiani si inserirono subito nel contesto sociale locale, tanto che nel 1901 don Giovanni Battista Grosso assunse la direzione della scuola di canto parrocchiale, per addestrare nel canto gregoriano le giovani del paese. Anche altri salesiani comunicarono la loro passione per la musica ai lombriaschesi: Don Bonvicino con la sua banda e Don Capellari con la corale Hortensia. Con la sistemazione a Torino dei giovani polacchi, il vecchio castello divenne un noviziato, avviando una vicenda educativa e formativa che è un capitolo importante e mai abbastanza valorizzato della storia recente del Piemonte.Istituto Salesiano Lombriasco 3

 

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Dopo il successo delle precedenti edizioni nell’ultimo fine settimana di ottobre a Moncalieri torna “Fiorile - Orti & Fiori in mostra” la manifestazione culturale e vivaistica patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino che propone due giorni dedicati al verde e a tutte le sue declinazioni in termini di bellezza, storia e sostenibilità. Fiorile è un progetto dell’assessorato comunale alla cultura volto rafforzare l’immagine di “Moncalieri Città nel Verde”, valorizzare il centro storico e le sue eccellenze, i percorsi della collina, le ciclabili e i sentieri, i giardini e le antiche vigne, gli orti e i parchi. L’evento è come sempre ospitato nel Giardino delle Rose del Castello Reale, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1997 e riconosciuto nel programma MAB dal 2016.
Il Giardino delle Rose accoglie nel corso dell’anno numerosi appuntamenti che, insieme alle tante iniziative dedicate a arte e storia, tradizioni e natura, valori paesaggistici e panoramici offrono occasioni per vivere la città, scoprirne il genius loci, l’anima ricca di storia e di storie, mettendo anche in luce l’antica vocazione per l’orto-florovivaismo. Ma soprattutto si sta lavorando a creare un importante sistema costituito da castello, giardino e parco storico, che la Città ha recentemente acquisito. Tra gli eventi collegati al progetto Moncalieri Città nel Verde, Fiorile è uno dei più amati e attesi dal pubblico, accanto ai Dialoghi sul paesaggio, al convegno internazionale dedicato a parchi e giardini storici e al Premio della Rosa.
Organizzato anche quest’anno dall’associazione culturale Giardino Forbito, Fiorile è un evento culturale che propone una mostra mercato di espositori selezionati da un’accurata ricerca tra vivaisti, produttori agricoli e artigiani, a cui si affiancano alcune eccellenze stagionali del territorio piemontese e nazionale, come piante e prodotti alimentari. Un posto d’onore è dedicato al crisantemo, il fiore d’oro, pianta di grande bellezza di cui è interessante scoprire i diversi significati e le molteplici varietà, che a Moncalieri diventa la scenografia dell’intera manifestazione. È intrecciato al contesto agricolo moncalierese il programma culturale, che affianca la mostra mercato, proponendo performance musicali, incontri, approfondimenti, conversazioni, workshop per adulti e bambini, condotti da esperti del settore. A corollario delle eccellenze enogastronomiche e florovivaistiche invitate a partecipare alla manifestazione c’è, ad esempio, il simposio coordinato da Abderrahmane Amajou di Slow Food International e dedicato alle filiere produttive etiche e attente all’inclusione lavorativa. Il tardo pomeriggio di sabato 30 ottobre è invece il momento del concerto dell’Orchestra Terra Madre, un progetto musicale nato nell’ambito di Terra Madre e del Salone del Gusto e diretto da Simone Campa. A metà giornata di domenica 31 invece, in occasione del Moncalieri Jazz Festival 2021 e del Green Jazz Day, la pausa per la degustazione ha un adeguato accompagnamento musicale. Lo spazio dell’arte ospita i lavori di Monique Thomas e Octavio Floreal, che in questa occasione si ritrovano a dialogare in un intreccio di opere e parole dedicato all’equinozio d’autunno. Sempre domenica 31, a sottolineare lo storico e naturalistico scenario moncalierese in cui si inserisce la kermesse, l’Equipaggio della Regia Venaria, composto dai Suonatori di Sant’Uberto (riconosciuti nel 2020 dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità), propone un’esibizione di corni da caccia, rievocando un’antica tecnica strumentale legata all’eco di luoghi lontani e di convivialità. La chiusura è a cura di Linda Messerklinger, che torna a Moncalieri con una performance dedicata al progetto multimediale ANIMA_L. In collaborazione con la biblioteca Arduino, Fiorile propone inoltre un corner lettura, che ospita presentazioni di libri, approfondimenti e consigli editoriali. Tra gli appuntamenti da non perdere quello con lo scrittore Antonio Scurati, presentato dal direttore della Stampa Massimo Giannini. Moncalieri, prima Città amica delle api” in Piemonte, anche quest’anno ospita nel Giardino delle Rose uno spazio didattico interamente dedicato al mondo delle stagioni e delle api in entrambe le giornate, a cura della Comunità degli Impollinatori metropolitani. È tempo di Halloween anche nel mondo della biodiversità ed è una sorpresa scoprirlo. La mostra mercato prosegue con un Giardino d’Inverno, sotto il porticato del Giardino delle Rose, dedicato al mondo dell’artigianato, dell’outdoor e dell’accessoristica, con presentazioni e appuntamenti a tema e con uno spazio laboratorio in cui vengono raccontati e proposti al pubblico i prodotti esposti in giardino. Sia sabato 30 che domenica 31 ottobre il maestro del giardino Marco Gramaglia tiene una lezione sulle “Piante Magiche”, alcune delle quali sono esposte negli speciali vasi dell’artista Marzia Migliora che racconta il suo percorso artistico volto con particolare impegno al mondo dell’agricoltura e della sostenibilità. Per l’intero weekend saranno prenotabili mini tour con le e-bike, per esplorare la collina moncalierese in modo sostenibile, in collaborazione con RB Racing di Moncalieri. Uno speciale spin off è dedicato alla concomitante manifestazione torinese “Vendemmia in Città - Portici DiVini“, con una selezione di aziende vitivinicole in “rosa” e tutta al femminile, in onore del Giardino delle Rose. In entrambe le giornate le Wine Angels propongono una masterclass dedicata ai sentori floreali nel mondo enologico. Per saperne di più e consultare il programma della manifestazione basta andare sul sito Internet www.fiorilemoncalieri.it

Fiorile Moncalieri repertorio 1 r

 

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Dopo due anni di stop forzato, domenica 17 ottobre torna nella Val Grande di Lanzo la Bataja dle Reines di Cantoira, con il confronto e l’esposizione delle Regine, le mucche che si sono conquistate negli alpeggi il ruolo di leader e “matriarche” delle mandrie, quelle che guidano le compagne nella salita estiva agli alpeggi e nel ritorno a quote più basse o in pianura all’inizio dell’autunno.
In località Case Colombo dalle 8 alle 11 si procederà alla pesatura delle bovine, mentre i confronti inizieranno alle 13. Le Regine in gara sono le più possenti fra le mucche delle tre vallate di Lanzo, scelte per contendersi il rosso trofeo della vittoria o per ottenere il variopinto collare con campanaccio. La Bataja è una festa della montagna nel suggestivo scenario delle Alpi Graie. Il gruppo folcloristico di Cantoira e Chialamberto indossa per l'occasione i costumi delle sagre e delle feste patronali, carichi di bianco, rosso, bordò, verde e viola, con i candidi calzettoni assestati dalle nappe e le gonne nere impreziosite dai ricami dei fiori e dei frutti.La Bataja è una tipica manifestazione della realtà pastorale diffusa dalle Valli di Lanzo alla Valle d’Aosta, molto sentita dagli agricoltori e dagli allevatori. Ogni anno richiama una folla di turisti appassionati della vita agreste e delle tradizioni montanare, che partecipano all’evento anche per ringraziare gli allevatori che hanno scelto di restare nel loro paese d’origine praticando il duro mestiere dei loro avi.
La competizione si svolge secondo un preciso rituale. Le bovine che hanno già partorito sono suddivise in tre categorie, a seconda del peso, mentre le più giovani, manze e manzette, sono classificate secondo l’età. Gli animali vengono poi esposti al pubblico. Alle 13 iniziano i confronti, lasciati alla spontaneità delle mucche. È l’istinto che porta uno dei capi a primeggiare, così come avviene quotidianamente negli alpeggi, diventando così la regina della mandria. Dopo essersi lungamente studiate e aver grattato il terreno con gli zoccoli per intimidire l'avversaria, le Regine si scontrano tra loro nel combattimento, aspro ma mai cruento. Non vi è alcuno spargimento di sangue e la mucca sconfitta accetta di buon grado di lasciare il campo all'avversaria più forte.
La Bataja delle Regine è organizzata dall’
associazione “J’amis d’le Reines d’le Val ad Lans”, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, dell’Atl “Turismo Torino e provincia”, della Camera di commercio di Torino, dell’Unione Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, del Comune di Cantoira, della Coldiretti e della CIA.BATAJA DLE REINES CANTOIRA 2021




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Sono trascorsi quasi due anni dalla sesta edizione della fiera agricola-zootecnica di Milanere di Almese: era il 27 ottobre 2019. Domenica 24 ottobre la manifestazione finalmente tornerà, con le necessarie misure per prevenire il contagio da Covid-19 e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. Ad organizzare l’evento è il Comitato Fiera Agricola-Zootecnica di Milanere, in collaborazione con il Comune di Almese, la Coldiretti e la CIA. Nel valutare le domande di partecipazione degli aspiranti espositori il Comitato ha dato come sempre la precedenza ai produttori, allevatori ed espositori almesini, mentre il Comune ha deciso di rinunciare ad incassare l’imposta sull’occupazione del suolo pubblico. Saranno presenti anche gli hobbisti creativi.
Il programma della giornata prevede per le 8,30 la transumanza dei capi di bestiame da Villar Dora a Milanere, con il transito nella piazza Martiri di Almese capoluogo. La rassegna zootecnica inizierà alle 9 e sarà dedicata in particolare alla razza bovina Barà-Pustertaler. Saranno esposti anche mezzi agricoli e animali da cortile. Nel corso del laboratorio del miele si terrà una dimostrazione della smielatura, mentre il mercato dei prodotti del territorio proporrà le specialità agroalimentari e artigianali. Uno spettacolo con i rapaci addestrati si terrà sia in mattinata che nel pomeriggio. Ai bambini saranno dedicati intrattenimenti e attività con i pony. L’evento “Indovina il peso”proporrà la stima di una mucca, di una toma e di un prosciutto. L’intrattenimento musicale sarà a cura della Tequila Band e nel pomeriggio nel piazzale dei Laboratori ci saranno musica dal vivo e balli country a cura di Country Disaster. La premiazione dei capi di bestiame della rassegna bovina è in programma alle 16, mentre alle 20,15 la cena di chiusura si terrà al centro sociale di Milanere. Per saperne di più si può scrivere a fiera.milanere@gmail.com o chiamare il numero telefonico340-2417094.

locandina Fiera agricola Milanere 2021

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Domenica 17 ottobre a Coazze ritornerà la Festa Rurale del Cevrin, giunta alla ventesima edizione. Nata nel 2000 dalla collaborazione tra l’associazione dei produttori del formaggio Cevrin, il Comune e le associazioni del territorio, la Festa patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino riprende dopo il blocco dell’anno scorso dovuto all’emergenza Covid. L’amministrazione comunale, insieme all’ufficio turistico, alle associazioni e ai commercianti del paese, possono finalmente dare il via ai festeggiamenti, ovviamente nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del Covid.
Sabato 16 ottobre il prologo della Festa sarà all’insegna dello sport, con la terza edizione della corsa-camminata non competitiva CeuRun. I partecipanti percorreranno 9 Km sull’anello del Running Park Coazze, con ritrovo per le iscrizioni a partire dalle 14,30 al circolo Chalet dei Cusinot, che ha sede in viale Italia ‘61 72 e risponde al numero telefonico 011-9340612. La corsa-camminata non competitiva partirà alle 14,30 e al termine è prevista l’estrazione di premi tra i partecipanti, a cura dell’associazione commercianti Giütumse. I bambini potranno invece partecipare alla seconda edizione della Ceurot Run di 1,5 Km.
L’inaugurazione ufficiale della Festa è in programma alle 10 di domenica 17 ottobre in piazza della Vittoria, con l’esibizione della Filarmonica e del gruppo majorettes di Coazze. Dalle 10 alle 19 lungo viale Italia ‘61 e nelle piazze della cittadina sarà possibile conoscere, degustare e acquistare i prodotti agroalimentari e gastronomici di qualità dei territori alpini, dal Cevrin alle patate di montagna, ma anche apprezzare lo street food e la ristorazione dedicati a quei prodotti. Non mancheranno le bancarelle con l’artigianato artistico, soprattutto quello del legno, della filatura e della tessitura. L’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie informerà il pubblico sulle peculiarità naturalistiche della Val Sangone e sulle opportunità di un turismo rispettoso dell’ambiente. A partire dalle 10 nella sede dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone si potrà visitare la mostra di acquerelli “I colori del Parco”, con le opere di Elio Giuliano e di Valentina Mangini. In piazza I Maggio, sempre a partire dalle 10, i bambini e i ragazzi potranno giocare, salire sulle giostre e sui gonfiabili e partecipare ai giochi e alle attività sportive, che spaziano dalla mountain bike allo skateboard. Gli esercenti presenteranno al pubblico le loro attività e i loro prodotti nell’iniziativa “Gusta Coazze” a partire dalle 11.
In piazza Gramsci la mostra “La filiera del latte e del formaggio” illustrerà al pubblico gli ingredienti e le combinazioni dei prodotti caseari, per iniziativa del Musep di Pinerolo e dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone. La sezione locale del Soccorso Alpino proporrà a partire dalle 14 in piazza Cordero di Pamparato la palestra di arrampicata. Alle 15 in viale Italia ‘61 i panettieri della Val Sangone che si fregiano della De.C.O. terranno il laboratorio “Il buon pane di Coazze”, mentre alle 15,30 è in programma un laboratorio di caseificazione a cura dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie. La Corsa delle Rotoballe tornerà a divertire il pubblico alle 15,30 in piazza Cordero di Pamparato. L’attesa degustazione guidata dei formaggi d’alpeggio è in programma alle 16 in piazza Gramsci, a cura dell’ONAF, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi. Si potrà prenotare la partecipazione sono alle 15 all’ufficio turistico comunale. La premiazione del concorso “Il banco più bello” è prevista alle 17 in piazza Cordero di Pamparato. Gli eventi finali della Festa sono in programma alle 17,30 e sono l’arrivo del gregge di capre di razza Camosciata delle Alpi di ritorno dagli alpeggi del Sellery e la premiazione della nona edizione del concorso Miss Ceura, organizzato dall’Associazione regionale allevatori.
Tra gli eventi collaterali, meritano un cenno il raduno e l’escursione in mountain bike al Colle Bione, organizzati dall’associazione Valsangone Outdoor, con il ritrovo dei partecipanti alle 9,15 sulla Strada Provinciale 190, all’angolo con via Matteotti. A Forno di Coazze sarà possibile visitare la miniera di talco Garida a partire dalle 9,30, con prenotazione obbligatoria entro sabato 16 ottobre all’ufficio turistico comunale, che ha sede in viale Italia ‘61 3, telefono 011-9349681, e-mail turismo@comune.coazze.to.it. Per ulteriori informazioni sulla Festa Rurale del Cevrin si può consultare il portale Internet www.coazze.com

CARTA D’IDENTITÀ DEL CEVRIN DI COAZZE

Il Cevrin di Coazze è un formaggio di latte caprino tipico della val Sangone, prodotto in alpeggio da marzo a settembre con il latte di capre di razza Camosciata delle Alpi per il 40% circa e per il 60% con latte di vacche di razza Barà, in forme del diametro di circa 18-20 centimetri e alte circa 6-7 centimetri. Il gusto particolare del formaggio, che nel 2001 l’allora Provincia di Torino, inserì nel proprio Paniere dei prodotti tipici agroalimentari, è dato dal particolare mix di erbe aromatiche di cui le capre Camosciate si nutrono in altura, tra cui il biancospino, la rosa canina, il sorbo, il lampone e il sambuco. La produzione ha ripreso vigore dopo l’inserimento nel “Paniere” della Provincia, il riconoscimento del prodotto come Presidio Slow Food e la classificazione come come “Prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Piemonte”.

locandina Fiera Cevrin Coazzo 17 10 2021

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Sabato 2 e domenica 3 ottobre ad Usseglio è in programma la settima edizione della Festa della transumanza e della patata di montagna, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e organizzata in occasione del rientro delle mandrie dall’alpeggio estivo. Mentre le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunceranno la conclusione dei tre mesi di lavoro estivo in alpeggio, in paese si farà festa e si gusterà la Toma di Lanzo d’alpeggio a Km 0.
Con il termine franco-provenzale “dèsarpà si indica il ritorno dei capi bovini in paese. Per tradizione, quelli a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre sono giorni di festa, che concludono una stagione significativa per la vita degli allevatori, degli animali e di tutta la montagna; cento giorni di duro lavoro, a contatto con gli animali e con i pascoli, per produrre la vera Toma di Lanzo d’alpeggio; un lavoro importante che aiuta a salvaguardare il delicato paesaggio alpino.
Le protagoniste della sfilata sono le mucche, robuste e di bassa statura, perfettamente adattate all’ambiente montano anche se diverse nel colore del manto, nella conformazione della testa e delle corna e nel carattere. Le razze maggiormente allevate ad Usseglio sono la Pezzata rossa, la Pezzata nera e la castana.
Fino alla prima metà del Novecento, nell’ambito linguistico del patois francoprovenzale ussegliese esisteva un gergo, “l’ingerk”, legato al mondo della pastorizia, elaborato con parole volutamente incomprensibili agli estranei. Quando i pastori andavano nelle cascine della pianura per l’acquisto o l’affitto delle pecore, non volevano essere compresi nei loro discorsi e così parlavano “l’ingerk”. Nell’ingerk dei pastori ussegliesi il formaggio era la “quela”, il latte veniva detto “lou bianchat” e la casa diventava la “tabussa”.


LA FESTA E IL MERCATO DEL TERRITORIO CON I FORMAGGI E LE PATATE

Sabato 2 ottobre alle 14 sul piazzale dell’albergo Furnasa saranno distribuite le canne da pastori e i cappelli per il viaggio verso le “muande”, che sono le baite in lingua francoprovenzale. A presentare ed animare l’evento saranno due volti noti ai telespettatori della emittenti locali: Sonia De Castelli e Loris Gallo. Sarà possibile aiutare i margari a caricare sui carri e sui basti di muli e cavalli il materiale e gli attrezzi portati negli alpeggi a giugno. Poi si avvierà la sfilata dei margari, impegnati ad allacciare al collo delle mucche i grandi “rudùn” (campanacci) e i festoni preparati dai bambini. Dopo la merenda al suono dei rudùn avrà inizio la discesa verso il paese, dove si potrà assistere al rito della mungitura tradizionale e alla preparazione del burro nella zangola. I bambini e i genitori potranno partecipare ai laboratori dedicati agli itinerari dei formaggi intorno al Monte Lera. Alle 19,30 è in programma la cena dei margari, ovviamente nel rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19 e con accesso riservato ai possessori del Green Pass.
Domenica 3 ottobre nel mercato contadino ci saranno anche i produttori delle patate di montagna di varie tipologie e qualità, delle mele di antiche varietà piemontesi, dei prodotti degli orti ussegliesi e dei formaggi d’alpeggio. Dalle 10 alle 12,30 è in programma lacaccia ai tesori Arancioni, con partenza dall’ufficio turistico di via Roma 2. La partecipazione è gratuita e per informazioni si può consultare il portale Internet www.bandierearancioni.it o scrivere a prolocousseglio@libero.it. Alle 10,30 è in programma la Messa, con la benedizione delle mandrie e delle bandiere delle sedi locali della Coldiretti, mentre alle 12,30 si potrà gustare il pranzo del pastore nei ristoranti e nell’area fieristica, con piatti a base di patate, gnocchi, taglieri di formaggi d’alpeggio e raclette di Toma su pane rustico. Alle 14 si potranno gustare le frittelle di mele, mentre alle 17 si terrà la premiazione dei produttori di patate presenti, con riconoscimenti particolari al produttore della patata più grande e di quella più curiosa.
Per saperne di più: www.eventiusseglio.it

UN’OCCASIONE PER VISITARE IL MUSEO TAZZETTI

In occasione della Festa della transumanza si potrà visitare il museo civico alpino Arnaldo Tazzetti, dedicato alla memoria dell’imprenditore torinese promotore del primo Comitato per il recupero dell’antico complesso parrocchiale di Usseglio. Il museo è allestito nell'edificio che fu sede del Municipio dal 1786 al 1958 e, al piano terreno, delle scuole elementari maschili. Inaugurato il 3 luglio 2004 e affidato alla gestione dell’associazione Amici del Museo Civico di Usseglio, comprende varie sezioni, nelle quali si sono progressivamente articolate le collezioni e le attività espositive e usufruisce di altri locali del complesso parrocchiale per garantire spazi adeguati ad un moderno polo museale. Dinamico centro culturale di riferimento per l’intera Valle di Viù, il Museo promuove lo studio, la tutela e la valorizzazione della realtà montana locale e del suo patrimonio storico-ambientale. Ospita raccolte mineralogiche, faunistiche, botaniche, archeologiche, pittoriche ed etnografiche e propone mostre permanenti e temporanee, una collana di pubblicazioni, attività didattiche, lo sportello linguistico francoprovenzale e itinerari culturali che illustrano le peculiarità storiche, artistiche, architettoniche e naturalistiche del territorio. Per saperne di più si può consultare il portale Internet www.museocivicousseglio@vallediviu.itlocandina Festa Transumanza Usseglio 2021

 

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Sabato 25 e domenica 26 settembre torna la Festa dell’Uva e del Vino di Carema, che promuove l’immagine della vitivinicoltura eroica del Canavese. La sessantanovesima edizione dell’evento organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni locali e la Cantina produttori Nebbiolo di Carema deve fare i conti con le misure di contenimento della pandemia, ma dimostra la tenacia dei produttori locali.
La festa è patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino ed inizia sabato 25 alle 10 negli ampi spazi all’aperto del centro sportivo comunale, dove avviene il conferimento dei campioni delle uve, in coincidenza con l’insediamento della commissione di esperti. Le premiazioni e l’assegnazione del “Grappolo d’oro” chiudono la serata prefestiva alle 22,30, ma sono precedute alle 20,30 dall’illustrazione del progetto “Paesaggi terrazzati dell’Alto Eporediese”. Nella serata del sabato c’è spazio anche per il buonumore con lo spettacolo di cabaret “Non ne imBROCCHIamo una!”, proposto dalla compagnia amatoriale “Brocchi da Carretta” di Rivoli. Per assistere allo spettacolo occorre prenotare, chiamando i numeri telefonici 348-3531032 o 0125-811168.
La mattinata di domenica 26  si apre alle 10,15 con le note della banda di Carema, che precedono di poco la Messa nella chiesa di Martino, durante la quale il parroco benedice i frutti della terra. Dopo il pranzo del viticoltore al ristorante La Moiola (su prenotazione al numero 0125-805009), il pomeriggio è dedicato alla passeggiata “Tra borgo e vigneti”, da prenotare ai numeri 348-3531032 o 0125-811168. Per partecipare alle degustazioni in programma nella casaforte Gran Masun per iniziativa dei produttori del Carema Doc occorre prenotare, telefonando al 366-3539730 o al 340-6024921.

manifesto Sagra Uva Carema 2021

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Sabato 25 settembre presso l’azienda agricola “Il Palaset” di Bricherasio, nell’ambito del progetto “Hubbuffate. L’hub del cibo che genera valore” di cui la Federazione provinciale torinese della Coldiretti è partner, è in programma un evento promozionale che ha ottenuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. L’azienda che si trova in strada Camborgetti Ballada 37 accoglierà gli ospiti mostrando loro la ricchissima collezione del museo “Il Torchio” e il vecchio forno a legna della borgata.
Il progetto Hubbuffate, ideato e promosso dalla cooperativa sociale Exeat, da Coldiretti Torino e da Uecoop Piemonte e finanziato dalla Fondazione Time2, promuove l'agricoltura sociale, con una particolare attenzione non solo ai prodotti di qualità, ma anche al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, che trovano nel settore primario un'occasione di riscatto e di nuova sperimentazione.
Sabato 25 settembre alle 15,30 al Palaset di Bricherasio sono in programma unospettacolo teatrale per bambini e giochi di intrattenimento. Si potrà assistere alla cottura delle pizze nel forno a legna e degustarle, insieme alle nocciole dolci e salate, agli estratti di frutta, alla birra e al vino dei produttori locali. Alle 18 il momento istituzionale, con la presentazione del progetto Hubbuffate, con le incursioni musicali de “I Liocorni”. La merenda sinoira gratuita è a cura del ristorante sociale Ex Mattatoio di Chieri, che utilizza i prodotti delle aziende agricole e sociali. A seguire si può anche cenare con i prodotti dell’azienda Palaset al costo di 19 euro per gli adulti e 10 per i bambini. La serata è allietata dal concerto della Don Caetano Band. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero telefonico 375-6200271.

locandina Hubbuffate Palaset Bricherasio

Agricoltura

La Sagra del Pane di Piobesi Torinese continua il suo percorso di crescita, con l’ormai tradizionale patrocinio della Città Metropolitana di Torino. La Sagra, nata quasi timidamente attorno all’antico forno della borgata di Tetti Cavalloni, è giunta alla diciannovesima edizione e si è ricavata un suo spazio nel panorama delle manifestazioni legate ai prodotti tipici e alle tradizioni locali.
Domenica 26 settembre nel suggestivo centro storico medioevale di Piobesi sono in programma la mostra mercato dei prodotti agricoli locali e le degustazioni a cura dell'associazione dei produttori del pane dolce tradizionale “Caritôn”, inserito nel 2013 nel “Paniere” dell’allora Provincia di Torino. Dal chicco di grano alla produzione del pane, è inoltre in mostra la filiera della farina di Stupinigi, che tanto interesse sta suscitando tra i consumatori più attenti ai prodotti a Km zero. A completare il programma della giornata vi sono l’esposizione di trattori e di auto d'epoca, la quinta edizione del raduno degli appassionati della Vespa Piaggio, lo street food, le animazioni e i giochi per le famiglie, la passeggiata musicale della Filarmonica Piobesina, la possibilità di salire sulla panoramica torre medioevale che domina il paese, le visite guidate gratuite alla chiesa dello Spirito Santo a cura dell’associazione Carignano Cultura e Turismo, le visite al castello che nel XIX secolo ospitò gli ambasciatori di Prussia e Stati Uniti alla corte sabauda, curate dal gruppo dei Ciceronijunior e dall’Accademia Internazionale di Alta Cucina e Pasticceria IFSE, che ha sede nel maniero.
Il castello di Piobesi ospita anche una fornitissima biblioteca civica, nella cui sede, venerdì 24 settembre alle 20,30, è in programma l’incontro “Le Parole che curano”, un live radiofonico con Antonio Damasco, direttore dellaRete Italiana di Cultura Popolare. “Le parole che curano” è un viaggio radiofonico in cinque luoghi speciali per un’unica narrazione guidata da Damasco, in una diretta costruita insieme al pubblico e ai suoi stati d’animo, grazie alla radio che va ad abitare piazze, terrazzi e cortili. Sabato 25 la “civica” di Piobesi partecipa invece alla Festa delle Biblioteche, con un programma per adulti e ragazzi dedicato all’ambiente e all’ecologia.
Per partecipare alle visite guidate, ai laboratori e alla serata del 24 settembre è obbligatoria la prenotazione, chiamando il numero telefonico 334-1974912 oppure scrivendo a socialeecultura@comune.piobesi.to.it

IL “CARITÔN” DI PIOBESI, DOLCE “POVERO” DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE

Il termine “Caritôn” affonda le sue radici nelle tradizioni rurali locali, abbinato, con alcune varianti nel nome, al dolce anticipatore del tradizionale panettone natalizio. Un tempo veniva confezionato con gli avanzi della pasta preparata per il pane, a cui si aggiungevano un po’ di zucchero e l’uva fragola. Gli acini interi, inseriti nell’impasto, conferiscono alla fetta appena tagliata una colorazione vivace e caratteristica. Il “Caritôn” non è una esclusività di Piobesi Torinese, poiché viene confezionato anche dai panettieri e pasticceri dei paesi limitrofi: Castagnole Piemonte, Carignano, Pancalieri, Vinovo, Virle e Osasio.
La produzione del "Caritôn" è il frutto dell’ingegno degli affiliati alle confraternite laiche, che, fin dal 1700, producevano i cosiddetti "Pani della carità", utilizzando l’uva fragola in autunno e nella prima parte dell’inverno. I Pani della carità venivano benedetti ed elargiti ai poveri dalla chiesa e dalle confraternite in occasioni particolari: in genere durante le festività maggiori o le feste patronali. Il termine che designa il dolce è diffuso in una vasta area, che va dal Po alle Langhe, dal Roero all’Astigiano.
Tuttavia il termine "Caritôn" si riferisce a dolci di vario genere che, pur avendo un’origine comune, si differenziano per la forma e gli ingredienti. Inizialmente confezionato con pasta di pane, a volte addizionato di burro, il "Caritôn" è diventato col tempo un vero e proprio dolce, con l’utilizzo di un impasto di farina dolcificata. Si presenta oggi come una focaccia piatta. Per confezionarlo, su un piatto di pasta lievitata si pone un coperchio anch’esso di pasta, saldato alla base col risvolto dei bordi. Sul fondo si pongono a spirale o a cerchi concentrici gli acini di uva fragola. Durante la cottura in forno, gli acini rilasciano il succo, il quale, in parte, va a legarsi all’impasto. Il “coperchio” del Caritôn è arricchito da una glassatura o spolveratura esterna di zucchero in granelli.
In questo il Caritôn si differenzia nettamente da un dolce simile, prodotto in Toscana, nel quale però l’uva è mescolata all’impasto. L’utilizzo dell’uva fragola o talvolta delle mele cotogne, ha probabilmente sostituito in tempi recenti l’uso antico di acini di uve adattate alla pianura, la cui coltura è ampiamente documentata in Piemonte nei secoli scorsi. La forma più antica di Caritôn è ancora oggi confezionata a Castagnole Piemonte e nella borgata Tetti Cavalloni di Piobesi, dove alla pasta del pane, posta a lievitare, vengono aggiunti gli acini e lo zucchero. Gli ingredienti per l’impasto sono: pasta del pane (preparata con farina 00, acqua, sale fino e lievito di birra, eventuale strutto), burro, zucchero, uva fragola (Vitis lambrusca o Vitis vinifera) fresca o appassita naturalmente per poche ore, olio d’oliva, scorza di limone, eventuali uova fresche. Il Caritôn viene venduto a peso nel tradizionale sacchetto del pane o avvolto in cellophane da confezione.

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Agricoltura

Domenica 19 settembre nell'area polivalente Rocciamelone a Novalesa è in programma la diciassettesima edizione della Fiera della Patata, della Toma e della Cipolla, organizzata dal Comune in collaborazione con il locale gruppo dell’ANA, la Pro Loco, i volontari AIB e la locale banda musicale.
La fiera è preceduta da due incontri. Venerdì 17 alle 21 il tema è “Novalesa celebra Lorenzo e i suoi campioni nello sport”. Il giornalista del settimanale “La Valsusa” Giorgio Brezzo intervista Irene Aschieris, Lorenzo Bernard, Alberto Bolognesi, Valentina Marzolino, Emanuele Foglia, Lorenzo e Mattia Talento. Interviene la banda musicale di Novalesa. Sabato 18 alle 21 è invece in programma una serata musicale con Loris Gallo e Sonia De Castelli. Domenica 19 la fiera si apre alle 9 e propone le patate, la toma e altre specialità gastronomiche della Val Cenischia, ma anche i manufatti artigianali. Si può pranzare su prenotazione ai ristoranti Della Posta e Delle Alpi. Nel pomeriggio si esibisce la banda musicale ed è in programma uno spettacolo teatrale della compagnia Gaio Pellegrino. Il sabato sera e la domenica si possono gustare in un apposito stand patatine, gofri, birra e bibite varie. Dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 della domenica è possibile visitare la Casa degli Affreschi, il Museo etnografico, la chiesa parrocchiale e il Museo di arte religiosa alpina.locandina Fiera patata toma cipolla rossa Novalesa 19 09 2021 page-0001

Agricoltura

Domenica 19 settembre a Chiusa di San Michele è in programma la quattordicesima edizione di “Gusto di Meliga”, una delle manifestazioni che fanno parte del cartellone della rassegna Gusto Valsusa, dedicata alla valorizzazione e promozione dei prodotti tipici del territorio. La manifestazione di Chiusa è patrocinata dalla Città metropolitana di Torino ed è incentrata sul tradizionale “Pan ëd melia” e sugli altri prodotti legati ai mais tradizionali e all’artigianato. La festa comprende una mostra mercato, le cui numerose bancarelle sono disposte in piazza e nelle vie del paese. A disposizione dei visitatori vi sono i punti di degustazione del “Pan ëd melia” e di altri prodotti tipici della Valle di Susa. La dimostrazione della sgranatura della meliga è effettuata con macchine agricole d’epoca. L’animazione musicale è a cura della Società Filarmonica Chiusina e dei Musicanti di Halanwa”, che propongono le tradizioni occitana e franco provenzale. Il museo “Tradizioni di vita contadina” è visitabile nella ex Latteria, mentre nel Planetario si possono ammirare le proiezioni della volta celeste. Molto interessanti anche la visita guidata al sito archeologico dell’ex cappella di San Giuseppe e la mostra fotografica “Tutto cominciò 100 anni fa”, che nelle vie del paese racconta la Chiusa tra il 1919 e il 1945. L’accampamento medioevale è allestito dal gruppo storico “La Lancia di San Michele”. Oltre agli stand gastronomici della fiera, di sicuro richiamo è la grande polentata che la domenica sera conclude la manifestazione in piazza della Repubblica. La fiera di domenica 19 settembre è preceduta da una serie di eventi, tra i quali quelli sportivi di venerdì 17, come la corsa podistica non competitiva Meliga Run, organizzata dall’Unione Sportiva San Michele, con il ritrovo dei partecipanti alle 18 in piazza della Repubblica. Sabato 18 è invece in programma una giornata archeologica presso l’ex cappella di San Giuseppe. Alle 21 si tiene un concerto del gruppo Libera Uscita in piazza della Repubblica alle 21, con stand gastronomici a partire dalle 20.
Per ulteriori informazioni si può consultare il portale Internet www.gustodimeliga.com, oppure contattare l’associazione Gusto di Meliga al numero telefonico 388-4394291 o all’indirizzo e-mail info.gustodimeliga@gmail.com


IL “PAN ËD MELIA” E IL SUO PAESE

Il Pan ëd Melia è un prodotto tradizionale al base di farina di meliga, latte, zucchero, uva passa, semi di finocchio. Viene cotto in forno e presenta una tipica forma a stirottini. A Chiusa è stato riscoperto grazie ad un panificatore locale. Si può trovare nella versione tradizionale dolce, ma anche in una gustosa versione salata e in diverse variazioni. Il prodotto è registrato con il marchio “Pan ëd melia ‘d la Ciüsa”. Chiusa di San Michele è un comune della Bassa valle di Susa, a circa 30 km da Torino, all’imbocco della valle nei luoghi, le Clusae Longobardorum, che furono teatro nel 773 dell’epico scontro in cui Carlo Magno e i suoi Franchi sconfissero i Longobardi di Re Desiderio, aprendosi la via verso la conquista dell’Italia; evento celebrato dal Manzoni nel poema “Adelchi”. Il centro abitato è sovrastato dall’imponente mole della millenaria abbazia della Sacra di San Michele, eretta verso la fine del X secolo col nome di “San Michele della Chiusa”, raggiungibile con una breve escursione tra i boschi. Una passeggiata in paese consente di apprezzare gli edifici storici, tra cui la chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, la Cappella di Santa Croce, il sito delle mura longobarde, gli scorci caratteristici del paesaggio e dell’abitato. manifesto Gusto di Meliga 2021 r

Agricoltura

Tra le novità dell'edizione numero 88 della Festa dell'Uva Erbaluce di Caluso, in programma da giovedì 16 a domenica 19 settembre con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, c’è l’inedito mercatino dell’artigianato. La Pro loco è al lavoro per vivacizzare il giorno clou, quello di domenica 19, forzatamente privo del tradizionale appuntamento con il Palio dell'Uva per evitare assembramenti. Tra le nuove idee, appunto, l'organizzazione di un mercatino dell'artigianato e degli hobbisti lungo le vie del centro storico, che affiancherà la vetrina dei produttori a km zero, collocati in piazza Mazzini. I negozi resteranno aperti nel pomeriggio, con la possibilità di creare vetrine esterne per presentare i loro prodotti. Aperta per i tre giorni di festa anche l'Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino, che cura l'organizzazione della rassegna “DiVino Canavese” nel cortile di palazzo Valperga, oltre a gestire, come ogni anno il concorso enologico “Grappolo d'Oro”, riservato ai migliori produttori di Erbaluce nelle tre tipologie fermo, spumante e passito.
Grazie alla collaborazione dei rioni e delle frazioni, la Pro Loco è riuscita ad inserire nel programma della manifestazione la sfilata domenicale in costume con i carri che inneggiano alla vendemmia. Una tensostruttura con posti a sedere contingentati sarà allestita all'ombra degli alberi secolari nel parco Spurgazzi e ospiterà le cene, le degustazioni dei vini Erbaluce e dei prodotti tipici, la presentazione delle associazioni sportive il giovedì sera e la cena dei rioni e delle frazioni il venerdì sera. Alle tre serate, dal giovedì al sabato, fanno da cornice intrattenimenti musicali, ma con il divieto di ballare.
Ad impersonare la Ninfa Albaluce sarà per il terzo anno consecutivo la ventottenne Carola Borgia, dottoranda in lingue e ricercatrice in campo universitario, come sempre scelta nella massima segretezza dall'Ordine delle Ninfe. La sfilata di domenica 19 inizierà alle 16, per consentire la replica dello street food la domenica a pranzo.
Il piano di sicurezza e di evacuazione ricalca quello delle edizioni passate, con i varchi d'accesso al paese, il contapersone elettronico per registrare gli arrivi nel centro storico, le vie di fuga sorvegliate dalla Protezione civile con il coordinamento della polizia locale. L'accesso al parco Spurgazzi sarà consentito solo con il Green Pass, ma anche nella serata di sabato 18 e nella giornata di domenica 19 per accedere al centro storico occorre la certificazione verde.

IL PROGRAMMA

La manifestazione inizierà giovedì 16 settembre alle 17 nel parco Spurgazzi, con l’apertura degli stand delle associazioni sportive del territorio, che offriranno la possibilità di provare le varie discipline. A seguire la cena dello sportivo, organizzata dalla Pro Loco e con prenotazione obbligatoria al numero 348-4054119 entro martedì 14 settembre. Venerdì 17 alle 19 la Pro Loco proporrà la cena dei rioni e delle frazioni nel padiglione gastronomico al parco Spurgazzi, sempre con prenotazione obbligatoria e con intrattenimento musicale. Sabato 18 alle 17 nella tensostruttura di piazza Valperga si presenterà il libro “Un viaggio per sognare, mille sogni per vivere”, scritto dai volontari del progetto Abilito. Le “Veje piole” proporranno alle 19 i colori di rioni e frazioni, mentre bar e ristoranti prepareranno aperitivi e cene sotto le stelle. Nel padiglione del parco Spurgazzi si svolgerà invece la cena ufficiale dell’88ª Festa dell’Uva Erbaluce, naturalmente con prenotazione obbligatoria entro giovedì 16 settembre al numero 348-4054119.
Domenica 19 settembre a Caluso tutti i negozi saranno aperti e nelle vie del centro si potrà visitare lamostra mercato dei prodotti a km zero, degli hobbisti e degli artigiani. Le degustazioni di vini canavesani inizieranno alle 10 e proseguiranno sino alle 19. La cerimonia di consegna del premio Grappolo d’Oro è in programma alle 11,30 e sarà seguita dalla presentazione della Ninfa Albaluce 2021, dal brindisi offerto dall’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino e dall’apertura delle piole. Il raduno dei rioni e delle frazioni inizierà alle 16. Alle 19 è in programma l’apericena della Festa dell’Uva nel padiglione del parco Spurgazzi, con prenotazione obbligatoria entro venerdì 17 settembre al numero 339-5637029.locandina Festa Uva Caluso 2021 2 r

Agricoltura

Nonostante le difficoltà dovute all'incertezza sulle normative anti Covid-19, a Rivara il Comune, la Pro Loco e le altre associazioni locali sono riusciti ad organizzare la 152ª Fiera Autunnale, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino. Gli eventi si aprono sabato 11 settembre alle 15 nel parco di Villa Ogliani con il pomeriggio dedicato al Palio dei Rioni. A seguire, alle 17 nelle ex serre della storica villa si inaugura la mostra "Tutti i colori di Giacomo Savattone", dedicata all'artista rivarese ad un anno dalla sua scomparsa. Alle 18 si inaugura la mostra "R-esistiamo", con le immagini scattate da Piero Nizzia nell'ospedale di Cuorgnè nel periodo più buio della pandemia. In piazza Martiri della Libertà alle 19,30 la Pro Loco propone "Gnocco fritto in piazza".
La giornata dedicata alla Fiera Autunnale è quella di mercoledì 15 settembre, con il mercato fieristico allestito nel parco di Villa Ogliani e nelle piazze Martiri della Libertà e Benevenuta a partire dalle 8 del mattino. La rassegna zootecnica si svolge nel parco di Villa Ogliani. Alle 21,15 nel campo sportivo di via Pertusio è in programma uno spettacolo pirotecnico, mentre alle 22 il Palio dei Rioni propone la staffetta a coppia in carriola.
Domenica 19 settembre alle 14 è in programma la corsa ciclistica del Memorial Francesco Data, valida per la classifica del campionato provinciale della categoria Allievi. Organizzano il Velo Club Eporediese e Data Officine. Alle 21 nel parco di Villa Ogliani è invece in programma la proiezione del film "Lui è mio padre". L'introduzione e il dibattito finale saranno in compagnia del regista Roberto Gasparro. Per partecipare alla serata occorre prenotare telefonicamente ai numeri 0124-31114 o 335-275416.locandina Fiera dAutunno Rivara 2021 r

Agricoltura

Domenica 12 settembre diventa maggiorenne “Giaveno Città del Buon Pane”, la manifestazione dedicata al pane, ai grissini e agli altriprodotti da forno organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il gruppo panificatori artigiani “Pane De.C.O.” e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
L’iniziativa è nata per diffondere tra i consumatori le conoscenze sulla produzione artigianale del pane e per farlo apprezzare maggiormente dai giavenesi e dai turisti. Ma a Giaveno vale la pena di andare anche per gustare bontà da forno dolci e salate, come il pane e i biscotti del Pellegrino e il Grissino Stirato torinese, che può raggiungere anche la lunghezza di 1 metro e 80 centimetri.
Dal 2019 la manifestazione è inserita nel programma “Dal Grano al Pane, tra Forni e Mulini”, un progetto diffuso che è frutto del lavoro di enti e associazioni locali, sviluppato a partire dalla riproposizione del tema della civiltà del pane da parte dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone e sostenuto dai Comuni di Coazze, Giaveno e Valgioie, dall’Unione Comuni Montani Val Sangone e da una schiera di appassionati coltivatori, ricercatori, studiosi e fornai.

LA PANIFICAZIONE IN DIRETTA E IN PIAZZA

Piazza Mautino, punto focale dell’iniziativa, ospiterà l'associazione panificatori artigiani De.C.O. L’area riservata alla panificazione, in cui si potrà assistere alla preparazione di salatini, grissini, pane, pizze e molto altro, potrà essere raggiunta con un percorso obbligato sotto le arcate, mentre il grande banco per la vendita sarà disponibile in posizione avanzata rispetto alla collocazione consueta.
Si potranno ammirare, assaggiare e acquistare le forme grandi e “storiche” del pane giavenese: micca, biova, mezzana e stirotto, riconosciute con la Denominazione comunale d’origine. Ma saranno disponibili anche pani piccoli e dai gusti nuovi o ritrovati, ai cereali, di segale e di mais. Il pane e i biscotti del pellegrino costituiranno un’attrazione ormai consolidata, perché sono stati pensati e realizzati per contribuire alla promozione turistica e culturale del territorio della Sacra di San Michele e del tratto valsusino della Via Francigena, con la sua diramazione in Val Sangone.

LE VISITE AI MULINI

Sarà nuovamente aperto e visitabile dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30 il Mulino della Bernardina di via Vittorio Emanuele II 260. Sarà possibile raggiungerlo anche a piedi, iscrivendosi alla passeggiata guidata con partenza dall'ufficio turistico di piazza San Lorenzo 34, con partenza alle 10 e alle 14 e prenotazioni al numero telefonico 011-9374053. Il mulino risale al 1745 ed è stato tramandato di padre in figlio fino agli attuali proprietari, la famiglia Ughetto, che, insieme al mugnaio Ernesto, ha mantenuto viva la tradizione dell’impianto, affiancando alla molitura la coltivazione di antiche varietà di mais, grano e segale e la produzione di farina da polenta.

MOSTRE, GIOCHI E DEGUSTAZIONI

Tornando a Giaveno, piazza Molines e piazza Saint Jean de Maurienne ospiteranno il mercato dei prodotti del territorio. In piazza Molines ci sarà anche un’area dedicata a dedicata a “pane, formaggio, miele e birra”, con l’intervento degli esperti dell’ONAF, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi, che alle 16 presenteranno i prodotti caseari tradizionali della Val Sangone, abbinati al pane e ai grissini di Giaveno. Sarà anche illustrata e consegnata la cartina “Dal Grano al Pane tra Forni e Mulini”, una realizzazione artistica dedicata ai segni della civiltà del pane presenti sul territorio. Sono state invitate e saranno presenti in qualità di ospiti le Unioni Montane Val Sangone, Valle di Susa e Val Chisone, impegnate nella definizione di un nuovo Distretto del Cibo.
La mostra di ritratti fotografici “La mia vita, la mia passione”, realizzati nell’ambito del progetto “Rincontriamoci” dedicato al rapporto fra generazioni e ai mestieri tradizionali, sarà proposta dalle associazioni Klug e Amalgama e dall’Ufficio Comunicazione e progetti della Città di Giaveno. Il mercatino dell’artigianato e della creatività con la partecipazione degli hobbisti sarà allestito in piazza San Lorenzo e lungo via Umberto I, mentre gli artisti locali esporranno le loro opere in piazza Sant’Antero e lo shopping sarà possibile in viale Regina Elena. In piazza San Lorenzo, sul lato dell’edificio del Sacro Cuore, sarà allestita l’area bimbi con i go-kart a pedali. Le vetrine dei negozi saranno abbellite e allestite appositamente, in occasione del concorso promosso dall’associazione dei panificatori.
Il manifesto e i volantini della manifestazione sono stati realizzati da un artista locale, il fotografo giavenese Marco Rosa Marin, che è partito dall'idea di iconografare e rendere viva un'immaginaria Dea, che prende forma dai prodotti della terra come il grano e il pane.

GLI EVENTI COLLATERALI

Domenica 12 settembre l'associazione Val Sangone Outdoor organizza nel corso della giornata tre uscite in mountain bike sul territorio. La prima, con ritrovo alle 10 in piazza Molines, è riservata ai bikers più allenati ed è dedicata al Sentiero delle Macine di Coazze. Le altre due uscite sono alla portata dei giovani bikers e delle famiglie, con partenze alle 10 e alle 15 da piazza Molines. I minori devono essere accompagnati da un adulto. L’iscrizione è obbligatoria presso il negozio Dottor Gioco e Mister Bike di piazza Molines 33.
L’associazione Val Sangone Turismo organizza invece due passeggiate guidate al Giardino Botanico Rea, con il ritrovo alle 9,30 e alle 14,30 davanti all’ufficio turistico di piazza San Lorenzo 34. Sono previste la visita all’esposizione dei “grani storici”, alla mostra “Tempo di Mulini” e al giardino. Una volta giunti al giardino sarà inoltre possibile partecipare ad un laboratorio di cucina creativa a cura di Angela Anna Ventruti. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero telefonico 011-9374053.
Il punto di riferimento per tutte le informazioni sul programma di “Giaveno Città del Buon Pane” è l’ufficio turistico comunale di piazza San Lorenzo 34, telefono 011-9374053, e-mail infoturismo@giaveno.it, portale Internet www.visitgiaveno.it1 manifesto Giaveno Città del Buon Pane repertorio 1 ridotta

Agricoltura

Nel primo fine settimana di settembre si è aperto a Bricherasio il fittissimo programma della 53ª Sagra dell'Uva, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e confermata grazie agli sforzi dei volontari e dell’amministrazione comunale. Dopo l’“Aperimoto con musica - 7° Memorial Andrea Caffaratti” di sabato 4 settembre il programma del settembre bricherasiese prosegue venerdì 10 alle 21 nel salone polivalente con il primo appuntamento del ciclo “E... state con noi”, una serata musicale di beneficenza con il gruppo “Bonny and the bad garage company”. Il ricavato delle offerte del pubblico andrà a finanziare le attività dell’associazione “I tremolini”. È un’iniziativa dell’associazione culturale Leonardo Sciascia in collaborazione con il bar-osteria La Ciancia. Il torneo di calcio giovanile, giunto alla trentesima edizione e organizzato dall’Asd Bricherasio-Bibiana per i Pulcini delle classi 2011 e 2012 è in programma negli impianti sportivi intitolati a Guido Calleri di Sala sabato 11 e domenica 12, a partire dalle 15. La sera di sabato 11 si potrà cenare con costine, salsiccia e patatine da asporto nella sede della Pro Loco, mentre a partire dalle 20 nel salone polivalente tornerà la rassegna intercomunale Suoni d’Autunno, con il concerto “Le stagioni dell’amore” tenuto dal gruppo vocale “The Barry’s”, a cura del Comune e di Musicainsieme. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria ai numeri telefonici 0121-329705 o 333-923.5716.
Porte aperte allo sport” è l’evento organizzato dal Comune e dalle associazioni locali in programma sabato 18 a partire dalle 15 e domenica 19 settembre a partire dalle 10 nel salone polivalente e negli spazi esterni, per consentire a tutti di conoscere dal vivo e provare le più diverse discipline motorie. “In viaggio con le storie” è invece un laboratorio di letture animate e di giochi musicali in programma sabato 18 settembre dalle 10 alle 11,30 e dalle 17 alle 19 alla Cascina Marie, con prenotazione obbligatoria al numero telefonico 349-1815715. Martedì 21 settembre alle 21 nel salone polivalente il Piccolo Varietà di Pinerolo presenterà la commedia brillante “Lj crussi ‘d don Quaja”, di Luigi Oddoero. L’ingresso costa 8 euro ed occorre prenotare, chiamando il numero 340-5841326.
Il
convegno sul giornalismo all’epoca dei social network è in programma mercoledì 22 alle 21 nel salone polivalente, per iniziativa della Fondazione Specchio dei Tempi e dell’Unitre di Bricherasio. L’ottava edizione delle degustazioni “Pinaurelvin” dedicate ai vini rossi della Doc Pinerolese abbinati ai salumi di Bricherasio inizierà alle 20,45 di venerdì 24 nel salone polivalente, per iniziativa della Condotta Slow Food del Pinerolese. La partecipazione alla serata costerà 13 euro e dovrà essere prenotata con una mail all’indirizzo rolcarlo@tiscali.it o chiamando i numeri 0121-59105 o 334-1490076.
Sabato 25 settembreè in programma la duplice escursione “Pomaretto e Bricherasio a tutto vino”, per scoprire i sentieri del Ramìe e le colline di Bricherasio. Le associazioni “La Valaddo” e “Vivere le Alpi” hanno previsto la partecipazione gratuita, ma con l’iscrizione obbligatoria, telefonando entro il 23 settembre al numero 346-8128622. Sarà possibile pranzare presso una struttura convenzionata. Sempre sabato 25, alle 16,45 nel salone polifunzionale verrà presentato il libro “Acini d’uva” della bricherasiese Laura Pons. Nei locali della Società di Mutuo Soccorso alle 17,30 si inaugurerà la mostra “Ci prenderemo cura di noi. Storie di mutuo soccorso femminile”. La serata del giorno prefestivo sarà animata dal duo comico Marco & Mauro alle 21 in piazza Santa Maria, mentre nella sede della Pro Loco si potrà cenare con costine, patatine, salsiccia, agnolotti e tajarin. La giornata clou del ricco settembre bricherasiese sarà quella di domenica 26 settembre, con l’inaugurazione della Sagra dell’Uva e dello stand ortofrutticolo alle 11,15 sotto l’ala comunale. Le affascinanti abitazioni signorili che fanno parte dell’itinerario delle Dimore Storiche del Pinerolese saranno visitabili dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18. Dalle 9 alle 18 in piazza Castelvecchio si potranno apprezzare e acquistare “I tesori della nostra terra”, mentre il Gran Mercato d’autunno occuperà le vie del centro storico. Tre le tante attrazioni che saranno allestite nell’ultima domenica di settembre figurano il Bricherasio Street Music Festival, la ludoteca, i giochi di un tempo e quelli da tavolo, l’esposizione dei disegni dei bambini della scuola primaria, le degustazioni di frittelle e piatti d’asporto. Sabato 2 ottobre nel salone polivalente alle 21, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della locale Società di Mutuo Soccorso, l’associazione culturale “Vej e giôvo” di Buriasco proporrà lo spettacolo teatrale “Mare Granda”. Domenica 3 ottobrein mattinata è prevista la parte ufficiale delle celebrazioni, con l’accoglienza delle Società consorelle di Piemonte e Liguria nel salone polivalente, la visita di autorità e ospiti alla mostra “Ci prenderemo cura di noi”, il concerto della Filarmonica San Bernardino, i saluti ufficiali delle autorità e il pranzo. PROGRAMMA SAGRA UVA BRICHERASIO

Agricoltura

Il Comune di Pralormo, unico fra i 312 del territorio metropolitano torinese ha ricevuto la "spiega verde" per la sostenibilità rurale, un ambito riconoscimento assegnato quest'anno da Confagricoltura a 10 località rurali del Piemonte su 59 che si erano candidate.
Il riconoscimento della "spiega verde" va ai Comuni rurali con le migliori strategie di gestione del territorio, virtuose per l'ambiente ma anche per la comunità locale: fa parte della FEE, la Foundation for Environmental Education, la stessa organizzazione che assegna le prestigiose "bandiere blu" alle località costiere.
Gli altri Comuni del Piemonte con la "spiega verde 2021" sono per il territorio cuneese Guarene, Alba, Bra, Cherasco, Centallo, Monforte d'Alba e Santo Stefano Belbo, Canelli per l'astigiano e Volpedo per l'alessandrino.
La cerimonia di consegna del riconoscimento al Comune di Pralormo da parte deil presidente di FEE Italia Claudio Mazza è avvenuta nel Castello dei conti di Pralormo durante una serata musicale.

Agricoltura

Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, nel secondo fine settimana di settembre torna“Di Freisa in Freisa”, la kermesse che dal 10 al 12 settembre trasformerà il centro storico di Chieri in una sorta di paradiso enologico e gastronomico. Tante le manifestazioni collaterali, i laboratori, le degustazioni, gli incontri culturali e gli stand gastronomici. La manifestazione, promossa dall’amministrazione comunale e dal Consorzio per la tutela e la valorizzazione delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, si propone di valorizzare un vitigno autoctono con più di cinque secoli di storia, coinvolgendo tutta la città e proponendo ai visitatori di abbinare ai momenti enogastronomici la visita alle bellezze artistiche del centro storico. Naturalmente l’accesso alle aree aperte al pubblico sarà subordinato al possesso del Green Pass.
Fra le iniziative spicca il convegno “Il turismo enogastronomico, motore di sviluppo dell’economia locale. Strategie per la ripartenza e per la valorizzazione del legame inscindibile tra produzione e territorio”, in programma sabato 11 settembre alle 18 nella sala Conceria del Comune di Chieri.
L’Enoteca del Freisa proporrà invece una selezione delle migliori etichette, a cura del Consorzio di tutela e valorizzazione e di Totem Eventi. L’acquisto di un coupon al desk di via Vittorio Emanuele II darà diritto a quattro degustazioni nell’Enoteca o nell’area Freisa Lounge. L’Enoteca sarà aperta venerdì 10 settembre dalle 18 alle 24, sabato 11 dalle 11 alle 24, domenica 12 dalle 11 alle 22
La Piazza del Gusto proporrà i prodotti d’eccellenza e i piatti tipici regionali di tutta Italia in piazza Cavour, venerdì 10 dalle 17 alle 24, sabato 11 dalle 10 alle 24, domenica 12 dalle 10 alle 22. In via Vittorio Emanuele II ci saranno anche una mostra mercato delle eccellenze piemontesi e italiane e un’esposizione a cura dell’Unione Artisti del Chierese. Nello Spazio Gusto di via Vittorio Emanuele II 40 è invece in programma la mostra internazionale Chieri, il Gusto per l’Arte”, curata da Monica Ferri. La Compagnia Microcirco Aquarone Ferraris proporrà sabato 11 e domenica 12 dalle 10 alle 20 la Piazzetta dei Bambini, con gli antichi giochi e una giostrina d’epoca. I laboratori spazieranno dallo yoga al massaggio craniale meditativo, dalla preparazione dei grissini Rubatà e della focaccia dolce chierese alla lettura per bambini e adulti, dalla preparazione della pizza alla pittura.
Quella di quest’anno sarà una festa con un occhio di riguardo all’ambiente e all’ecosostenibilità con la partecipazione di diverse associazioni e momenti di solidarietà come “Boots for Africa”, progetto per la raccolta di scarpe sportive da donare ai bambini dei paesi africani più poveri.
Il programma completo lo si può consultare nel portale Internet della Città di Chieri alla paginawww.comune.chieri.to.it/eventi/di-freisa-in-freisa-2021locandina Di Freisa in Freisa Chieri 10-12 09 2021

Agricoltura

Si è tenuto in diretta Facebook l’evento finale del progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, in collegamento dai territori interessati dal progetto: Carema, Pomaretto, Montmélian, Aymavilles e Motz. Anche grazie alla traduzione simultanea dall’italiano al francese e viceversa, l’incontro è stata un’importante occasione di bilancio e di riflessione per le amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde che avevano candidato il progetto transfrontaliero al sostegno da parte dell’Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
La Città Metropolitana di Torino è stata capofila del progetto, ideato per valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali, proponendo un itinerario turistico tematico che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. Tra le azioni realizzate vi sono il recupero di tre vigneti in quota, l’allestimento di quattro vigneti didattici, la realizzazione di 14 sentieri tra i vigneti, la predisposizione di pacchetti turistici transfrontalieri, la realizzazione di due musei multimediali dedicati al vino e alla viticoltura, il recupero di un punto degustazione nei vigneti eroici del Ramìe a Pomaretto, l’allestimento di sale per l’esposizione e la degustazione dei vini ad Aymavilles, la creazione di un’App per scegliere dove mangiare e dormire, cosa visitare e degustare e molto altro ancora.
L’apprezzamento per i risultati ottenuti è stato espresso dal Consigliere metropolitano delegato alle attività produttive e ai progetti europei Dimitri De Vita e dall’Assessore all’agricoltura e alle risorse naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta Davide Sapinet, che hanno concordato sull’auspicio che le iniziative portate a termine con successo possano trovare un naturale proseguimento nei prossimi anni, sempre grazie al sostegno dell’Unione Europea. Olivier Bagarri del Segretariato Tecnico ALCOTRA ha confermato che anche nella programmazione dei prossimi anni l’Unione Europea troverà il modo per essere vicina ai viticoltori e agli imprenditori turistici alpini.
Elena Di Bella, responsabile della Direzione sviluppo rurale e montano della Città metropolitana di Torino, ha illustrato le linee generali del progetto ed è scesa nel dettaglio dell’App che consentirà agli enoturisti di apprezzare in maniera sempre più consapevole i paesaggi vitati di un’ampia porzione delle Alpi Occidentali. Claudia Cassatella, professoressa associata al Politecnico di Torino, si è soffermata sull’importanza dello studio e della tutela dei paesaggi e degli ambienti alpini di cui da secoli i vigneti sono elementi imprescindibili, dalla Savoia alla Valle di Susa, dalle vallate del Pinerolese alla Valle d’Aosta. Nei collegamenti in diretta streaming da Aymavilles, Carema, Pomaretto, Montmélian e Motz i sindaci, gli imprenditori vitivinicoli e turistici, I responsabili di enti di promozione turistica e di organizzazioni degli agricoltori hanno spiegato come le linee generali del progetto sono state interpretate a livello locale, per fare in modo che la tutela del paesaggio vitato e della cultura materiale da cui è scaturito nel corso dei secoli possano andare di pari passo con la promozione commerciale dei vini di montagna e la promozione delle località in cui si producono, per farle diventare destinazioni note e apprezzate. Su quest’ultimo tema si è soffermata Marcella Gaspardone, direttrice di Turismo Torino e provincia, ricordando il successo che negli ultimi tre anni hanno riscosso iniziative come i Brindisi a Corte e Provincia Incantata, che sono state dedicate proprio alla promozione dei luoghi e delle tradizioni della viticoltura eroica delle vallate e delle colline torinesi.
vendemmia Ramìe Pomaretto 2

 

Agricoltura

Venerdì 9 aprile dalle 10 alle 12 è in programma l’evento finale del progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, in collegamento in diretta Facebook dai territori interessati dal progetto: Carema, Pomaretto, Montmélian, Aymavilles e Motz, con traduzione simultanea dall’italiano al francese e viceversa.
La Città Metropolitana di Torino è capofila del progetto trasnsfrontaliero ideato per valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali.
L’evento in diretta Facebook sarà un’occasione importante di bilancio e di riflessione per le amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde che avevano candidato il progetto al sostegno da parte dell'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
Il progetto europeo Interreg ALCOTRA Strada dei vigneti Alpini ha ottenuto tra il 2017 e il 2021 importanti risultati nel Dipartimento della Savoia, nel territorio della Città metropolitana di Torino e nella Regione Autonoma Valle d’Aosta, proponendo un itinerario turistico tematico transfrontaliero, che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. Tra le azioni realizzate vi sono il recupero di tre vigneti in quota, l’allestimento di quattro vigneti didattici, la realizzazione di 14 sentieri tra i vigneti, la predisposizione dipacchetti turistici transfrontalieri, la realizzazione di due musei multimediali dedicati al vino e alla viticoltura, il recupero di un punto degustazione nei vigneti eroici del Ramìe a Pomaretto, l’allestimento di sale per l’esposizione e la degustazione dei vini ad Aymavilles, la creazione di un’App per scegliere dove mangiare e dormire, cosa visitare e degustare e molto altro ancora. I protagonisti del progetto racconteranno come si potrà fruire al meglio dei paesaggi spettacolari dei vigneti alpini, appena sarà possibile.programma evento finale Strada Vigneti Alpini 09 04 2021

Agricoltura

Domenica 18 ottobre a Pomaretto è in programma l’inaugurazione del restaurato “ciabot” che sarà il punto immagine e degustazione del Vino Ramìe. Nei pressi del “ciabot” sarà anche inaugurata la panchina gigante che consentirà di ammirare dai vigneti il panorama della bassa Valle Germanasca e della Val Chisone.
Il programma della giornata, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, prevede il ritrovo alle 10 nella piazza del Municipio e la salita a piedi al punto degustazione e alla panchina gigante. Il saluto delle autorità è previsto per le 10,30. Seguirà la presentazione dei progetti di recupero e valorizzazione dei vigneti del Ramìe. L'accesso al punto degustazione e alla panchina gigante si svolgerà a gruppi per evitare assembramenti. È obbligatorio l'uso della mascherina. Per partecipare al pranzo con menù tipico occorre chiamare i numeri telefonici 320-1833725 o 349-4124057. A coloro che parteciperanno al pranzo si consiglia di parcheggiare presso gli impianti sportivi.
Il Ramìe di Pomaretto è uno dei prodotti più tipici della vitivinicoltura “eroica” di montagna e, insieme ad altre vere e proprie perle enologiche di Piemonte, Valle d’Aosta e Savoia, è stato valorizzato dal progetto europeo ALCOTRA Strada dei Vigneti Alpini, di cui è capofila la Città Metropolitana di Torino. Il progetto sta consentendo al Comune di Pomaretto di dar vita ad un vero e proprio itinerario di turismo enologico, grazie allo spazio di accoglienza panoramico lungo il Sentiero del Ramìe. Il recupero di alcuni “ciabot”è stato progettato dall'architetto Gioacchino Jelmini e, per la parte strutturale, dall'ingegner Michele Ughetto. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Futur Garden. Nella primavera del 2021 verrà avviata la gestione della struttura, che sarà a disposizione dei produttori locali per eventuali degustazioni riservate ai loro clienti. Iciabot che si stanno recuperando a Pomaretto, alcuni dei quali fino a poco tempo fa completamente diroccati e coperti dalla vegetazione, si trovano in un’area i cui appezzamenti fino al 2013 erano abbandonati. Grazie ad un bando del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte e all’impegno del Gal Escartons Valli Valdesi i vigneti abbandonati sono stati ripuliti dalla vegetazione infestante e, almeno in parte, trasformati in un nuovo vigneto didattico di circa 1.500 metri quadrati, dove sono state impiantate le barbatelle di quatto vitigni che caratterizzano il vino Ramìe: l’Avana, l’Avarengo, il Becuet e il Chatus.

LA STRADA DEI VIGNETI ALPINI

Valorizzare nuovi itinerari di scoperta enoturistica sui due versanti delle Alpi Occidentali: è questo l'ambizioso obiettivo del progetto della Strada dei Vigneti Alpini che, dopo un lavoro preparatorio durato due anni, dal marzo 2017 è entrato in una fase operativa che non si è ancora conclusa, coinvolgendo amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde, che hanno candidato il progetto al sostegno da parte dell'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020.
L'Asse 3 del programma riguarda in particolare l'
attrattività del territorio e uno degli obiettivi da perseguire è l'incremento del turismo sostenibile. La Strada dei Vigneti Alpini intende proporre un itinerario turistico tematico transfrontaliero, che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale.


UNA VITIVINICOLTURA CHE È TRADIZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Nonostante la crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni, quella della riscoperta e valorizzazione del Ramìe nelle valli Chisone e Germanasca è la storia di una piccola iniziativa economica di successo. Le vigne da cui proviene l’uva vinificata nel Ramìe sono state impiantate con grande fatica nei secoli scorsi a una quota tra i 600 e i 900 metri, lungo pendii estremamente ripidi, contraddistinti da terrazzamenti a secco. All’imbocco della Val Germanasca è impossibile non notare le vigne che incombono sulla strada di fondovalle, quasi “strappate” alla montagna, sul versante pietroso esposto a meridione. La tradizione vinicola locale risale all’epoca medievale e, anche se con grande fatica, ha resistito alla diffusione della fillossera alla fine del XIX secolo, per poi rinascere nel secondo dopoguerra raggiungendo discreti livelli qualitativi. Tanto che Luigi Veronelli scrisse a proposito di quello che però chiamò erroneamente “Ramiè”, che aveva un “colore rosso rubino e delicato profumo. Sapore giustamente asciutto, fine, gustoso”. Il recupero dei terrazzamenti abbandonati e il superamento della produzione per il semplice autoconsumo sono però recenti, anche se la denominazione Doc nell’ambito della famiglia “Pinerolese” risale al 1996. I “profeti” della ricoperta del Ramìe sono stati Daniele Coutandin e l’agriturismo La Chabranda, che furono i primi promotori, insieme all’assessorato all’agricoltura e montagna dell’allora Provincia di Torino, che finanziò nel 2003 la costruzione di una monorotaia per facilitare il lavoro e la vendemmia, riprendendo il modello già applicato con successo nelle Cinque Terre. Dal 2009 il Comune di Pomaretto ha promosso la costituzione di un consorzio tra i piccoli contadini che ancora coltivavano le terrazze. Il nome ufficiale della Doc è “Pinerolese Ramìe”, per un prodotto che scaturisce prevalentemente dalla fermentazione delle uve di un vitigno particolare e di estrazione montana come l’Avarengo. A queste uve possono essere aggiunte minori quantità di Neretto di Bairo e Avanà. La vinificazione è stata condotta per tre anni in maniera sperimentale a Chieri, presso l’Istituto Bonafous della Facoltà di agraria dell’Università di Torino. Successivamente il consorzio ha trasferito il processo di trasformazione delle uve in vino all’Istituto Malva Arnaldi di Bibiana. La collaborazione con l’Università ha consentito al consorzio di migliorare la qualità del vino e di aumentare progressivamente la produzione da 1000 a 4000 bottiglie. Il consorzio si occupa della gestione collettiva della vendita del vino e dell’accesso a finanziamenti per la manutenzione dei muri a secco e delle vigne. Oggi il Ramìe è proposto nei bar, nelle osterie e nei ristoranti delle valli Chisone e Germanasca e offre ai turisti un’esperienza aggiuntiva di conoscenza delle eccellenze del territorio. Per i giovani di Pomaretto, forse, vivere esclusivamente di vitivinicoltura non sarà mai possibile, ma il Ramìe può costituire un’interessante integrazione al reddito e l’occasione per realizzare una manutenzione del territorio che fa bene sia all’ambiente che all’economia locale. Lo testimonia il giovane che recentemente ha preso in gestione alcuni vigneti e sta progettando il ripristino della coltura su terrazzamenti in abbandono.vigneti Ramìe Pomaretto 6

Agricoltura

A Giaveno da qualche settimana i funghi sono arrivati nel mercato dei boulajour in piazza Molines: porcini, garitôle, mùtun, fré, famiole e altre bontà controllate e certificate. Il re dei boschi della Val Sangone è ovviamente il porcino, intorno a cui si è costruita l’identità enogastronomica della Città di Giaveno e del territorio. Perché sono importanti il pane locale, le patate di montagna, il miele e i formaggi, ma quando si sente parlare di Giaveno la mente corre subito ai funghi e ai boschi. Il fungo di Giaveno è ricercato sui mercati da decenni e vi sono boulajour che sul fungo hanno costruito fortune economiche. I segreti dei posti in cui si possono raccogliere i porcini - dietro un albero, sotto l’erica, di fianco al muschio - si tramandano da una generazione all’altra al riparo da orecchie indiscrete.
Quando arriva l’autunno al mercato di Giaveno i boulajour litigano più o meno amichevolmente, confrontano, misurano, invidiano, inveiscono, sotto gli occhi divertiti dei clienti, mentre giornalisti e fotografi si affannano alla ricerca dello scatto del fungo con le forme più strane.
Domenica 11 ottobre il programma della trentanovesima edizione di “Fungo in festa” proporrà eventi consolidati e novità. Meteo permettendo, nell’anno della riscoperta del turismo fuori porta, lento responsabile ed ecologico, avranno sicuramente successo le due passeggiate per famiglie alla ricerca del fungo e alla scoperta del bosco di domenica 11, a cura dell’associazione Valsangone Turismo, contattabile al numero telefonico 011-9374053. Interessante anche la prima edizione della Fungopedalata di sabato 3 lungo le vie di borgata Sala. La pedalata si concluderà all’azienda agricola Aldo Versino, con la visita della cascina e la degustazione di formaggi vini e risotto ai funghi. Il ritrovo è alle 16 nei pressi di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto. Per informazioni si può telefonare all’ufficio turistico comunale al numero 011-9374053.
L’edizione 2020 di Fungo in Festa, patrocinata come sempre dalla Città Metropolitana di Torino, è stata rimodulata per rispettare le normative anti Covid-19, senza però perdere la sua attrattiva fondamentale: i “boleti” rinomati da secoli, inseriti nell’Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte e difesi dalla denominazione Fungo Porcino di Giaveno, per distinguerli da quelli di altra provenienza che non hanno le medesime caratteristiche organolettiche. Nell’archivio comunale è conservata una ricevuta del 1659, a pagamento di una ragazza di Giaveno che aveva portato funghi a Madama Reale di Savoia, ospite al Palazzotto Abbaziale.

DAL 2021 LA QUALIFICA DI FIERA REGIONALE

L’obiettivo del Comune è di creare a Giaveno un sistema integrato che, all’insegna del fungo, consenta di vivere una "food experience" completa, che ruota intorno a produzione, conoscenza, tradizione, ristorazione e lavorazione. In questo senso è importante il fatto che la quarantesima edizione di Fungo in Festa, che si svolgerà nell’autunno del 2021, potrà fregiarsi per la prima volta del titolo di fiera regionale, riconosciuta recentemente dal settore commercio e terziario della Regione Piemonte. La qualifica permetterà alla manifestazione di essere inserita nel calendario fieristico regionale e godere così di una promozione riservata ad una cinquantina di fiere piemontesi.

GUSTARE, CERCARE E ACQUISTARE I FUNGHI

I ristoratori giavenesi sono maestri nell’esaltare il gusto dei funghi, secondo ricette che si trasmettono attraverso le generazioni, così come i segreti dei cercatori. I ristoranti cominciano a proporre i loro menù tradizionali non appena è disponibile il prodotto. L’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, che gestisce il servizio micologico di controllo dei funghi in piazza, ha predisposto quest’anno un cestino di carta per la vendita, in modo che tutti i venditori possano avere lo stesso recipiente. Il cestino riporta una mappa della Val Sangone e la foto del primo mercato storico del fungo, in Vicolo della Breccia. Da oltre quarant'anni il mercato si svolge in piazza Molines, oggi lungo il lato parallelo a via Coazze. Le associazioni dei boulajour locali sono state dotate dal Comune di tavoli di legno e ombrelloni gialli con la scritta “Mercato del fungo di Giaveno”. Il posizionamento dei venditori in questo spazio è garanzia di qualità per l’acquirente, in quanto coloro che sono ammessi al mercato hanno frequentato un corso di micologia e appartengono alle associazioni Amici dei Funghi della Val Sangone e Bolajor Valsangone, che tutelano il prodotto e ne garantiscono la provenienza locale. I venditori dichiarano di attenersi al regolamento di vendita. Il loro prodotto è certificato da un micologo esperto, a disposizione gratuitamente anche dei privati che vogliono far riconoscere i funghi raccolti prima di mangiarli. Il voucher giornaliero per la raccolta dei funghi da quest’anno è anche valido per i parcheggi. Si acquista nei locali convenzionati e all’ufficio turistico comunale. Nel giorno del suo utilizzo si grattano data e orario di arrivo.

IL PROGRAMMA

Domenica 11 ottobre in piazza Mautino dalle 9 alle 19 sarà allestita la tradizionale mostra micologica e fotografica curata dall’associazione Micologica Piemontese di Venaria. Ci saranno anche un’esposizione di vignette e una di opere artistiche dedicate al fungo. Allo show cooking delle 15 parteciperanno gli chef Matteo Baronetto del Cambio di Torino, Alessandro Mecca dello Spazio7, Cesare Grandi de “La limonaia” e Giorgio Cotti del Gaudenzio, insieme al sommelier Antonio Dacomo. In piazza Molines dalle 9 alle 18 ci saranno gli stand con i prodotti del territorio. Alle 12 in quello della Nuova Proloco di Giaveno ci sarà la distribuzione di funghi e patatine fritte da passeggio. Alle 15 è in programma lo spettacolo musicale con Piero Montanaro e la corale “Le Voci del Piemonte”; a seguire la premiazione dei boulajour e degli chef del fungo di Giaveno alla presenza delle autorità. Nelle vie Umberto I e Maria Ausiliatrice e in piazza Sclopis ci saranno le bancarelle della creatività e dei manufatti e il punto fotografico. In piazza San Lorenzo sul lato del Sacro Cuore dalle 10 alle 18 ci saranno i divertimenti e le attrazioni di “Fungo Bimbi”, con i giochi in legno itineranti. Dalle 11 alle 12 è in programma uno show cooking con Angela Anna Ventruti. In via Ospedale dalle 10 alle 18 tornerà il raduno di auto d’epoca del Club de Voiture Ancienne de Saint Jean de Maurienne, cittadina della Savoia gemellata con Giaveno. In viale Regina Elena ci sarà l’area shopping dalle 9 alle 18. Nelle piazze del centro storico l’evento “Giaveno auto e moda” proporrà uno shooting fotografico a cura del Cinema District Hub e un’esposizione di auto d’epoca con la presenza di modelle e modelli in abiti storici. Accompagnano la manifestazione la settima edizione della Fiera del Libro - da giovedì 8 a domenica 18 ottobre in piazza San Lorenzo lato ufficio turistico - e l’apertura del Museo del Fungo in via Stazione, da domenica 4 a domenica 11 ottobre.
Fungo in Festa sarà preceduto domenica 4 ottobre dalla fiera commerciale d’autunno dalle 8 alle 18, mentre dalle 14,30 alle 18,30 nella sede di piazza San Rocco 12 si festeggerà l’undicesimo compleanno dell’associazione Donnedivalle. Sabato 10 ottobre alle 17 a Villa Favorita si terrà un convegno sul tema “Giaveno e il fungo, una risorsa per il territorio e il turismo”. Sempre sabato 10 è in programma la camminata per adulti “Una giornata da boulajeur” a cura dell'associazione Valsangone Turismo. copertina Fungo in festa 2000

Agricoltura

Sabato 3 e domenica 4 ottobre ad Usseglio è in programma la sesta edizione della Festa della transumanza e della patata di montagna, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e organizzata in occasione delrientro delle mandrie dall’alpeggio estivo. Mentre le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunceranno la conclusione dei tre mesi di lavoro estivo in alpeggio, in paese si farà festa e si gusterà la Toma di Lanzo d’alpeggio a Km 0.
Con il termine franco-provenzale “dèsarpà si indica il ritorno dei capi bovini in paese. Per tradizione, quelli a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre sono giorni di festa, che concludono una stagione significativa per la vita degli allevatori, degli animali e di tutta la montagna; cento giorni di duro lavoro, a contatto con gli animali e con i pascoli, per produrre la vera Toma di Lanzo d’alpeggio; un lavoro importante che aiuta a salvaguardare il delicato paesaggio alpino.
Le protagoniste della sfilata sono le mucche, robuste e di bassa statura, perfettamente adattate all’ambiente montano anche se diverse nel colore del manto, nella conformazione della testa e delle corna e nel carattere. La Pezzata rossa, più mansueta, produce più latte, la Pezzata nera e la castana, più aggressive, sono protagoniste delle Batailles des Reines.
Fino alla prima metà del Novecento, nell’ambito linguistico del patois francoprovenzale ussegliese esisteva un gergo, “l’ingerk”, legato al mondo della pastorizia, elaborato con parole volutamente incomprensibili agli estranei. Quando i pastori andavano nelle cascine della pianura per l’acquisto o l’affitto delle pecore, non volevano essere compresi nei loro discorsi e così parlavano “l’ingerk”. Nell’ingerk dei pastori ussegliesi il formaggio era la “quela”, il latte veniva detto “lou bianchat” e la casa diventava la “tabussa”.

LA FESTA E IL MERCATO DEL TERRITORIO CON I FORMAGGI E LE PATATE

Sabato 3 ottobre alle 14 sul piazzale dell’albergo Furnasa saranno distribuite le canne da pastori e i cappelli per il viaggio verso le “muande”, che sono le baite in lingua francoprovenzale. Sarà possibile aiutare i margari a caricare sui carri e sui basti di muli e cavalli il materiale e gli attrezzi portati negli alpeggi a giugno. Poi si avvierà la sfilata dei margari, impegnati ad allacciare al collo delle mucche i grandi “rudùn” (campanacci) e i festoni preparati dai bambini. Dopo la merenda al suono dei rudùn avrà inizio la discesa verso il paese, dove si potrà assistere al rito della mungitura tradizionale e alla preparazione del burro nella zangola. I bambini e i genitori potranno partecipare ai laboratori dedicati agli itinerari dei formaggi intorno al Monte Lera. La compagnia teatrale “I Retroscena” presenterà la narrazione “La Transumanza della Gina e della Matilde”, storia di due mucche alle prese con il viaggio di ritorno dopo un‘estate passata a pascolare e brucare su verdi prati di montagna. Alle 19,30 è in programma la cena dei margari, ovviamente nel rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19.
Domenica 4 ottobre nel mercato contadino ci saranno anche i produttori delle patate di montagna di varie tipologie e qualità, delle mele di antiche varietà piemontesi, dei prodotti degli orti ussegliesi e dei formaggi d’alpeggio. Alle 11 è in programma la Messa, con la benedizione delle mandrie e delle bandiere delle sedi locali della Coldiretti, mentre alle 12,30 si potrà gustare il pranzo del pastore nei ristoranti e nell’area fieristica, con piatti a base di patate, gnocchi, taglieri di formaggi d’alpeggio e raclette di Toma su pane rustico. Alle 15,30 i Countrabandiè d’la Lera in collaborazione con Il Bivacco Matematico presenteranno la narrazione teatrale: “Il lungo viaggio, carezzare le pietre”, in cui si racconta un’avventura dalle Americhe ad Usseglio. Dopo la degustazione delle frittelle di mele, alle 17 la manifestazione si chiuderà con la premiazione dei produttori di patate, con riconoscimenti particolari al produttore della patata più grande e a quella più curiosa.
Per saperne di più: www.eventiusseglio.itFesta Transumanza Usseglio 2020

Agricoltura

Un solo giorno, sabato 26 settembre, per la sessantottesima edizione della Festa dell’Uva e del Vino di Carema, ma intenso e ricco di emozioni per mantenere l’anima della festa e premiare la vitivinicoltura eroica. Come tutte le manifestazioni pubbliche del 2020, l’evento organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni e la Cantina produttori Nebbiolo di Caremae patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino deve fare i conti con le misure di contenimento della pandemia. Le precedenti edizioni duravano cinque giorni. La festa si terrà negli ampi spazi all’aperto del centro sportivo comunale e comprende, in serata, la premiazione del concorso Grappolo d’oro riservato ai migliori produttori di uva Nebbiolo. Il conferimento dei grappoli cominciain mattinata mattina, in coincidenza con l’insediamento della commissione di esperti.
Le premiazioni saranno precedute dalla presentazione di un libro e di un documentario sulla storia di Carema. Impossibile invece l’organizzazione dell’ormai tradizionale percorso enogastronomico “Andar per cantine”, che tocca ogni anno le storiche “crote” del paese, spazi troppo ristretti per garantire la sicurezza dei visitatori. Gli ingressi nell’area sportiva sono contingentati fino ad un massimo di 250 posti e in caso di maltempo è tutto rinviato al sabato successivo.

Nel mercato dei prodotti tipici di sabato 26 settembre a Pragelatoilprotagonista della giornata sarà invece il Plaisentif, il “formaggio delle viole” prodotto unicamente negli alpeggi della Valle Chisone, rinato a partire dal 2000 ma citato da Ettore Patria nei “Cenni sui rapporti commerciali tra il Delfinato ed il Piemonte”, opera riferita ai secoli dal XIV al XVI. Nella seconda metà del XVI secolo il Plaisentif fu donato dai valligiani alle autorità, per ottenere il permesso di commerciare i prodotti in un periodo in cui le valli Valdesi erano teatro di guerre e conflitti.
Il nome “Formaggio delle Viole” deriva dal fatto che il periodo di produzione, giugno e luglio, coincide con il momento di maggior fioritura delle viole sui pascoli alpini. Dopo il controllo a fine stagionatura, il formaggio prodotto come Plaisentif, se ritenuto idoneo per la vendita, viene marchiato a fuoco su una delle due facce. La vendita ha inizio esclusivamente a partire dalla terza domenica di settembre, in occasione dellarievocazione storica e della fiera del Plaisentif di Perosa Argentina, curate dall’associazione culturale Poggio Oddone.Carema vendemmia repertorio 1

Agricoltura

La Festa dell’UvaErbaluce da 87anni richiama a Caluso migliaia di visitatori, in cerca di divertimento e di un vino ritenuto dalla critica internazionale come uno dei più interessanti bianchi italiani. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre nella cittadina canavesana si festeggia l’Erbaluce in tutte le sue declinazioni e insieme a un prodotto agricolo, l’uva Erbaluce, motivo di orgoglio per tutto il Canavese.
Il vino fu uno dei primi a ottenere la denominazione di origine controllata in Italia nel 1967 e la Docg nel 2011. Oltre all’Erbaluce, la Festa di Caluso celebra anche il Passito di Caluso e il Cuveè Erbaluce spumante. Il programma dell’ottantasettesima edizione della manifestazione, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, è forzatamente ridotto, per rispettare le disposizioni per la prevenzione del Covid-19, ma lo spirito dei calusiesi è indomito e la festa non può comunque mancare, perché l’evento non vuole essere solo una “sagra” ma un momento di celebrazione di un modo di vivere e di intendere la terra canavesana.
Venerdì 18 settembre alle 20,30 la cena dei rioni e delle frazioni apre il programma della manifestazione al ristorante “Mago' di Caluso”. Sabato 19 alle 9 all’Enoteca regionale dei Vini della Provincia di Torino, a Palazzo Valperga di Masino, si insedia a porte chiuse la commissione tecnica di assaggio del 53° concorso enologicoGrappolo d’Oro. In mattinata nelpalazzo comunale si inaugura ufficialmente l’ambulanza dei Volontari Soccorso Sud Canavese. La serata è animata dalla cena sotto le stelle a cura dei bar e dei ristoranti del centro storico e dall’apertura straordinaria dei negozi, con la presentazione delle nuove collezioni di moda autunno-Inverno e le vetrine dedicate all'Erbaluce di Caluso. Domenica 20 è in programma l’evento Divino Canavese” nel chiostro dei frati di piazza Mazzini 2, con la degustazione dei vini del territorio. Nella sala intitolata al compianto sindaco di Caluso e pittore Elio Magaton si tiene un’asta benefica di opere di Franco Pinna. La mostra mercato dei prodotti a Km 0 e l’apertura festiva dei negozi animano il centro storico. In piazza Ubertini a partire dalle 10 le associazioni sportive locali presentano le loro attività. Il parco Spurgazzi ospita alle 10,30 la Messa, seguita dai saluti istituzionali, dalla cerimonia di consegna del Grappolo d'Oro, dalla conferma della Ninfa Albaluce 2019-2020, dalla presentazione dell’essenza “Albaluce” e dal brindisi per il decennale del riconoscimento della DOCG all’Erbaluce. Nel pomeriggio al parco Spurgazzi si esibiscono le scuole di danza locali.

Festa Uva Erbaluce Caluso 2020 1

Agricoltura

Domenica 13 settembre Giaveno tornerà ad essere la Città del Buon Pane, in occasione della diciassettesima edizione della manifestazione dedicata ai prodotti da forno, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Gruppo Panificatori Artigiani “Pane De.C.O.” e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
Da molti anni il pane artigianale locale venduto a Giaveno e nei paesi vicini è apprezzato dai turisti e da chi è solo di passaggio. L’idea vincente dei giavenesi è stata quella di far diventare il buon pane un simbolo del territorio, con il sostegno di un’amministrazione comunale che ha creduto sin dall’inizio nella manifestazione.
L’appuntamento di quest’anno sarà diverso, perché la pandemia da coronavirus e le misure anti Covid-19 hanno costretto gli organizzatori a modificareil programma, rinunciando alla sfilata e al taglio del grissino, alla trebbiatura in piazza e all’esposizione di trattori.
Piazza Mautino ospiterà l'Associazione Panificatori Artigiani De.C.O. con la sua brigata di panettieri, che proporranno in degustazione e in vendita pane, grissini, biscotti del pellegrino e altre bontà da forno dolci e salate. L’area di panificazione e di vendita potrà essere raggiunta con un percorso obbligato sotto le arcate. Le postazioni con soluzioni di distanziamento consentiranno di accedere al banco per gli acquisti.
A Giaveno quella dei prodotti da forno è una storia di famiglie e di generazioni che si sono svegliate presto e continuano a svegliarsi presto per fare pane e farlo con passione, seguendo la tradizione con forme grandi e “storiche”: micca, biove, mezzana, stirotto, tutte riconosciute con la Denominazione Comunale d’Origine. A Giaveno si producono anche pani piccoli e dai gusti nuovi o ritrovati, ai cereali, con segale e mais. Ma si sfornano anche i fragranti grissini Stirati torinesi e altre bontà che valorizzano le materie prime del territorio e la storia: ad esempio il pane e i biscotti del Pellegrino, pensati e realizzati per contribuire alla promozione turistica e culturale del territorio della Sacra di San Michele e della Via Francigena, che ha una deviazione su Valgioie e Giaveno.
Domenica 13 settembre in prossimità di piazza Mautino saranno presenti gli spazi espositivi di alcune realtà coinvolte nel programma “Dal Grano al Pane, tra Forni e Mulini”, anch’esso patrocinato dalla Città Metropolitana: il mulino della Bernardina con le sue farine, il Giardino Botanico Rea con le associazioni Principi Pellegrini, Divangazioni, Centro Arti e Tradizioni Popolari, il mulino Du Detu e l’Hobby del Miele con i prodotti dell’apicoltura.
In piazza Molines sarà allestita una piscina di fieno per bambini fino a 10 anni, a cura dell'associazione Fuori di Clown. L’accesso sarà possibile per cinque bambini alla volta.
I mulini della Bernardina in via Vittorio Emanuele II 260e Du Detu in via Beale 8 saranno aperti e visitabili dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30. Li si potrà raggiungere anche con il Pedibus guidato con partenza dall'ufficio turistico di Giaveno, su prenotazione, alle 10, alle 13,30 e alle 16.
In piazza Molines sarà allestito il mercatino dei prodotti del territorio agroalimentari, dell’artigianato e della creatività. Nell’ambito del concorso delle vetrine dedicato al tema della manifestazione, l'Associazione Panificatori premierà i tre allestimenti più originali con un cesto di prodotti locali. L'associazione Val Sangone Outdoor organizzerà due uscite in mountain bike: una alle 10 lungo il Sentiero delle Macine di Coazze per bikers allenati e una per giovani bikers e famiglie alle 15,45. La prenotazione della partecipazione è possibile entro l'11 settembre al negozio Dottor Gioco e Mr Bike di piazza Molines. Anche quest'anno l'immagine del manifesto e dei volantini della manifestazione è stata realizzata da un'artista locale, la giavenese Tiziana Pisano, che ha raffigurato le diverse fasi della lavorazione del pane locale in cinque scenette: la semina, la mietitura, il setaccio della farina dall’alto di una delle torri dell’antica cinta muraria, la cottura in un forno molto speciale come la bocca del “Mascherone”, il taglio del pane. In ciascuna scena un “omino” stilizzato al lavoro cattura l’attenzione di grandi e piccoli. L’artista ha impiegato matite colorate nei colori caldi del grano e del pane dorato e il tratto del pennarello per le sagome.
Per informazioni sulla manifestazione e per le prenotazioni ci si può rivolgere all’ufficio turistico comunale di piazza San Lorenzo 34, telefono 011-9374053, e-mail infoturismo@giaveno.it, sito Internetwww.comune.giaveno.to.it

VISITARE I MULINI STORICI DI GIAVENO, PER SCOPRIRE ECONOMIA E SOCIETÀ DEI SECOLI PASSATI

Il mulino della Bernardina risale al 1745 e ha rischiato di finire in disuso, ma la famiglia Ughetto e l’attuale mugnaio sono riusciti e tenerlo in funzione e in efficienza, affiancando alla molitura la coltivazione di antiche varietà di mais, grano e segale. Presso il mulino è allestita e visitabile fino al 30 settembre la mostra “Tempo di Mulini”, realizzata dal Museo Civico Etnografico del Pinerolese e dal Centro Arti e Tradizioni Popolari. L’allestimento, coordinato dalla presidente e dal direttore del MUSEP, Ezio Giaj e Alessandra Maritano, propone attraverso i testi e le immagini di Emanuela Genre e di Remo Caffarouno spaccato di storia e cultura sociale popolare dei secoli passati, in cui i mulini erano uno dei capisaldi dell’attività economica e sociale. Al centro della mostra i temi dell’acqua come forza motrice, la storia e l’evoluzione dei mulini ad acqua, che potevano essere privati, comunali, consortili o appartenenti a enti religiosi. Un focus è rivolto poi alle macine, cuore pulsante del mulino, ai macchinari ancora in attività nel terzo millennio e ai mulini-museo che attirano moltissimi visitatori.
Il mulino “Du Detu” di via Beale 8 appartiene alla famiglia di Giuseppe Colombatti e venne edificato nel 1218 per servire le esigenze alimentari della comunità dei monaci benedettini dell’Abbazia di San Michele della Chiusa. Venne successivamente acquistato e restaurato nel 1877 da Benedetto Giai Via, detto “Detu”. Possiede una grande ruota esterna a pale metalliche e all’interno ruote in pietra. È stato in attività fino alla Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

Giaveno Città del Buon Pane 13 09 2020 1

Agricoltura

Il Ramìe di Pomaretto è uno dei prodotti più tipici della vitivinicoltura "eroica" di montagna e, insieme ad altre vere e proprie perle enologiche, da venerdì 4 a domenica 6 settembre sarà protagonista a Perosa Argentina e a Pomaretto di "Vini all'insù", una rassegna dedicata alle migliori produzioni dell'arco alpino, patrocinata e sostenuta dalla Città Metropolitana di Torino. La manifestazione organizzata dall'Unione dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, dalle amministrazioni comunali e dalle Pro loco di Perosa e di Pomaretto, sarà l'occasione per fare il punto su alcuni dei risultati del progetto europeo ALCOTRA Strada dei vigneti alpini, di cui capofila la Città Metropolitana di Torino. Il progetto consentirà al Comune di Pomaretto di valorizzare un itinerario di turismo enologico, con uno spazio di accoglienza panoramico lungo il Sentiero del Ramìe. Sarà possibile ammirare i vigneti eroici di Pomaretto partecipando alle visite guidate in programma sabato 5 e domenica 6 settembre alle 15, alle 16 e alle 17.
Oltre a quelli delle vallate pinerolesi, saranno presenti produttori provenienti dalla Valle d'Aosta, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Veneto e dal Friuli. Tra gli obiettivi dell'evento vi è quello di facilitare la conoscenza dei vini di montagna attraverso il contatto e lo scambio di idee e progetti tra le varie realtà produttive dell'arco alpino italiano, mettendo in relazione i vari produttori operanti in realtà che hanno peculiarità ambientali simili, promuovendo le buone pratiche agricole e paesaggistiche portate avanti dai produttori.
Venerdì 4 settembre alle 10 nel complesso degli impianti sportivi di Pomaretto si farà il punto sui primi risultati concreti del progetto della Strada dei Vigneti Alpini e anche su quelli dell'ALCOTRA Interreg "Camminando nei vigneti: testimonianze e paesaggi". Il progetto della Strada dei Vigneti Alpini ha consentito di identificare e codificare quattordici itinerari: il Sentiero dei vigneti di Carema, i Viottoli tra pergole e vigneti a Settimo Vittone, la Traversata dei terrazzi e dei pilùn da Pont-Saint-Martin a Borgofranco d'Ivrea, il Canavese originario a Barone, il Cammino del Gesiùn a Piverone, le Campagne della nobiltà tra San Giorgio Canavese, Agliè e Cuceglio, le Vigne delle Masche tra Levone, Rivara e Forno Canavese, i Poggi dell'Erbaluce a Caluso, il Romanico con vista tra Bollengo, Burolo e Chiaverano, la Via della Serra da Pont-Saint-Martin a Piverone, le Rive verdicanti a Bricherasio e Luserna San Giovanni, il Sentiero del Ramìe a Pomaretto, le Alture delle viti e dei mandorli a Giaglione, l'Erta della Ramats a Chiomonte. I dettagli degli itinerari possono essere consultati nel portale Internet della Città Metropolitana alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/agri-mont/itinerari-del-gusto/strada-vigneti-alpini
La mostra mercato dei vini di montagna accompagnata dai banchi di assaggio sarà visitabile sabato 5 e domenica 6 settembre dalle 10,30 alle 19,30 nella splendida Villa Willy di Perosa Argentina. Sabato 5 alle 16 è in programma una degustazione di alcuni dei vini presenti alla rassegna, guidata dal delegato torinese dell'Associazione Italiana Sommellier, Mauro Carosso. Per prenotare le degustazione occorre chiamare il numero telefonico 338-7308204.
La serata di sabato 5 sarà animata da concerto del QuBa Libre Quartet, che, alle 21,15 nel complesso degli impianti sportivi di Pomaretto, proporrà un viaggio nella musica e nei canti dell'Occitania. Partendo dalle vallate occitane piemontesi, Simonetta Baudino (alla ghironda e all'organetto diatonico), Giuseppe Quattromini (chitarra e fisarmonica), Daniele Mauro (chitarra) e la cantante Erica Molineris proporranno un itinerario che toccherà il Sud della Francia, i Pirenei e la costa atlantica francese.
Agli spettatori è richiesto l'utilizzo della mascherina e sarà misurata a tutti i presenti la temperatura corporea. L'ingresso nell'area del concerto sarà possibile a partire dalle 20,30 ed occorrerà prenotare chiamando i numeri telefonici 348-7293196 e 349-4124057, oppure scrivendo a mondofolk@gmail.com. Domenica 6 settembre alle 11 l'Accademia Italiana della Cucina proporrà l'evento "La cucina della tradizione montana", di cui saranno protagonisti lo chef Walter Eynard e Alberto Negro, coordinatore dell'Accademia per il Piemonte Ovest. Per prenotare la partecipazione occorre chiamare il numero 338-7308204.

UNA VITIVINICOLTURA CHE È TRADIZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Nonostante la crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni, quella della riscoperta e valorizzazione del Ramìe nelle valli Chisone e Germanasca è la storia di una piccola iniziativa economica di successo. Le vigne da cui proviene l'uva vinificata nel Ramìe sono state impiantate con grande fatica nei secoli scorsi a una quota tra i 600 e i 900 metri, lungo pendii estremamente ripidi, contraddistinti da terrazzamenti a secco. All'imbocco della Val Germanasca è impossibile non notare le vigne che incombono sulla strada di fondovalle, quasi "strappate" alla montagna, sul versante pietroso esposto a meridione. La tradizione vinicola locale risale all'epoca medievale e, anche se con grande fatica, ha resistito alla diffusione della fillossera alla fine del XIX secolo, per poi rinascere nel secondo dopoguerra raggiungendo discreti livelli qualitativi. Tanto che Luigi Veronelli scrisse a proposito di quello che però chiamò erroneamente "Ramiè", che aveva un "colore rosso rubino e delicato profumo. Sapore giustamente asciutto, fine, gustoso". Il recupero dei terrazzamenti abbandonati e il superamento della produzione per il semplice autoconsumo sono però recenti, anche se la denominazione Doc nell'ambito della famiglia "Pinerolese" risale al 1996. I "profeti" della ricoperta del Ramìe sono stati Daniele Coutandin e l'agriturismo La Chabranda, che furono i primi promotori, insieme all'assessorato provinciale all'agricoltura e montagna dell'allora Provincia di Torino, che finanziò nel 2003 la costruzione di una monorotaia per facilitare il lavoro e la vendemmia, riprendendo il modello già applicato con successo nelle Cinque Terre. Dal 2009 il Comune di Pomaretto ha promosso la costituzione di un consorzio tra i piccoli contadini che ancora coltivavano le terrazze. Il nome ufficiale della Doc è "Pinerolese Ramìe", per un prodotto che scaturisce prevalentemente dalla fermentazione delle uve di un vitigno particolare e di estrazione montana come l'Avarengo. A queste uve possono essere aggiunte minori quantità di Neretto di Bairo e Avanà. La vinificazione è stata condotta per tre anni in maniera sperimentale a Chieri, presso l'Istituto Bonafous della Facoltà di agraria dell'Università di Torino. Successivamente il consorzio ha trasferito il processo di trasformazione delle uve in vino all'Istituto Malva Arnaldi di Bibiana. La collaborazione con l'Università ha consentito al consorzio di migliorare la qualità del vino e di aumentare progressivamente la produzione da 1000 a 4000 bottiglie. Il consorzio si occupa della gestione collettiva della vendita del vino e dell'accesso a finanziamenti per la manutenzione dei muri a secco e delle vigne. Oggi il Ramìe è proposto nei bar, nelle osterie e nei ristoranti delle valli Chisone e Germanasca e offre ai turisti un'esperienza aggiuntiva di conoscenza delle eccellenze del territorio. Il GAL è riuscito a ottenere finanziamenti europei per la manutenzione dei versanti su cui crescono le viti. Per i giovani di Pomaretto, forse, vivere esclusivamente di vitivinicoltura non sarà mai possibile, ma il Ramìe può costituire un'interessante integrazione al reddito e l'occasione per realizzare una manutenzione del territorio che fa bene sia all'ambiente che all'economia locale.Vini allinsù 2020

Agricoltura

Dopo il Consiglio metropolitano, anche il Consiglio Regionale ha approvato una mozione per l'istituzione del Distretto del Cibo dell'area omogenea Chierese-Carmagnolese, la cui funzione sarà quella di valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari e il paesaggio dei 22 Comuni di una delle 11 Zone omogenee in cui è suddiviso il territorio metropolitano. Peperone e Salame di Giora di Carmagnola, Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino, Asparago di Santena, Ciliegie di Pecetto, Cipolla Piatlina bionda di Andezeno, Freisa di Chieri: sono solo alcune delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole della Zona omogenea 11 che potranno essere valorizzate dal Distretto.
Come ricordano il Vicesindaco metropolitano e il Consigliere delegato allo sviluppo economico, nel novembre scorso il Consiglio metropolitano aveva approvato all'unanimità una mozione in cui si sollecitava la Regione Piemonte ad emanare il Regolamento che, in attuazione della Legge regionale 1 del 2019, consentirà di istituire il nuovo Distretto del Cibo. Il Consiglio Regionale si è quindi associato alla proposta, dando più forza al progetto.
I Distretti del Cibo sono intesi dal legislatore regionale come uno strumento per coniugare le attività economiche con la cultura, la storia, la tradizione e l'offerta turistica locale.
La mozione approvata dal Consiglio metropolitano faceva riferimento in particolare alla possibilità per tale territorio di accedere alle risorse del Piano di Sviluppo Rurale regionale 2021-2027 per sostenere l'avvio del Distretto.
Il Vicesindaco metropolitano sottolinea che l'emanazione del Regolamento, quando avverrà, sarà una vittoria dell'intero Consiglio ed è un passo fondamentale per la funzione della Città metropolitana, a sostegno di un progetto che deriva da un'attività politica trasversale.

Agricoltura

Da venerdì 24 a domenica 26 gennaio torna a Settimo Rottaro la Sagra del Salam 'd Patata, che richiama la memoria di quella “cultura del maiale” che sapeva trasformare in una festa il periodo di tempo che andava dalla macellazione dell’animale alla cena di chiusura: un avvenimento vero e proprio, atteso con trepidazione che sapeva coinvolgere un gran numero di persone. “Del maiale non si butta via niente” ripetevano i nonni e questa affermazione pare anticipare il concetto di consumo responsabile al quale oggi molti si ispirano. Di norma si allevava un maiale per famiglia nutrendolo con gli scarti dell’orto e del cibo quotidiano. Ed è da questo evento annuale, quasi rituale, che prendono spunto gli organizzatori della Sagra, per mettere in evidenza, in maniera piacevole, alcuni aspetti della vita rurale, caduti in disuso nel periodo della corsa alle fabbriche e del consumismo più esasperato.
La Sagra, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, cerca di aiutare a riscoprire sapori genuini prendendo come spunto un prodotto tipico canavesano: il Salame di patata, che nasce da ingredienti assolutamente naturali e “poveri” come alcune parti del maiale e le patate bollite, da cui si ricava un insaccato dal gusto leggero, particolare e tipicamente piemontese, che ben si abbina ad un buon bicchiere di vino rosso.

IL PROGRAMMA DELLA SAGRA

- venerdì 24 gennaio: evento “La Stra dal Purcat”, una camminata di 6,5 Km tra i sentieri e le strade di Settimo Rottaro, con il ritrovo dei partecipanti al Palasagra alle 19,15. A seguire il ristoro del viandante, su prenotazione aperto a tutti, con i piatti della tradizione e l’intrattenimento musicale con Claudio Abada
- sabato 25 gennaio alle 17 nel salone pluriuso Adriano Olivetti tavola rotonda “Il Canavese un territorio da riscoprire: le masere - i muretti a secco tipici delle nostre campagne - raccontano e custodiscono la storia che è stata”. Aperitivo a Km 0 alle 20 e “Sen-a dal Purcat” con il menù della tradizione con piatti a base di carne di maiale
- Domenica 26 gennaio dalle 9 e per tutto il giorno evento “Del maiale non si butta via niente”, filiera figurata della lavorazione del maiale. Le osterie della tradizione propongono i menù degustazione nei cantoni Castello, Crearo, Maioletto e Villa. Mostra mercato di prodotti tipici agroalimentari, musica itinerante con J’amis d’Albian e Ciaparat, “Peisa dal Purcat”, gara di stima del peso di un roseo porcellino, gioco “Ciapa ‘l Salam”, Cantine Aperte con degustazione guidata dei vini dei produttori rottaresi. Visite guidate “Angoli nascosti” con ritrovo alle 10,45 e alle 14,30 in piazza della Chiesa, in collaborazione con Slowland Piemonte Lago di Viverone e dintorni. Il percorso si completa con la degustazione guidata alla Cantina Luca Gili delle migliori etichette dei produttori rottaresi: Garage dell'Uva, La Masera e Cantina Luca Gili. A partire dalle 12 al Palasagra
“Disna’ d’la Duminica” con con menù a degustazione senza prenotazione. Per i più picoli il “Circowow” dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 16 nel salone dell’ex ristorante Busca, con una serie di laboratori creativi.


Agricoltura

San Nicola, si sa, porta i regali - almeno nella tradizione nord europea e alpina - e anche quest’anno fa tappa a Caluso, per la tradizionale fiera a lui dedicata. Come sempre saranno molti gli espositori di artigianato e prodotti della terra che lunedì 2 dicembre affolleranno il centro di Caluso.
La Città Metropolitana di Torino ha concesso anche quest’anno il suo patrocinio per l’importanza che la Fiera di San Nicola riveste per il Canavese, unendo in una giornata di festa e di affari i produttori, i cittadini e leeccellenze gastronomiche. Per l’occasione l’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torinosarà aperta dalle 14, offrendo la possibilità di degustare le eccellenze vinicole del Canavese. Per informazioni www.enotecaregionaletorino.wine/lenoteca/contatti/
Non mancheranno le occasioni di svago, come la pista di pattinaggio su ghiaccio aperta sino al 7 gennaio in piazza Ubertini, con lezioni di gruppo gratuite. In via Baima saranno esposte le macchine agricole e si terrà una mostra zootecnica.
La giornata prevede numerose variazioni alla circolazione, indicate nel volantino allegato.

Agricoltura

Domenica 24 novembre tornerà a Foglizzo la tradizionale Fiera di Santa Caterina, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e abbinata alla Festa del Ringraziamento promossa dalla Coldiretti.
Durante l’intera giornata nelle piazze del paese sono in programma l'esposizione e la vendita di prodotti gastronomici e macchine agricole e il mercatino degli hobbisti. È prevista l'apertura straordinaria del castello dei Biandrate di Foglizzo, con partenza delle visite dal cortile interno alle 15, alle 16 e alle 17. Il museo “Dalla saggina alla scopa” sarà visitabile dalle 11 alle 12,30 e dalle 14 alle 16, con dimostrazioni pratiche della produzione artigianale della scopa in saggina di Foglizzo.
La Fiera di Santa Caterina si tiene ogni anno nella quarta domenica di novembre ed è una tradizione ultrasecolare. Con il passare del tempo i prodotti agricoli, il bestiame e le attrezzature agricole sono stati affiancati da articoli di tutti i generi, ma la tradizione è più che mai viva.
Come è viva la tradizione della bagna caôda che la Pro Loco di Foglizzo proporrà quest’anno sabato 30 novembre alle 19,30 e domenica 1° dicembre alle 12,30 nel salone del castello. Il ricco menù propone l’antipasto, la bagna caôda, la minestrina in brodo, la testina e il gran bollito misto, frutta, dolce e caffè al prezzo popolare di 23 euro, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 28 novembre alla cartoleria Rinamaria, telefono 011-9883417, oppure alla tabaccheria-edicola Tavano, telefono 011-9883054. Per saperne di più si può visitare il sito Internet www.prolocofoglizzo.it o scrivere a info@prolocofoglizzo.it

Agricoltura

Da mercoledì 20 a domenica 24 novembre a Montalto Dora è in programma la ventiquattresima edizione della Sagra del Cavolo Verza, tradizionale manifestazione enogastronomica e fieristica, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e dedicata a chi vuol conoscere l'autenticità della cultura contadina canavesana. Il Cavolo Verza di Montalto Dora fa parte da molti anni del Paniere dei prodotti tipici istituito dall’allora Provincia di Torino nel 2001 ed è alla base di molte ricette che si possono gustare durante la sagra: la Supa ‘d pan e còj, la Bagna caôda, il Capônèt. La Sagra è una vetrina che valorizza le eccellenze del territorio: passato e presente, gastronomia, cultura e folklore locale si alternano in ricchi appuntamenti, regalando a migliaia di visitatori emozioni, atmosfere d'antan, sapori autentici della tradizione contadina e spaccati di vita rurale. Domenica 24 il paese si animerà con centinaia espositori commerciali, musica, folklore e delizie gastronomiche.
I camperisti avranno a disposizione un’area parcheggio gratuita, non attrezzata e su erba, in via Ferruccio Martinis. Durante la Sagra sarà attivo il punto di informazione turistica nella Lea degli Alpini in via Marconi. L’Ufficio Turismo del Comune di Montalto Dora è in piazza IV Novembre 3. Il portale Internet dell’amministrazione comunale è www.comune.montalto-dora.to.it. Per  ulteriori informazioni si può scrivere a omnia@comune.montalto-dora.to.ito telefonare in orari d’ufficio al numero 0125-652771. Il numero Infosagra è il 349-0074456, attivo dal 16 novembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.

PER APPROFONDIRE: COSA VEDERE E COSA FARE DURANTE LA SAGRA

Il programma ufficiale della Sagra si aprirà mercoledì 20 novembre nell’anfiteatro comunale “Angelo Burbatti”: alle 20,30 è in programma la tradizionale cena “A tavola con le eccellenze del territorio” a cura dell’associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana. La prenotazione è obbligatoria, telefonando al numero 0125-652771 entro le 13 di lunedì 18 novembre. Giovedì 21 e venerdì 22 sempre nell’anfiteatro Burbatti sono in programma le serate della bagna caôda con inizio alle 20, in collaborazione con l’associazione sportiva Castlerun. La prenotazione è obbligatoria telefonando al numero 347-4150203.
Sabato 23 dalle 8 alle 13 nell’area mercatale di fronte all’anfiteatro Burbatti, si terrà il mercato dei produttori biologici, dei prodotti tipici e dell’artigianato. Intorno al torchio alle 11 inizierà l’esposizione concorso delle migliori produzioni locali di Cavolo Verza, mentre alle 21 tornerà la corsa podistica di 5 chilometri degli “Inseparabili”, organizzata dall’associazione Castlerun. Le coppie saranno legate fra loro e si sfideranno su di un percorso cittadino. Musica, luci e folclore animeranno la serata, che si concluderà con il ballo in piazza attorno ad un grande falò.

Domenica 24 novembre la “La Grande Fiera” animerà il centro storico a partire dalle 7,45 con tre tipologie di mercato e centinaia di espositori. “Il Mercatino sotto il Castello” proporrà l’antiquariato minore, le Vie del Gusto presenteranno le specialità enogastronomiche piemontesi e valdostane, mentre il mercatino dell’artigianato sarà dedicato all’ingegno e alla manualità degli artigiani piemontesi e valdostani. Musica e folklore animeranno il paese a partire dalle 10 con la Grande Fanfara della Bagna Cauda” e i “Tacabanda”, quintet bandistici per il blues del Canavese.

I RISTORANTI DELLA SAGRA E LA VENDITA DIRETTA DEL CAVOLO VERZA

Nel week end della Sagra si potranno gustare piatti tipici della tradizione contadina, a base di cavolo verza e non solo. Nel Ristorante dei Coltivatori nel Palasagra (aperto sabato a pranzo e cena e domenica a pranzo), l’associazione Produttori Cavolo Verza cucinerà gli agnolotti al cavolo, i capônet e altri piatti della tradizione piemontese. Il sabato sera e domenica ci sarà anche il suett al coj, una polenta concia con cavolo. Il Ristoro della Pallavolo nell’anfiteatro Burbatti proporrà le sue specialità a base di cavolo verza e altre gustose novità. Il Ristoro dell’Oratorio offrirà le specialità tradizionali piemontesi.
All’insegna dello slogan “Dal campo alla tavola”, dalle 9 alle 17 di domenica 24 nel parco dell’ex monastero benedettino di San Michele i produttori agricoli dell’associazione per la promozione e la valorizzazione del Cavolo Verza di Montalto Dora venderanno gli ortaggi messi a dimora nel luglio scorso in un terreno particolarmente fertile e in una coltivazione speciale di mille piantine. Sarà possibile acquistare i cavoli scegliendoli direttamente dal campo.

CULTURA ED ESCURSIONI NATURALISTICHE INTORNO AL LAGO PISTONO E TRA VIGNE E COLLINE


Il programma della Sagra prevede anche una serie di appuntamenti culturali e naturalistici.
Sabato 23 novembre il Parco Archeologico del Lago Pistono organizzerà il laboratorio ludico-didattico “Nodi e intrecci tra preistoria e storia”, dedicato a tutti i giovani esploratori dentro e intorno alla capanna preistorica sulle rive del Lago Pistono. La partecipazione al laboratorio costa 5 euro (per fratelli o sorelle), con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti disponibili entro venerdì 22 novembre alle 13,30, scrivendo a info@lemusestudio.it o telefonando al 392-1515228.
Domenica 24 l’iniziativa “Un tuffo nella Preistoria” proporrà visite guidate con un archeologo, alle 10 e alle 14, per tornare indietro di 6500 anni e scoprire come viveva l'uomo durante l'era neolitica. Il Parco Archeologico, immerso in un bosco planiziale e caratterizzato dalle famose terre ballerine, propone ricostruzioni a scala reale delle strutture neolitiche, con la possibilità di conoscere e maneggiare gli antichi utensili e vedere i reperti scoperti durante gli scavi archeologici custoditi nello spazio espositivo per l’archeologia. Le visite e le passeggiate guidate da un archeologo partiranno dal palazzo municipale. La prenotazione è obbligatoria sino ad esaurimento dei posti disponibili entro sabato 23 novembre alle 13.30, scrivendo a info@lemusestudio.it oppure telefonando al 393-1515228
Sabato 23 e domenica 24 sono in programma escursioni naturalistiche guidate tra le colline, i vigneti e i laghi di Montalto Dora, organizzate dall’Associazione Informatori Turistici Volontari. Sabato 23 alle 14 ci sarà l’escursione “Alla ricerca del Lago Coniglio e terre ballerine” adatta per famiglie con bambini, della durata di tre ore.
È invece più adatta agli adulti “L’antica via del Castello”, una passeggiata di due ore e mezza con salite di lieve difficoltà. Domenica 23 alle 9 si potrà percorrere l’Anello del Montesino, con la salita ai “3 bui”. L’escursione dura tre ore ed è adatta a persone esperte e allenate. Alle 10 inizierà invece l’escursione “Strada delle vigne e Lago Pistono”, della durata di due ore, adatta per famiglie con bambini. Alle 14 è in programma l’itinerario “Lago Nero tra miti e leggende e salita al Monte del Maggio” della durata di tre ore con salite di lieve difficoltà. Per tutte le escursioni si raccomandano scarpe da trekking. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero
349-0074456.

A Montalto si terrà anche il 21° Raduno nazionale camperistico del “Còj Ariss” in un’area appositamente dedicata adiacente la chiesa parrocchiale. Per informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 347-2901608 e 348-2714103.

CAVALLI SOTTO AL CASTELLO”

Nel week end della Sagra si valorizzerà la tradizione della cultura del cavallo. Sabato 23 alle 14 nella nuova arena fieristica “Ugo Munari” sono in programma spettacoli equestri a cura dei circoli ippici del Canavese. A seguire il battesimo della sella per tutti i bambini partecipanti. Domenica 24 alle 10 e alle 14 si correrà il Palio dei Comuni, con in lizza 16 paesi canavesani abbinati con la formula del sorteggio (modello Palio di Siena), impegnati in una gara di attacchi con due manche a tempo, su carrozze sportive trascinate da pariglie di cavalli.

Agricoltura

La Sagra della Zucca di Santena è giunta alla quinta edizione ed è in programma da venerdì 15 a domenica 17 novembre. L'evento patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino valorizza anche nei mesi autunnali un territorio che in primavera fa invece notizia per la Sagra dell’Asparago, a dimostrazione che in ogni periodo dell’anno Santena sa offrire prodotti genuini ai consumatori attenti alle tradizioni e a quegli alimenti a torto giudicati poveri, che un tempo erano alla base della dieta quotidiana e che hanno un valore nutritivo e dietetico importante. Valorizzate da cuochi esperti, le zucche arrivano sulle tavole del Palazucca, una tensostruttura allestita nella piazza principale di Santena, a cui fanno da contorno le bancarelle dei coltivatori, degli artigiani e degli hobbisti, i Castagnari di Villarfocchiardo, le serate dedicate al ballo liscio e quelle dedicate alla musica delle discoband.
Il Palazucca aprirà i battenti venerdì 15 novembre alle 19,30 per la cena inaugurale, seguita dalla serata danzante con l’orchestra di liscio “I Roeri”. Sabato 16 il Palazucca aprirà alle 12,30 per il pranzo e alle 19,30 per la cena, mentre nel pomeriggio sono in programma un’esposizione di quadri, intrattenimenti per bambini e dimostrazioni degli antichi mestieri. Lo spettacolo musicale sarà proposto alle 22 dalle party-band Non Plus Ultra. Domenica 17 sin dalle prime ore del mattino saranno allestiti il mercatino artigianale e dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici, gli stand delle associazioni santenesi, dei castagnari di Villarfocchiardo e degli scultori della Val di Susa. L’associazione ArteS proporrà una mostra e saranno possibili le visite guidate nei luoghi cavouriani, a cura dell’associazione Amici di Cavour. Alle 11 si terrà la presentazione del romanzo “Gradiente Viola” di Flavio Vasile, mentre alle 12 sarà tagliato il nastro inaugurale della Sagra, alla presenza delle autorità santenesi e delle rappresentanze dei paesi vicini. Dopo il pranzo al Palazucca, nel pomeriggio si terranno dimostrazioni di tango e di pizzica e attività per l’intrattenimento di grandi e piccini. La cena e la serata danzante con l’orchestra di liscio di Sonia de Castelli concluderanno il programma della manifestazione.

Agricoltura

La Città metropolitana di Torino è dotata del piano quinquennale - approvato all'inizio del 2019 in attuazione della normativa regionale ed approvato da ISPRA -  finalizzato innanzitutto alla prevenzione dei danni in agricoltura causati dai cinghiali. Del resto da oltre vent’anni la Provincia di Torino prima e la Città Metropolitana ora adottano ed attuano piani e programmi di contenimento della popolazione di cinghiali, per attenuare l’impatto che gli ungulati hanno sulle colture agricole e sulla sicurezza della circolazione stradale". Lo ribadisce la consigliera metropolitana delegata ad ambiente e tutela fauna e flora Barbara Azzarà a margine dell'incontro convocato ieri in Prefettura a Torino con tutte le province, i prefetti del Piemonte e le forze dell'ordine.

Condivisa la necessità di non potersi più limitare a riconoscere i danni subìti dagli agricoltori, perché ne va di mezzo l'ambiente, oltre che la sicurezza delle collettività e le attività agricole imprenditoriali, è ora indispensabile una concerta assunzione di responsabilità.
La Città Metropolitana ha formato gratuitamente nei mesi scorsi 338 operatori volontari, di cui 238 abilitati al controllo del cinghiale, che devono necessariamente essere coordinati da personale pubblico come prevede al legge. Sono 177 i volontari abilitati al tiro notturno, che richiede particolari cautele: le persone effettivamente autorizzate alle attività di contenimento del cinghiale sono attualmente 228, di cui 146 nuovi addetti, 82 selecontrollori, 4 autorizzati alla gestione di gabbie e 6 autorizzati all’autodifesa. Nelle 220 operazioni di contenimento portate a termine sino a fine ottobre sono stati abbattuti 207 capi.
"Come Città metropolitana - sottolinea Azzarà - rinnoviamo con forza la richiesta alla Regione Piemonte di investire subito nelle assunzioni di agenti che poi destineremo alle indispensabili attività di coordinamento delle azioni concordate: come hanno ricordato anche le forze dell'ordine durante la riunione in prefettura, le carenze di organico delle Province in questo delicato settore aprono un fronte grave: non vogliamo che si vada incontro ai danni sull'uomo che possono derivare da battute di  caccia non controllate".
La Città metropolitana ribadisce l’esigenza di poter disporre con urgenza di un numero adeguato di agenti faunistico-ambientali ai quali affidare le azioni previste per legge. Al momento è stato istituito un nucleo di tre operatori dedicati a questo compito, su di un totale di tredici in servizio, dotati della strumentazione adatta per poter operare con tiri estremamente selettivi. Gli agenti possono operare anche in orario notturno, per arrecare il minor disturbo possibile alla restante fauna e massimizzare l’efficacia delle operazioni.
"È importante sottolineare - aggiunge Azzarà - che i nostri 13 agenti sul territorio dovrebbero in teoria effettuare il lavoro svolto dai 36 in servizio in occasione dell’entrata in vigore della riforma delle Province e dell’approvazione della Legge regionale 23 del 2015, grazie alla quale le competenze in ambito faunistico sono passate alla Regione Piemonte. 

Se dalla Regione Piemonte non dovessero arrivare soluzioni urgenti in materia di personale dedicato, la Città metropolitana non esclude di avviare un confronto in Consiglio metropolitano per verificare se sia percorribile la strada della restituzione alla Regione stessa delle deleghe in questo settore: "non vorremmo arrivare a questo gesto - conclude Azzarà -  ma solo essere messi nelle condizioni di poter operare"

Agricoltura

All’insegna del motto “Tradizione, sviluppo e sostenibilità” a Chieri la Fiera di San Martino celebrerà la quarantunesima edizione da venerdì 8 a martedì 12 novembre. Il clou dell'evento patrocinato dalla Città Metropolitana di Torinosi concentrerà tra sabato 9 e domenica 10 novembre nelle piazze Cavour e Umberto I e in piazzale Monti.
Venerdì 8 l’evento “Gusto in piazza Cavour” proporrà dalle 18 alle 23 i prodotti d’eccellenza e i piatti tipici regionali provenienti da tutta Italia, in collaborazione con l’Accademia dei Sapori e con l’associazione “La Compagnia dei Sapori”. Si replica sabato 9 dalle 10 alle 23 e domenica 10 dalle 10 alle 21.
Sabato 9 e domenica 10 dalle 10 alle 20 l’iniziativa “Trattori in città” proporrà in via Vittorio Emanuele II un’esposizione storica, a cura dell’associazione Trattori & Trattoristi Amici dei Mezzi d’Epoca. Sempre in via Vittorio nel fine settimana saranno allestiti la mostra mercato delle eccellenze piemontesi e italiane, il mercatino delle associazioni di categoria e il Mercato in Cascina, con le migliori produzioni enogastronomiche in degustazione e vendita. Altre esposizioni e spazi promozionali saranno a cura de “La Collinella Aquaponics Farm”, dell’Istituto Vittone di Chieri, dell’ENGIM, del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino, del CIOFS-FP Piemonte, della Croce Rossa e dell’associazione “Il Melograno”. Sempre in via Vittorio saranno allestiti l’info point e lo stand istituzionale del Comune di Chieri e delle città gemelle Tolve, Adria, Epinal e Nanoro. In piazza Umberto I ci sarà Con dolcezza”, una mostra mercato di pasticceria, cioccolato, vini da dessert, caffè e liquori, ma anche La Piazzetta dei Bambini“, con antichi giochi e una giostrina d’epoca, a cura della compagnia Microcirco Aquarone Ferraris. In piazza Cavour sarà allestita l’area istituzionale dedicata ai Comuni del Chierese e, a partire dalle 10,45 di sabato 9 nell’area workshop si terrà il convegno “Agricoltura sostenibile e ambiente: il futuro è già tra noi. Cibo e cultura possono promuovere l’identità e l’economia di un territorio?”. Il CIOFS offrirà l’aperitivo alle 12 di sabato e presenterà i corsi professionali per la stagione 2019-2020. Piazza Cavour ospiterà anche, alle 17 di sabato 9, l’inaugurazione ufficiale della fiera, preceduta alle 15,30 da una presentazione della città gemellata di Adria e seguita alle 17,45 dallo showcooking dello chef Diego Bongiovanni, con i prodotti di eccellenza dei Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nell’area dei laboratori di panificazione in piazza Umberto I la Pro Chieri proporrà dalle 15 alle 18 il Truccabimbi e dalle 16 il laboratorio per i bambini dedicato alla focaccia dolce chierese. Alle 17 e alle 19 sia di sabato 9 che di domenica 10 nell’Opificio Reale della Casa degli ex Combattenti, in via San Giorgio 19, sono in programma le degustazioni di vermouth di Torino e di piccole prelibatezze dolci e salate, condotte dal maestro aromatiere Alfredo, a cura della vermutheria “Il Reale” in collaborazione con la pasticceria Dolci&Dolci. Alle 11 di sabato 9 sarà inoltre possibile partecipare alla visita guidata al vigneto e alla cantina sperimentale dell'Università degli Studi di Torino Dipartimento DISAFA in strada Pecetto 34. Per informazioni e prenotazioni si può scrivere a cantina.sperimentale@unito.it o chiamare il numero telefonico 366-6331956.
Domenica 10 e martedì 12 novembre dalle 7 alle 19 il Mercatone della Fiera occuperà le vie Vittorio Emanuele II, Palazzo di Città e delle Orfane e piazza Dante. La Fiera agricola e zootecnica e la fattoria didattica saranno invece visitabili da domenica 10 a martedì 12 dalle 9,30 alle 18,30 in piazzale Monti, a cura di Pro Chieri, Comitato Agricoltori Chieresi e Associazione Regionale Allevatori Piemonte. Lunedì 11 alle 20,30 nella Sala della Conceria dell’omonima via si terrà il convegno “Carne e buoi dei paesi tuoi”. Giornalisti, amministratori localie funzionari dell’Asl TO5. Si confronteranno sul valore nutrizionale della carne bovina e sulla sostenibilità ambientale degli allevamenti.
E, a proposito di ambiente, le auto ibride saranno esposte in piazza Dante, dove sarà anche disponibile una postazione mobile della Ciclofficina per il checkup delle bici o semplici interventi di manutenzione, a cura dell’associazione FIAB-Muoviti Chieri. “Svuota-frigo. Impariamo a non sprecare: la spesa consapevole e le ricette con gli avanzi” è il titolo dello showcooking con degustazione in compagnia dello chef Luca Zara e con Salvatore Collarino: l’appuntamento è alle 11,30 di domenica 10 in piazza Cavour, a cura del Banco Alimentare del Piemonte. Interessante alle 10,30 il laboratorio “Innovazione e Tradizione: l'incontro tra le culture del cibo e dei distillati” nell’area workshop di piazza Cavour, con la presentazione e degustazione di due innovativi distillati di ispirazione orientale ottenuti dal riso e dalla canapa, in abbinamento ad un sushi di carne piemontese. I laboratori per i bambini “Che Pizza!” si terranno in piazza Umberto I alle 10,30 e alle 12,30, mentre quelli dedicati ai grissini saranno alle 15,30 e alle 18.
Alle 15 della domenica saranno di scenaI dolci Maestri di Chieri”, in contemporanea con la caccia al tesoro “A spasso per Chieri alla ricerca di Don Bosco”, con partenza dallo stand istituzionale del Comune e degustazione finale di prodotti del territorio. Per informazioni e prenotazioni si può contattare l’ufficio turistico di via Palazzo di Città 10, scrivendo a chieri@coopitur.com o chiamando il numero 011-9428440. “Fiabe alla frutta per tutti i gusti” è il titolo di una serie di brevi spettacoli che, a partire dalle 16 della domenica, propaganderanno una sana alimentazione dei più piccoli in piazza Cavour. Lo showcooking delle 17,30 sarà intitolato “...Ed è subito Natale! L'abete di cioccolato”, a cura di Francesca Maggio, direttrice della scuola di pasticceria Icook Academy. Alle 19  Faber Theater metterà in scena “Storie a perdicollo. Racconti, favole e canzoni”, con Lodovico Borghignon e Sebastiano Amadio, per la regia di Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone.

Il programma della Fiera è consultabile sul portale Internet www.comune.chieri.to.it. Anteprime e aggiornamenti sulla pagina Facebook Fiera San Martino Chieri.

Agricoltura

Sono ben 763 anni che a Luserna San Giovanni si organizza la Fiera dei Santi. Correva infatti l’anno del Signore 1256 quando i signori locali e quelli del Delfinato sottoscrissero un trattato per lo scambio di merci come latte e formaggi, lana, canapa e lino. In altri trattati, datati 1320 e 1463, si parla di prodotti di pregio particolare che era possibile trovare in Val Pellice: pergamena, mandorle, vino, ferro, sale e limoni.
Ad inizio novembre, scese le mandrie dagli alpeggi e iniziate le scorte per l’inverno, mercanti e visitatori godevano di un salvacondotto, per agevolare gli affari e impedire arresti e persecuzioni. Fonti storiche affermano che a partire dal XVI secolo, la Fiera di Luserna coincise con la festività di Ognissanti o con la giornata dei defunti: una supplica risalente al 1562, inviata dalla comunità locale al duca di Savoia, chiese e ottenne la conferma della Fiera “il giorno della festa de tutti i Santi et per li giorni seguenti”.
La Fiera regionale in programma venerdì 1 e sabato 2 novembre a Luserna, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, rinnova l’appuntamento in zona Bersaglio, nei prati in riva al Pellice, dove si fanno affari, si scambiano opinioni sui lavori nei campi, si serve la clientela abituale e se ne conquista di nuova, occupando ben 270 spazi espositivi. L’associazione allevatori ha preparato un programma di eventi che propongono una vetrina della realtà zootecnica locale, tra cui la sfilata delle mandrie di sabato 2 novembre dal cimitero dei Malanot al Bersaglio. Con le mandrie sfileranno alcuni allevatori in costume storico, accompagnati da tre suonatori, distribuendo i dolcetti della Caffarel al pubblico. La fattoria didattica consentirà anche ai bambini di città di vedere da vicino gli animali delle fattorie: polli e galline, oche, pony e caprette, cuccioli e mamme compresi.
Gli studenti dell’Istituto Prever di Osasco daranno il loro contributo, rispondendo alle domande dei più curiosi. La fattoria aprirà venerdì 1 novembre alle 10 e sarà aperta e disponibile durante l’intera manifestazione, così come il battesimo della sella, curato dal Crocera Horse di Barge. Tutta da vedere la gara di mungitura aperta al pubblico, oltre che naturalmente agli allevatori. La degustazione dei prodotti tipici locali sarà arricchita dai tagli di carne proposto dai macellai locali.

Tra gli eventi collaterali organizzati dalla Pro Loco e dal Comune figurano serate danzanti e proposte enogastronomiche, la festa di Halloween per i bambini giovedì 31 ottobre alle 19,30 e il pranzo con il Gran bollito misto domenica 3 novembre.
Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito. Per pranzi e cene la prenotazione è obbligatoria presso la macelleria Caporgno, telefono 339-387.8551. Per informazioni sugli spettacoli si può chiamare il 329-3076468.





Agricoltura

Il 4 agosto del 1980, cinque amici della Proloco di Cavour, Nanni Vignolo, Silvio Brarda Giancarlo Cangialosi, Rino Fornasa e Giulio Brarda, concepirono l’idea di Tuttomele, manifestazione, che festeggia quest’anno la quarantesima edizione ed è diventata centrale nel panorama delle rassegne dedicate alle eccellenze agroalimentari.
Tuttomele, come sempre patrocinata e sostenuta dalla Città Metropolitana di Torino, è innanzitutto una mostra mercato frutticola, con le migliori qualità di mele dei produttori dei 10 Comuni aderenti al CIFOP, il Centro Incremento Frutticoltura Ovest Piemonte; ma è anche una rassegna gastronomica e commerciale, con oltre 200 stand commerciali e centinaia di bancarelle, un fitto calendario di degustazioni, spettacoli, mostre artistiche ed eventi sportivi.
I commercianti allestiscono i loro negozi e botteghe, partecipando al concorso di “La mela in vetrina”, per promuovere la frutticoltura, il paese ai piedi della Rocca e l’intero territorio frutticolo del Pinerolese. Tuttomele nasce e vive grazie all’impegno dei tanti volontari della Pro Loco che sacrificano il loro tempo per la comunità e per sostenere l’economia locale.
L’accoglienza che offre Cavour è il segreto del successo della kermesse, che abbina la frutticoltura alla gastronomia genuina del territorio, proposta da cuochi che conoscono bene la tradizione ma sanno anche portare avanti l’innovazione in cucina con i prodotti locali di prim’ordine.
Da sabato 9 a domenica 17 novembre l'ingresso a Tuttomele sarà come sempre gratuito, il sabato, la domenica e il martedì dalle 10 alle 23, negli altri giorni dalle 15 alle 23. Le aree espositive saranno allestite nel centro storico del paese o nell’immediata periferia nel raggio di 300 metri. Il 90% delle esposizioni è al coperto. Il TuttomeleSelf consentirà di pranzare liberamente dalle 10 alle 15, mentre le frittelle di mele saranno l’ottima merenda proposta dai volontari della Procavour. Nella Settimana Gastronomica della Mela una decina di ristoranti prepareranno menù interamente a base del pregiato frutto.
Torneranno i corsi di potatura, i laboratori di cucina, i convegni tecnici per i frutticoltori, le presentazioni di libri, le mostre di pittura e fotografiche, la vendita diretta di mele da parte dei produttori, gli spettacoli nel teatro tenda e nell’area di piazza IV Novembre, le visite di gruppo all’Abbazia di Santa Maria e al Museo Caburrum.
Un e-book sfogliabile sul sito della Procavour www.cavour.info riepilogherà a partire dal 1° novembre eventi, nomi, fatti e personaggi dei 40 anni di Tuttomele, ma per avere informazioni o per qualsiasi necessità si può scrivere a procavour@cavour.info oppure telefonare al numero 0121-68194 dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle ore 12.

ANTEPRIMA … DI CORSA IL 1° NOVEMBRE CON L’APPLERUN

Tuttomele 2019 avrà com’è ormai tradizione un “antipasto” sportivo venerdì 1° novembre alle 10 con la tredicesima edizione dell’Applerun, corsa podistica di 10 chilometri organizzata dall’Applerun Team di Marco Isoardi, in collaborazione con la Pro Cavour, il Comune e il settimanale L’Eco del Chisone e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino.
Sono attesi sotto la Rocca di Cavour oltre 1.500 partecipanti ad una corsa di livello nazionale su di un percorso che, dopo il ritrovo dei podisti nella centrale piazza Sforzini a partire dalle 8, prenderà le mosse
alle 10 da corso Marconi e transiterà ai piedi della Rocca, sfiorerà i frutteti in cui si coltivano le pregiate varietà di mele del Pinerolese, toccherà l’Abbazia di Santa Maria e alcuni luoghi cari al cavourese più illustre nella storia italiana, Giovanni Giolitti. È anche in programma la quinta edizione della camminata dedicata agli appassionati del fitwalking e del nordic walking. I dettagli sui requisiti per la partecipazione sono consultabili nella pagina Facebook 13^ Applerun. La quota di partecipazione è di 10 Euro se l’iscrizione viene effettuata entro le 24 di martedì 29 ottobre. Le iscrizioni per gli atleti tesserati FIDAL, IAAF, Runcard e Runcard EPS dal 2001 e antecedenti devono pervenire direttamente dalla sezione dedicata on-line (Sigma) della propria società, eccezionalmente a sigma@fidalpiemonte.it, con obbligo di pagamento al ritiro della busta completa. Alla restituzione del chip verrà consegnato il pacco gara.
Le iscrizioni effettuate il giorno della manifestazione saranno ammesse fino alle 9, pagando una quota aggiuntiva di 5 euro. La gara sarà controllata dal gruppo Giudici di Gara Fidal e il cronometraggio sarà assicurato tramite controllo elettronico. I giudici di Gara Fidal convalideranno i risultati. Il percorso sarà presidiato dalla Protezione Civile di Cavour e le premiazioni verranno effettuate presso piazza Sforzini al termine della competizione.


CAVOUR, IL CUORE DELLA “STRADA DELLE MELE PINEROLESE”

Nel 2009, per volontà di quindici amministrazioni locali, con il sostegno dell’allora Provincia di Torino e dell’Atl “Turismo Torino e provincia”, è nata la Strada delle Mele del Pinerolese, un percorso di 63 chilometri che si snoda attraverso 15 Comuni della pianura e della collina pinerolese, toccando un centinaio di aziende frutticole del consorzio Pinfruit. I Comuni ora convenzionati sono: Bricherasio, Cavour, Frossasco, Luserna San Giovanni, Macello, Pinerolo, San Secondo, Bibiana, Campiglione Fenile, Cumiana, Garzigliana, Lusernetta, Osasco, Prarostino. Il percorso ad anello della Strada ricalca percorsi cicloturistici individuati da tempo e citati fin dal 2003 sulle guide Esterbauer, vera e propria “bibbia” del cicloturismo europeo. Il road book Esterbauer inserisce il percorso tra “le più belle escursioni attraverso il paradiso dei gourmet”.
La Strada delle
Mele si snoda su strade a basso flusso di traffico per oltre il 90 per cento del percorso. La Regione individua come “percorso ciclistico” una strada con il passaggio di meno di 1000 veicoli al giorno che si sviluppa su strade prevalentemente di campagna o di collina, già individuate e “collaudate” dai progetti precedenti, come Marca Pinerolese e Ciclopiste della pianura Pinerolese. Il completamento del recupero dell'ex ferrovia Bricherasio- Barge permetterà inoltre la realizzazione di 12 chilometri di strada riservata alle sole biciclette.

La Strada delle Mele è stata ideata come un percorso tematico, per la valorizzazione delle eccellenze locali: frutta, carne, gastronomia. È collegata direttamente a Eurovelo 8, attraverso il raccordo con l’asse della Via delle risorgive Villafranca-Airasca. Esiste inoltre una connessione con la Via del Monviso attraverso Barge e con le route che si spingono in territorio francese lungo la val Chisone - Via dei Romani, Via Napoleonica, Route D’Artatgnan - e le valli Valdesi (colle della Croce, Grande Rimpatrio dei Valdesi). Nel corso degli anni la Strada delle Mele e i percorsi della Marca Pinerolese sono stati oggetto di investimenti per la posa della segnaletica verticale. Oggi almeno l’80 per cento del percorso risulta già provvisto di segnaletica.
Il sito internetwww.stradadellemelepinerolese.itriporta indicazioni e percorsi ed è anche disponibile l’App Strada delle mele pinerolese per Android e Ios-Iphone.

Agricoltura

In tutte le vallate alpine piemontesi, quando le mandrie bovine tornano dagli alpeggi estivi è tradizione fare festa. La tradizione è più che mai viva a Settimo Vittone, uno dei Comuni del Canavese che segnano il confine tra la Città Metropolitana di Torino, la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Provincia di Biella.
La “Desnalpà”, cioè la festa della transumanza in discesa dagli alpeggi delle montagne che sovrastano la Serra d’Ivrea, è organizzata dalla Pro Loco di Settimo Vittone, supportata dall’amministrazione comunale e patrocinata dalla Città Metropolitana. L’evento si rinnova da diciannove anni ed è nato per tributare il giusto riconoscimento agli allevatori settimesi per il loro lavoro e per l’attaccamento alle tradizioni. Il passaggio delle mandrie in paese crea un’atmosfera magica, in cui gli spettatori diventano loro stessi attori, mischiandosi ai colori dei fiori e delle ghirlande con cui gli allevatori hanno addobbato le loro mandrie. Gli animali percepiscono lo stupore del pubblico, mostrando nel loro passaggio nelle vie di Settimo la dolcezza della loro natura, contrapposta al duro lavoro che affrontano con i loro padroni nei mesi dell’alpeggio estivo.
Quest’anno la Desnalpà comincerà venerdì 25 ottobre alle 20 nel padiglione riscaldato di località Piantagrant, con la cena dei bollisti misti e i canti popolari proposti dalla corale “Le Voci del Piemonte”. Per la prenotazione dei posti a cena occorre chiamare entro mercoledì 23 ottobre i numeri telefonici 349-4721983 e 338-7922335. Sabato 26 ottobre alle 21 nel salone pluriuso la compagnia teatrale “Ij Falabrach” presenterà la commedia dialettale in tre atti “A mé scapà la fumna”. Domenica 27 alle 8 si apriranno una mostra di pittura nell’ex municipio e il mercatino dell’artigianato. Alle 11,30 nel salone Piantagrant si distribuiranno polenta concia e spezzatino d’asporto. Per chi volesse pranzare sul posto l’appuntamento è alle 12. Alle 14 gli allevatori si ritroveranno con le loro mandrie al castello e scenderanno a valle accompagnati dalla Filarmonica Vittoria di Settimo Vittone. La cena degli allevatori e dei simpatizzanti chiuderà la festa alle 20,30 nel salone Piantagrant, sempre con prenotazione ai numeri 349-4721983 e 338-7922335. Nell’intera giornata di domenica 27 si potrà visitare la Pieve di San Lorenzo.




Agricoltura

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il tradizionale appuntamento autunnale di Moncalieri con la manifestazione “Fiorile – orti e fiori in mostra” si rinnova sabato 26 e domenica 27 ottobre nel Giardino delle rose del Castello Reale. “Fiorile” è un progetto dell’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, realizzato dall'associazione culturale Giardino Forbito, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
La manifestazione si colloca in un più ampio programma dedicato al tema del verde, promosso dal Comune con il contributo della Compagnia di San Paolo per rilanciare l’immagine di Moncalieri città green, valorizzando i percorsi della collina, i giardini e le antiche vigne, gli orti e parchi che ne impreziosiscono il panorama, le piste ciclabili, i sentieri e il parco del Castello.
Nei due giorni della manifestazione dalle 10 alle 18 nel Giardino delle rose saranno presenti esperti del settore con attività correlate al verde, al giardinaggio e all’orticoltura. Il Giardino accoglie nel corso dell’intero anno numerosi appuntamenti che, insieme alle tante iniziative dedicate ad arte e storia, tradizioni e natura, letteratura e scienza, memoria e curiosità, valori paesaggistici e panoramici, offrono occasioni per vivere la città, scoprirne e riscoprirne il “genius loci”, l’anima ricca di storia e di storie.
In occasione di “Fiorile” si daranno appuntamento produttori, commercianti e artigiani, sia piemontesi sia provenienti anche da altre regioni d'Italia, che esporranno e venderanno i loro prodotti, offrendo un’occasione per curiosare e per trovare regali originali.
Il programma degli incontri si aprirà sabato 26 alle 12 con “Gardening, il movimento armonico della natura”, per andare alla scoperta dell’esposizione nel Giardino delle Rose, a cura di Eclectica Danza. L’evento si ripeterà alle 17 di sabato 26, alle 11 e alle 15 di domenica 27. La “Pausa del sapere e dei sapori” è prevista per le 13 in collaborazione con i produttori e la chef Maria Zingarelli. Alle 15 si svolgerà l’inaugurazione ufficiale, durante la quale il Sindaco Paolo Montagna e l'Assessore comunale alla cultura e al turismo Laura Pompeo presenteranno il progetto "Moncalieri Città nel Verde”. Alle 15,30 seguirà “Omaggio al crisantemo, il fiore d’oro”, una performance e workshop di pittura a cura dell'artista Paolo Galetto e di Multiplounico. Domenica 27 alle 12 si parlerà del tema Le zone protette per un’economia verde e sostenibile. Il caso del Piemonte”, con la conduzione della giornalista Antonella Mariotti e interventi di Guido Cortese, Chiara Martini, Elisa Campra e Claudio Baldi. Alle 16 è in programma l’incontro “La letteratura delle stagioni, la scrittura racconta”, durante il quale Enrica Melossi dialogherà con Anna Berra, Enrico Pandiani, Claudia Bordese e Ute Ludwig. L’ultimo evento del pomeriggio sarà, alle 17, “Interrestràre”, con le meditazioni di Tiziano Fratus e Antonella Giani, in collaborazione con Lindau. Per tutta la durata della manifestazione un corner didattico proporrà attività per i bambini alla scoperta delle stagioni in compagnia delle api, a cura di Apicoltori Urbani e Francesca Doro. Ci sarà anche un set fotografico per gli amici a quattro zampe e per i ritratti a matita di Magali de Maistre.
Per informazioni si può contattare l’Ufficio Coltura del Comune di Moncalieri al numero telefonico 011-6401206 o all’indirizzo e-mail ufficio.cultura@comune.moncalieri.to.it. Per contattare l’associazione Giardino forbito si può chiamare il 335-6304455, scrivere a giardinoforbito@gmail.com o visitare il sito Internet www.fiorilemoncalieri.it

Agricoltura

Domenica 20 ottobre torna la Festa Rurale del Cevrin di Coazze, che celebra diciannove anni di successi, grazie alla collaborazione tra Comune, Pro loco, associazione commercianti “Giütumse”, CAI, AIB e Croce Rossa. Il primo appuntamento della kermesse, patrocinata anche quest’anno dalla Città Metropolitana di Torino, è per venerdì 18 ottobre alle 21 nella sala conferenze dell’Ecomuseo dell’Alta Valsangone di viale Italia ’61, con la presentazione del libro di Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando “Villaggi fantasma delle Valli Susa e Sangone”.
Il weekend della Festa inizia con un sabato all’insegna di sport e divertimento. Per gli appassionati delle due ruote alle 14 ritrovo all’Aleghe bike School MTB di Strada Provinciale 190 angolo Via Matteotti per un’escursione guidata con l’associazione Valsangone Outdoor. Le iscrizioni alla seconda edizione della corsa-camminata non competitiva CeuRun si aprono invece alle 14,30 al circolo Chalet dei Cusinot in Viale Italia ’61 76. Il percorso di 9 km segue l’anello del Running Park Coazze, mentre per i bambini c’è la Ceurot Run non competitiva per bambini di 1,5 km. A fine gara il ristoro e l’estrazione di premi tra tutti i partecipanti. A partire dalle 16 nella biblioteca comunale di via Matteotti 2 si può visitare l’esposizione di sculture in legno dell’associazione “Il Picchio”. Al Palafeste di via Matteotti 4 nel parco comunale la serata ad ingresso gratuito propone un aperitivo rurale con i prodotti tipici locali (formaggi, salumi e la birra artigianale TreeBale di Giaveno), l’intrattenimento musicale di Walter Lentini e Stefano Turolla, l’elezione di Miss Ceura, la consegna della targa per meriti civili al gruppo di Protezione Civile di Coazze e il gioco “Indovina il peso del Cevrin”.
Domenica 20 alle 10 si inaugura ufficialmente la XIX Festa Rurale del Cevrin, con la sfilata della Filarmonica di Coazze e del gruppo majorettes Happy Blue. Durante tutta la giornata in viale Italia ‘61 e nelle piazze del paese i visitatori trovano gli stand con i prodotti agro-alimentari e gastronomici dei territori alpini, gli stand dei produttori della patata di montagna 2.0, spazi per la degustazione di prodotti locali, ristorazione, street food, la rassegna dei formaggi d’alpeggio, le bancarelle dell’artigianato artistico e d’eccellenza, le dimostrazioni dal vivo delle scuole d’intaglio, della filatura e della tessitura tradizionale a cura del gruppo “I nostri Antichi Mestieri”, esibizioni di karate a cura dell’associazione Shotokan Karate Giaveno e l’immancabile mostra delle capre di razza Camosciata delle Alpi e delle vacche di razza Barà Pustertaler. Il campo scuola Aleghe Bike School MTB è aperto al pubblico a partire dalle 10, a cura dell’associazione Valsangone Outdoor. Dalle 11,30 in piazza Gramsci è possibile partecipare alla degustazione guidata dei formaggi d’alpeggio, con un breve corso a cura degli esperti dell’ONAF, con prenotazione obbligatoria all’ufficio turistico entro le 11. A seguire, alle 12,30 lo showcooking è curato dallo chef Franco Giacomino del ristorante La Betulla di San Bernardino. Ristoranti e trattorie del centro propongono menù dedicati al Cevrin. Per i più piccoli non mancano gli intrattenimenti fin dal mattino: passeggiate a cavallo nel parco comunale, un’area giochi in piazza I Maggio con gonfiabili e le mini motociclette elettriche messe a disposizione dalla Federazione Motociclistica Italiana, dalle 14 la palestra di arrampicata in piazza Cordero di Pamparato, grazie ai volontari del Soccorso Alpino sezione Val Sangone e dalle 15 un laboratorio di panificazione a cura dei panettieri Deco. Da ricordare ancora alle 15 in viale Italia ’61 la dimostrazione della mungitura a cura dell’associazione produttori Cevrin di Coazze, dalle 15,30 le dimostrazioni di caseificazione a cura delle Aree Protette Alpi Cozie, sempre alle 15,30 in piazza Cordero di Pamparato la corsa delle rotoballe a squadre miste (iscrizione fino alle 15 all’ufficio turistico), a partire dalle 17,30 le premiazioni di Miss Ceura e infine la sfilata del gregge di capre di razza Camosciata proveniente dagli alpeggi del Sellery per il ricovero invernale. Alle 16 alla biblioteca comunale si presenta il nuovo libro di Marzia Verona “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”.
In occasione della giornata di festa l’ufficio turistico è aperto con orario continuato e ospiterà la mostra “Dove tutto è di Pietra”, ideata e realizzata dall’associazione Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese e curata dal Museo Civico del Etnografico del Pinerolese.
In occasione della Festa Rurale del Cevrin vengono riproposte le passeggiate alla scoperta della Val Sangone, con le visite guidate alla miniera di talco Garida a Forno di Coazze (prenotazione obbligatoria all’ufficio turistico) a cura dell'associazione Geco. Per gli appassionati di MTB è in programma un raduno con escursione al Col Bione insieme all’associazione Valsangone Outdoor, con ritrovo alle 9 all’Aleghe bike School MTB in Strada Provinciale 190 angolo Via Matteotti. L’associazione Dumacanduma propone invece un’escursione lungo un percorso ad anello, con visite guidate alla miniera Garida, prenotabile scrivendo a info@dumacanduma.org.
Per tutte le informazioni sulle escursioni e i dettagli sul programma l’Ufficio turistico di Coazze risponde al numero 011-9349681 e alle e-mail inviate all’indirizzo turismo@comune.coazze.to.it. L’ufficio è aperto dal mercoledì al venerdì e la domenica dalle 9.30 alle12:30, il sabato dalle 15,30 alle 18,30.

Agricoltura

Nel Canavese, come in tutte le zone rurali del Piemonte, la polenta era un tempo alimento quotidiano e si seminavano grandi superfici di mais per uso zootecnico, riservando le parti migliori dei campi per la semina della “meliga” da polenta. La meliga era il frutto di lunghe selezioni, effettuate dai contadini per ottenere un mais eccellente; a differenza di quello a uso zootecnico che doveva – allora come oggi - essere una varietà assai produttiva dal punto di vista quantitativo. Nel Canavese si selezionarono le varietà Ottofile, Pignoletto, Ostenga, Marano e Quarantina. Negli anni ‘60 e ’70 del XX secolo il consumo di polenta preparata con le antiche varietà di mais iniziò a diminuire, a favore di farine industriali, dai tempi di cottura più brevi ma dalle caratteristiche piuttosto anonime. Fortunatamente, tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ’80 iniziò un paziente lavoro di ricerca delle le varietà di meliga antiche che vide tra i protagonisti, oltre al Comune di Banchette e alle associazioni degli agricoltori, l’allora Provincia di Torino - oggi Città Metropolitana - che mise a disposizione i mezzi per la bonifica del terreno e la consulenza tecnico-scientifica. Il Pignoletto rosso e altre varietà di Antichi mais piemontesi furono inseriti nel Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino, un marchio-ombrello istituito e promosso a partire dal 2001 per raccogliere, far conoscere e tutelare i prodotti agroalimentari della tradizione locale.
L’associazione Pignoletto Rosso di Banchette promuove ogni anno il tradizionale Evento del biologico, giunto alla quindicesima edizione e patrocinato dalla Città Metropolitana, oltre che dal Comune di Banchette.
Da venerdì 25 a domenica 27 ottobre a Banchette saranno coinvolti produttori locali di mais e di altre specialità agroalimentari, artigiani, commercianti e gruppi folcloristici. Si inizierà venerdì 25 alle 21 con la tradizionale cena a base di prodotti canavesani alla Trattoria Moderna, con prenotazione obbligatoria entro il 23 ottobre al numero telefonico 333-3271763. Nel pomeriggio di sabato 26 sono in programma la settima edizione della corsa Trail del Mais Rosso e la quarta edizione del Memorial Tullio Paghera, che proporranno un circuito podistico di 8,4 Km nel centro storico di Banchette. La gara competitiva sarà aperta a tutte le categorie FIDAL e agli iscritti agli Enti di promozione sportiva. La non competitiva sarà a partecipazione libera. Organizza l'Atletica Ivrea, che proporrà anche una gara giovanile per le categorie Esordienti, Ragazzi e Cadetti. Sempre nel pomeriggio prefestivo sarà possibile visitare mostre di modellismo, fotografiche e artistiche, in attesa dell’apertura del padiglione gastronomico presso il bocciodromo. A partire dalle 18,30 sarà possibile cenare con i piatti a base di polenta di Pignoletto Rosso.
Domenica 27 ottobre a partire dalle 9 del mattino nel centro storico sarà allestito il mercato dei prodotti tipici e si terranno un’esposizione di trattori e di auto d’epoca, una dimostrazione della trebbiatura del Pignoletto Rosso, degustazioni di specialità locali come le “miasse” e i “friceui ‘d pôm”, il battesimo della sella, passeggiate sui carri trainati da cavalli e visite guidate al parco e al castello di Banchette. Nelle “piole” del paese di potrà pranzare con la polenta di Pignoletto Rosso accompagnata da cinghiale, merluzzo, salsiccia, moscardini, spezzatino, brasato e formaggi.
Per informazioni si può consultare il sito Internet www.pignolettorosso.it, scrivere a pignolettorosso@alice.it o chiamare i numeri telefonici 333-3271763 e 347-1269097.

ATTENTI AL MARCHIO!

Il consumatore che vuole essere sicuro di aver acquistato la vera farina di Pignoletto Rosso deve fare attenzione all’etichetta, imparando a leggerla. Il Mais Rosso di Banchette con il marchio biologico certificato dall’organismo di controllo Ecocert, il marchio Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino e il marchio Antichi Mais Piemontesi è garantito a partire dal seme autoctono, che viene selezionato accuratamente di anno in anno. La semina viene effettuata su un terreno circondato da boschi, che costituiscono una barriera naturale contro l’impollinazione con altri mais ibridi. I processi produttivi sono eseguiti con metodo biologico certificato. La raccolta viene eseguita come un tempo, in pannocchie. Durante la cernita tutte le pannocchie vengono selezionate e solo le pannocchie migliori vanno alla sgranatura. L’essiccazione viene eseguita con un bruciatore a metano a bassa temperatura, per mantenere inalterate le proprietà del prodotto. Ogni lotto di prodotto viene analizzato per escludere la presenza di microtossine. La macinatura viene eseguita con un mulino a pietra. Questo tipo di macinazione è più lento e riscalda meno la farina, mantenendo in questo modo intatto il contenuto di vitamine e di grassi insaturi del germe.

Agricoltura

E' un appello unitario e determinato quello che Città metropolitana di Torino ed associazioni di agricoltori lanciano per poter realmente fronteggiare l'emergenza cinghiali sui nostri territori.

Nella riunione convocata martedì 15 ottobre a Torino dal vicesindaco metropolitano Marco Marocco e dalla consigliera delegata all'ambiente e tutela flora e fauna Barbara Azzarà, i vertici di Coldiretti provinciale di Torino, di Confagricoltura e Cia Piemonte hanno concordato che non si può più aspettare nè limitarsi a riconoscere i danni subìti: ne va di mezzo l'ambiente, oltre che la sicurezza delle collettività e le attività agricole imprenditoriali.

"E’ necessario intervenire subito per consentirci di dare attuazione ai piani di contenimento della popolazione dei cinghiali che abbiamo approvato: ci servono con urgenza - dice la consigliera metropolitana Barbara Azzarà - gli agenti faunistico venatori ai quali affidare le azioni previste per  legge. Noi abbiamo formato gratuitamente 300 operatori volontari che devono necessariamente essere coordinati da personale pubblico. Chiedo alla Regione Piemonte di investire subito nelle assunzioni, oltre di assegnarci i fondi indispensabili per rifondere i danni. La prevenzione è la strada da seguire".

Secondo il presidente provinciale di Coldiretti Fabriio Galliati  "bisogna dare seguito e ulteriore incisività al piano intrapreso, dove è stato possibile applicarlo si sono visti segnali di miglioramento che vanno sostenuti. La situazione continua a rimanere critica in molte aree della provincia amplificata dallo stop forzato che lo scorso anno si è verificato in seguito ai vari ricorsi presentati. Occorre una riforma organica complessiva e nel frattempo concentrarsi sugli strumenti attualmente a nostra disposizione che vanno potenziati ed implementati". 

Per il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro "“La situazione è insostenibile: bisogna riportare con urgenza la popolazione di cinghiali in un limite accettabile. Gli agricoltori non chiedono elemosine; vogliono solo coltivare i fondi e raccogliere i frutti del loro lavoro. È inoltre indispensabile che tutte le istituzioni si attivino per modificare la legge nazionale in materia di tutela della fauna e prelievo venatorio"  

Concorda con i colleghi anche il presidente di CIA Piemonte Gabriele Carenini intervenuto all'incontro, per il quale "è tempo di modificare la legge nazionale sulla caccia, la 157 del 1992 perchè è datata: la parola tutela va sostituita con gestione. La CIA Piemonte è disponibile a collaborare con le istituzioni e il Governo per tutelare il mondo agricolo, ma anche la sicurezza dei cittadini".

Agricoltura

Nel terzo fine settimana di ottobre a Villar Focchiardo è in programma la cinquantottesima edizione della Sagra Valsusina del Marrone, affiancata dalla quarantunesima edizione della mostra mercato, eventi organizzati dal Comune, dalla Pro Loco e dalle associazioni del territorio con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
A Villar Focchiardo quella del Marrone è una tradizione che arriva da lontano: pare infatti che l’introduzione delle piante di castagno sul territorio villarfocchiardese risalga al primo millennio. Le ceppaie più vecchie - che possono superare i cinque secoli di vita - si trovano proprio nella zona tra Villar Focchiardo e San Giorio, dove, verso la fine del 1200, l’Ordine dei Templari possedeva il castagneto forse più grande della Valle di Susa. Dagli archivi storici risulta che nel 1863 l’amministrazione comunale richiese alla superiore autorità il permesso di effettuare due fiere annuali, da tenersi una il terzo giovedì d’aprile e l’altra il secondo lunedì d’ottobre. La prima consentiva di commerciare essenzialmente sementi e animali in coincidenza con l’inizio dell’attività agricola annuale, oggi rievocata dalla manifestazione Villar Focchiardo in fiore”. La seconda era ed è tuttora dedicata alla compravendita dei prodotti coltivati e raccolti, in particolar modo dei marroni. Con il passar del tempo la fiera autunnale si è spostata alla terza domenica d’ottobre e, via via crescendo d’importanza, occupa ora il terzo fine settimana, con la veste di Sagra Valsusina del Marrone e Mostra mercato dei prodotti agricoli, ortofrutticoli, artigianali e commerciali valsusini.
Imarroni sono così divenuti il simbolo del paese e con loro sono nati nel 1979 i personaggi di Pero e Gepa, ovvero il desbattôr” che con una lunga pertica fa cadere i ricci dalle piante di castagno e la rapôloira”, donna che si occupa della raccolta dei frutti a terra.
Il primo appuntamento nell’ambito della rassegna è per venerdì 11 ottobre alle 18 alla Cascina Roland, con la serata conclusiva del concorso letterario “La Romanza del riccio”, quest’anno dedicato al tema del cammino. Giovedì 17 ottobre a partire dalle 17è in programma la pesatura di 50 marroni per il tradizionale “Concorso peso”, affiancato quest’anno dalla prima edizione del concorso “Il marrone più pesante” in memoria di Giancarlo Ghiotti.
La giornata di venerdì 18 sarà dedicata a tutti gli espositori per gli allestimenti, mentre sabato 19 alle 10 apriranno ufficialmente al pubblico la sagra e la mostra mercato, che proseguiranno con un fitto calendario di spettacoli e appuntamenti fino a domenica 20 ottobre. Alle 12,30 di sabato 19 al centro polivalente è prevista l’apertura del punto ristorazione, che proporrà un menù completo a base di marroni, anche a cena a partire dalle 19,30. Nel pomeriggio i visitatori potranno assistere allo spettacolo itinerante del gruppo “Wigel Wogel Orkester”, che proporrà musica tirolese. Dalle 15,30 in avanti al centro polivalente si potranno acquistare i dolci a base di marroni. Lo spettacolo comico serale nel piazzale del centro polivalente proporrà un “Comedy Ring” con i protagonisti delle trasmissioni Zelig, Colorado, Comedy Central e Eccezionale Veramente.
Domenica 20 ottobre la Sagra e la mostra mercato riapriranno i battenti a partire dalle 9 e alle 11 nell’area del centro polivalente inizierà la distribuzione delle “brusatà”, le caldarroste preparate dalla Pro Loco. Prima del pranzo al centro polivalente ci sarà tempo per uno spettacolo di sbandieratori, mentre dalle 14,30 in avanti la musica itinerante sarà quella dei “Barbis du Vilè” che, partendo da Via Umberto I, accompagneranno Pero e Gepa in Sagra. Sbandieratori e dolci a base di marroni allieteranno il pomeriggio. Alle 16 alla cascina Roland è in programma una dimostrazione sulla lavorazione del marrone e del cioccolato, con degustazione finale. Alle 16,30 sono in programma i saluti delle autorità e le premiazioni dei concorsi per il maggior peso dei marroni e per le confezioni.
Per ulteriori informazioni e per consultare il programma si possono visitare i portali Internet www.comune.villardocchiardo.to.it e www.prolocovillarfocchiardo.com, oppure contattare la Pro Loco Villar Focchiardo ai numeri telefonici 335-375171 e 348-2937500.



Agricoltura

Da venerdì 4 a domenica 6 ottobre a Cossano Canavese torna la Sagra del Fungo, giunta alla diciassettesima edizione, patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana di Torino e dedicata a un prelibato frutto della terra che, quando le piogge di fine estate arrivano al momento giusto, si trova in abbondanza passeggiando piacevolmente nei boschi di castagni e querce.
A Cossano, tra scorci suggestivi sull’Anfiteatro Morenico della Serra d’Ivrea, le colline offrono terreno fertile per le pesche, il kiwi e il vitigno dell’Erbaluce. Proseguendo la passeggiata lungo i sentieri del progetto “Polaris”, lungo la rotta della costellazione dell’Auriga, si incontra il Castello di Masino, residenza storica dei Conti di Valperga, oggi proprietà del FAI. In regione Lucenta sulla collina di Masino si incontra anche la Pera Cunca, un masso coppellato tra i più interessanti ed enigmatici, che rappresenta il cuore del progetto Polaris, ideato da un team di professionisti per stimolare un processo culturale e rilanciare una vasta porzione del Canavese, a partire dall’Anfiteatro Morenico di Ivrea attraverso due chiavi strategiche: la multidisciplinarietà e l’archeoastronomia. Anche nel 2019 il Comune di Cossano Canavese ha aderito alla Rete Museale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
Cossano è anche il paese della poesia contadina: custodisce infatti nel suo Municipio le poesie e i racconti dell’archivio dedicato a Giulia Avetta, maestra, partigiana, sindaca e poetessa, che nelle sue composizioni liriche intrecciava il cielo e la natura dei luoghi per evocare emozioni universali. Dal connubio tra Arte e Poesia è nato il MAAP – Museo all’Aperto Arte e Poesia Giulia Avetta”, costituito da pannelli in ceramica dislocati lungo le vie del paese, progettati e realizzati dagli allievi del Liceo Statale Artistico Felice Faccio di Castellamonte. Il percorso si caratterizza con un intervento di arredo urbano che riqualifica le vie con opere d’arte e con rimandi alla memoria di Cossano e dei suoi abitanti. Nei week end fino al 20 ottobre a Cossano si può visitare il punto informativo della Rete Museale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, in via Torino 7, dalle 15 alle 18 il sabato e dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 la domenica. Per maggiori informazioni si può consultare il sito Internet www.ecomuseoami.it

IL PROGRAMMA DELLA SAGRA DEL FUNGO

Venerdì 4 ottobre: alle 21 al centro socio-culturale di via Torino 47 la compagnia “I Falabrach” presenta la commedia brillante in due atti in lingua piemontese “I sai pà come ch’a sia, ma mia fômna a l’é ‘ndà vìa”
Sabato 5 ottobre: dalle 15 alle 18 possibilità di visitare il punto informativo sito di via Torino 7 della Rete Museale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, con foto, documenti e video
biografico su Giulia Avetta e sulle opere del Museo all’Aperto di Arte e Poesia. Alle 18 inaugurazione ufficiale della Sagra nel salone della Pro Loco. Alle 20 cena tipica a base di funghi al costo di 35 Euro bevande comprese. Per prenotazioni si possono chiamare i numeri telefonici 0125-779947 e 335-7087994
Domenica 6 ottobre: dalle 9 alle 18 in piazza della Chiesa presso lo stand di “Canavese Outdoor” è possibile noleggiare al costo di 15 Euro le mountain bike a pedalata assistita per effettuare brevi tour alla scoperta della Pera Cunca o, per i meno allenati, itinerari più brevi. Il costo comprende il noleggio della bicicletta, la presenza e l’assistenza di un accompagnatore, l’assicurazione, il casco e i gadget a fine giro. Alle 9,30 nelle vie del paese si apre la fiera mercato dei prodotti della terra, abbinata ad una dimostrazione degli antichi mestieri. La mostra “Cossano 1800” propone fotografie d’epoca della popolazione e del territorio di Cossano. La scuola primaria di Cossano-Caravino organizza uno spettacolo, mentre la pesca di beneficenza è organizzata dalla scuola dell’infanzia. L’esposizione micologica dei funghi raccolti nei boschi della zona è organizzata con la partecipazione dell’ASL di Ivrea e propone specie commestibili, non commestibili e velenose. L’organizzazione “Frammenti di Storia al Femminile” organizza invece nella piazzetta del centro socio-culturale di via Torino 47 un’esibizione musicale con strumenti tradizionali ed antichi, suonati dal quartetto musicale dell’Alta Savoia “Les Savoyards”. Da segnalare anche la mostra antologica “Animula vagula blandula…” di Laura Azzolini, con le liriche di Omero Scarpa, la mostra fotografica “Cielografie” di Daniela Pellegrini a cura di Fortunato D’Amico sotto i portici del Municipio, l’esibizione del gruppo musicale “Donkey Crossing Street Band” di Borgo d’Ale, la possibilità di gustare e acquistare in piazza della Chiesa i prodotti tipici delle Pro Loco di Cossano Canavese (funghi, panissa e polenta dolce) e San Bernardo d’Ivrea (agnolotti e cipolle ripiene) e di pranzare assaporando i prodotti locali al ristorante Avetta. Alle 13 la banda musicale di Caluso e Cossano sfila nelle vie del paese, mentre alle 14 in piazza della chiesa il gruppo “Folet d’la Marga” propone una serie di spettacoli basati sul connubio tra musica e commedia, con canti, narrazioni, giullarate in maschera e giocoleria.

IL PROGETTO POLARIS

Molte civiltà hanno impresso sulle pietre e nelle architetture il percorso dei corpi celesti, per allineare ai ritmi del cielo quelli delle loro azioni sulla terra. L’agricoltura e l’architettura ispirate dalla conoscenza della natura e dallo studio dell’influenza degli astri indicano i principi di base per salvaguardare e curare la Terra. Sono questi i temi al centro del progettoPolaris, ideato da un team di professionisti - gli architetti Mario Tassoni e Fortunato D’Amico e l’artista Cristina Cary - che intende stimolare un processo di rilancio culturale del territorio agendo sulla multidisciplinarietà e sull’archeoastronomia. Il Museo all’aperto di art e poesia “Giulia Avetta” si inserisce nel territorio insieme ad altre opere “open air”, collocate nei paesi di Cossano Canavese, Caravino e Settimo Rottaro e realizzate nell’ambito del progetto Polaris in collaborazione con l’Accademia di Brera. Tali opere collegano le tematiche astronomiche del territorio dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea al lavoro artistico degli studenti dell’Accademia. I materiali utilizzati sono il legno, la ceramica, il vetro, la pietra, la terra e l’alluminio. Passeggiando nei boschi della Lusenta (da “lucus”, bosco sacro per i romani) si arriva alla Pera Cunca, masso erratico di origine glaciale che “racconta” la cultura celtica attraverso le costellazioni impresse sulla roccia. Il masso è noto da tempo per le sue enigmatiche incisioni e per gli incavi emisferici, le “coppelle”. Fu definito “masso-altare” sin dalla sua scoperta. Le analisi effettuate con altri reperti archeologici hanno evidenziato la possibilità che la pietra indicasse la posizione della levata eliaca della stella Capella (Capra in greco) e la direzione dell’orbita solare. Il temine levata eliaca indica la prima apparizione di una stella, subito prima del sorgere del Sole, dopo un periodo di tempo durante il quale il corpo celeste non era stato visibile, trovandosi al di sopra dell'orizzonte soltanto nelle ore diurne. Tale fenomeno è stato utilizzato da numerosi popoli per il calcolo dei calendari, associando l'inizio dei mesi o delle settimane alla levata eliaca di specifiche stelle. I segni impressi sulla roccia potrebbero quindi delineare un calendario astrale.

Per saperne di più:www.polarisproject.eu

Agricoltura

Cioccolato al Ciapinabò: è il Ciokfrit, un’inedita golosità che a Carignano sarà possibile gustare nel secondo fine settimana di ottobre, in occasione dell'edizione numero 28 della Sagra Regionale del Ciapinabò, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino. Quella carignanese è l'unica manifestazione italiana dedicata all'agreste tubero, che ormai ha un ruolo di rilievo in molte ricette, grazie alle sue notevoli proprietà nutritive, fra cui spiccano quelle dell’inulina, fondamentali per chi soffre di diabete.
I punti strategici della manifestazione sono le piazze centrali. In piazza Carlo Alberto a partire dalle 19,30 di venerdì 11, sabato 12 alle 12,30 e alle 19,30 e domenica 13 ottobre a partire dalle 12 il padiglione enogastronomico proporrà piatti a scelta a base di Ciapinabò, dal risotto al flan, dalla battuta al coltello agli agnolotti, dalla bagna caôda secondo l’antica ricetta dei canonici di Vezzolano alla vellutata con bisque di crostacei. L’Istituto alberghiero Norberto Bobbio, oltre a preparare il flan con bagna caôda sarà presente con docenti e allievi nella gestione dell’accoglienza ai visitatori.
Le Isole del Gusto in piazza Liberazione ospiteranno le degustazioni gratuite di bagna caôda con Ciapinabò. Nel DJ set di venerdì 11 in piazza Carlo Alberto a partire dalle 20 Sergio Flash di Radio Veronica One proporrà musica a 360°, mentre in piazza Liberazione ci sarà il DJ set con Paolo e Simone. L’inaugurazione ufficiale della manifestazione è in programma sabato 12 alle 10 in piazza Carlo Alberto. Gli stand commerciali e gastronomici saranno aperti a partire dalle 10 di sabato 12 e dalle 9 di domenica 13.
Piazza Savoia ospiterà la mostra locale dei bovini di razza Frisona, con una prova di tosatura riservata ai giovani allevatori sabato 12 alle 16, la sfilata e la gara di conduzione dei capi nella mattinata della domenica, la sfilata dei bovini adulti alle 14, la transumanza per le vie cittadine alle 16, la dimostrazione di mungitura e la premiazione alle 17. Per i buongustai per l’intero fine settimana saranno molte le occasioni per gustare il Ciapinabò in tutte le declinazioni: dall’ormai classico Ciafrit al Ciokfrit con aggiunta di cioccolato.
Per saperne di più e consultare il programma della Sagra si può visitare il sito Internet del Comune www.comune.carignano.to.it e la pagina Facebook del Comitato Manifestazioni. Per informazioni e prenotazioni si può contattare chiamare il numero telefonico 334-6885244 o scrivere a comitatomanifestazio@libero.it

Agricoltura

Sabato 5 e domenica 6 ottobre ad Usseglio è in programma la quarta edizione della Dèsarpa, la festa delle mandrie che rientrano dall’alpeggio estivo. Mentre le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunciano la conclusione dei tre mesi di lavoro estivo in alpeggio, in paese si fa festa e si gusta la Toma di Lanzo d’alpeggio a Km 0. Il termine franco-provenzale “dèsarpa” indica il ritorno a valle delle mandrie degli alpeggi. Le prime nevi sulle vette più alte delle valli di Lanzo annunciano la conclusione del lungo periodo di lavoro estivo in alpeggio. E’ un giorno di festa, che conclude una stagione significativa per la vita dell’allevatore, degli animali e di tutta la montagna; cento giorni di duro lavoro, a contatto con gli animali e con i pascoli, per produrre la vera Toma di Lanzo d’alpeggio; un lavoro importante che aiuta a salvaguardare il delicato paesaggio alpino.
Le protagoniste della sfilata sono le mucche, robuste e di bassa statura, perfettamente adattate all’ambiente montano anche se diverse nel colore del manto, nella conformazione della testa e delle corna e nel carattere. La Pezzata rossa, più mansueta, produce più latte, la Pezzata nera e la castana, più aggressive, sono protagoniste delle Batailles des Reines.
Fino alla prima metà del Novecento, nell’ambito linguistico del patois francoprovenzale ussegliese esisteva un gergo, “l’ingerk”, legato al mondo della pastorizia, elaborato con parole volutamente incomprensibili agli estranei. Quando i pastori andavano nelle cascine della pianura per l’acquisto o l’affitto delle pecore, non volevano essere compresi nei loro discorsi e così parlavano “l’ingerk”. Nell’ingerk dei pastori ussegliesi il formaggio era la “quela”, il latte veniva detto “lou bianchat” e la casa diventava la “tabussa”.


Il mercato del territorio con i formaggi e le patate

Sabato 5 ottobre alle 14 sul piazzale dell’albergo Furnasa saranno distribuite le canne da pastori e i cappelli per il viaggio verso le “muande” (le baite in lingua francoprovenzale). Sarà possibile aiutare i margari a caricare sui carri e sui basti di muli e cavalli il materiale e gli attrezzi portati negli alpeggi a giugno. A seguire ci sarà una sorta di “rodeo”, con i margari impegnati ad allacciare al collo delle mucche i grandi “rudùn” (campanacci) e i festoni preparati dai bambini.
Dopo la merenda al suono dei rudùn avrà inizio la discesa verso il paese, dove si potrà assistere al rito della mungitura tradizionale. I bambini e i genitori potranno partecipare ai laboratori dedicati agli itinerari dei formaggi intorno al Monte Lera e (i più piccoli) fare un tuffo nella piscina di fieno con i profumi aromatici di erbe alpine. Alle 19,30 è in programma la cena dei margari.
Domenica 6 nel mercato contadino ci saranno anche i produttori delle patate di montagna di varie tipologie e qualità, delle mele di antiche varietà piemontesi, dei prodotti degli orti ussegliesi e dei formaggi d’alpeggio. Alle 10,30 è in programma la Messa, con la benedizione delle mandrie e delle bandiere delle sedi locali della Coldiretti, alle 12,30 il pranzo del pastore nei ristoranti e nell’area fieristica, con piatti a base di patate, gnocchi, taglieri di formaggi d’alpeggio e raclette di Toma su pane rustico. Alle 17 la manifestazione si chiuderà con la premiazione dei produttori di patate, con riconoscimenti particolari al produttore della patata più grande e a quella più curiosa.
Per saperne di più: www.eventiusseglio.it

Agricoltura

Sabato 28 e domenica 29 settembre a Marentino è in programma la nona edizione della Fiera Regionale del Miele. Il paese sulle colline del Chierese nel 2007 ha ricevuto il titolo di Città del Miele, grazie alla dedizione dei suoi abitanti verso un alimento riconosciuto come prezioso per l’uomo. Nell’ambito del progetto Strade di Colori e Sapori”, promosso dall’allora Provincia e tuttora sostenuto dalla Città Metropolitana di Torino, è nata la Casa del Miele, che, anche grazie al Centro Apiario Sperimentale e al Giardino Mellifero, ha consentito di portare avanti la riqualificazione territoriale, con iniziative scientifiche, didattiche, promozionali e turistiche. La Fiera Regionale del Miele propone il mercato dei produttori e una serie di iniziative volte a diffondere la conoscenza del miele e del suo utilizzo in cucina come ingrediente capace di conferire ai piatti caratteristiche uniche in fatto di equilibrio di sapori e profumi.
L’inaugurazione ufficiale della manifestazione è in programma domenica 29 settembre alle 11, alla presenza della Consigliera metropolitana Barbara Azzarà, delegata all’istruzione, al sistema educativo, all’orientamento, alla rete scolastica, all’infanzia, alle politiche giovanili, alla biblioteca storica, all’ambiente e vigilanza ambientale, alle risorse idriche, alla qualità dell'aria, alla tutela della flora e della fauna, ai parchi e alle aree protette. Grazie alla partnership con il sito Internet www.libricette.eu, la Fiera Regionale del Miele di Marentino pubblica sulla sua pagina Facebook ricette di cucina e contenuti dedicati alla conoscenza del miele come alimento fondamentale per la salute dell’uomo e come ingrediente chiave per realizzare piatti squisiti, da quelli semplici a quelli complessi, partendo dall'aperitivo e arrivando al dessert.
Il programma della manifestazione si apre sabato 28 settembre alle 14,30 con la Passeggiata tra le verdi colline marentinesi. Il ritrovo dei partecipanti è fissato in piazza Umberto I davanti al Municipio, per una camminata di circa due ore, che si conclude con uno spuntino a base di miele. Le iscrizioni sono possibili prima della partenza e per informazioni si possono chiamare i numeri telefonici 011-9435412 e 320-8154902. Alle 21 nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Avuglione è in programma un concerto del Coro polifonico di Buttigliera d’Asti, diretto da Paolo Davò, a cura della Cantoria parrocchiale di Marentino diretta da Francesco Gorgerino.
Domenica 29 settembre dalle 9 alle 19 nel centro storico si tiene il mercatino dei prodotti agroalimentari e artigianali locali, con degustazioni gratuite. Nei medesimi orari sono aperti al pubblico il parco avventura con baby parking, le chiese di Santa Maria dei Morti e dell’Assunzione di Maria Vergine, una mostra delle fisarmoniche Cooperfisa di Vercelli nella sala consiliare del Comune, un’esposizione di trattori d’epoca (con prove di aratura nel pomeriggio), una mostra di bonsai (con una dimostrazione della Bonsai Time School alle 15), le mostre dei pittori Paolo Cerati e Giuseppe Migliore. Spettacoli canori sono in programma a cura del maestro Piero Ambrosini e di Giampiero Ausano. Il programma prevede inoltre per le 10 una sfilata di gruppi storici e folkloristici, mentre dalle 10 alle 19 in piazza San Sebastiano i bambini possono partecipare all’animazione didattica “Guarda, prova, impara”, proposta dall’associazione “Val di Treu”. L’associazione “Il mondo delle ali” allestisce invece un campo di falconeria, con laboratori didattici sul mondo degli uccelli rapaci e sulla storia della disciplina e, alle 17, una dimostrazione in piazza San Sebastiano. Dalle 11 alle 19 nel giardino adiacente alla Chiesa Santa Maria dei Morti si può visitare la mostra Back to origins”, dedicata alla vita dei cacciatori del Paleolitico. Dalle 10 alle 19 i bambini possono giocare con i pony della scuderia “L’isola che non c’è”. Dalle 14 alle 19 c’è il Taxi Rally su di una Ford Fiesta con un campione automobilistico, mentre alle 14,30 in via Roma si possono ascoltare le note della Fanfara dei Bersaglieri “Alessandro La Marmora”di Torino, diretta da Ezio Petrini. L’associazione Aspromiele propone alle 15 nel salone polivalente la smielatura, seguita dal cooking show “Le ricette con il miele” di Paola Uberti di www.libriricette.eu. I balli country di Old Wild West sono in programma alle 16,30 nel piazzale dell’autorimessa. In collaborazione con la Scuola alberghiera Norberto Bobbio di Carignano, sul banco alimentare di fronte al Municipio si può gustare e acquistare la torta Tast- di Marentino, realizzata con il miele e le nocciole del territorio. Infine, dalle 12 in avanti l’Associazione Turistica di Marentino propone “Le corti del ristoro”, per il pranzo, per uno spuntino e per le degustazioni del Freisa, mentre il gruppo ANA di Saluggia cucina la Panissa.
Un servizio di navetta gratuito è a disposizione dei visitatori e percorre la Strada Provinciale dalla chiesetta della Madonnina all’ingresso del centro storico e viceversa e dal cimitero di Marentino a Tetti Villanis e ritorno.
Per consultare il programma completo della manifestazione si può visitare il portale Internet www.comune.marentino.to.it, chiamare i numeri telefonici 011-9435412 e 320-8154902 o scrivere a info@comune.marentino.to.it




Agricoltura

Da giovedì 26 a lunedì 30 settembre a Carema con la 67ª Festa dell’Uva e del Vino si celebrano i cinquantadue anni dal riconoscimento della Doc Carema, una delle prime in Italia. Da molti anni l’amministrazione comunale è impegnata in un articolato e ambizioso progetto per la rivalutazione di una millenaria cultura enologica e di un paesaggio vitivinicolo unico nel suo genere, del quale la Doc Carema è il simbolo. Carema è una delle realtà vitivinicole coinvolte nel progetto Interreg della Strada dei Vigneti Alpini che, dopo un lavoro preparatorio durato due anni, dal marzo 2017 è entrato nella fase operativa. La Strada coinvolge amministrazioni pubbliche e agenzie torinesi, valdostane e savoiarde, che hanno candidato il progetto al sostegno da parte dell’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020. L’Asse 3 del programma riguarda in particolare l’attrattività del territorio, e uno degli obiettivi da perseguire è l’incremento del turismo sostenibile. La Strada dei Vigneti Alpini intende proporre un itinerario turistico tematico transfrontaliero, che valorizza le peculiarità dei tre territori coinvolti dal punto di vista enologico, gastronomico, geografico, storico e culturale. Grazie al progetto a Carema tornerà a nuova vita la “Gran Masun”, una casaforte tardo-medievale risalente al 1404, che diventerà una tappa fondamentale per gli amanti della viticoltura e del territorio. I tre piani, sottoposti ai vincoli della Soprintendenza, sono stati acquisiti dal Comune, che ha realizzato al piano terra una cantina da dedicare alle degustazioni. Negli altri piani sono stati previsti spazi per “raccontare” in un museo multimediale interattivo la storia della vitivinicoltura eroica del Canavese. Nei pressi della “Masun” sono state realizzate due aree di parcheggio con muri di pietra e i tradizionali “Pilun”, elementi distintivi del territorio, che sostengono i terrazzamenti tipici con i vigneti a pergolato.
La Festa dell’Uva è come sempre patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino e la sua organizzazione sarebbe impensabile senza l’apporto delle associazioni e degli Enti del territorio. Tra gli eventi di maggior richiamo della festa da segnalare venerdì 27 settembre alle 18,30 la “Corsa dei vigneti-VIII Memorial Aldo Arvat”, una podistica non competitiva di 7 km, con partenza dall’area sportiva e possibilità di iscriversi a partire dalle 17,30. La passeggiata “Andar per Cantine Antiche” con cena itinerante partirà alle 19 di sabato 28 e si snoderà nel centro storico illuminato dalle fiaccole. Ad accrescere l’attrattività dell’evento saranno gli intrattenimenti musicali, la possibilità di visitare dieci cantine, degustare e acquistare i vini locali e di altre zone del Piemonte. Acquistando al prezzo di 8 Euro un calice sarà possibile effettuare le degustazioni. La cena itinerante costerà 17 Euro, acquistando un carnet per le degustazioni. Domenica 29 alle 9 è prevista l’accoglienza delle autorità per l’apertura ufficiale della Festa. Alle 11 durante la Messa nella chiesa di San Martino verranno benedetti i prodotti della terra. Il pranzo ufficiale sarà proposto alle 12,30 dalla Pro Loco di Carema nella tensostruttura allestita nell’area sportiva, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 26 al numero telefonico 320-9092744. Alle 15,30 è in programma l’esibizione della mini banda e del complesso bandistico di Carema. Alle 17 inizieranno le cerimonie di premiazione, la più importante delle quali è l’assegnazione del “Grappolo d’oro” alle migliori uve. Lunedì 30 settembre alle 20,30 nella cappella di San Matteo il programma ufficiale della Festa dell’Uva si chiuderà con una tavola rotonda sul tema “Storia, presente e futuro del Nebbiolo di Carema”.




Agricoltura

A Perosa Argentina la rievocazione storica “Poggio Oddone-Terra di confine” compie vent’anni anni e li festeggia con quattro giorni di iniziative che spaziano dalla cultura allo sport. I festeggiamenti, patrocinati dalla Città Metropolitana di Torino, iniziano giovedì 12 settembre con il torneo di calcio giovanile Memorial Gianfranco Negro e con l’accoglienza alla delegazione del Comune tedesco di Rutesheim Perouse, gemellato con Perosa. Venerdì 13 alle 18 nel padiglione Plan de la Tour è in programma l’inaugurazione della nuova attrezzatura in dotazione al gruppo AIB.
Sabato 14 alle 10,30 a Villa Willy nel parco Tron (ex sede della Comunità Montana) si tiene la conferenza “Una montagna di volontariato… 20 anni di collaborazione”. È prevista in tale occasione la presentazione della Carta Etica della Montagna, a cura degli operatori dell’Unione dei Comuni e della cooperativa sociale “La Dua Valadda”. A seguire la consegna della benemerenza “Perosino dell’anno”, che l’amministrazione comunale ha assegnato a Franco Polastro, da oltre vent'anni attivo come volontario del Gruppo montagna CST Perosa. Alle 12,30 si prosegue con l’inaugurazione delle mostre allestite nella scuola primaria: “C’era una volta Perosa” a cura di Italo Bernardi; “Ieri abiti, oggi costumi” a cura delle associazioni La Této Aut, Libera Associazione Valli Chisone e Germanasca e di Elena Talmon; “Borghi d’Italia nel colore” con i quadri dipinti dal parroco don Mauro Roventi Beccari; l’esposizione dei lavori del concorso fotografico “Rievocazione storica e Plaisentif, 20 anni di storia”; “Come vivevano nella Serenissima Repubblica della Val San Martino. Sprazzi di vita quotidiana dal 1704 al 1708”, a cura della Libera Associazione Valli Chisone e Germanasca; uno spazio curato dall’associazione Amici di Rutesheim; “ColorArt”, con i quadri e le opere artistiche realizzate da alcuni ospiti del CST di Perosa; “Incisioni, ruderi e tracce di fortificazioni” con le foto di Massimo Bosco e Alex Pegoraro; la mostra sui 15 anni della Libera Associazione di Perrero. Negli spazi delle scuole comunali è anche in programma la presentazione dei nuovi corsi dell’Unitre e delle attività del gruppo AIB di Perosa. Alle 15 si apre la quarta edizione del torneo di Belote nella palestra della scuola primaria. Alle 16 nella sala consiliare del Municipio è in programma la presentazione del libro per bambini “Tra i baffi del tempo”, che mescola storia vera e racconto. Il libro è stato ideato dall’associazione Poggio Oddone di Deborah Bruno, con i disegni di Paola Richaud e la traduzione in tedesco di Elena Roberto. Alle 18,45 la cena occitana nel padiglione Plan de la Tour è curata dal gruppo ANA di Perosa. Alle 21,15 la giornata si chiude al Teatro Piemont con “Il Pianista al Cinema”, un concerto del maestro Leonardo Locatelli. Domenica 15 la Fiera del Plaisentif, il “formaggio delle viole” della Val Chisone, propone, oltre ai prodotti caseari, l’artigianato tipico e la vendita delle bottiglie numerate del vino Ramìe di Pomaretto. Alle 11 in piazza Europa si tiene una degustazione comparativa del Plaisentif, seguita dalla marchiatura della produzione 2019. Il corteo storico che inizia alle 15,15 coinvolge i gruppi “La lancia spezzata” di Torino e “La Teto Aut” di Roure, l’Arkana Pipe Band di Torino, i “Descarpentats” delle vallate cuneesi e gli sbandieratori di Avigliana. Nella scuola primaria si possono ammirare le sculture in legno della scuola “Chammoula d’Oc” di Perosa. Nel pomeriggio alle 15 è anche in programma la presentazione del marchio “Terre del Dahù” e della seconda fase del progetto del Sistema Plaisentif, un’iniziativa dell’associazione culturale Poggio Oddone, della CNA di Pinerolo e di tredici artigiani locali.

IL PLAISENTIF, “FORMAGGIO DELLE VIOLE”.

Noto ai gourmet come il “Formaggio delle viole”, il Plaisentif è una prelibata tometta che si confeziona nel mese di giugno, quando i fiori che ingentiliscono i prati degli alpeggi rendono il latte particolarmente profumato. In Val Chisone i margari lo producono da almeno cinque secoli, ma questa vera e propria rarità ha rischiato di scomparire ed è stata salvata dall’impegno degli Enti locali. Grazie a un progetto di riscoperta e valorizzazione dell’allora Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e del Comune di Perosa Argentina, sostenuto dall’Assessorato all’Agricoltura e Montagna della Provincia di Torino, dai primi anni del nuovo millennio se ne producono alcune centinaia di forme all’anno, confezionate con latte crudo intero, stagionate per 80 giorni, numerate e marchiate a fuoco. L’allora Provincia nel 2009 inserì il Plaisentif nel proprio Paniere dei prodotti tipici, mentre l’anno successivo si costituì l’associazione dei produttori. La terza domenica di settembre durante la manifestazione “Poggio Oddone Terra di Confine”, le vie di Perosa Argentina ospitano la Fiera del Plaisentif, che ha origine nella notte dei tempi, quando i margari scendendo dall'alpeggio sostavano a Poggio Oddone, dando vita al più importante mercato della valle. Nobili e alti funzionari non facevano mai mancare il Plaisentif sulle loro tavole, mentre i margari del Delfinato lo offrivano ai governanti, affinché anche in territorio sabaudo ne fosse consentito lo smercio. Oggi il turista lo può trovare (anzi, prenotare, ma per tempo!) presso i margari della Val Chisone.

Agricoltura

Da venerdì 13 a martedì 17 settembre a Pancalieri è in programma la trentanovesima edizione della manifestazione “Viverbe”, mostra mercato regionale del settore vivaistico e officinale patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino. “Viverbe” sarà inaugurata venerdi 13 alle 20 dalle autorità e dalle maschere locali Madama Menta e Monsù Insens. Come sempre la Pro Pancalieri ha allestito un fitto programma di eventi a corollario della rassegna. Si comincerà venerdì 13 alle 21,30 al Palaviverbe con la musica da ballo dell’ABCD Band, mentre sabato 14 la serata sarà animata da Radio Number One, domenica 15 dall’orchestra di Loris Gallo, lunedì 16 da quella di Mirko Casadei e infine martedì 17 da “I Roeri”, che si esibiranno dopo lo spettacolo pirotecnico. Tutte le serate saranno a ingresso gratuito, tranne il concerto di Mirko Casadei (ingresso 8 Euro in prevendita e 10 la sera del concerto), ma il consiglio è di arrivare a Pancalieri già nel pomeriggio, per visitare gli stand e cenare nella Piazza Aromi e Gusti. Sabato 14 settembre Pancalieri ospiterà l’ottava edizione del Gran Premio ciclistico ChialvaMenta, con il ritrovo dei partecipanti alle 13 davanti al bar Vecchia Filanda. Alle 16 appuntamento per i bambini con lo spettacolo dei PJ Masks al Pala Viverbe. In serata l’azienda EssenzialMenta proporrà nella propria sede di via Pinerolo 44 bis la “Notte Verde” con musica, degustazioni e sorprese. Domenica 15, nelle vie del centro, sarà allestita la mostra mercato e scambio di hobbistica e prodotti tipici. Ci saranno anche la settima edizione del raduno Vespa Day per scooter e moto storiche, un raduno di trattori d’epoca e una gara di automobili a pedali (anche sabato 14). Nel pomeriggio, alle 16, Madama Menta e Monsù Insens visiteranno le case di riposo, accompagnati da spettacoli di magia e dal gruppo itinerante Luciano Folk. La musica rock sarà protagonista alle 17,30 davanti al bar Vecchia Filanda con il gruppo ligure Vespu Surdu. Il pomeriggio di lunedì 16 settembre sarà dedicato alle Miniolimpiadi riservate ai ragazzi dai 6 agli 11 anni, mentre martedì 17 alle 18 si disputerà la ventottesima edizione della StraViverbe. I fuochi artificiali e la serata musicale chiuderanno l’edizione 2019 di Viverbe. Nei giorni della manifestazione nella bocciofila sono in programma gare aperte a più categorie. Nell’area coperta di Viverbe, nello stand di AssoMenta i visitatori potranno ammirare una mostra allestita dall’azienda ChialvaMenta.